Fino a 50-60 anni fa era l'uomo che aveva il coltello dalla parte del manico nel mercato sessuale, le donne avevano la pressione sociale di mantenere una buona reputazione (il che le faceva desistere dal fare le troie e aprire le gambe ai bellocci) e maritarsi il prima possibile una volta raggiunta la maggiore età (il che significa che non avevano molte opportunità di scelta, una volta una proposta di matrimonio era un'opportunità ghiottissima per una donna e la sua famiglia), il che significa una più equa distribuzione delle donne. All'epoca un uomo da 5,5 di una famiglia rispettabile (dove per rispettabile non intendo per forza ricca, ma semplicemente onesta e lavoratrice) valeva più di una donna da 7 (e infatti entrambi i miei nonni erano bruttini mentre le mie nonne da giovani erano delle belle ragazze). Forse all'epoca più che la bellezza valevano di più money e status, ma tenete conto che c'erano anche maggiori opportunità rispetto ad oggi, trovare lavoro era facile, bastava avere una banale laurea ed eri già la creme della creme della società a cui tutte le contadinotte ambivano. Arricchirsi era più facile, del resto era l'età dell'oro del capitalismo. Mio nonno diventò ricco aprendo un'impresa familiare pur avendo a malapena la quinta elementare.
Oggi viviamo in una società totalmente differente. L'emancipazione femminile e la libertà sessuale fanno sì che le donne non abbiano limiti nei loro istinti ipergamici e nel numero dei loro partner sessuali. I social network e le app di dating hanno permesso loro di aumentare esponenzialmente il numero di possibili partner sessuali tra cui selezionare, e di conseguenza le loro pretese sono aumentate a dismisura. Oggi un ragazzo normale da 6,5 ha meno valore di una 5. Non esistono più matrimonio e famiglia, quindi si perde ogni pressione sociale che regolava il mercato sessuale. Oggi avere una laurea non significa niente, la mobilità sociale è ridotta: chi nasce ricco è probabile che muoia ricco, chi nasce povero è probabile che muoia povero. La disuguaglianza è aumentata sia nella distribuzione della ricchezza sia in quella delle donne. A differenza di 50 anni fa ci sono molte meno opportunità ed è diventato estremamente più difficile arricchirsi, però nel frattempo il fattore M e S sono sempre importantissimi, ma spesso non bastano e ha acquisito un'importanza enorme anche il fattore L.
Insomma, siamo nati in un'epoca sfigata di crisi generale: economica, sociale, politica, culturale. Noi uomini occidentali studiamo solo per avere un lavoro precario e malpagato, con poche speranze all'orizzonte, una vita sessuale spesso inesistente, sovrumani sforzi per rimediare un po' di sesso al massimo da una cessetta, possibilità di mettere su famiglia limitate (sia per motivi economici ma soprattutto perché diventa sempre più difficile trovare una donna disposta a sposarsi e a fare figli). E nel mentre siamo anche continuamente bersagliati dalla propaganda liberal che ci dipinge come oppressori e che auspica la nostra estinzione. Direi che non c'è stata epoca peggore dove avremmo potuto nascere, se non questa. |