• "Potevo essere io, Elliot Rodger"
  • Accedi
    Reimposta password

  • Registrati

  • Accedi tramite    

    • Condividi questa pagina
  • Ultime discussioni
  • Loading...
  • ForumFree
    • Cerca utenti
    • Crea forum
    • Top Forum
  • Sviluppato da Klo e El Gringo 89
  • Disc. attive
  • Accedi
  • Registrati
Hai notifiche non lette!
  • "Potevo essere io, Elliot Rodger" Una vita da Brutto
    Torna alla sezione
    • 1/3
  • Klint93 Utente cancellato
    Vi passo un articolo che ho trovato su internet di Brian Levinstone, per chi avrà la pazienza di leggerlo, vorrei sapere cosa ne pensate.
    -------------

    Ciascuno può trovare i propri motivi per disprezzare le 141 pagine del manifesto di Elliot Rodger, il 22enne che settimana scorsa ha ucciso sei persone e ferito altre tredici a Isla Vista, in California. Il testo è un tale miscuglio di misoginia, razzismo, autocommiserazione, arroganza che farebbe impressione anche a Patrick Bateman [il protagonista del libro American Psycho, di Bret Easton Eliis, ndr].

    Anche io ho le mie ragioni per odiare quel manifesto: avrei potuto esserci io, al posto di Elliot Rodger.
    Da adolescente e studente universitario, avrei potuto scriverla io, una tirata del genere. Per l’appunto, ho scritto davvero patetici racconti su ragazzotti popolari spinti giù da una scarpata da nerd rancorosi, e di tristi sfigati che si suicidano dolendosi alla vista delle coppiette che si stringono durante un lentone al ballo di fine anno. Dopo aver letto il manifesto di Rodger, ho ripensato al ragazzo che avevo smesso di essere: un tizio il cui pendolo emotivo oscillava costantemente fra rabbia e tristezza; uno che pensava che avere una ragazza avrebbe risolto tutti i propri problemi, e che provava un piacere grottesco a riversare la propria rabbia su ragazze che non avrebbe mai potuto avere e ragazzi che non avrebbe mai potuto essere.
    Io e Rodger abbiamo lo stesso profilo psicologico di altri mattoidi solitari: John Hinckley, che sparò a Reagan nel tentativo di fare colpo su Jodie Foster; Dylan Klebold, quello disperato e meno psicopatico dei due responsabili del massacro della scuola di Columbine; Seung-Hui Cho, i cui macabri racconti brevi lasciavano intravedere la strage che avrebbe compiuto, quella di Virginia Tech.

    Fatemi spiegare meglio.
    Tutti ci sentiamo soli, ogni tanto. Ciascuno ha dei momenti in cui si sente inadeguato, invidioso, e scettico riguardo le proprie capacità. A tutti capita di arrabbiarsi e non sentirsi amati a sufficienza. Specialmente durante l’adolescenza, quando gli ormoni, una devastante pressione sociale e una nuova e inesplorata indipendenza girano all’impazzata dentro di noi come palle da biliardo.

    Per la maggior parte delle persone, questi sentimenti sono come l’erbaccia. Crescono, mettono la testa al sole e poi seccano. Ma per certi giovani maschi sono come un rampicante. Crescono senza controllo dentro di te, fino a che la tua personalità è nascosta da strati e strati di questa robaccia. Diventi come una specie di piccola palletta colma di energia negativa (come mi definì un mio amico alle superiori). E tutto questo è generato da un’unica ragione: che la vita è ingiusta, e tu non puoi farci nulla.
    L’infanzia procedeva su un binario preciso: obbedisci alla tua famiglia e alle maestre, e tutto andrà bene. L’adolescenza, al contrario, è una cosa completamente diversa. Nessuno ti spiega le regole di questo gioco, che quindi ti risultano incomprensibili, e al quale di conseguenza non puoi vincere. È come se avessi lasciato “Cappuccetto Rosso” per entrare nel “Signore delle Mosche”. E tu sei Piggy.

