| Da dove è cominciato il tutto? |
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CITAZIONE (Luke cd @ 19/4/2014, 13:10) Dieci osservazioni su dieci questioni 1 ■ Prima del Big Bang Andando a ritroso nel tempo, tutte le strade dell'universo puntano allo spazio-tempo azzerato. Ciò nonostante, per i cosmologi ciò che è inosservabile è fuori della scienza, escludendo di fatto lo stato azzerato. Al tempo stesso, la comunità scientifica ha decretato che lo spazio-tempo è nato insieme all'espansione dell'universo, eludendo però tre domande fondamentali: Che cosa ha causato l'esplosione, Perché è esploso, Che cosa è esploso. Veri e propri eventi che hanno preceduto il debutto delle grandezze fisiche e pertanto hanno operato nello spazio-tempo azzerato. La follia di questa monografia è di descrivere la rottura spazio-temporale che ha generato il Big Bang tuffandoci proprio nello "stato azzerato" dentro cui scrutare le dinamiche evolutive dello zero. Lo faremo indossando gli occhiali concettuali dell'addizione di "0+0", dove "0" raffigura lo spazio e "+" indica il tempo. Questa elementare ma bizzarra operazione ci permette di rivedere gli eventi invisibili e inconcepibili "di zero con zero" come se fossero tangibili. 2 ■ L'atomo di spazio-tempo Ci sono voluti millenni per comprendere che lo zero esiste, che è il primo dei numeri naturali, che dallo zero inizia il "maggiore di zero" e non c'è nulla al di sotto di zero. Tuttavia, la contiguità tra 0 e 1 induce all'inganno: la misura "1" è assente nello stato azzerato, mentre lo "0" è ininfluente nella fisica. In buona sostanza, 0 e 1 vanno considerati in due mondi distinti e separati, nonostante il numero uno sia nato dal numero zero. Su questa tesi si gioca la scommessa di questa trattazione. Lo stato azzerato non ha volume né tantomeno è un vuoto perché tutto attorno non c'è estensione. Ma pur non essendoci nessuna grandezza, poiché lo stato azzerato esiste esso contiene i concetti base della fisica e della matematica: spazio, tempo e misura zero. È il mondo della logica in cui si è svolta la storia dell'Inizio. Spazio + Tempo + Zero = atomo primitivo, pre-big bang Atomo primordiale In questo scenario astratto, spazio e tempo sono intrecciati mentre lo zero funge da misura dello spazio (S=0) che rende istantaneo lo scambio d'informazioni (T=0). Con questa architettura ad incastro, ogni triade forma una sorta di atomo azzerato perché i tre elementi (spazio-tempo-zero) sono realmente indivisibili, inscindibili e ai minimi termini. Partendo da questo "atomismo" del pre-universo, ora dobbiamo capire perché dall'atomo azzerato è nato un cambiamento e com'è potuto accadere. 3 ■ Lo zero senza la trasformazione Sappiamo che lo zero non ha genitori: non esistono altri numeri naturali che lo precedono. Inoltre, la somma di 0+0+0 non genera figli perché il totale è sempre "0". Di conseguenza, lo zero non nasce da una trasformazione né genera una trasformazione. Queste due osservazioni ci dicono che nei riguardi dello zero il principio di conservazione non agisce con la trasformazione. Non è una tesi strampalata perché allo zero manca la parte attiva della legge di Lavoisier. Infatti, se togliamo la trasformazione resta solo la negazione ("nulla si crea e nulla si distrugge"), invalidando l'intera legge. E se ciò non bastasse, sotto il muro di Planck - nel passaggio dallo spazio-zero alle minime grandezze fisiche - non sono applicabili le leggi della fisica relativistica e quantistica. Dunque, se lo spazio-zero non deriva da una trasformazione, da dove è sbucato? 