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Pensando alla fattibilità di creare un intelligenza artificiale, imitatrice dell'uomo sia nelle emozioni sia nell'atto di imparare le cose, ho pensato che anche realizzandola, sarebbe semplicemente una macchina che a situazione A reagisce B oppure che da situazione A impara C e reagirà B. Quello che le mancherebbe per essere un umano è la percezione di esserci. Secondo voi, logicamente cos'è la sensazione di esserci? E da un punto di vista evutivo, perché la abbiamo sviluppata? Chiedo in particolare a Mahler, dato che rendere le cose in forma di sistema logico è il suo mestiere |
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Dovresti formulare meglio la domanda secondo me, "cos'è la sensazione di esserci" è troppo vaga. La sensazione di esserci ha a che fare con la vita, finché non si scoprirà di più sulla vita è difficile rispondere a questa domanda, se non impossibile. Da un punto di vista evolutivo se non si crede che gli adattamenti individuali non vengano tramandati, allora è solo casualità o "fortuna", cosa vuoi che ci sia dietro? |
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Pensando alla fattibilità di creare un intelligenza artificiale, imitatrice dell'uomo sia nelle emozioni sia nell'atto di imparare le cose, ho pensato che anche realizzandola, sarebbe semplicemente una macchina che a situazione A reagisce B oppure che da situazione A impara C e reagirà B. Quello che le mancherebbe per essere un umano è la percezione di esserci. Secondo voi, logicamente cos'è la sensazione di esserci? E da un punto di vista evutivo, perché la abbiamo sviluppata? Chiedo in particolare a Mahler, dato che rendere le cose in forma di sistema logico è il suo mestiere La prima cosa che mi viene da pensare è che la "percezione di esserci" non sia altro che una delle prime cose che la nostra macchina, il cervello, impara a fare. Una macchina artificiale ben realizzata, cioè davvero simile al nostro cervello, imparerebbe anch'essa a "percepire la propria esistenza". La sensazione di esserci, secondo me, non è altro che l'illusione del presente mentre elabori. È il flusso stesso d'elaborazione. |
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Pensando alla fattibilità di creare un intelligenza artificiale, imitatrice dell'uomo sia nelle emozioni sia nell'atto di imparare le cose, ho pensato che anche realizzandola, sarebbe semplicemente una macchina che a situazione A reagisce B oppure che da situazione A impara C e reagirà B. Quello che le mancherebbe per essere un umano è la percezione di esserci. Secondo voi, logicamente cos'è la sensazione di esserci? E da un punto di vista evutivo, perché la abbiamo sviluppata? Chiedo in particolare a Mahler, dato che rendere le cose in forma di sistema logico è il suo mestiere La prima cosa che mi viene da pensare è che la "percezione di esserci" non sia altro che una delle prime cose che la nostra macchina, il cervello, impara a fare. Una macchina artificiale ben realizzata, cioè davvero simile al nostro cervello, imparerebbe anch'essa a "percepire la propria esistenza". La sensazione di esserci, secondo me, non è altro che l'illusione del presente mentre elabori. È il flusso stesso d'elaborazione. Ma a sto punto qualunque cosa in grado di pensare dovrebbe provare questo, dal mio cane ai bot che giocano in borsa |
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Ma a sto punto qualunque cosa in grado di pensare dovrebbe provare questo, dal mio cane ai bot che giocano in borsa Il "bot che gioca in borsa" potrebbe sembrare una provocazione, però secondo me anche lui "prova" qualcosa di simile: la differenza sta tutta nel grado di complessità della sensazione. Bot < Formica < Cane < Essere umano. L'intelligenza artificiale, se ben realizzata, potrebbe essere equiparabile all'essere umano come complessità. In fin dei conti l'illusione di esserci non è altro che la capacità di memoria. |
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Ma a sto punto qualunque cosa in grado di pensare dovrebbe provare questo, dal mio cane ai bot che giocano in borsa Il "bot che gioca in borsa" potrebbe sembrare una provocazione, però secondo me anche lui "prova" qualcosa di simile: la differenza sta tutta nel grado di complessità della sensazione. Bot < Formica < Cane < Essere umano. L'intelligenza artificiale, se ben realizzata, potrebbe essere equiparabile all'essere umano come complessità. In fin dei conti l'illusione di esserci non è altro che la capacità di memoria. Si era una provocazione. Comunque non riesco a capire come possa essere conseguenza diretta del pensare. Non trovò un nesso logico, credo che sia una cosa separata |
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Si era una provocazione. Comunque non riesco a capire come possa essere conseguenza diretta del pensare. Non trovò un nesso logico, credo che sia una cosa separata Ovviamente non ho risposte "accademiche", le mie sono solo congetture. Però, come ti ho detto, ritengo che la memoria stessa (intesa come capacità di richiamare nell'elaborazione informazioni immagazzinate) crei una base sufficiente per la sensazione di esserci. Cos'è la sensazione d'esserci se non la capacità di mettere in relazione ciò che hai immagazzinato un secondo prima con ciò che stai percependo adesso? È ciò che ti fa percepire il continuum del tempo. Come il pensiero stesso, anche la sensazione d'esserci può essere più o meno sofisticata: quella d'una formica sarà qualcosa d'alieno per la nostra mente. |
il cogitoergosum dei brutti ? |
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Ma a sto punto qualunque cosa in grado di pensare dovrebbe provare questo, dal mio cane ai bot che giocano in borsa Il "bot che gioca in borsa" potrebbe sembrare una provocazione, però secondo me anche lui "prova" qualcosa di simile: la differenza sta tutta nel grado di complessità della sensazione. Bot < Formica < Cane < Essere umano. L'intelligenza artificiale, se ben realizzata, potrebbe essere equiparabile all'essere umano come complessità. In fin dei conti l'illusione di esserci non è altro che la capacità di memoria. Secondo me "l'esserci" è limitato solo alla materia vivente, va al di fuori degli istinti, va al di fuori della logica, pur essendo legato ad essi, un "esserci" più avanzato è prerogativa dei leader, politici o religiosi, dei grandi geni, non è logica ma è più vicino alla creatività e al controllo, è un hardware che si trasforma ed è probabilmente la parte più organizzata,complessa ed adattativa degli esseri viventi. |
