Giusto per rinfrescare la memoria... e le hanno dato solo 11 anni..
Intorno alle 19:30 del 21 febbraio 2001 Susy Cassini e il figlio Gianluca De Nardo rientrano nella casa di famiglia in via don Beniamino Dacatra 12[6], nel quartiere novese del Lodolino. Di lì a poco nella cucina dell'abitazione ha inizio un diverbio tra la Cassini e la figlia maggiore: la causa sono i brutti voti scolastici della ragazza, studentessa al civico Collegio San Giorgio dopo due anni molto deludenti al liceo scientifico Amaldi, e i timori della madre legati alle possibili cattive frequentazioni della figlia. È in questa circostanza che Erika afferra un coltello e sferra il primo fendente alla madre: immediatamente il suo fidanzato, che fino ad allora si era nascosto nel bagno del pianterreno dove aveva già indossato i guanti, accorre a dare manforte alla ragazza, che a sua volta ha messo i guanti. I due ragazzi riescono ad aggredire Susy alle spalle: uno dei due le tappa la bocca con una mano e insieme cominciano ad accoltellarla. La donna si dibatte e nel tentativo di sfuggire alla furia omicida dei due va a sbattere contro il tavolo della cucina che si spezza in due per la violenza dell'urto: i giovani la riagguantano e continuano a sferrare fendenti, fino a essere sicuri di averla uccisa. In totale Susy Cassini ricevette 40 coltellate[7]. Omar affermò che, prima di morire, Susy Cassini avrebbe gridato alla figlia il suo perdono, implorandola di risparmiare il fratello[8].
Nel frattempo il trambusto generatosi ha attirato Gianluca, che era al piano superiore, dove si stava preparando a fare il bagno, essendo appena tornato da una partita di pallacanestro, durante la quale aveva corso e sudato. Gianluca scese al pian terreno e assistette impotente e atterrito all'omicidio della madre[9]. Accortisi della sua presenza, i due fidanzatini rivolsero la loro furia contro di lui: Gianluca fu colpito una prima volta al piano terra dalla sorella, come dimostrato da uno schizzo di sangue del bambino rinvenuto sul cavo del telefono della cucina, dopodiché i due accompagnarono il ragazzo al piano superiore, come verrà provato dalle gocce di sangue della giovane vittima rinvenute anche sulle scale, cercando di calmarlo. Nella foga, i due assassini lasciarono orme insanguinate sulle scale e manate sul muro, oltre a goccioline ematiche provocate dai coltelli. Erika sospinse il fratellino verso il bagno dicendogli di volerlo aiutare a lavarsi e medicargli la ferita, ma Gianluca era in preda al panico e cercò rifugio nella camera di Erika: senza via di scampo, fu raggiunto da ulteriori coltellate[10].
Nel frattempo, per evitare che i vicini udissero le grida, Erika alzò al massimo il volume dello stereo, sulla cui manopola furono rilevate altre tracce ematiche[9]. Nei piani dei due assassini probabilmente non vi era l'eliminazione di Gianluca, ma la sua presenza imprevista sulla scena del crimine e la sua reazione ne fecero uno scomodo testimone; forse dopo un veloce conciliabolo fu presa la decisione di eliminarlo. Gianluca, con le poche forze rimaste, tentò di scappare cercando rifugio nel bagno, ove fu preso in trappola dagli assassini: inizialmente Erika cercò di avvelenarlo facendogli bere della polvere topicida, di cui vennero poi repertate tracce vicino alla vasca da bagno, nel pianerottolo del piano superiore e nelle scale, poi lo buttò nella vasca piena d'acqua tentando di affogarlo. Nella frenesia entrambi i tentativi fallirono, mentre Gianluca continuava a difendersi disperatamente, mordendo Omar nella zona della prima piega interdigitale della mano destra, procurandogli una ferita sanguinante. A quel punto, avendo con sé ancora uno dei coltelli usati per uccidere Susy, i due ricominciano a colpirlo[10] per un successivo quarto d'ora, fino a togliergli la vita[7] con 57 coltellate. |