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  • Voti presi da Brado Malatesta Woragine
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  • Cassie è una documentarista, dichiaratamente femminista, che qualche tempo fa ha approfondito la conoscenza dei movimenti per i diritti degli uomini. Ne è uscito questo interessantissimo film.
    La seconda metà del video non ha i sottotitoli in italiano, ma si capisce comunque abbastanza bene:

    www.dailymotion.com/video/x61alnn




    Immagino che in diversi qui l'abbiano già visto.
    4 anni fa
    Piace a 2 utenti
  • Ahahahah, io avrei aggiunto anche i tuoi lati negativi nella descrizione!
    4 anni fa
    Piace a 3 utenti
  • CITAZIONE (MALESE legend @ 5/1/2019, 22:37) 
    shutterstock_109108976-450x676__2_


    Il lupo mannaro fidanzato con la strega lesbica!!
    Noi credevamo che dopo l'inevitabile "friendzonatura" fosse finita per lui, e invece guardalo lì: tutto ringalluzzito con la sua nuova fiamma! Bravo!
    (Forse sto confondendo finzione e mondo reale, ma non importa, va bene così.)
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Zero, Spielbergianamente parlando, il cinema serve a "far dimenticare agli spettatori le loro vite di merda" (parole sue, anche se ha usato termini più diplomatici).

    È quello che ha detto prima l'altro utente: per fare profitto devi vendere sogni, i sogni che la gente vuole sognare. E la gente, spesso, non vuole soffermarsi a pensare a quanto la condizione umana sia folle, o il mondo ingiusto. In fondo è piuttosto normale.

    Il cinema hollywoodiano tuttavia ha portato certe logiche all'estremo; molti film commerciali che propongono situazioni come quelle che citi tu sono una sorta di degenerazione del romanzo di formazione, imbrigliata nella classica struttura in tre atti.
    C'è una semplificazione ed un conformismo estremo: è sufficiente paragonare l'impianto di sceneggiatura di alcune grandi produzioni a caso per rendersi conto di quanta standardizzazione vi sia anche solo nel modo di concepire le storie che questa "industria-fabbrica sogni" poi "proietta" direttamente nei nostri cervelli.

    Il cinema è una forma d'arte, e l'arte dovrebbe occuparsi di descrivere la realtà (in maniera approssimativa, visto che nessuno di noi è in grado nemmeno di concepirla, la realtà), tuttavia è anche piuttosto ipocrita.
    Il cinema commerciale è l'equivalente artistico di un elogio funebre; una catarsi controllata tra menzogne più o meno evidenti.
    In parte è un problema del mezzo in sé, ed in parte del fatto che costa una valanga di quattrini, quindi tendenzialmente non si vuole rischiare di dare alle masse (che come insegna Le Bon sono fondamentalmente infantili ed isteriche) qualcosa che facciano fatica a capire o assimilare.

    Poi, il fatto che renda le persone più "impreparate", più ignoranti, più obnubilate di quanto non siano già di loro è secondo me in parte voluto ed in parte incidentale. Dipende dal contesto.
    Sono discorsi sempre molto pericolosi perché si rischia di cedere alla tentazione di voler vedere un "complotto" anche dove c'è solo la "semplice" perversione umana.

    Politicamente parlando, il cinema è uno strumento nelle mani dei potenti, ma, potremmo dire, in termini più "misticheggianti", che è uno dei mezzi attraverso cui l'Umanità inganna se stessa.

    CITAZIONE
    Sull'altro modello, ma sull'economia nell'arte in generale, o meglio, sull'economia del superfluo c'è da tirare in mezzo un sacco di gente che ha scritto cose in un modo meravigliosamente incomprensibile. Su tutti Bataille e la sua "nozione di dispendio" e Klossowski in un libretto che ha anche a che fare molto con le dinamiche del forum. Si chiama "la moneta vivente", ma poi vado tantissimo OT.
    Probabilmente li conosci già, altrimenti dacci un'occhiata.

    Klossowski lo conoscevo solo di nome (sai no, quando uno ti dice: "conosci quel tale là?" e tu fai finta di conoscerlo per non fare la figura dello scemo?), quindi ovviamente non ho mai letto "La moneta vivente"; rimedio in un battibaleno.
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • E se il metallo si suona col banjo, ne consegue matematicamente che Debussy si suona col theremin. Quando un ragionamento è costruito a partire da una logica ferrea e rigorosa non si scherza.


    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • CITAZIONE
    La prova che la redpill e vera al 100% per me sono i membri delle comunità redpill

    Ragionamento incontestabile.

    Come dire: ho frequentato la comunità dei sostenitori della Terra piatta per quattro anni, e mai nessuno mi ha fornito la prova che la Terra non sia piatta, questa è la prova che la Terra è piatta.

