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ahahahah il bello è che ho incontrato almeno un rappresentante di ognuna di queste categorie nella mia vita xD Io li ho incontrati tutti purtroppo..sostanzialmente si possono ricondurre tutti ad un' unica categoria, ovvero "Quelli che vivono in un altro mondo (che non è quello dei brutti)" Gente che parla senza vivere il problema, ma soprattutto privi della capacità di immedesimarsi nei problemi altrui. |
| quella che mi fa più incazzare è La donna del Certo Punto |
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fanciullo mondo di merda innamorati di una maschera esterna pensa se Leopardi fosse nato ai giorni nostri...già ai suoi tempi ha scopato quasi nulla...probabilmente non sarebbe diventato nessuno, anzi cappio al collo intorno ai 20... |
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Sono quelli che (non si sa perché) si ficcano in testa di avere la soluzione semplice ad un problema che esiste da quando esiste la specie umana. Eccone un catalogo. Il Sofista Colui che cerca attraverso delle domande finte-trabocchetto di mettere in difficoltà la tua posizione. "Ma se contasse l'aspetto, perché i cani si annusano il culo?" La bimbominkia La sua tesi è "Una volta mi piaceva uno, ma le mie amike dicevano che non era bello. Non è successo nulla, però... Ora sto con un raga molto bello, ma mica per quello. Quindi vedi?" L'amica della bimbominkia La sua tesi è "Alla mia amika piaceva un uomo brutto! Non ci è andata e ora sia io ke lei stiamo con un raga molto bello, ma mica per kuello. Quindi vedi?" La donna sposata "Vedrai che ne arriva una anche per te. Ci vuole pazienza, ci vuole sacrificio, devi essere un bravo ragazzo ed essere dolce, ascoltarla, e fare quel che dice. Ti vai in balera, le chiedi se desidera daNZare, con molta gentilezza. Le dici che ha una bella caviglia, ma senza esagerare. Poi la porti in un luogo emozionante. A casa di tua zia." La donna coi valori -Tu sei superficiale. Alle donne non interessa così tanto l'estetica, ci sono altri valori nella vita. Per questo sei solo. -Tipo che valori? -Tipo... che ne so, i soldi. Quello del "non c'entra" -Guarda me. -Ma tu sei bello. -Si, ma non c'entra -Ma sei ricco! -Si ma non c'entra -Ma sei figlio del Presidente -Si ma non c'entra -Hai detto di guardare te, e tu sei queste cose. -Si, ma non c'entra L'Uomo della Sicurezza -Tu per piacere a una donna devi essere sicuro! -Di cosa? -Non lo so. La donna che non ha capito di cosa si sta parlando (e un cazzo in generale) Vedi? Io me ne stavo per fatti miei, poi ho visto quello, ho pensato "Belloccio!" e ci sono andata. Non ti devi preoccupare. Può succedere anche a te. La donna del Certo Punto -Si, non lo neghiamo, l'aspetto conta, ma fino a un certo punto. -Cioè? -Cioè che conta, ma non solo quello, ci vuole anche altro -Si ma ci vuole anche quello, giusto? -Si ma fino a un certo punto. La donna new age Tu non sei brutto. Generi un microcosmo emotivo di energie autodistruttive che fanno confluire verso di te eventi negativi. Devi uscire dall'Ichinen Sanzen dei Diecimila Mondi in un Solo Istante e raggiungere la Buddhità. Quella della Gaffe -Ma di che ti lamenti! I brutti sono altri! -Tipo? -Quelli bassi, grassi,irsuti... -Ma io sono così -... Non intendevo quello. L'Uomo del Sarge -Tu devi sedurre! Ci sono sistemi, te li insegno, in cui l'estetica non conta. A MENO CHE tu non sia proprio brutto. -Ma io SONO proprio brutto. -... (un piccolo ictus perché non gli torna). Quello della Serenità -Ma di che ti lamenti. Nella vita i problemi sono altri. E le donne poi causano solo grane, lasciale perdere. -Sei single? -No. L'Uomo che non lo sapeva -Si, ma tu sei moscio. Non hai spina dorsale, con le donne non ci sai proprio fare. -Si, sono timido, ma capirai... -Ora ti spiego come si fa con le donne. Devi andare in Alaska, là con 30 euro una battona te la dà. -E tu l'hai fatto? -Certo. Ci sono stato due settimane. Io di donne mi intendo, sono un campione. -Ma le paghi! -Oh cavolo, vuoi dirmi che c'è chi non le paga? E come fa? |
