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1)Dato che l'uomo nero è un uomo primitivo,non può compiere quel viaggio da solo perché non ha i mezzi(viveri a lunga durata, acqua,impossibilità a superare alcuni tratti della montagna e di difendersi dalle belve) e ciò che gli hanno insegnato i saggi è che la tribù è tutto.Infatti gli uomini primitivi non si spostavamo mai individualmente ma in gruppi in quanto da soli non sarebbero riusciti a ad affrontare i pericoli sul percorso e avrebbero avuto meno probabilita di sopravvivere. 2)Il primo pensiero va alla sua terra natia,il secondo va alla sua famiglia e alla tribù e il terzo va a se stesso,la sua paura di non farcela. |
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Bene. Scegli una sola tra queste e motivala con riferimento al racconto. Edited by SfarroMan - 1/6/2015, 13:53 |
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Forse la paura dell'ignoto e il fatto che la tranquillità è più rassicurante? Oltre al fatto che lui è stato cresciuto come guerriero e il suo ruolo è quello di difendere la propria gente. |
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No. Sarebbe sempre una ragione soggettiva . In questo caso l'enigma sarebbe irrisolvibile perché io potrei mentire ad oltranza . C'è una ragione logica. Il racconto è costruito apposta per aprirsi alle interpretazioni in cui ognuno mette sé stesso , a seconda della propria indole, ma la risposta è banale. Tuttavia , è l'inganno del cervello la cosa interessante. E' uno dei miei esperimenti sul tema del percepito. Edited by SfarroMan - 1/6/2015, 14:02 |
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Scelgo la seconda e il riferimento al racconto va da quando non riesce a raggiungere l'uomo bianco e torna veros il villaggio.E anche per il fatto che l'uomo li considera uomini primitivi e l'uomo bianco conoscel'organizzazione sociale morale dell'uomo primitivo. SPOILER (clicca per visualizzare) per la seconda invece il riferimento va all'uomo bianco che pensa che sono esserei fermi all'età della pietra e dunque con la relativa impossibilita di fare le cose secondo le conoscrnze che si hanno su come si spostassero e organizzassero gli uomini primtivi |
| Sei seruo Sfarro?o.O |
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Hihihi ! No , era una lattina di coca vuota che per lui rappresenterà il ricordo di un desiderio non realizzato. Di come avrebbe potuto essere se.. Un classico dilemma esistenziale . Ma la lattina è anche un contenitore , chissà? |
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Dunque ho toppato |
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Sì , sono serio . Se dai la sola risposta giusta e la motivi correttamente con riferimento alla storia lo dirò. Cioè devi immaginarti il dialogo con i saggi e la sua conseguente rinuncia . Sei sulla buona strada. |
| Perché il giovane guerriero sei tu, cioé non devi seguire nessuno sei già un uomo occidentale ed evoluto.(come dici tu nell'indovinello: se fozzi stato al loro posto io uomo occidentale ed evoluto) |
| Scelgo la seconda e il riferimento al racconto va da quando non riesce a raggiungere l'uomo bianco e torna veros il villaggio.E anche per il fatto che l'uomo li considera uomini primitivi e l'uomo bianco conoscel'organizzazione sociale morale dell'uomo primitivo.Inoltre i saggi gli hanno insegnato cosa è giusto per il bene comune,cosa deve tenere a cuore. |
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No. In realtà io ho immaginato una sorta di dimensioni parallele nella realtà . I diversi gradi di sviluppo , progresso nello stesso pianeta. Poi ho pensato a Kubric ed alla scintilla della intelligenza che scocca nello scimpanzè quanto tocca il monolite nero . A quel punto mi son fatto una canna d'erba , mi sono stappato una coca e ho messo insieme tutti questi pensieri. E poco dopo feci questo "indovinello" ai miei amici , i quali ,avendo fumato anche loro , spara rono le teorie più assurde e ci facemmo un sacco di risate . E questo mi fece pensare che ognuno vede quel che vuol vedere , cosa molto interessante anche per altri motivi . Ma a parte la sua genesi la storia ha una soluzione oggettiva che non vedete facilmente perché la storia è costruita in modo da confondervi. Edited by SfarroMan - 1/6/2015, 14:25 |
| Sarebbe questa la soluzione? |
| Allora scelgo la prima con le motivazioni scritta nella risoosta precedente nello spoiler. Sempre se ciò che hai detto ora non sia la risposta. |