|
E' vero cambieranno, passerò più tempo sul treno. Ma la scansione della giornata rimarrà la stessa. quando penso alla solitudine in cui mi sono sprofondato mi sento male. |
|
giornata tipica: sveglia alle 6.30 colazione minima e lettura libro/ascolto musica 8.00 scuola e ci rimango 6 preziose ore (per fortuna stiamo per finire e poi con le superiori chiudo) 14.00 pranzo abbondante 15.00 riposo post-prandiale 16.00 suono un paio d'ore 18.00 piscina/palestra 20.00 cena minima 20.30 cazzeggio 21.00 lettura libro 23.00 dormo profondamente la giornata è soggetta a variazioni i giorni che ho lezione a Roma, in quel caso alle 14 prendo il treno, mi sparo 4 ore di lezione, e torno a casa per le 20.30-21. La domenica non è troppo diversa. Mi alzo alle 7.00 e passo la mattinata a leggere o a suonare, oppure mi vado a fare due passi. praticamente passo giornate da eremita. |
|
allora: mi alzo presto vado a scuola e ci rimango 6 ore (anche se ne ho solo per un altro mese e mezzo, Iddio sia lodato) pranzo abbondantemente cazzeggio un'oretta e si fanno le 15.30 mi metto a suonare un paio d'ore vado in piscina/palestra cena internet libro dormo la giornata è soggetta a varianti perché spesso (da una a tre volte a settimana) sto a Roma il pomeriggio per suonare. |
|
no, dimmelo, sono disposto a seguirlo. Fammi decidere a me se è una cazzata. comunque saluto i conoscenti in strada. |
|
Riga io avrei un modo per farti sbloccare, considera che parlare con le persone è una cosa normalissima, l'uomo è un animale sociale. L'attuale società che paradossalmente dandoci molti più mezzi di comunicazione rispetto al passato non fa altro che allontanare gli individui. qual è sto modo? non ho capito il tuo intervento. Royal, evitiamo di ripetere che viviamo in una società di persone sempre più connesse e sole, ormai sta diventando una filastrocca tautologica. |
|
non sono patologico Però quando sono in situazioni generiche come queste, quando devo fare conoscenza con qualcuno mi annichilisco, ma non per paura, ma semplicemnte perché non so che dire, tutto quello che mi viene in mente mi sembra fuori posto. E' come una voce che mi dicesse: ma adesso che cazzo gli dico? Ma questo che glielo dico a fare? Sono le situazioni generiche che mi spiazzano. Per dire, se sto sul treno e questo porta un'ora di ritardo, non ho difficoltà a scambiare due parole col vicino di posto, maledicendo Trenitalia e le ferrovie, risulto quasi affabile in contesti simili. |
|
un plauso a Litoris per Stivell |
|
ma io non ci volevo provare, volevo scambiarci due parole, averci uno scambio umano. Volevo avere il coraggio di conoscere qualcuno. Qui molte volte si ragiona solo in termini di fregna, ma questa è solo un aspetto del problema... Riguadon ma perché non avresti dovuto provarci? Io non ci vedo nulla di male se un ventenne va con una quindicenne sinceramente, che poi non avresti avuto speranze è un altro discorso. il punto non è la fregna, il punto è essere inetti riguardo le relazioni umane. Se ci fossi riuscito ad entrare in contatto forse ci avrei provato a provarci (neanche io ci trovo nulla di male in linea teorica ad approcciare una di quindici anni), ma se non riesci nemmeno a scambiare due parole, che vuoi sperare? |
|
ma io non ci volevo provare, volevo scambiarci due parole, averci uno scambio umano. Volevo avere il coraggio di conoscere qualcuno. Qui molte volte si ragiona solo in termini di fregna, ma questa è solo un aspetto del problema... |
|
ho vent'anni, perché avrei vita facile? Praticamente lei è di un' altra generazione, siamo addirittura nati in due millenni diversi. Poi conta che la mia esperienza è nulla... farei la figura del coglione bavoso. Non sai un cazz, io ho 15 anni e parlo per mia esperienza personale, tutte le mie amiche escono solo con ventenni e oltre, quelli della loro età manco li guardano. Una mia amica che è un 7 è uscita con un trentenne. cazzo sfirt, pure tu sei quasi di un'altra generazione Ma con che tipo di ventenni? Hai capito che io non ho mai conosciuto corpo di donna, che non riesco a mettere due parole in fila in contesti sociali, che sono alto 1.68, che ascolto Claudio Monteverdi, che non ho la patente. Insomma, una di quindici anni, in me che ci può vedere, quello con cui preparare l'interrogazione di storia? |