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A questo punto ha senso però che in chat se non gli piaci non ti caghino di pezza. Cioè non ha senso , basterebbe non flirtare ed incontrarsi tanto perché non si ha di meglio da fare. Nel senso che uscire con una ragazza per sentirti dire che sei un amico così dal nulla , non fa certo piacere. Ma è chiaro che lo si debba accettare senza reagire . Al massimo un "vaffa". Eh ma sai si vede che dal vivo non gli piaceva come in foto, anke a me è capitato tante volte, una addirittura prima di incontrarmi pensava di come riunire a cena i suoi genitori separati x presentarmi a loro in futuro, poi quando sono andato a trovarla in treno le sono piaciuto così poco che mi parlava a stento e negava di aver parlato di qualsivoglia tipo di fidanzamento tra me e lei in passato. A me dispiace tanto per questa ragazza e il tipo ovviamente è un pazzo, però anche loro per menefreghismo o sufficenza si lasciano scappare delle frasi o dei comportamenti che uccidono un uomo dentro, non c'è da sorprendersi se di lui dopo rimane solo una bestia. |
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Ti sembrerà maschilista come discorso ma per un uomo hanno più valore quante ne abbia scartate che quante ne abbia avute . Visto che deve fare la prima mossa. Per la donna per forza di cose è l'inverso , visto che scarta in continuazione. Merlino , secondo me dovresti diventare donna . La logica femminile non ti manca. E' una cosa biologica , non c'entra nulla paragonare due mondi opposti : Uno che dovrebbe selezionare in quanto si fonda sulla ipergamia e l'altro che dovrebbe spargere . La donna inoltre dovrebbe essere più portata ai sentimenti , o meglio questo è quello che desidererebbe , pertanto a parità di numero io sono un uomo e tu 'na zoccola . Edited by SfarroMan - 30/9/2014, 00:32 |
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Le modalità fanno numero. Spesso il discorso è così: lo conosco a menadito ormai . Prendi una di 35 anni . In genere ha avuto , ti dice, 4 storie serie durate dai 10 ai 12 anni . E io chiudo l'argomento , perché lo riprenderò poi . Quando lo riprenderò , affinché si scordi quanto ha detto prima , se le chiedi quanti uomini ha avuto, son quasi sempre una 20ina che non hanno mai tradito. Han fatto sesso in media a 17 anni . 35-12-17=6 anni! 20 cazzi sono tantini in 6 anni. Capisci? I conti "teorici" la fanno passare come una in media ma è un po' zoccola , invece . Poi mettici almeno 7/10 cazzi in più perché rubano in difetto e io cosa deduco: Che è un mignottone che ha tradito anche ! 100%. Insomma è pienamente in media come zoccola nostrana , ma non certo come tipa seria . Siete così brave a sconfessarvi da sole , una dote favolosa. Edited by SfarroMan - 30/9/2014, 00:04 |
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LH vuole dire con ironia che una donna, secondo lei, deve avere il diritto di scopare chi, quando, come e quanto vuole senza che questo possa intaccare la sua figura nei confronti degli altri. La sua figura poi è quella che è: una che prende cazzi facilmente punto e stop Ti farei sentire il mio cosmo ( Molte femministe pretendono di poter fare la vita da libertine senza essere giudicate per quello che sono. Io non ho alcun problema con quelle che vogliono farsi trapanare a raffica da tutti i bellocci che vedono, però onestamente non mi metterei in casa mai una del genere, tutto qui... Ed è una mia scelta, quindi nessuna può sfravecarmi la minchia dicendo che sono maschilista. |
