| Sì poi dipende anche dalla temperatura |
| Dai da moscio in pochissimi ce l hanno di 13 |
| Eretto ovviamente ahah, floscio neanche rocco ce l'ha di 13 |
| Frate ubriaco non sono concetti labili, se porto argomenti pertinenti non si tratta di divagazioni. Non hai corretto nessun tiro, dato che al tuo cenno sulla questione omerica ho risposto nel merito e argomentando. Il fatto che tu mi trovi spocchioso non svaluta i miei argomenti, che non hai confutato. |
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bella cosa la cultura senz'altro ma nel 2019 il problema è la propaganda del pensiero unico politicamente corretto il lavaggio del cervello che costituisce "le idee" della maggioranza delle persone Di Peggiore del politicamente corretto c'è solo l'abitudine diffusa di tacciare come politicamente corretto dei principi base di civiltà e di umanità. |
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se non sono sceso sufficientemente nel dettaglio ma al contrario ho riallargato la questione riportandola all'origine è perché ammetto tranquillamente di non poter approfondire ulteriormente, ma ti faccio anche notare che si stava perdendo di vista da dove era partito tutto. visto che ti piace divagare te la faccio semplice: jionathan (mi pare) ha tracciato una differenza tra erudizione ed esperienza, paragonando quest'ultima alla red pill. lì sei dovuto intervenire strepitando che niente ha valore come i 'libri di spessore', anzi che l'esperienza popolare ha validità nulla. fine del riassunto, non ho altro da aggiungere. a parte vatti a vedere cosa significa classismo perché l'espressione 'pseudocultura popolare' lo trasuda da ogni lettera. l'utilità di una conoscenza, di qualunque estrazione essa sia, dipende dall'utilizzo che devi farne (ammesso che non sia esclusivamente quello scolastico/accademico...ops...). es. gruppo di turisti che va a visitare un posto. a seconda degli interessi e del tempo a disposizione vorranno vedere i monumenti e/o avere a che fare con la gente del posto e/o mangiare piatti tipici. ps. condivido pienamente quello che eco diceva a proposito dei social (o più in generale, dell'internet) Non mi piace divagare, ho solo argomentato in modo ampio, tutto qua. C'è una profonda differenza tra esperienza e saggezza popolare. La prima è indispensabile per la conoscenza, la seconda, è costituita da proverbi, leggende ecc. Non sto dicendo che l'esperienza popolare sia di per sè nulla (non c'è quindi nessun classismo), ma che può essere utile e interessante solo se è portata a un livello critico di pensiero, e non abbandonata al senso comune. L'utilità di una conoscenza ovviamente è la cosa più importante , ma bisogna distinguere tra unità in generale e unità per la vita quotidiana (per la quale molti aspetti della vita verrebbero trascurati in quanto non direttamente utili a una certa vita quotidiana). Comunque mi riferivo a un'altra frase di Eco, ma vabbè. Detto ciò, non capisco perchè tu, dopo che io ho esposto il mio pensiero sulla questione omerica ecc., mi abbia dato dell'arrogante per poi non saper argomentare nel dettaglio su quello che ho detto, ma va bene lo stesso. |
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Hai ragione ma devi capire che quelli senza vita sociale sono tutti quanti fakecel mentalcel ritardati Cioè se uno non ha una vita sociale è un ritardato? Bah |
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Frate ubriaco dai devo specificare proprio tutto? È ovvio che con libri di spessore intendo libri riconosciuti dalle comunità scientifiche ( e per scientifiche intendo il senso lato del termine) come validi, ovvero che fanno parte di una tradizione ecc. Credo che sia indubbio che un libro di filosofia abbia una validità o comunque un valore piu alto rispetto a un proverbietto qualsiasi. Il valore in più che questi libri e costituito dal livello critico del pensiero, che supera e critica il senso comune della saggezza popolare, la quale non ha come fine la conoscenza ma un'utilità assolutamente contingente, del tutto slegata da qualsiasi intresse culturale. Poi tu dici : "mai dire a un babbeo che non sa un cazzo della vita e che conosce il mondo solo attraverso i libri quello che è effettivamente": come se ci fosse una discontinuità radicale tra vita e conoscenza; pensare che ciò che è nei libri (che racchiudono un'esperienza più estesa di una vita normale, vedi quello che diceva Eco) è totalmente slegato dalla vita quotidiana è molto ingenuo. Non creco di rappresentare alcun classismo, oltretutto sono sempre stato rispettoso in questo forum, a contrario di moltissimi altri qui. Ho sempre argomentato le mie opinioni, a differenza tua che affermi che io non so nulla della provenienza della pseudocultura popolare: e questo sarebbe argomentare? Io ho ampiamente spiegato nei post precedenti in cosa consiste questa saggezza popolare, ma tu non sei mai entrato nel merito del discorso, non hai mai formulato nessuna obiezione. Se hai qualcosa da dire dillo, ma non ti nascondere dandomi dell'arrogante o dicendo che quelle che dico sono solo nozioncine prese da un manuale di storia. Dimmi perchè secondo te un proverbio o una leggenda popolare dovrebbe avere un valore culturale comparabile con letterature scientifiche di secoli e secoli? Ti ascolto, ma non darmi dell'arrogante se non sai cosa dire. |