    Per tutta la vita, i tuoi genitori e insegnanti continuano a ripeterti che sei unico e meraviglioso, e che puoi raggiungere qualsiasi obiettivo se ti impegni a sufficienza. Ma dopo la pubertà, quegli sforzi peggiorano le cose di molto. Più provi a integrarti con quelli popolari e più diventa ovvio che non diventerai mai loro amico. Più provi a fare colpo su una ragazza, e più assomiglierai a Ralph Winchester in quella famosa puntata dei Simpson («Quindi, ehm, ti piace… fare delle cose?»).
    Dal momento che non le capisci, le regole dell’adolescenza possono trasformarti da una persona solitaria a un labirinto di contraddizioni. Odii i ragazzi di successo che ti rifiutano, ma al contempo vorresti tanto essere uno di loro. Odii te stesso per essere un mattoide solitario, ma al contempo credi di essere meglio di chiunque ti stia attorno – più intelligente, sensibile e consapevole di quanto gli altri possano immaginare. La sessualità adolescenziale è un labirinto senza fine, e tu sei come Jack Torrance in Shining, mentre urla impotente nella tempesta e si fa strada un morto dopo l’altro.
    È molto facile prendere in giro la pretesa di Rodger secondo la quale «si meritava» una ragazza. Ma l’unico modo che conosceva per meritarsi qualcosa era comportarsi bene, in un sistema nel quale chi invece fa cose sbagliate riceveva una punizione. Sbriga le faccende di casa, riceverai il permesso di fare cose. Rompi la finestra di un vicino, e sarai messo in punizione. Quando nei suoi rapporti adolescenziali Rodger è stato punito per quello che lui riteneva “un modo giusto” di comportarsi, ha di conseguenza risposto con l’autocommiserazione, che ha gradualmente lasciato spazio alla rabbia.

    Ma in che modo Rodger – e qualsiasi altro ragazzo solo e con problemi psicologici – avrebbe potuto comportarsi in modo diverso? Durante l’adolescenza, gli ormoni trasformano il tuo corpo in una pubblicità ambulante per il Viagra, e i tuoi pensieri in un film porno proiettato a ripetizione. Ma al contempo le ragazze ti spaventano e spiazzano. Sono semplicemente così diverse – “un equivoco di donna”, come scriveva Jeffrey Eugenides – impossibili da comprendere. Spesso, non sembrano nemmeno umane: puoi cercare di capirle solo come insieme di più parti – facce, voci, braccia e – chiaro – quegli occhi che ti lasciano inchiodato al muro, scosso.

    Dal momento che non le capisci, è facile trasformare le ragazze in esseri magici, il cui amore ha lo stesso effetto taumaturgico del sangue di unicorno. La gioia che ricaverai da una relazione con loro compenserà la tua mancanza di popolarità. Legittimerà la tua intelligenza, sensibilità e gentilezza. In sintesi proverà a te e a tutti gli altri che sei un essere umano, come tutti gli altri.
    Ovviamente, applicare la propria logica giovanile a cose complicate come il sesso, l’amore e le relazioni con gli altri è impossibile. Crescere vuole anche dire accettare che gran parte di queste cose siano incomprensibili. Siccome i mattoidi solitari non afferrano questo concetto, l’incessante ripetersi dei loro futili ragionamenti li spinge a un livello di disperazione sempre più profondo.
    Se credi che l’amore sia la soluzione a tutti i problemi della tua vita, ma al contempo non riesci a essere amato, la violenza diventa una via di fuga affascinante. E indirizzare la tua violenza verso altre persone significa essere legittimati – seppure per pochi attimi – ad avere totale controllo di chi perde e chi vince in questo gioco incomprensibile.