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Anche per me ne ha avuti tanti, ma potrebbe anche solo essere stata sfortuna. Questo non significa che sia una troia e che non valga la pena di prenderla in considerazione. Scopare tanto per sfortuna ahahaha, il vostro è davvero un altro mondo, non c'entrate un cazzo con questo posto. Edited by Mike Litoris - 29/9/2014, 23:03 |
| Sotto i 20 cazzi , oggi non sei nessuno! |
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LH vuole dire con ironia che una donna, secondo lei, deve avere il diritto di scopare chi, quando, come e quanto vuole senza che questo possa intaccare la sua figura nei confronti degli altri. La sua figura poi è quella che è: una che prende cazzi facilmente punto e stop |
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@Deleterio: non puoi biasimare nessuno, qui molti sono giovanissimi, il testosterone ribolle. A questo punto... boh, domanda intelligente. Inevitabilmente conta. In che percentuale non so dirtelo, ma parecchio. Puoi essere caratterialmente quel che diavolo vuoi, ho verificato. Se non parte loro la "magica scintilla" (=voglia di scoparti) non succederà mai nulla. E' più forte di loro. Quindi non mi sento nemmeno di condannarle come persone, diverse di queste sono davvero pregevoli. Se hai il sex appeal di un comodino non c'è modo, al limite sei "un'incredibile persona che non mi immaginavo di poter conoscere". Però a debita distanza. Fa parecchio male quando verifichi di continuo di andare bene... ma di non andare bene. A quel punto smetti di fare qualunque cosa. Vai veramente in cortocircuito. @Brutto_tenace: già scritti. @Wax: Sartre, magari. Avevo solo la serata del "devo dirlo a qualcuno", poi se non viene recepito son problemi di chi legge. Raccontarsi al soffitto di casa non è la stessa cosa. |
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Il mio vicino di casa si è fidanzato. Per carità, lei è una 5/4. Nulla di che. Non pare un evento di quelli da raccontare. Il fatto è che il mio vicino di casa è diversamente normale. Sghembo, storto, incomprensibile nel dialogo. Di quelli che un tempo si chiamavano spastici. Ed era per me l'emblema della solitudine. Un' incarnazione di quello che mi sentivo di essere. Mi faceva esistere in terza persona. In diciotto anni che abito questo paesino non avevo mai visto tale ragazzo parlare con qualcuno. Arrancava tutto storto e solo verso la sala scommesse, dove passava il tempo in un angolo. A guardare i cavalli correre. Senza puntare. Gli occhi fermi a quei cavalli che sfrecciavano. Nascosto, lo contemplavo. Passate due ore, tornava a casa. La solitudine fatta persona. Non ha una lira e abita un monolocale con sua madre. Donnetta strana e invecchiata male. Quando il figlio esce di casa lo segue per un pezzo di strada, nascosta dietro le auto. Come a controllare che non si perda nei primi cento metri di percorso. Poi la signora torna al buco in cui abitano e attende col naso schiacciato alla porta a vetri, appoggiata a un bastone, mentre lui raggiunge la sala scommesse e poi guarda i cavalli correre. Un'imitazione della vita. Sempre, ogni giorno. Estate e inverno. In questo paesino protoindustriale fatto di ruggine e tombe etrusche. La solitudine. Il mio vicino di casa spastico si è fidanzato. Lei bionda, ma non chiara. Bovina, anonima. Una mamma non bella da giovane. La prima volta che li ho visti stavo andando a prendere il caffé all'automatico e sostavano davanti una vetrina. Si tenevano per mano. Là ho capito che stavano assieme. Alla macchina automatica del caffé (un bar robotico, diciamo), poco più avanti, mi sono messo a piangere. E' stata una reazione più forte di me, anche se a dire il vero sono un frignone e non è difficile che capiti. Stavolta il pianto mi ha preso in contropiede. Antipatico, di prepotenza. Probabilmente nessun film al mondo potrebbe descrivere quel che ho sentito