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tanto è come parlare con un muro di gomma pietro, rev ti aveva inquadrato alla velocità della luce, posso pure dirti 'ao guarda che la carta si fa con gli alberi' ma tu continuerai a rispondermi 'ma cosa stai dicendo, gli alberi stanno piantati per terra' quindi passo il testimone a qualcuno più perseverante e persuasivo di me Assolutamenete no, io sto argomentando, non è che dico semplicemente che ho ragione io, ma porto degli argomenti. Sei tu che non sei andato mai nel merito della questione e hai liquidato la discussione dandomi dell'ignorante e dello spocchioso. Quindi porta argomenti, se ne hai, e ti ascolterò con molta attenzione. Altra cosa se non hai argomenti |
| E quindi? |
| Il frate ubriaco perchè non rispondi nel merito? Non avevi detto che volevi il dialogo? Dai avanti argomenta, ti ascolto |
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CITAZIONE Si ma capisfi che quel mito non aveva nessuna validità artistica o spirituale prima che un poeta non lo cantasse? Sbagli, veniva usato per educare i giovani, se non è validità spirituale questa allora non so cosa sia la validità spirituale Sbagli tu, la funzione prettamente educativa mito/ciclo troiano per esempio ebbe luogo solo dopo che Omero scrisse l'Iliade; infatti i rapsodi recitavano a memoria proprio il testo omerico; senza contare che questo tipo di educazione era a dir poco uno svigorimento e una brutta copia del testo di Omero, non sicuramente il momento più alto della grecità. Oltretutto quando Omero non aveva scritto ancora l'Iliade (la fase prale per intenderci), cosa pensate, che la storia della guerra di Troia venisse raccontata dal popolo? Veniva racconatata nei simposi, in ambienti fortemente elitari e aristocratici. Quindi di che stiamo parlando? |
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Peccato che l'iliade e l'odissea siano scritti da un uomo di lettere, un aristocratico, non uno del popolo. Idem per esiodo. quanta sicumera...! pietro ma tu lo sai cos'è la questione omerica? scusa ma una delle cose che meno tollero è l'ignoranza accompagnata dalla spocchia: sono due cose che dovrebbero viaggiare su binari paralleli, e invece spesso... invece di partire come un ariete con la tua ostinazione prova ad ascoltare ogni tanto, perché qui da quanto ho visto non c'è solo follia ma anche, in percentuale variabile, rassegnazione. e una persona, sapendo di dover trascorrere con se stessa la maggior parte del tempo, fa in modo di renderlo sopportabile, se non piacevole nel tempo libero si approfondiscono argomenti, si va a leggere la biografia di quel coglione che a scuola ti capitava a malapena di leggerne il nome sul libro, si impara a divertirsi da soli, a farsi ridere, francamente? anche la sottocultura del porno è interessante, ne esistono decine di generi, viene da chiedersi quali fasce d'età e di quale estrazione sono attratte da quali generi e perché...molti del fdb il tempo a disposizione lo passano ad arricchirsi senza neanche rendersene conto; con la ragazza sufficientemente aperta e spiritosa anche i generi pornografici potrebbero essere argomento di conversazione. magari non alla prima conversazione. sui thread ci mettiamo in discussione, ci confrontiamo, aggiungiamo carne al fuoco, magari modifichiamo un po' quello che credevamo all'inizio. e tu? entri, dici la tua e la ribadisci uguale a se stessa come se non riuscissi neanche a capire quello che scrivono gli altri o come se partissi dal presupposto che tanto sono le parole di poveri mentecatti disgraziati.e allora cosa ci hai chiesto a fare un parere se pensi questo? cosa ci stai a fare qui o in generale su un forum, allargo, cosa interagisci a fare se in un dialogo sei così chiuso? Ma cosa stai dicendo? Sono benissimo al corrente della questione omerica, ed è una questione fin troppo complessa, con interpretazioni del tutto discordanti. La mia affermazione secondo cui Omero ha scritto i poemi omerici non aveva, mi sembrava ovvio ma lo specifico comunque, la pretesa di risolvere la questione su omero, bensì di sottolineare come i miti, soprattutto quelli Greci, hanno molto più a che fare con la creazione artistica che con la saggezza popolare. È vero che i miti a volte derivano da racconti popolari ecc., ma divengono cultura solo quando incontrano il mondo artistico o letterario, un mondo fortemente aristocratico, non c'è nulla da fare. La guerra di Troia di per sè non ha nulla di elevato prima di venir cantata da chi piu di tutti è lontano dalla saggezza popolare, ovvero il poeta, l'unico che ha un contatto con le muse. Come diceva Nietzsche, le cose più belle spesso derivano da cose basse e prosaiche,ma non per questo queste ultime divengono cuulturalmente valide, anzi. Su quello che dici circa le caegorie porno ecc, non confondere argomenti di conversazione con argomenti interessanti da un punto di vista culturalle. Tutto Questo per dire che non c'è nessuna spocchia, nè tanto meno ignoranza. Sono il primo a cercare il dialogo, forse invece sono molti di questo forum che confondono un punto di vista diverso delle cose con una volontà di avere ragione. Si ma capisfi che quel mito non aveva nessuna validità artistica o spirituale prima che un poeta non lo cantasse? |
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Peccato che l'iliade e l'odissea siano scritti da un uomo di lettere, un aristocratico, non uno del popolo. Idem per esiodo. Prima di essere state scritte sono state tramandate per secoli dai cantori, non se le è mica inventate Omero di sana pianta le storie. Capra. Lo so benissimo, ma quelle che sono poi state tramandate dai rapsodi ecc. Sono le versioni scritte da Omero.studia |
| Peccato che l'iliade e l'odissea siano scritti da un uomo di lettere, un aristocratico, non uno del popolo. Idem per esiodo. |