    Tra l'altro il fatto che qui nessun "brutto" abbia rapporti con le donne è una tua idea; io ho la netta impressione che buona parte degli utenti qui - anche quelli che si lamentano - abbiano avuto più storie sentimentali e fatto molta più attività sessuale di me, nella vita.

    Inoltre: le coppie dove la tipa è molto carina, o bella, e il tipo decisamente meno esistono eccome.
    4 anni fa
    Piace a 2 utenti
  • Ma come si fa a valutare un semidio, me lo spiegate?
    Anche volendo è un'impresa impossibile. Posso solo distogliere in fretta lo sguardo da quella foto e cercare di capire se sono ancora etero.
    4 anni fa
    Piace a 3 utenti
  • CITAZIONE
    La meritocrazia americana ha trovato il suo criterio nel denaro, perchè è facile da giudicare, oggettivo, incontestabile. Il tuo prodotto vende=il tuo prodotto vale.
    Anche se si trovassero e standardizzassero dei criteri universali per individuare il valore artistico di una qualunque opera, resterebbe il fatto che chi sceglie di puntare su registi indipendenti, come dici anche tu, lo fa per investimento, se non avesse un ritorno economico non lo farebbe. Ma forse tu alludi ad altro...?

    (Sei molto intelligente, te l'hanno mai detto? Immagino di sì. Ma non ti montare la testa adesso... So che è sconvolgente quando uno sconosciuto su internet ti fa un complimento, ma cerchiamo di mantenerci coi piedi ben piantati per terra.)

    No, hai ragione. Io pensavo, ad esempio, al "sottobosco" artistico (basti pensare al loro straordinario panorama musicale) tipico delle grandi città (mai stato in Usa, comunque, parlo un po' per sentito dire in effetti).
    Ma c'è anche da dire che tutto questo fervore è generato in gran parte, oltre che dalla creatività connaturata all'Uomo - com'è ovvio che sia - dal desiderio individuale di ottenere riconoscimenti e denaro.
    E ciclicamente i produttori (detentori del potere economico nell'ambito dell' "industria dell'arte") vanno a pescare in questo crogiolo di artisti e aspiranti tali, talentuosi o meno, per individuare coloro che più si prestano a generare profitto.
    Quando guardo al sistema americano ho come l'impressione che il talento dei singoli venga inglobato in questa grande macchina.
    Tuttavia, se guardo all'Italia, vedo un paese che da decenni segue fondamentalmente gli stessi deleteri principi degli americani, ma arranca nell'immobilismo e nell'apatia... il che forse, per certi aspetti, è perfino peggio.
    L'ideale, ovviamente, sarebbe seguire un altro modello.


    Al "cercatore di verità":
    Minchia, te sei proprio ammmerecano nell'anima eh?

    Guarda che il fatto che la Cia abbia (in alcune occasioni) fatto pressioni sui produttori hollywoodiani non è una mia opinione o una cosa che mi sono inventato a cazzo. Ora purtroppo non mi ricordo più la fonte della notizia, ma se t'interessa la vado a cercare.
    D'altronde ciò è perfettamente sensato e coerente con la concezione del cinema come mezzo di propaganda, che contraddistingue gli Usa come contraddistingueva la Germania nazista, e che è stata in qualche modo stemperata dalle logiche del libero mercato.

    La smettete di citare Matrix per favore? Quel film mi sta davvero sulle palle.
    Ora, tralasciando gli elenchi di film che hai fatto (io avrei citato, che ne so, Sneakers, ed omesso la trilogia di Bourne ed altre cagate), torno a dirti che non deve stupire così tanto che esistano film critici nei confronti del "sistema", la cosa, paradossalmente, fa parte del "sistema".
    La censura c'è ed è feroce. Se pensi il contrario sei ingenuo.

    CITAZIONE
    Questa diffidenza artistica nei confronti dei servizi di sicurezza non è casuale, ma è una proiezione dell' inconscio collettivo radicato nell' anima antica del paese, sorto dall' opposizione ad ogni forma di tirannia e oppressione, che giocoforza porta i suoi abitanti a nutrire una innata curiosità nei confronti di ogni rappresentazione scenica che esorti a rimanere vigili di fronte alle insidie del potere insondabile.

    In parte concordo con la prima frase. Ma quello che dici perde di forza se si tiene conto del fatto che gli americani sono uno dei popoli più ignoranti, caproni e manipolabili del pianeta. E non potrebbe che essere così.
    Chi detiene il potere ha la necessità di controllare l'informazione, ed influenzare lo stile di vita delle masse. Vale per tutti i paesi, ovviamente; gli Usa sono un capolavoro da questo punto di vista: un'oligarchia sapientemente mascherata da democrazia.