o immaginato. Non so se ero felice o se ero triste. Felice per lui da morire. Felice anche per lei, devo dirlo, perché trovare qualcuno che ti tenga la mano quando cammini non è scontato. Lo si dà per scontato ma non lo è. Ero felice per lei perché in cuor mio sapevo che quel ragazzo aveva un autotreno di belle cose da darle. E non è scontato nemmeno questo. La differenza concreta tra me e il mio vicino di casa in quel momento era la mia mano vuota. Vuota come l'Universo vuoto. Oltre una scala di misurazione, perché il vuoto non ha geometria. Non è euclideo il vuoto. E mi sono chiesto perché non potevo tenere la mano di Sara. Lei, o chi prima di lei. Quelle mani che avrei voluto tenere nelle mie quando cammino. Anche solo per sentire che la strada va avanti. Che non sono la sola cosa che esiste. Per avere una responsabilità verso qualcuno. Per sapere esattamente quando è che faccio una cazzata, per dare qualcosa di buono a qualcuno che non sia me stesso. Per essere il buono di questo fumetto e non un comprimario solo stilizzato. O la voce narrante di cose non mie. O l'ingoiatore di rospi. O quello che la prende con filosofia a beneficio dell'ordine naturale delle cose. Vorrei essere per un numero della serie l'eroe della storia. Sara, prima Leila, prima Ottavia, prima Eleonora, prima Laura, ed altre comprimarie che nel corso del tempo ho cercato per colmare il vuoto ma di cui mi importava meno. In realtà una notte la presi la mano di Sara. In un pub. Mi decisi perché lei sapeva, io sapevo, volevo tentare di rompere un argine. La tenni e la tenni anche dopo, quando camminammo fuori. Il mattino seguente mi disse di non farlo mai più. Mi disse: è successo perché avevo bevuto. E' successo che le ho preso la mano e lei ha accolto il gesto perché aveva bevuto. Sono morto, io, quella mattina. Non me ne sono reso conto, ma io, io la persona intendo, sono morto. C'è un'altra cosa che muove piedi e braccia, ma non sono io. Io non esisto più. Non c'è più quella persona che in fondo mi piaceva tanto. Ero un sognatore, un idealista, forse un idiota ma un piacevole idiota. Avevo molte buone speranze. Non so perché è stato ammazzato. Ma è morto. Capitarono molte cose prima di quell'omicidio. Seduti su una panchina, Sara si lamentava di non sentirsi apprezzata. Aveva i suoi complessi: di non trovarsi a suo agio, di essere stata ostacolata da tutti. Sognava di fare arte, ma era finita a fare la sguattera. Non bella, non bellissima almeno, ma per me era la cosa più bella del mondo. Come il primo libro che leggi, il primo bacio che dai, il primo film al cinema con tua madre che ricordi. Bella come la musica, ecco come. E io a pregare Dio di farle capire perché ero là, che non c'era cosa in questo Universo più importante per me di saperla e vederla ridere. Che era già bella e spettacolare, doveva solo ascoltarmi. Aveva vinto. Volevo solo questo. Lei era già una cosa degna. Ho provato anche, ma non c'è stato modo. La facevo ridere. Molto. Mi veniva spontaneo, era bello farlo. Il mondo prendeva senso, e in questo prendevo senso io, perché rideva di cuore. Ho fatto molte cose assieme a lei. Creative. Abbiamo scritto un libro assieme, perché volevo realizzare il suo sogno di fare qualcosa di artistico. E rendeva felice me, che in fondo avevo lo stesso sogno. Sono stati giorni lunghissimi. Non finivano mai. Un'estate che è durata due anni. Ero soddisfatto di me. Non ho mai festeggiato un mio compleanno, e lei se ne ricordò. Volle passare il giorno con me, e mi comprò un regalo a sorpresa. Mi portò in un locale messicano. Molto divertente. Mi commossi perché nessuno mai aveva festeggiato il compleanno con me. Avevo 35 compleanni vuoti e dolorosi. Le chiesi perché lo aveva voluto e disse: con te tornano i colori nella vita. Poi sono morto. Insomma c'era il mio vicino di casa con la