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Chiedi a lui: |
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Ma a sto punto qualunque cosa in grado di pensare dovrebbe provare questo, dal mio cane ai bot che giocano in borsa Il "bot che gioca in borsa" potrebbe sembrare una provocazione, però secondo me anche lui "prova" qualcosa di simile: la differenza sta tutta nel grado di complessità della sensazione. Bot < Formica < Cane < Essere umano. L'intelligenza artificiale, se ben realizzata, potrebbe essere equiparabile all'essere umano come complessità. In fin dei conti l'illusione di esserci non è altro che la capacità di memoria. Secondo me "l'esserci" è limitato solo alla materia vivente, va al di fuori degli istinti, va al di fuori della logica, pur essendo legato ad essi, un "esserci" più avanzato è prerogativa dei leader, politici o religiosi, dei grandi geni, non è logica ma è più vicino alla creatività e al controllo, è un hardware che si trasforma ed è probabilmente la parte più organizzata,complessa ed adattativa degli esseri viventi. Non mi trovi d'accordo, tutto ciò che esiste, dalle nostre emozioni ai nostri errori da ritardati, deve essere scomponibile a logica. E poi come definiresti "essere vivente" per dire che è prerogativa di questo? |
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Anche tu non mi trovi d'accordo, mi ricordo proprio di un esperimento, di questo tizio di cui ovviamente non ricordo il nome, ha reclutato diversi ragazzi prodigio con quozienti intellettivi molto alti seguendoli convinto che essi sarebbero diventati i "leader del domani" o persone che avrebbero dato grandi contributi all'umanità, non fu così, alcuni si ritrovarono a fare lavori molto umili, eppure queste persone di potenza "logica" ne avevano da vendere, ovviamente non è la logica la caratteristica più determinante che distingue individui che riescono a "cambiare le cose" da quelli normali. La creatività ad esempio va oltre la logica, è uno stadio di complessità più avanzato, anche il controllo è diverso dalla logica, un esempio banale, quante volte ti è capitato di sapere quale sia la cosa più logica ma di farene un'altra più stupida? Secondo me l'esserci supera di complessità ed organizzazione la logica,supera anche la creatività e supera anche il controllo, però si avvicina più al controllo e alla creatività come complessità. Insomma, esserci > controllo > creatività > logica in ordine di complessità. Come possiamo definire una cosa fredda o calda, bisogna stabilire una soglia,la definizione attuale più consona di "vivente" secondo me è la materia che supera un certo grado di complessità ed organizzazione, il grado non è stabilito, però il salto tra vivente e non vivente presuppone un salto enorme di complessità ed organizzazione ed è intuitivo. Insomma, siamo fatti di cellule, l'esserci secondo me è una delle parti più avanzate se non la più organizzata e complessa del nostro organismo. |
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Anche la creatività è logica. Solo che è un qualcosa di talmente complesso che non percepiamo il fatto che sia logico. Ogni cosa che avviene nel nostro cervello deve essere logica, solo che nei casi piú complessi, questa logica opera nell'inconscio (secondo me il nostro cervello non è in grado di eseguire le funzioni più complesse in modo conscio). E la sensazione di esserci non è diversa dalle altre reazioni all'interno del nostro cervello. |
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"Potrebbero" anche essere la stessa cosa ma il grado di organizzazione e di complessità è diverso, è lo stesso discorso tra materia vivente e materia non vivente, entrambe fatte di atomi, ma la materia vivente è molto più complessa della materia non vivente, come del resto è intuibile che la creatività sia più complessa della logica, insomma potresti anche prendere ad esempio una scatola di tasselli del domino e gettarli per terra, ovviamente molto probabilmente saranno tutti sparpagliati e disordinati, mentre se tu facessi una scultura con questi tasselli ne verrebbe una cosa più complessa ed organizzata, entrambe le strutture sono fatte dagli stessi tasselli. Insomma se la creatività fosse solamente logica si chiamerebbe logica e non creatività. Tornando al discorso dei bot, software e hardware sono legati nella funzionalità, anche nell'uomo software e hardware sono legati nella funzionalità, l'unica differenza è che i bot sono limitati nella capacità software dall'hardware che non è adattivo e potrebbero non raggiungere mai un grado di complessità abbastanza elevato da "esserci", mentre il software della materia vivente è in grado di cambiare il proprio hardware ed è formato anche da un hardware molto più flessibile da consentire "l'esserci". |
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Personalmente ritengo che la logica e la creatività siano correlate dal fatto che l'oggetto della creazione viene sempre realizzato tramite deduzioni ottenute mettendo in relazione, cioè combinando, cose e esperienze del vissuto del creativo. Se lo sforzo creativo non fosse razionale non ci sarebbe consenso: chi riconosce la creatività dell'opera deve poter riconoscere anche il percorso che ha portato al suo compimento. Un individuo particolarmente creativo ha la capacità di mettere in relazione cose e fatti che normalmente gli altri non mettono in relazione. Forse anche in maniera "trial and error": una mente creativa potrebbe essere occupata a elaborare continuamente nuovi percorsi mettendo in relazione cose casualmente, tanto per vedere se portano verso qualcosa di buono. |