    Per me, la parte più inquietante del manifesto di Rodger è quella in cui lui scrive: «Dopo aver preso in mano il fucile io… ho provato una sensazione tutta nuova di potere. Chi è adesso il maschio alfa, eh, stronze?, pensavo dentro di me rispetto a tutte quelle ragazze che in passato mi avevano guardato dall’alto verso il basso»
    Non so spiegarmi la ragione per cui una larga maggioranza dei ragazzi solitari, negli Stati Uniti, cresce e diventa una schiera di persone normali come me, mentre altri finiscono nella voce di WIkipedia “Folli attentatori statunitensi”. Io stesso ero conciato come Rodger, Cho e Klebold. Ero umiliato dal mio peso, più simile a quello di un obeso patologico piuttosto che a una persona normale. Mi spacciavo per un intellettuale, ma avrei scambiato volentieri una lettera di ammissione a Harvard con un bacio di una mia compagna che chiamerò Cinzia. Sono rimasto vergine fino a un anno dopo la fine dell’università.
    Klebold e Rodger avevano degli amici; Cho aveva una famiglia che lo amava, palesemente. Perché questi ragazzi hanno preso in mano un fucile, mentre io no? Forse è stato merito dei miei genitori: come molti cinquantenni liberal e urbanizzati detestano l’uso delle armi. Da piccolo, non mi era permesso giocare coi fucili, o anche solo guardare G.I. Joe, che i miei amici adoravano. Forse è stato merito dell’epoca in cui vivevo, prima di Columbine, quando l’omicidio di massa non era ancora una soluzione praticabile per l’affermazione di sé.

    Prima di cavarmela così facilmente, vuoto il sacco: io lo ero, violento. Non ho mai fatto male a nessuno, fisicamente, tanto meno a una ragazza. Ma dal punto di vista sentimentale ho abusato di ogni ragazza che mi ha rifiutato. Alle superiori, ho definito Cinzia «una disgustosa puttana» dopo averla vista accoccolarsi assieme al proprio ragazzo durante una gita di classe. Al college, mi sono presentato ubriaco davanti alla porta di una ragazza che aveva appena deciso di interrompere la nostra relazione di due settimane, la sera dopo che lei mi aveva mollato: bussai e urlai finché lei non minacciò di chiamare la polizia. Dopo la laurea, quando una serata coi miei colleghi finì con la ragazza per cui avevo una cotta che veniva accompagnata a casa da uno sconosciuto, urlai davanti ai miei colleghi che la mia vita sarebbe stata migliore «se solo la stronza fosse morta». I miei capi erano sconvolti; quando mi licenziarono il giorno dopo, mi diedero la notizia in uno studio psichiatrico a più di 15 chilometri di distanza; temevano che dessi improvvisamente di matto in ufficio.

    Oggi le cose vanno molto meglio. Ho una fidanzata meravigliosa e faccio un lavoro che mi piace. L’età e gli antidepressivi mi hanno ammorbidito, e una dieta più salutare e un regolare esercizio fisico hanno aumentato la mia autostima. Ma come disse una volta Paul Schrader – che creò Travis Bickle, protagonista di Taxi Driver e ultimo grande mattoide solitario – «non riuscirai mai a lasciarti la tua infanzia alle spalle».

    Quindi, per quanto la rabbia e la misoginia siano notevolmente calate, non sono mai sparite completamente. Negli scorsi quindici anni sono passato attraverso rotture di rapporti sentimentali che hanno implicato discorsi e azioni detestabili, e mi sono trovato a discutere con alcune colleghe in termini che mai avrei usato con degli uomini. Solo alcuni mesi fa, ho litigato ad alta voce con la moglie di mio padre, e nel farlo l’ho chiamata in modi orribili. Ciascuno di questi incidenti mi ha riempito di vergogna e rimorso. Il disprezzo che provavo verso il mio peso e la mia solitudine non si avvicinano neppure a quello che provo verso la mia crudeltà insensata e infantile.

