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  • Analizzare la “bruttezza” interiore Una vita da Brutto
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  • Xanax90 Utente cancellato
    Oggigiorno il concetto di bellezza/bruttezza esteriore conta davvero parecchio nelle dinamiche relazionali. I mass media non fanno altro che alimentare lo stereotipo del maschio bello, perfetto, muscoloso, depilato, abbronzato e con un carattere forte (l’uomo che non deve chiedere mai) e quello della femmina modella, truccata e vestita alla moda, che si lascia sedurre e conquistare dal bel maschione di cui accennavo prima.
    Questo bombardamento mediatico ha inciso pesantemente sulla vita reale delle persone, che ossessivamente cercano di avvicinarsi, per quanto possibile a questi stereotipi, convinti che solo assomigliando ai loro idoli potranno avere una vita di successo, piena ed appagante.
    Disgraziatamente ogni giorno abbiamo a che fare con una realtà quotidiana che tende ad emarginare tutti coloro che non si adeguano o non possono adeguarsi a questo “standard di qualità” imposto. Per una persona non in linea con i canoni estetici la vita diventa più o meno un incubo, in cui tutto è più difficile.
    Non so se conoscete bene la chimica, comunque sia io ho sempre pensato alla bellezza come ad un catalizzatore che, abbassando l’energia di attivazione, faciliti la trasformazione dei reagenti in prodotti.

    f12_04

    Essere belli vuol dire avere un grande aiuto nella vita, essere meno belli vuol dire avere sempre più difficoltà. Ma la “bellezza” di cui parlo non è solo quella puramente estetica, ma anche quella interiore. Sto parlando in primo luogo di sicurezza di se e di autostima: come siamo dentro, la nostra forza di volontà, la nostra determinazione, la nostra voglia di combattere, incidono tantissimo sulle nostre potenzialità nella nostra vita, quasi quanto la bellezza estetica, secondo me. Se non altro, aiutano tanto a vivere in maniera più positiva. Il tutto può essere condensato nell’equazione:
    Esperienze di vita + Bellezza --> autostima --> carattere --> potenzialità di vita

    La mia domanda è questa: L’autostima che ognuno di voi ha è influenzata solo ed unicamente dal vostro grado di bellezza oppure anche da esperienze di vita esterne (rapporti positivi o negativi con la famiglia, con la scuola, con le amicizie, con le ragazze)? Siete sicuri che la vostra “zavorra” sia solo puramente estetica, e non sia anche o soprattutto una questione mentale dovuta ad altri fattori che non c’entrano nulla oppure solo indirettamente con l’aspetto esteriore?
    Vi faccio un esempio: io non sono bello, anzi … un giorno vi farò avere una mia foto e mi giudicherete, ma comunque lo so già. Però esperienze di vita negative vissute durante l’infanzia e l’adolescenza ( un padre molto propenso a picchiare e a sfogare la sua frustrazione su tutti i membri della famiglia) hanno fatto maturare in me un sentimento di essere un fallito totale. Forse avevo già una predisposizione naturale ad essere fragile, ma tutto ciò ha impattato pesantemente sulla mia autostima, facendomi risultare una persona eccessivamente chiusa, timida e ansiata, con la paura di osare perché so già che tutto si trasformerebbe soltanto in un altro fallimento. Se ci aggiungiamo anche che a scuola uno con me è considerato uno sfigato e quindi veniva preso di mira abbastanza spesso dai bulli, tutto ciò ha contribuito nel mettermi in una condizione psicologica non facile.
    Spero di essermi spiegato abbastanza e di non aver detto una serie di scemenze colossali, comunque sia le mie sono solo idee, nessun assioma. Sarei contento di sapere la vostra.
    8 anni fa
  • Il Contessino. Utente cancellato
    Non esiste la bruttezza interiore. Esiste solo la bruttezza sociale interiore. Se gli altri ti dicono che non ottieni nulla perchè sei brutto dentro, tu non puoi veramente crederci. Evidentemente, è la società ad essere sbagliata, non tu. Una societá che premia l'estroversione e condanna l'introversione non può essere altro che sbagliata.
    8 anni fa
  • ThEtRuThSeEkEr Member
    Sopravvivenza e riproduzione sono due bisogni primari strettamente interconnessi tra loro quindi quando si avverte che uno di essi è minacciato anche l'altro diventa fonte di ansia e turbamento, anche solo a livello subliminale, tuttavia essere snobbati dalle donne non deve assolutamente diventare un alibi per giustificare una letargia nichilistica o un autostima sotterranea, ci si può tranquillamente sentire sicuri e soddisfatti di se anche per motivazioni extrasessuali, casomai è più difficile essere felici se non si può godere dei favori dell'altro sesso, ma essere orgogliosi di se stessi è una conquista meritocratica alla portata di tutti.
    8 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Il Contessino. Utente cancellato
    La letargia nichilistica è la giusta risposta a una societá insoddisfacente. Niente storie. E l'autostima sotteranea è sempre tirata fuori e non si sa perchè, non c'è bisogno nemmeno di dirlo che chiunque dovrebbe essere orgoglioso di se stesso. Anche perchè chi vive nella letargia nichilistica evidentemente conosce il Nichilismo.
    8 anni fa
  • ThEtRuThSeEkEr Member
    Per aiutarti ad uscire meglio dalle sabbie mobili in cui ti trovi ti risponderò nel tuo stesso linguaggio chimico: c'è un modo più semplice di raggiungere il valore soglia, ovvero quello di fornire energia al sistema mediante calore o agitazione meccanica perché in questo modo anche i reagenti più inerti e i metalli meno nobili possono trovare l'energia di attivazione sufficente a dare luogo ad una trasformazione, quindi se vuoi trasformarti più che concentrarti sulle tue mancanze (che vanno cmq curate e valutate con pragmatica oggettività) devi aumentare l'entropia della tua vita sforzandoti di agire volontariamente per movimentare il tuo quotidiano, bruciando di rabbia ogni volta che incontri un ostacolo che cerca di contenere la tua energia potenziale, consapevole che una volta arrivato ad un certo livello di sbattimento la legge dell'inerzia ti faciliterà il viaggio.
    8 anni fa
  • Xanax90 Utente cancellato
    CITAZIONE (Il Contessino. @ 6/11/2015, 16:21) 
    Non esiste la bruttezza interiore. Esiste solo la bruttezza sociale interiore. Se gli altri ti dicono che non ottieni nulla perchè sei brutto dentro, tu non puoi veramente crederci. Evidentemente, è la società ad essere sbagliata, non tu. Una societá che premia l'estroversione e condanna l'introversione non può essere altro che sbagliata.