    CITAZIONE
    La guerra in Yemen non so bene cosa centri col discorso sul cinema

    Mi pareva chiarissimo: ho detto che non v'è pluralità se tutti i principali mezzi d'informazione sono in mano a pochi (spesso gli stessi che hanno le mani sull'industria dell'intrattenimento).
    Se anche considerassimo hollywood come mondo a sè stante, cosa che non è, ci accorgeremmo che una manciata di ricchissimi produttori (gente del calibro di quel brav'uomo di Weinstein) hanno in mano pressoché tutto.
    Poi è chiaro che si producano anche film belli, ed anche film "anti-sistema" (definizione che continuo a contestare), perché i detentori del potere economico, per generare profitto nell'industria cinematografica, debbono appoggiarsi ai creativi, e a volte qualcosa di buono emerge.
    Spesso le belle pellicole americane sono produzioni a basso costo di qualche indipendente (che certo non sfuggono alle implacabili leggi del mercato, ovvero esistono unicamente perché qualcuno ha voluto fare un investimento), poi rimesse in circolo dal circuito della grande distribuzione al fine di massimizzare i profitti.
    Come ha detto benissimo qualcunaltra, viene premiato solo ciò che genera profitto. Più semplice di così si muore.

    CITAZIONE
    Per quanto riguarda l' utilità dei film antisistema, ti basti pensare a come il film su Cucchi abbia toccato uno dei carabinieri coinvolti al punto da portarlo a confessare sbloccando un indagine che non finiva più.

    Mai detto che i film d'inchiesta, o più in generale i film politicamente impegnati, siano inutili. Mai detto né pensato.
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Per me tutti quelli che desiderano un figlio sono matti.

    Te sei matto due volte.
    4 anni fa
    Piace a 3 utenti
  • CITAZIONE
    Hai paura di Gino, Brado?

    Gino è un antro dai denti affilati nick... un antro dai denti affilati. Pure Aristotele e Tertulliano ce l'avevano con gino, perché gino è il male.
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • "Sono ginofobico."
    E anche se non lo fossi il metal non mi piace. E pure se mi piacesse sono un hikikomori.
    In ogni caso voglio solo donne dal 9 in su.


    Comunque, una domanda, il mondo è così a corto di metallari che ci si deve ridurre a cercarli qui? Va' nella sezione musica, troverai alcuni fascinosi metallari che fanno al caso tuo.
    4 anni fa
    Piace a 5 utenti
  • CITAZIONE
    E perché dovrebbe essere pazza?

    Non so, dimmelo tu...



    A me non fotte un cazzo del giudizio degli altri. Per me è carina (e non mi sembra neanche così tanto truccata).
    Come va con la 500?
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Cercherò di scrivere un post il più sintetico possibile, anche se il discorso che voglio cominciare a fare è molto complesso; considerate questa come un'introduzione (eventuali contribuiti da parte vostra sono molto graditi, ovviamente).

    Premessa importante: personalmente considero la “redpill” come un'ideologia. Quindi, sebbene alcuni concetti ad essa legati possano essere validi, sono convinto che non abbiano valore universale.
    Allo stesso tempo non considero la visione “bluepill” necessariamente come un insieme di falsità, ma più che altro come un insieme di eccessivo ottimismo ed ingenuità, che talvolta sfociano nell'ipocrisia.


    Disclaimers:
    1) Parlerò, in questo e in successivi post, di alcune figure “archetipiche” tratte da film o serie tv commerciali. Inizio con “L'ultimo dei Mohicani”, che ritengo un esempio di pellicola mainstream particolarmente riuscita. Potrei dire qualche inesattezza, dal momento che l'ho guardato tempo fa, ma eventuali inesattezze non penso andrebbero ad inficiare negativamente il senso del mio discorso.
    2) Questo non è un discorso contro il cinema. Ritengo che il cinema sia una forma d'arte a tutti gli effetti, e che possa contribuire ad arricchirci culturalmente. Il problema è semmai come questo mezzo viene utilizzato dai pochi che detengono il potere economico per gestire le grandi produzioni.
    3) Ovviamente ci sarà qualche spoiler sulla trama.



    Il nostro immaginario comune è influenzato dal cinema più che da ogni altra cosa. Pur essendo nato coi Lumiere come mero mezzo di intrattenimento è spesso stato usato per scopi propagandistici e, specie a partire dalla seconda metà del Novecento, come mezzo per influenzare le scelte delle masse di consumatori.
    Dal punto di vista del singolo produttore Hollywoodiano il film è un investimento, ma nel complesso lo si può considerare come uno strumento di controllo sociale.
    Ed il motivo è chiaro: il linguaggio cinematografico, se usato sapientemente, colpisce il lato emotivo dello spettatore, e può contribuire a modificare in maniera determinante la sua visione del mondo. Molte delle nostre convinzioni più profonde derivano, molto banalmente, da qualcosa che abbiamo visto in un film.