    Quindi, l’Elliot Rodger che è in me non è scomparso. Non è attivo quanto lo era un tempo, ma temo che sarà sempre lì: ad aspettare il prossimo momento in cui mostrare a tutti chi è il maschio alfa, ora, stronze.

    www.ilpost.it/2014/06/03/elliot-rodger/
    8 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Astaroth¬ Utente cancellato
    Lessi quest'articolo ai tempi dell'accaduto, veramente molto bella l'analisi di Levinstone. Elliot è soltanto stato sfortunanto, sfortunato di avere una grande forza di volontà. Il suo manifesto l'ho letto e non c'è niente di più vicino al nostro pensiero. Elliot era particolarmente narcisita, uno come lui non poteva tollerare di essere scartato e deriso dalle ragazze. Dovremmo chiederci, si può giustificare la strage di Elliot? probabilmente no ma non lo si può definire neanche un pazzo. E' solo uno di quei tanto "mostri" resi tali dalla società corrotta in cui viviamo, una società che premia la bellezza e la ricchezza come elementi principali, una società che si fonda il benessere di molti sul malcontento di pochi. Analago caso quello di Klebold e Rodger, due ragazzi che vivevano quotidianamente di scherni e prese in giro. Sono solo ragazzi uguali a noi, uguali a tanti altri ma che avevano la forza di trasformare quello che noi scriviamo in realtà. Perchè chi è tanto ipocrita da dire che la vendetta non gratifica l'uomo, ecco quella persona non ha mai subito un torto...
    8 anni fa
    Piace a 3 utenti
  • Damned Member
    Francamente non mi sembra un articolo che si schiera dalla nostra parte. L'autore dice di vergognarsi profondamente dei suoi pensieri misogini. Ricordiamo che Slate è un giornale di merda su cui scrivono le peggiori sirene del sinistronzismo "progressista" americano.
    8 anni fa
    Piace a 1 utente
  • innocuo78 Utente cancellato
    CITAZIONE (Astaroth¬ @ 1/7/2015, 12:29) 
    Lessi quest'articolo ai tempi dell'accaduto, veramente molto bella l'analisi di Levinstone. Elliot è soltanto stato sfortunanto, sfortunato di avere una grande forza di volontà. Il suo manifesto l'ho letto e non c'è niente di più vicino al nostro pensiero. Elliot era particolarmente narcisita, uno come lui non poteva tollerare di essere scartato e deriso dalle ragazze. Dovremmo chiederci, si può giustificare la strage di Elliot? probabilmente no ma non lo si può definire neanche un pazzo. E' solo uno di quei tanto "mostri" resi tali dalla società corrotta in cui viviamo, una società che premia la bellezza e la ricchezza come elementi principali, una società che si fonda il benessere di molti sul malcontento di pochi. Analago caso quello di Klebold e Rodger, due ragazzi che vivevano quotidianamente di scherni e prese in giro. Sono solo ragazzi uguali a noi, uguali a tanti altri ma che avevano la forza di trasformare quello che noi scriviamo in realtà. Perchè chi è tanto ipocrita da dire che la vendetta non gratifica l'uomo, ecco quella persona non ha mai subito un torto...

    la vendetta spesso è l'unica ragione di vita.
    8 anni fa
  • Peter Sellers Member
    Secondo me quest'articolo è molto bello. Non tanto per le conclusioni che trae, ma per il mostro che evoca: il solipsismo. Ovvero il vivere chiusi in se stessi senza la capacità e la possibilità di comunicare davvero con gli altri. Per comunicare intendo uscire da sé, smettere di ascoltare i meccanismi mentali che a lungo andare, inevitabilmente, diventano patologici e condannano all'infelicità, quando si rimane soli per troppo tempo. Il motivo di tutto questo non lo conosco di preciso, penso siano le nostre basi biologiche "animali" a far sì che l'altro sia così importante per noi.

    Una cosa che credo condividiamo tutti qui, al di là del reale fattore estetico, è il fatto che la realtà non ci permette di uscire da noi. In tutto questo identifichiamo fra le cause l'estetica, e ci sono sempre dibattiti sul fatto che sia solo questo (io non lo credo), o anche altro, anche se in minor parte.