    La società di cui faccio parte mi ha formato caratterialmente così. L'introversione è stato un meccanismo di difesa, come un po' un isolarsi dal mondo reale per trovare un po' di pace in un mondo tutto mio, che mi fa sentire bene. Ma è solo una illusione, questo "mondo tutto mio" a 25 anni è come una prigione che diventa ormai quasi irrinunciabile per vivere. E' una società brutale che riempie la gente come me di complessi di inferiorità.

    CITAZIONE (ThEtRuThSeEkEr @ 6/11/2015, 17:12) 
    Per aiutarti ad uscire meglio dalle sabbie mobili in cui ti trovi ti risponderò nel tuo stesso linguaggio chimico: c'è un modo più semplice di raggiungere il valore soglia, ovvero quello di fornire energia al sistema mediante calore o agitazione meccanica perché in questo modo anche i reagenti più inerti e i metalli meno nobili possono trovare l'energia di attivazione sufficente a dare luogo ad una trasformazione, quindi se vuoi trasformarti più che concentrarti sulle tue mancanze (che vanno cmq curate e valutate con pragmatica oggettività) devi aumentare l'entropia della tua vita sforzandoti di agire volontariamente per movimentare il tuo quotidiano, bruciando di rabbia ogni volta che incontri un ostacolo che cerca di contenere la tua energia potenziale, consapevole che una volta arrivato ad un certo livello di sbattimento la legge dell'inerzia ti faciliterà il viaggio.

    Non ho mai fatto molto per migliorarmi ed è vero. Mi sono lasciato andare, nel senso che nutrivo la speranza illogica che andando avanti con gli anni le cose si potessero mettere a posto da sole. E' una follia, niente capita per caso, specialmente se non ho mai fatto nulla per fare capitare le cose. Certo, si può essere soddisfatti in molte cose della vita, ma io non so cosa voglia dire esserlo perchè non ho combinato nulla per cui valga la pena di sentirmi soddisfatto. Sono solo arrivato fin qui tenendomi la mente impegnata per non pensare alla mia profonda insoddisfazione per ogni cosa.
    8 anni fa
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