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Salve a tutti! Il mio nome è Tommaso, ho vent'anni e studio informatica. Sono alto 182 cm e peso 69 chili; sono magro, con una sacrosanta dose di pancetta da birra. Il mio viso lo reputo tutto sommato anonimo: non è deforme, ma alcuni tratti lo rendono un po' dissonante perché sproporzionati, ad esempio il naso importante o i denti che, per quanto non siano terribili, presentano diverse imperfezioni. È un viso abbastanza insignificante e comune, non esattamente virile, di quelli che ti scordi con facilità. Stessa cosa vale per il fisico: come si è già intuito per via dell'addome per nulla scolpito, i muscoli non sono mai stati il mio forte e non trovo le mie spalle abbastanza larghe. Dunque già di base, pur non avendo mai fatto granché per migliorarmi, non ho delle buone qualità fisiche. Nel complesso, passo tranquillamente inosservato, non avendo nemmeno alcuna caratteristica particolare: banalissimi occhi castani, banalissimi capelli castani. Tuttavia, non è stato questo ad avermi causato negli anni problemi di vario tipo: lo è piuttosto l'essere stato sempre escluso, il non essermi mai sentito appieno parte del contesto. La mia presenza, probabilmente, era qualcosa di altamente trascurabile e superfluo. Le volte in cui la gente mi degnava di attenzione, mi trattava con sufficienza o mi faceva sentire a disagio, come se fossi sempre nel luogo sbagliato al momento sbagliato, come se non potessi comprendere ciò che loro, cerchia di eletti, avevano la facoltà di dirsi. Con il passare del tempo la situazione non è cambiata, ma forse è cambiato il mio atteggiamento rispetto a questa: negli anni ho come sviluppato una forte misantropia, una vera e propria incapacità a rapportarmi con le persone, che a tratti reputo persino una fobia. Sento come se i miei schemi mentali siano profondamente diversi dai loro, malgrado non mi ritenga speciale in alcun modo, anzi. Non ho amici veri e propri, probabilmente perché negli anni ho imparato a respingere le persone, a provare disgusto quasi verso chiunque; viene da sé che abbia sempre avuto difficoltà a creare legami e ad affezionarmi. Mi sento un inetto, inadatto alla vita, malgrado piano piano abbia imparato quantomeno a dissimulare parzialmente questa mia condizione. A volte mi sembra di scappare dalle situazioni, di nascondere la testa sotto la sabbia o, nello specifico, sotto una pila di videogiochi. Come si può immaginare, sono sempre stato snobbato dalle ragazze e, sinceramente, non ho mai avuto l'intraprendenza necessaria ad approcciarmi a loro più di tanto. Non ho parecchia stima nei loro confronti; a dire il vero le reputo esseri talvolta del tutto privi di criteri logici (con le debite eccezioni, magari), forse anche per il fatto che, insieme a mio padre, mi sono sempre sentito fondamentalmente stressato da mia madre e da mia sorella e non ho un gran bel rapporto con loro. Ho avuto solo una storia e, sinceramente, mi è stata più che sufficiente. Era una persona fondamentalmente egoista che si spacciava per altruista, magari volendosi convincere lei stessa di esserlo, di essere perennemente la parte innocente. Era fondamentalmente ipocrita, come il resto delle persone che ho conosciuto nel corso della mia vita: mi riempiva di stupide ramanzine su come non servisse scappare dai problemi e dalle situazioni scomode, sull'essere maturi, ma dopo è sparita dalla mia vita senza alcun motivo, volendo quasi far credere che la sua decisione fosse a fin di bene (anche se così fosse stato, né lei né nessun altro può arrogarsi il diritto di decidere per un'altra persona, ma tanto la sua era una balla, quindi amen). Ovviamente la sua misericordiosa decisione è arrivata scrupolosamente dopo tre anni e dopo avermi convinto a fidarmi di lei, a credere alle cavolate che mi raccontava, malgrado una vita trascorsa a farmi indisturbatamente i fatti miei. Viene da sé che questo abbia determinato un notevole aumento della mia intolleranza nei confronti delle persone ed, in particolare, nei confronti del genere femminile. Sono arrivato su questo forum quasi per caso, ho letto diverse discussioni e mi sono ritrovato, quindi ho considerato per qualche giorno l'idea di iscrivermi, malgrado la mia sostanziale allergia alle persone. Essendomi rispecchiato in svariate riflessioni, ho deciso infine di provare, credendo quantomeno di non essere l'unico a sentirsi e ad essere escluso. |