    Viviamo in una realtà complessa. Questo vuol dire che i nostri comportamenti sono determinati da tante di quelle variabili che accadrà sempre che cose estremamente facili per qualcuno (ad esempio interagire con le donne) siano al limite dell'impossibile per altri. E questo genera incomunicabilità, superficialità, ghettizzazione. Male insomma, di quello crudele perché banale.

    Penso che quasi tutti noi, almeno in un periodo della loro vita, hanno ritenuto le tesi di Rodger quantomeno valide, al di là di giustificare il suo operato. Io sono il primo fra questi.

    La cosa per me più vicina alla verità la dice il tizio nell'articolo, quando scrive "Ovviamente, applicare la propria logica giovanile a cose complicate come il sesso, l’amore e le relazioni con gli altri è impossibile. Crescere vuole anche dire accettare che gran parte di queste cose siano incomprensibili."
    È evidente che anche persone realizzate e che si sono fatte il culo massimizzando il proprio potenziale, come Sfarro e Deleterio, non siano ancora uscire da quest'ottica, e vivano anche i loro attuali successi quasi come una compensazione per tutta la merda che il mondo ha riservato loro in passato. Le capisco e sono convinto che a parte brevi momenti di lucidità, anche nella migliore delle ipotesi, non riuscirò ad uscire da questa logica.

    Per me la cosa più crudele di tutto questo discorso è che non c'è una reale soluzione. I passi più importanti nella maturazione sessuale e sentimentale di ciascuno si dovrebbero fare in una fase della nostra vita in cui è impossibile avere una piena consapevolezza della posta in gioco, e a volte sono indipendenti dalla nostra volontà o dalle nostre possibilità. È semplicemente un fatto, un lurido ed ingiustissimo fatto.
    8 anni fa
  • Klint93 Utente cancellato
    CITAZIONE (Damned @ 1/7/2015, 12:34) 
    Francamente non mi sembra un articolo che si schiera dalla nostra parte. L'autore dice di vergognarsi profondamente dei suoi pensieri misogini. Ricordiamo che Slate è un giornale di merda su cui scrivono le peggiori sirene del sinistronzismo "progressista" americano.

    Io sinceramente non vedo "parti" in gioco. Ma la piccola analisi sulla società attuale occidentale mi sembra condivisibile, l'estetica e i problemi che comporta sono "solamente" una conseguenza.
    8 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Peter Sellers Member
    Esattamente, qui spesso non si distingue bene fra cause e conseguenze
    8 anni fa
  • Damned Member
    CITAZIONE (Klint93 @ 1/7/2015, 13:37) 
    CITAZIONE (Damned @ 1/7/2015, 12:34) 
    Francamente non mi sembra un articolo che si schiera dalla nostra parte. L'autore dice di vergognarsi profondamente dei suoi pensieri misogini. Ricordiamo che Slate è un giornale di merda su cui scrivono le peggiori sirene del sinistronzismo "progressista" americano.

    Io sinceramente non vedo "parti" in gioco. Ma la piccola analisi sulla società attuale occidentale mi sembra condivisibile, l'estetica e i problemi che comporta sono "solamente" una conseguenza.