    Ora, qui m'interessa semplicemente accennare a come sia possibile, attraverso questo mezzo, rappresentare un'idea completamente distorta dei rapporti umani, svilendo la complessità insita nella realtà che conosciamo per ridurla ad una rappresentazione semplicistica e parzialmente falsa, che risulti più facilmente assimilabile.

    Nella scrittura de “L'ultimo dei Mohicani” è centrale la classica figura del triangolo amoroso.
    In una delle scene iniziali Cora, la protagonista, rifiuta la proposta di Duncan, suo amico di vecchia data ed ufficiale dell'esercito inglese. Cora s'innamorerà poi di Nappy, inglese adottato dal popolo dei mohicani.
    Ciò che lo sceneggiatore non fa che ribadire è che la scelta di Cora è legata a fattori che hanno a che fare essenzialmente con la personalità dei due (ed in parte al conflitto con la figura paterna, ma questo è secondario).
    Nappy è un uomo sì esteticamente affascinante, ma è anche una persona dalle infinite virtù: è un anarcoide molto legato al suo popolo ed alla sua terra, è intelligente, ironico, coraggioso; non si mostra praticamente mai egoista o opportunista.
    Duncan, per contro, è il tipico inglese impettito, leale e coraggioso sì, ma spesso meschino, a tratti razzista, dalla mentalità chiusa e, com'è ovvio, morbosamente geloso.

    Il fatto interessante è che Duncan non viene proposto come personaggio del tutto negativo. In una scena, per esempio, mentre Nappy si allontana dal campo di battaglia insiste col suo comandante per combattere fino alla morte. E, in un finale carico di pathos, compie un sacrificio (che sa molto di espiazione) offrendosi per essere bruciato vivo al posto della donna che ama, per permettere agli altri due di scappare assieme.

    Ovviamente il film (che se non erro è tratto da un romanzo) è del tutto anti-storico. Nella realtà storica Nappy era un bastardo che non si faceva scrupolo ad uccidere i suoi fratelli pellerossa per denaro.
    Ma se anche così non fosse stato, è evidente che nel contesto della finzione narrativa pregi e difetti sono stati distribuiti in maniera artatamente iniqua tra i due pretendenti in amore. Questo è comune a molti copioni cinematografici che prevedono la presenza di un triangolo amoroso, e a mio parere viene fatto col chiaro intento di non indurre dissonanza cognitiva nel pubblico. In altre parole: lo spettatore può non odiare Duncan, ma deve preferire Nappy e si deve convincere che questi sia un uomo migliore di lui sotto quasi tutti gli aspetti (a cominciare da quello estetico).
    La cosa risulta particolarmente ipocrita: da un lato si ricorre ad una variante moderna della kalokagathìa, sottolineando come il più affascinante tra i due sia anche il più bello interiormente, dall'altro si evidenzia che la sua avvenenza fisica è del tutto irrilevante, agli occhi di Cora, perché ad avere importanza è unicamente ciò che lui è come persona, oltre a quello che rappresenta per lei..
    Inoltre è essenziale che lo spettatore (e ancor più la spettatrice) entri in empatia con Cora, e perché questo accada deve risultare anche lei un personaggio fondamentalmente virtuoso, che non compie la sua scelta per ragioni superficiali o edonistiche, e che dona il suo amore al pretendente che lo merita davvero.


    11htoh5




    Ho cercato di sintetizzare molto, perché temevo che un post troppo lungo non l'avrebbe letto nessuno.
    Opinioni? Idee? Suggerimenti?


    Edited by Brado Malatesta Woragine - 3/1/2019, 09:36
    4 anni fa
    Piace a 7 utenti
  • CITAZIONE
    Fatemi capire perché menzionate l'Islanda? Perché ho sentito storie su quel posto, in modo particolare per i brutti, solo non so se siano leggende

    Non ci sono mai stato, ma mi piacerebbe andarci.

    Non ti so dire nulla di specifico. So solo che gli Islandesi sono uno dei pochi popoli in cui si vendono più libri del numero totale della popolazione, una persona su cinque fa parte di un gruppo musicale e c'è una sostanziale parità di genere.
    Sono anche uno dei pochi paesi del mondo dove i politici fanno gli interessi della loro nazione.

    Immagino che, visto il loro stile di vita, anche i rapporti sociali siano un po' più "sani" rispetto ai grandi paesi del resto dell'occidente. Ma magari non è così... boh.
    Bisognerebbe andare a viverci per un po'. Peccato che il costo della vita sia triplo rispetto a quello italiano. Ci vuole il cash.
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Il metallo si suona col banjo, oppure non si suona affatto.


    4 anni fa
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