4 ■ L'auto-creazione dal nulla L'ipotesi di un Creatore è infondata giacché tutte le religioni ignoravano il primo numero naturale. L'origine dello spazio-zero va ricercata capovolgendo il principio di conservazione e ragionando all'inverso: così come non c'è la trasformazione, deve esserci il rovescio delle due negazioni. Il rovescio di "nulla si distrugge" è l'auto-annullamento, cioè l'azzerarsi del "suo essere misura", mentre il rovescio di "nulla si crea" è l'auto-creazione dal nulla. Esaminiamo questo passaggio delicato. Il pre-universo e il nulla si somigliano perché entrambi sono assoggettati allo zero. Qual è, allora, la differenza? Se un sistema fosse costituito da un solo zero non ci sarebbe scambio d’informazioni, né spazio-tempo. Uno zero "solo soletto" è come un morto: il nulla c'è ma è privo di valori. A questo punto dobbiamo chiederci: come può nascere da un solo zero qualcosa che abbia spazio e tempo? Ancora una volta la matematica ci fornisce una risposta: invertendo l'addizione [0=0+0+0...] c’è la conferma che lo zero può auto-replicarsi in infiniti zeri, senza l'occorrenza di forze e senza modificare il risultato. In tal modo la conservazione è salva. E qui c'è la sorpresa. A partire da due zeri entra in azione il tempo perché scatta l'informazione tra gli zeri, trainandosi dietro l’inseparabile spazio. Dunque, l'auto-creazione dal nulla è la clonazione di un solo zero in illimitati zeri che attivando spontaneamente il tempo ha convertito gli zeri in spazi-zero. Dal nulla allo spazio-tempo In parole povere, da due zeri in poi si passa automaticamente dal nulla agli atomi azzerati. Questa tesi appare talmente semplice da sembrare quasi banale. In verità, proprio la Semplicità è il grande architetto del pre-universo e non deve stupirci se nell'inizio del tutto c'è il colmo della semplicità. La "creazione" si rivela un episodio incredibilmente semplice. 5 ■ Lo spazio chiuso a zero Vediamo ora l'evoluzione dello spazio-zero nello stato azzerato. L'addizione di 0+0+0...=0 è un "motore matematico" che genera l'assimilazione dello spazio e del tempo. Abbiamo detto che gli addendi "0" rappresentano gli spazi-zero, mentre "+" indica il tempo d'informazione tra gli addendi. Giunti alla somma notiamo che tutti gli spazi-zero sono assorbiti in uno "zero unicum" [=0]. Con questa semplice diavoleria il pre-universo si presenta come un unico spazio chiuso a zero, ma in verità è imbottito di illimitati spazi-zero assorbiti nella somma finale. Lo zero unicum è una specie di buco nero che inghiotte tutti gli addendi. D'altronde, nello stato azzerato non può esserci una distanza tra spazio-zero e spazio-zero e per esserci un effettivo azzeramento occorre che tutti gli spazi-zero siano dentro un solo spazio-zero, proprio come indica la somma dell'addizione. 6 ■ La dilatazione del tempo Il cuore della nostra tesi è nella somma del tempo. Sappiamo che tra gli addendi [0+0+0...] il tempo è tutto istantaneo ed è istantaneo anche nella somma finale [=0]. Tuttavia, gli spazi-zero sono infiniti per cui nella somma c'è un continuo inghiottire di tempo istantaneo. In tal modo, pur essendoci un unico tempo istantaneo, c'è La formula del tempo nello zero unicum un'istantaneità permanente causata dal tendere all'infinito. Di cosa si tratta? Il tempo si comporta come un elastico: dovendo conciliare un'unica istantaneità con il perdurare dell’istantaneità all'infinito, ha dilatato il tempo istantaneo all'infinito [=0 +∞]. Vediamo meglio questo passaggio spinoso: zero più zero più zero fa sempre zero anche se insistiamo