    Quale analisi sulla società occidentale? La storia secondo cui la società fa pressioni e ti considera un perdente se non scopi? C'è del vero, ma non mi pare il punto fondamentale della questione. Anzi, mi sembra un modo per deresponsabilizzare le donne e incolpare gli uomini.
    8 anni fa
  • Klint93 Utente cancellato
    Ovviamente il problema non è solamente quello, ma penso sia buona parte della cosa. Deresponsabilizzare le donne da cosa? Parlando di società si parla dell'insieme senza incolpare un genere o l'altro. Poi, lo avrò scritto altre volte, ma lo ridico: Io non incolpo tante donne per essere opportuniste, superficiali o per l'ipergamia. Fanno cosi perchè la società e la natura lo permette. Anzi probabilmente farei la stessa cosa, se potessi, come credo faresti anche tu. L'unica cosa delle donne che veramente mi urta è l'ipocrisia infinita e sfacciata. Vuoi andare con uno perchè è alto, bello e muscolo? Cazzo dillo! Hai dato il palo ad un altro perchè era basso, calvo e sovrappeso? Dillo! Senza trincerarsi dietro scuse del cazzo come "non mi prende caratterialmente" oppure "E' noioso". La cosa per quanto possa essere crudele, è inevitabile. Ma almeno tanti potrebbero prendere coscienza della cosa e lavorare sui propri limiti nel possibile.
    8 anni fa
  • mahler8 Utente cancellato
    CITAZIONE (Klint93 @ 1/7/2015, 14:53) 
    Ma almeno tanti potrebbero prendere coscienza della cosa e lavorare sui propri limiti nel possibile.

    E il sistema crollerebbe.

    Se una larga fetta della popolazione maschile si rendesse conto d'essere scartata a priori dalla maggior parte delle donne per cause a cui non possono porre rimedio, smetterebbero d'investire sul futuro, sull'idea di famiglia, e quindi sulla società. Meglio credere che ciò dipenda da fattori modificabili, come la simpatia, l'eloquenza, l'empatia, la conoscenza, la pazienza ecc.

    Prima o poi la possibilità di fare da beta provider capita a (quasi) tutti.
    8 anni fa
    Piace a 3 utenti
  • innocuo78 Utente cancellato
    CITAZIONE (mahler8 @ 1/7/2015, 15:08) 
    CITAZIONE (Klint93 @ 1/7/2015, 14:53) 
    Ma almeno tanti potrebbero prendere coscienza della cosa e lavorare sui propri limiti nel possibile.

    E il sistema crollerebbe.

    Se una larga fetta della popolazione maschile si rendesse conto d'essere scartata a priori dalla maggior parte delle donne per cause a cui non possono porre rimedio, smetterebbero d'investire sul futuro, sull'idea di famiglia, e quindi sulla società. Meglio credere che ciò dipenda da fattori modificabili, come la simpatia, l'eloquenza, l'empatia, la conoscenza, la pazienza ecc.

    Prima o poi la possibilità di fare da beta provider capita a (quasi) tutti.

    la nostra missione è creare un regno del terrore dove questo "mercato" crolli.
    8 anni fa
    Piace a 2 utenti
  • Klint93 Utente cancellato
    CITAZIONE (mahler8 @ 1/7/2015, 15:08) 
    CITAZIONE (Klint93 @ 1/7/2015, 14:53) 
    Ma almeno tanti potrebbero prendere coscienza della cosa e lavorare sui propri limiti nel possibile.

    E il sistema crollerebbe.

    Se una larga fetta della popolazione maschile si rendesse conto d'essere scartata a priori dalla maggior parte delle donne per cause a cui non possono porre rimedio, smetterebbero d'investire sul futuro, sull'idea di famiglia, e quindi sulla società. Meglio credere che ciò dipenda da fattori modificabili, come la simpatia, l'eloquenza, l'empatia, la conoscenza, la pazienza ecc.

    Prima o poi la possibilità di fare da beta provider capita a (quasi) tutti.

    Qualcuno farebbe come dici tu, altri magari si impegnerebbero di più per avere successo materiale/sociale nella vita. Ma per fortuna questo discorso si applica solamente a quella fetta di Brutti veri (che sono una percentuale decisamente bassa). Gli altri (diciamo dal 4,5 in su) qualcosa rimediano sempre nel tempo, ipergamia permettendo.
    8 anni fa
  • mahler8 Utente cancellato
    CITAZIONE (Klint93 @ 1/7/2015, 15:38) 
    Gli altri (diciamo dal 4,5 in su) qualcosa rimediano sempre nel tempo, ipergamia permettendo.

