CITAZIONE (Ashmedai IlRitorno @ 30/6/2020, 21:58) CITAZIONE (Mortochecammina @ 30/6/2020, 21:11) Solo che non mi piace il carcere Elliot Rodger non finì in carcere Quello che ti dicono gli utenti sono tutte frasi fatte, senza un reale scopo (se non pulirsi la coscienza per un eventuale tuo suicidio). La realtà dei fatti è che siamo soli, a nessuno frega un cazzo di noi fin quando non interferiamo noi con la vita degli altri. Che oggettivamente la vita sia sopravalutata e il mondo consista in un coacervo di solitudine,sofferenza e frustrazione non lo metto in dubbio. Il valore di una vita umana per me è tranquillamente paragonabile a quello del più infimo insetto, ed il suicidio (atto che ho tentato anche se non sobrio) è una possibilità che io ammetto tranquillamente senza stigmatizzazioni, ma almeno nella mia personalissima ottica lo considero come un gesto contemplabile solamente se scaturisce dalla propria coscienza attivamente, e non passivamente in conseguenza da stati emotivi provocati dall'ambiente in cui si vive, senza che si sia tentato estremamente e ardentemente di modificare i motivi della nostra sofferenza, spingendosi anche a interferire con la libertà e la vita altrui, perché no (ma deve essere veramente l'ultima spiaggia). Io tentai il suicidio imbottito di psicofarmaci appena dopo aver smesso di assumere cocaina, ma badate bene non ho smentito ciò che ho scritto prima, l'ho tentato perché in quel frangente non soffrivo per qualcosa, ma semplicemente i miei centri dopaminergici erano andati, non provavo nulla se non ansia e senso di soffocamento , e la mia situazione senza altro non sarebbe migliorata con uno status migliore o un no premurosa volenterosa di amarmi e di prendersi cura di me, niente di ciò sarebbe potuto servire poiché ero impossibilitato di provare piacere, quindi sollievo proprio per una questione chimica; io ne sono uscito , uno perché ho fallito il tentativo, secondo perché dopo mesi ho recuperato un minimo di stabilità psichica, ma non che io ho abbia smesso di avvertire il vuoto che mi condusse a quel gesto, solo che ora sono cosciente di quanto tutto il mondo sia un futile giochino creato dalla supponenza delle nostre menti da umani, e di quando sia inutile struggersi per eventi che non hanno la minima logica o scopo, ma questo non vieta di parteciparvi attivamente, anzi bisogna agire, agire senza ripensamenti, senza dubbi con freddo distacco. Ora penso che la situazione emotiva di mortochecammina derivi dall'ambiente in cui viva, ed esclusivamente dalla sua frustrazione di non essere riuscito ad adeguarsi ad esso. Ora caro morto se ti dovessi suicidare stai pur certo che questo non costituirà un atto di prodigioso coraggio che dimostrerà agli altri la profondità del tuo malessere o la tua acutissima sensibilità umana, nessuno di quelli che ti ha offeso e spinto in questa situazione avrà il minimo sussulto di rimorso, anzi saresti fortunato se accogliessero la notizia con indifferenza se non proprio allegra goliardia; la tua famiglia forse soffrirà, ma dopo un po' si abitueranno all'idea e il tuo ricordo sarà relegato nelle lacrime di tua madre che forse verserà nelle domeniche di pioggia o prima di coricarsi, insomma nei momenti in cui non ha niente altro che gli occupi la testa, in quanto a me stai pur certo che ti considererò come un vile, perché ti sei ritirato per motivi ignobili senza aver fatto tutto quello in tuo potere per costruirti ciò che vuoi, e bada bene le no non centrano un cazzo, loro dovrebbero essere l'ultimo motivo per compiere un tale gesto, sempre se rappresentino effettivamente un motivo. Schopeneur scriveva che il suicidio era il trionfo della voluntas (istinto di sopravvivenza) perseguito da chi arde vivamente di desiderio vitale, di desiderio di commuoversi per la vita, ma è impossibilitato in ciò o almeno nei modi in cui desidererebbe lui, insomma un vero redpillato non si ammazza. In ultimo tieni sempre bene a mente che il mondo è una tua invenzione. |