per una settimana. Ma se questa addizione avvenisse ininterrottamente per l'intera settimana, come una linea continua, ci sarebbe un'unica istantaneità che si allunga per tutta la settimana. Nel pre-universo c'era un'unica addizione di spazi-zero e perciò, similmente alla settimana di zeri, il tempo unico, continuo e istantaneo si è dilatato all'infinito [... = 0+∞]. Che cosa succede con la dilatazione del tempo istantaneo? Il presente si gonfia abbracciando il passato e il futuro essendoci un unico tempo che si prolunga all'infinito. Qui c’è il punto nevralgico: «il fu e il sarà», agendo in contemporanea, hanno spalancato le opposte frecce del tempo. Che cosa accadrebbe se le opposte frecce del tempo agissero in simultanea? 7 ■ Lo scoppio del tempo Ogni azione non può contenere l'inversione temporale della stessa azione, altrimenti "impazzisce". È uno dei comandamenti del tempo. Con le opposte frecce del tempo in simultanea è esploso questo delirio: il tempo Frecce del tempo e scoppio del tempo Frecce del tempo si è squarciato, lo spazio è divampato, l’infinito matematico è collassato e lo scenario è cambiato. In realtà, non c'è stata nessuna esplosione bensì il ribaltamento della simmetria: si è passati dallo stato introverso all'estroverso, o meglio dall'assorbimento intermo all'addensamento esterno prima di librarsi verso le dimensioni. Spezzandosi l’elastico dell'infinito, il tempo istantaneo-dilatato si è contratto, mentre gli spazi-zero che erano assorbiti all'interno dello zero unicum [=0] si sono accomunati esternamente. In effetti, dalla aritmetica elementare si è passati alla geometria primitiva e dal motore dell’addizione a quello della moltiplicazione: zero moltiplicato all'infinito è indeterminato [0 x ∞= i]. Non fa né 0 né 1 perché l'infinito [∞] non è un numero ma una funzione di grandezza (l'auto-creazione dello zero senza limiti) e il punto immateriale [ i ] è un'entità ibrida tra matematica e geometria. Lo spazio-zero, con il nuovo motore matematico, è emigrato verso la geometria. Tuttavia, con l’effetto addensamento, ma senza ancora l’espansione, gli spazi-zero hanno una scelta obbligata: si attorcigliano come in un gomitolo. La conseguenza è stata una compressione a densità infinita sfociata in un punto adimensionale: un ammasso estrinseco di spazi-zero che prima era impedito dall'addizione assorbente. È nato il diverso da zero, ma non è ancora 1. 8 ■ Da zero a uno Intanto, lo scoppio del tempo muove il tempo, sposta lo spazio e ritorna l'addizione invertendo la sua rotta 0=0+0+0... Dal tempo istantaneo-concentrato si passa all'istantaneo-consecutivo e gli spazi-zero addensati si srotolano dando forma alle linee a spirale. In sostanza, i punti consecutivi, nel dischiudersi, modellano le curvilinee e così l'adimensionale ha allestito l'unidimensionale. Con due sole mosse si è passati dalla misura zero all'estensione. Nel frattempo, la velocità istantanea decade alla velocità della luce, il tempo si lottizza in archi temporali istituendo lo scorrere del tempo consecutivo, mentre gli spazi-zero si distanziano allargando la maglia del tessuto spaziale. La fioritura è alle porte con la stratificazione del monodimensionale. Gli episodi di "0 con 0" con il tridimensionale compongono il primo pixel e il pre-universo va in pensione. Con l'avvento delle grandezze debutta finalmente la fisica che prima era una perfetta sconosciuta. Dai motori della matematica ora si passa ai motori dell'energia. E tutto diventa più complicato e più lento: occorreranno quasi trecentomila anni per assemblare