    Sì, ma è proprio questo il problema: gli altri (cioè l'80% dei maschi) qualcosa la rimediano troppo tardi, quando le donne, dopo essersi divertite passandosi tra di loro i fighi, decidono che è arrivato il momento di sistemarsi; così, sfatte e inacidite, s'accorgono che non ci sono abbastanza fighi per tutte, soprattutto tra quelli che possono e vogliono sostenerle economicamente, e allora rivolgono gli occhi agli scarti maschili. Naturalmente a quel punto saranno anche rancorose per essere state "costrette" ad abbassare le loro pretese estetiche, e la faranno pagare al loro beta provider.

    Il risultato è che quell'80% di popolazione maschile, che ha le stesse pulsioni sessuali dei fighi, arriverà alla maturità devastata dalla frustrazione, spesso pompata dalla bluepill: sono stato simpatico, brillante, comprensivo... come mai non ha funzionato? A quel punto, oltre al danno, la beffa d'accasarsi con un avanzo che non sarà la risposta ai suoi problemi, ma che anzi gliene creerà d'ulteriori.

    Alla fin fine, una vita spesa in puttane - dall'adolescenza alla senilità - sarebbe la soluzione migliore.
    8 anni fa
    Piace a 8 utenti
  • Peter Sellers Member
    CITAZIONE (mahler8 @ 1/7/2015, 15:48) 
    CITAZIONE (Klint93 @ 1/7/2015, 15:38) 
    Gli altri (diciamo dal 4,5 in su) qualcosa rimediano sempre nel tempo, ipergamia permettendo.

    Sì, ma è proprio questo il problema: gli altri (cioè l'80% dei maschi) qualcosa la rimediano troppo tardi, quando le donne, dopo essersi divertite passandosi tra di loro i fighi, decidono che è arrivato il momento di sistemarsi; così, sfatte e inacidite, s'accorgono che non ci sono abbastanza fighi per tutte, soprattutto tra quelli che possono e vogliono sostenerle economicamente, e allora rivolgono gli occhi agli scarti maschili. Naturalmente a quel punto saranno anche rancorose per essere state "costrette" ad abbassare le loro pretese estetiche, e la faranno pagare al loro beta provider.

    Il risultato è che quell'80% di popolazione maschile, che ha le stesse pulsioni sessuali dei fighi, arriverà alla maturità devastata dalla frustrazione, spesso pompata dalla bluepill: sono stato simpatico, brillante, comprensivo... come mai non ha funzionato? A quel punto, oltre al danno, la beffa d'accasarsi con un avanzo che non sarà la risposta ai suoi problemi, ma che anzi gliene creerà d'ulteriori.

    Alla fin fine, una vita spesa in puttane - dall'adolescenza alla senilità - sarebbe la soluzione migliore.

    Condivido in pieno, ti faccio solo notare che una vita da beta provider è cmq una vita spesa in puttane :P
    8 anni fa
    Piace a 1 utente
  • mahler8 Utente cancellato
    CITAZIONE (Peter Sellers @ 1/7/2015, 15:56) 
    Condivido in pieno, ti faccio solo notare che una vita da beta provider è cmq una vita spesa in puttane :P

    Magari! È una vita spesa in puttana.
    8 anni fa
    Piace a 2 utenti
  • Torna alla sezione
    • 1/3
CONTENUTI SPONSORIZZATI
Funziona anche con i capelli Brizzolati e chiude il diradamento!
beautymedical.it
beautymedical.it
Trapianto Capelli Turchia, i migliori chirurghi!
blogcalvizie.it
blogcalvizie.it
Questo Personal Trainer sembra rasato ma c'è un Trucco, che cos'è?
Beautymedical.it
Beautymedical.it
Crea il tuo forum e il tuo blog · Aiuto · Categorie
Contatti · Status · ForumFree · Versione desktop
Notifiche
Non è presente nessuna notifica