Anche quando si lascia andare contro il divanetto, separandosi giusto per qualche minuto da Iris, il suo corpo continua a vivere in uno stato di estatica agitazione. Sente ancora il suo profumo addosso, così buono e inconfondibile, accogliente come l’aroma di casa e allo stesso tempo eccitante come quello di una notte passata tra le lenzuola. Il calore che la ragazza gli infondeva durante il ballo va via via scemando, e Ansel si sente per un istante perso, come se vi fosse un tassello mancante nel grande puzzle che forma l’immagine di quella serata.
Con Iris sta bene in un modo completamente nuovo, che non ha mai sperimentato con così tanta intensità e con così tanta sicurezza, nonostante ci siano ancora tante domande su di sé a cui fatica a dare una risposta. Ha trovato diverse persone interessanti, nella sua vita, ma non ha mai avvertito il desiderio di spingersi più in là e approfondire il lato più intimo e interiore delle sue avventure; non è mai andato oltre un approccio fisico e qualche chiacchiera pseudo filosofica che si è risolta con un nulla, colmando solo per un breve tempo il grande vuoto che si agita al centro del petto del gallese. Il fatto che con lei, nonostante abbiano già avuto modo di dividere un letto, non abbia mai tentato un avvicinamento in quel senso, suggerisce qualcosa d’importante, addirittura fondamentale: non è solo l’inesperienza verso l’universo femminile che lo blocca, ma è anche il fatto che la giovane recluta gli piaccia. Iris Winslow gli piace, genuinamente, senza girarci troppo intorno, ed è proprio per questo che, nonostante ci sia un fuoco che gli arde dentro-anche adesso che la osserva allontanarsi, la sua schiena così ipnotica ed invitante- preferisce pazientare. L’ex Grifondoro è diversa da chiunque altro si sia approcciato a lui e non può permettersi di rovinare quel rapporto ancora in evoluzione. Non può e non vuole perderla, non adesso che il suo cuore sta cominciando a battere ad una frequenza diversa quando lei è intorno a lui.
A. P. - Dancing's not a crime