la prima polvere di materia e altri miliardi di anni per associare sei molecole di H²O con cui plasmare la prima goccia d’acqua. Dai fotogrammi catturati dall'ex aldilà affiorano altri particolari: che il pre-universo non è mai stato a riposo; che zero e infinito sono due facce della stessa medaglia; che l'infinito di spazio-zero non è mai giunto allo stato perpetuo ma si è interrotto con lo scoppio del tempo e che la vita del pre-universo si è svolta "tutta assieme", nemmeno in una frazione di secondo. Per di più, senza lo zero non poteva esserci la linea unidimensionale e l'intero scenario della natura tridimensionale: la forma-dimensione è inscindibile come lo spazio-tempo. 9 ■ Da zero alla materia C’è un altro particolare che ci preme sottolineare. Nella transizione dal pre-universo al Big Bang c'è stata la conversione dallo spazio-zero all’energia. Ebbene, mettendo in successione gli anelli delle conversioni (zero/spaziotempo, Big Bang/energia, onda/particella, atomo/materia), emerge che lo zero si è materializzato attraverso l'avvicendamento delle equivalenze. Un altro miracolo che diventa laico. Ciò nonostante, è lecito domandarsi: è mai possibile che gli immateriali zeri abbiano prodotto miliardi di galassie? In verità, l'errore sta nella domanda: lo spazio-zero, anche se all'infinito, è solo una misura dimensionale mentre il vero motore immobile è il Tempo che coniuga lo spazio. Un esempio ci viene dalla dilatazione del tempo nel cosmo. Per un corpo che viaggia al 99% della velocità della luce, ogni secondo è c/a 30 volte più lungo del nostro arco di secondo. Paragonando la dilatazione del secondo con la falcata di un corridore, si nota che quando la velocità è elevata la falcata del secondo è ampia, mentre se la velocità è lenta la La massima dilatazione del tempo corrisponde alla velocità della luce falcata del secondo è corta. Ma se riducessimo a zero la falcata-dilatazione del secondo, cosa accadrebbe? Se il tempo si fermasse, non ci sarebbe l’immobilismo del corridore né il fermo dell’orologio ma tutto si dissolverebbe nel nulla, compresi il corridore e l’orologio. Quando comprenderemo che lo scoppio del tempo è stato più potente e più proficuo di uno scontro intergalattico, sarà più facile capire che il tempo è il verbo dello spazio. 10 ■ Le conferme nel cosmo C'è qualcosa di "tangibile" che accomuna il pre-universo con l'universo? Proviamo a scavare. ■ Il cosmo è edificato sulla coppia degli opposti (particelle e antiparticelle, + e –), il cui totale fa sempre zero. In sostanza, con la polarità contrapposta c'è sempre il "pareggio di bilancio" del cosmo. Questo pareggio a "0" è una costante del principio di conservazione, cosicché si può affinare la legge «tutto si trasforma nella costante del pareggio a zero». Lo stesso pareggio lo abbiamo trovato nell'addizione del pre-universo. ■ La massa e l’energia complessiva del cosmo di oggi hanno lo stesso valore che c’era in passato e ci sarà in futuro perché l'universo, nel suo complesso, è un sistema isolato. Ciò significa che il valore complessivo del cosmo è stato fissato all’inizio del Big Bang e da allora non è più cambiato. L’unico "valore quantitativo" prima del Big Bang era negli illimitati spazi-zero auto-creati dal nulla, che si sono interrotti con lo scoppio del tempo formando poi il punto adimensionale. Il punto adimensionale è stato il serbatoio e nello stesso tempo il "combustibile fossile" da cui è nata l'energia dell'universo. Questo scenario consente di spiegare anche l'unificazione delle forze fondamentali. Andando