sua fidanzata che sono passati oltre. Un attimo, un riquadro del fumetto, nulla di che. Alla fine nel disegno sono rimasto io con la mia mano vuota. Un rifiuto che non capisco. Un bene che vuoi e che non trova confine o forma o misura, e ti esce tutto di dentro quando vedi il tuo vicino di casa, la persona più sola che tu abbia mai potuto osservare, che stringe la mano della sua ragazza. Che è una scena come tante, non dico una cosa da dipingere sui muri della città, ma a guardare bene il senso ce l'aveva. Un ragazzo (ormai uomo) e una ragazza che camminando mano nella mano non danno significato solo l'uno all'altra, ma lo danno a tutto il paese, al concetto stesso di tenersi per mano, alla fin fine a quello di esistere perché se non c'è nessuno che ti ama quando lo fai sorridere, a che ti serve il dono di saper far sorridere? Ho finito il caffé e sono tornato a casa. Non so se felice, se triste, se ambo le cose o una differente qualità di stato d'animo. So che in fondo volevo essere come lui. Volevo essere lui, il mio vicino di casa. Volevo tenere la mano di Sara, o di Ottavia, o di Leila, o di Laura, e camminare per la strada del paese. Offrire e ricevere un percorso. Nulla di più di questo. Perché in fondo la vita, a ben vedere, non è che offra molto di più se non queste minuscole parti episodiche. Vetrine, passi, mani, caffè. Non c'è davvero molto altro. Sono i sentimenti che ci vivi nel mezzo che amplificano la portata. Mi sono chiesto perché. Perché lui si, perché altri si. Perché io no. Perché altri no. Perché dovrei dimostrare di essere qualcosa che già sono, o dimostrare che non sono una data cosa che non sono. Voglio solo prendere quella mano. E farcela. Non perché lei ha bevuto. Ma per farle sentire cosa sentivo quando era con me. E ora sono io l' incarnazione della solitudine per il mio vicino. Buffo, vero? |
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Facebook sta rivelando una pericolosa tendenza della gente all'auto-alienazione. A volte, sia ha come la sensazione che ogni evento esista per la gente in funzione della sua narrazione, della sua esibizione a una platea quanto più ampia possibile. Prima di tutto, tutti gli attimi diventano non essenziali, l'illusione di poterli conservare su un database li rende in qualche modo ancora più prevedibili, noiosi scontati. Allora, per sopportare il vuoto dell'esistenza in atto, siamo costretti a ripiegare sulle molteplici esistenze potenziali, ci piace pensare a quello che la gente possa immaginare sia la nostra vita. Dobbiamo esibire pienezza, molteplicità di interessi, versatilità e tanto tanto divertimento. Ma siamo già tutti morti senza saperlo, in realtà. Oh beh, in realtà io lo so, molti lo sanno. Non lo sanno le ventenni al culmine del loro potenziale riproduttivo, ma noi sappiamo |
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Ormai piagato da un esitenza di solitudine, come ho già espresso più volte quì nel forum, perderò l'illibatezza con una prostituta. Il solo avvicinarmi ad una donna vestita sembra un traguardo ormai irraggiungibile, allora perchè non usufruire di tali servizi? I normaloni pompati che si scopano regolarmente le loro compagne prive di volontà propria lo definiscono da sfigati solo perchè non hanno mai provato in prima persona l'orribile esperienza di essere un fenomeno da baraccone, una barzelletta vivente, una creatura delle fogne ecc... A mio personalissimo parere "la prima volta" non conta assolutamente un cazzo ma la stra-maggioranza della gente la ritiene "magica" solo perchè si lasciano abbindolare da qualche favoletta da commedia romantica alla Moccia. In breve cosa ho effettivamente da perdere se non l'aberrante peso della verginità che a poco a poco mi sta facendo sprofondare nella misoginia più pura e sta rapidamemte sgretolando la mia sanità mentale? |