|
ho vent'anni, perché avrei vita facile? Praticamente lei è di un' altra generazione, siamo addirittura nati in due millenni diversi. Poi conta che la mia esperienza è nulla... farei la figura del coglione bavoso. |
|
comincia col fissare qualcosa e cercare per un certo tempo di non pensare ad altro, se non a quell'oggetto o al massimo ad altre cose correlate a lui. Tipo concentrarsi su un buco sul muro, e pensare solo al buco, al concetto di buco sul muro. All'inizio duri un minuto e poi cominci a pensare alla fregna, ma con l'allenamento puoi fare progressi. E' un'ottima cosa. |
|
Un bello si può permettere di essere timido in quanto verrà visto come misterioso. Un brutto timido è strano, inquietante. Personalità e fiducia ragazzo, io ti leggo e tu ne hai da vendere. Sull'essere inquietante ti dico che alcuni miei compagni di classe e alcuni professori pensavano avessi problemi in famiglia abbastanza gravi perché non parlavo mai di mio padre e mia madre. Semplicemente non ne parlavo perché dicevo: primo non ne ho occasione, e poi per dire cosa, che mia madre mi rompe i coglioni perché sono disordinato, che mio padre è incazzato perché non gli rinnovano il contratto? Passavo per uno disagiato. |
|
Ecco un'altra vittima dell'introversione. Il problema è che siamo talmente abituati ad analizzare il nostro stato interiore, a formulare pensieri, ad elaborare ogni input, da credere istintivamente che gli altri facciano la stessa cosa. Così dire qualcosa diventa una trafila di dubbi: sì, ma cosa? E se quello che dico suona stupido? Poco interessante? E se lei la pensa diversamente? E se non mi capisce? E se mentre sto parlando le squilla il telefono? E se invece di dire questo dicessi quest'altro? Oppure quest'altro ancora? Sì, ma detto con quest'altre parole sarebbe meglio... La verità è che gli altri, le donne in particolare, sono immensamente più banali. Puoi dire praticamente qualsiasi cosa (tranne enunciare un teorema matematico, o parlare di quanto ami Monteverdi), la più banale, scontata, sciocca, ciò che conta è che tu la dica per avviare uno scambio. La prossima volta buttati, forzati a non pensare e lascia che tutto scorra. lo so Mahler, mi vergogno anche di stare qui sopra a scrivere ste cose. Ma quando sto in questi contesti non riesco proprio a stabilire un contatto, qualunque cosai mi viene in mente poi penso "ma che cazzo la dico a fare" oppure "che gliene può interessare a quello che mi sta davanti". Davanti a quella ragazza, ho cominciato a ripetermi: Ha 15 anni, 5 meno di me (per la cronaca ho vent'anni), è un sacco di tempo, nemmeno mi ricordo come ero io a 15 anni, sicuramente non abbiamo niente in comune etc... comunque preferirei farmi castrare che dichiarare in pubblico di amare Monteverdi (e lo amo veramente, conosco l'VIII libro di madrigali quasi a memoria |
|
l'altro giorno mi sono ritrovato a parlare con una ragazza che conoscevo solo di vista e che mi è sempre piaciuta pur non essendo bellissima. Apro una parentesi: ripeto che questa ragazza non è bella (non ha nemmeno questo gran fisico, è abbastanza esile e con poche zinne), però ha un viso "interessante" e che a me fa parecchio sangue. Quelle volte che l'ho vista era anche vestita in maniera sobria, e non da mignotte come tante altre, e questo le fa guadagnare punti. In pratica ero con uno che conosco che è di un paese vicino, anche la ragazza è di quel paese e i due si conoscono, si incontrano per strada e si mettono a parlare. Quando è così non so mai che dire e sto zitto di solito, però qualche cazzata la volevo spiccicare stavolta. Quasi subito esce fuori che la tizia qui ha 15 anni. Cristo 15 anni! Ho proprio pensato: ma che cazzo gli dico io a una di 15 anni? che nemmeno so come si chiama? Rimango zitto e quella probabilmente nemmeno si accorge di me. Lì per lì ho detto amen. Ma poi m'è presa una tristezza, potevo scambiarci due parole, mica ci dovevo provare, mica gli dovevo proporre niente d'osceno, almeno due parole per sembrare vivo. Non è la ragazza in sé, ma il fatto che non ci sono riuscito nemmeno a entrare in contatto... non voglio essere patetico o farmi compatire, ma sta cosa m'ha messo a terra più di quello che stavo. |