all'indietro, tutte le forze sono derivate dallo spazio-tempo azzerato, per cui il cosmo è l'anti-zero che sopravvive nel pareggio a "0". In definitiva, viviamo dentro una farsa giacché la materialità è una commedia scientifica nata e costruita dallo zero spazio-tempo. In conclusione Le dinamiche "dello zero nello stato azzerato" ci dicono che il pre-universo conteneva i presupposti per l'addivenire del Big Bang. Dunque, l'essere è un dono nella storia del cerchietto vuoto, compreso il "Dio creatore" che ignorava lo zero ma credeva di aver creato. Da dove hai copiato? |
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Non ho letto tutto Better, perchè non avevo tempo, pero' sicuramente dev'essere molto interessante.. lo leggero' poi. Bè in effetti se ci pensate il tutto si è originato da che cosa dal niente? Perchè l'infinito viene rappresentato con quell' ''8'' orizzzontale di merda? Perchè? Perchè nessuno sa dare una vera spiegazione di infinito... è una cosa troppo grande anche da immaginare Per una pulce, la terra è infinita, per noi l'Universo è infinito, magari per degli alieni superavanzati, Il super Universo 2, che sarebbe un'estensione di questo potrebbe essere infinito... e così via. Da questa SEMPLICISSIMA considerazione, emerge chiaramente che TUTTO è relativo in questo universo. (quindi anche la bellezza?... no, scherzo, quella No..) Infatti anche il tempo è relativo: gli orologi gps vanno sincronizzati perchè quelli dei satelliti portano un orario diverso se non sbaglio, anche se di pochissimo La materia puo' rallentare il tempo: vicino ai buchi neri il tempo sembra fermarsi, ma in realtà scorre lentissimo.....insomma se a anche un entità ''astratta'' come il tempo è ''relativo'' capite amici cessi miei, che non ci sono certezze in questa dimensione? Tutto è relativo: Io sono nato? BoH! MI TROVO IN DUE DIMENSIONI CONTEMPORANEAMENTE? PUO' ESSERE... Insomma appare chiarissimo che questa relatività generale ( Einsten faceva l'esempio della bella ragazza: vicino alla ragazza che ci piace il tempo vola, mentre quando soffriamo ad esempio anche un minuto puo' sembrare un eternità)... tutto questo spazio deforme e deformabile, è solo un'illusione, ragazzi miei. Sì avete capito bene cazzo, un illusione. Un illusione deformabile, se solo avessimo le conoscenze per farlo Il buon dio ci ha dato un'intera vita per giocare e sperimentare, per conoscere ed apprendere i misteri del suo universo. |
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Ma non ho finito ragazzi miei, non ho finito.... Pensate per un po' a tutto il tempo in cui siete stati in vita, dal momento in cui la sborra ha fecondato l'ovulo, fino ad ora CHE COSA AVETE IN MANO EH? AVETE QUALCOSA DI ''TANGIBILE'', SE NON I RICORDI?.... MA SONO TANGIBILI ? LI POTETE TOCCARE ? LI STATE TOCCANDO? TUTTO IL TEMPO CHE E' PASSATO.... PROVATE A RICORDARLO... DA BAMBINI, DALLE MEDIE......... PROVATE A RICORDARE QUEL PERIODO, CON LA DOLCE SENZAZIONE DELLA NOSTALGIA CHE NE CONSEGUIRA'.... PROVATE ADESSO AD ''AFFERRARLO''.... CHE COSA AVETE? CHIUDETE GLI OCCHI Ed immaginate.... BENE, ADESSO RIAPRITELI, PROVATE AD ''AFFERRARLO'' CHE COSA AVETE TRA LE MANI ??????????? UN CAZZO, UNA MINCHIA, NULLA. CAZZO io tocco il tavolo e mi sembra concreto, ''reale''... ma non esiste in realtà, TUTTO CIO' CHE ESISTE ESISTE IN FUNZIONE MIA, CHE LO VIVO. SE IO NON VIVESSI, NON ESISTEREBBE L' UNIVERSO. ... ALMENO DAL MIO PUNTO DI VISTA ... ESISTEREBBE PER TE, MA NON PER ME. QUELLO CHE ''ABBIAMO DENTRO'' E' GRANDE.... QUELLO CHE ''ABBIAMO DENTRO'' CI SEMBRA ALEATORIO RISPETTO All' ESTERNO....MA IN REALTA' E' TUTTO IL CONTRARIO... |
| Auguri di Buona Pasqua , Brutton. |
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la bellezza è proprio questa siamo briciole in confronto all'universo è questo lo spettacolo! |
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DEVO APPORTARE DELLE MODIFICHE SOSTANZIALI AL MIO RAGIONAMENTO, OVVERO: SE IO IMMAGINO E RIPENSO AI RICORDI DI QUAND' ERO PICCOLO, E' OVVIO CHE NON HO NIENTE DI CONCRETO E SOSTANZIALE IN MANO...MA SE VADO A SCAVARE UN DIARIO CHE SCRIVEVO QUANDO AVEVO 12 ANNI, ECCO CHE ALLORA HO QUALCOSA DI ''CONCRETO'' DI SOSTANZIALE CHE MI ''RICOLLEGA AL PASSATO''.... QUINDI LA MATERIA E' CONCRETA E TANGIBILE, A DIFFERENZA DEI RICORDI. ESISTE, INSOMMA. MA ANCHE I RICORDI ESISTONO: IO LI PROVO, LI VISUALIZZO CON LA MENTE, LI VEDO, ANCHE SE IN TESTA A ME, QUINDI CI SONO, SI PUO' DIRE CHE ESISTONO...MA DOVE SONO? A DIFFERENZA DEL DIARIO, CHE E' IN QUESTO PIANO FISICO, CIOE' IN QUESTA DIMENSIONE... I RICORDI SEMBRANO COESISTERE IN DUE DIMENIONI: - QUELLA MATERIALE ( IO SONO QUI E RICORDO, QUINDI IO E I MIEI RICORDI CI TROVIAMO IN QUESTA DIMENSIONE); - ED ESISTONO IN UN' ALTRA DIMENSIONE, OLTRE A QUESTA, INACCESSIBILE AGLI ''ABITANTI'' DELLA PRIMA DIMENSIONE (CIOE' QUELLA MATERIALE) ES( IO PENSO, RICORDO, VIVO IN PRIMA PERSONA QUEL RICORDO....SONO IN UN'ALTRA DIMENSIONE, MA CONTEMPORANEAMENTE IO E E I MIEI RICORDI SIAMO ANCHE IN QUESTA DIMENSIONE TERRENA ASSIEME AGLI ALTRI.... MA A QUESTI NON E' PERMESSO ENTRARE NELLA DIMENSIONE DEI MEII RICORDI A CUI STO PENSANDO....MA IO CI SONO DENTRO PERO', CAZZO, IO CI SONO DENTRO, PORCO DI UNO ZIO... IO CI SONO!!! SONO GLI ALTRI CHE ''NE SONO FUORI''...) LE EMOZIONI DUNQUE E' COME SE VIAGGIASSERO ''SU ALTRE FREQUENZE'' ( ESATTAMENTE COME NELLE TRASMISSIONI RADIO).... E QUESTE FREQUENZE SONO CRIPTATE ED INACCESSIBILI A CHI MI STA INTORNO ORA: COSA GENERA LE EMOZIONI? IL CERVELLO. IL CERVELLO E' UN ORGANO MATERIALE CHE MI PORTA QUINDI IN UN' ALTRA DIMENSIONE. QUANDO SI ROMPE IL CERVELLO, SI PERDE LA CAPACITA' DI ANDARE IN QUEST'ALTRA DIMENSIONE, GIUSTO? QUINDI IN TEORIA QUANDO SI MUORE, E' FINITA. MA COME FA UN ORGANO A PERMETTERCI DI PROVARE TALI EMOZIONI SENZA QUALCUNO CHE L'ABBIA PROGRAMMATO PER TALE SCOPO? E' COME AVERE UN COMPUTER, CHE VI PERMETTE DI COLLEGARVI AD INTERNET ( ALTRA DIMENSIONE ) CHE PERO' SI AUTOGENERATO, CIOE' SENZA CHE NESSUNO LO ABBIA PROGETTATO, PRESO I PEZZI, MONTATO, DATO ISTRUZIONI, ETC ETC.. CAZZO E' UN PO STRANO...ANZI E' STRANO FORTE. |
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Pensa all'Universo come al nostro buco del culo. Per vedere cosa c'é utilizziamo il telescopio, così come facciamo una colonscopia per addentrarci nell'ignoto del nostro buchetto. |
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nah, il paragone non regge... il buco del culo è ''finito'' Termina con la bocca, posta su una faccia da culo...per l'appunto.. L'infinito è un termine molto piu' aleatorio.... se io adesso scrivo questo numero, guarda: 1'1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111100000000000000000000000000056567777777777777777777777777777777777779871988888888888888888888888888888888888888888888888888. E' un numero enorme, non è vero? Ma ancora non è infinito. L' Infinito è Dio, cazzo. |
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Sono domande troppo grandi da porsi, bisogna porsi domande più piccole e trovare risposte piu piccole. E' come cercare di fare una torta senza ingredienti. |
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