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  • Bardack Miliziano Utente cancellato
    Una mera statistica compagno!

    ONORE A LYSENKO
    2 anni fa
  • Listeria Member
    10, e chi non è d'accordo Polonio-210 per tutti!
    2 anni fa
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  • Aguirre88 Utente FDB
    CITAZIONE (SCHIFOALPUBE @ 26/3/2021, 20:10) 
    CITAZIONE (coca cøla di rienzo @ 25/3/2021, 23:36) 
    Ripeto, i valori sono eterni, non sono legati a una specifica età storica; valori che tra l'altro non sono "limitanti" per l'individuo, anzi servono proprio a mantenere la sicurezza dello Stato e dare una direzione sociale e spirituale agli individui, che contribuiscono così a una volontà comune, la volontà della Nazione (senza ovviamente rinunciare alla propria).

    La libertà assoluta peraltro è irraggiungibile. Se si tentasse questa strada, l'unico risultato sarebbe l'anarchia. Di fatto la riduzione della libertà è accettata da tutti, ed è generalmente riconosciuto che a ogni uomo dovrebbe essere permesso di fare quello che vuole, a patto di non fare del male a nessun'altro (compreso sé stesso). Tra l'altro l'esempio di google c'entra poco, dato che le innovazioni non sono un'esclusiva dei sistemi liberali (Stachanov, simbolo dell'innovazione nei metodi di lavoro, era un operaio dell'URSS, uno degli stati più totalitari della storia).

    La vera libertà non è "libertà da" (come ho detto prima, non è possibile liberarsi da tutto), ma bensì essere "liberi di" avere una vita dignitosa e essere utili alla propria famiglia e alla propria comunità.

    Riguardo al problema della tirannia, è un problema concreto ovviamente, come si è dimostrato nella storia. Ma alla fine qualcuno deve pur comandare (sì, anche nel sistema "liberale" attuale), e, dato che chi governa rispecchia il popolo, la cosa migliore da fare è far sì che il popolo sia onesto e etico, così che possa produrre leader che non abusano del proprio potere.

    "Il problema è che se i critici di questo sistema guardano indietro invece che avanti state pur certi che non ce ne disferemo mai" ... e torno a ripeterti: si può essere futuristi pur conservando i valori eterni che sono appartenuti anche a epoche e civiltà passate. Disfarsi di ciò che va superato, e mantenere ciò che è degno di essere conservato.

    "questo è poi il motivo per cui la politica democristiana (liberale in generale) da sempre preferisce i fascistoni nostalgici ai comunisti che puntano a decostruire i valori dominanti (si anche le femministe)."

    i liberali si alleano con i "fascisti" quando vogliono mantenere le cose come sono, anche le ingiustizie; insomma, è il paradosso del neoconservatore: si dice conservatore, ma non fa altro che criticare la sinistra e conservare solo ciò che gli fa comodo (cioè il liberalismo/liberismo), ed evita di conservare ciò che andrebbe davvero conservato.

    D'altro canto i sinistri "comunisti" e femministi non sono tanto meglio, avendo questo vezzo giacobino di voler decostruire ogni cosa... alla fine ti ritrovi nella situazione odierna (o peggio). (PS chi incita alla sovversione dei valori di solito ha interessi economici e politici e ha bisogno di destabilizzare una certa società per insediarvisi).

    ogni valore riconducibile al mantenimento di una promessa costituisce un limite per un essere che vive di scelte continue.
    Certo che avere dei valori, qualcosa in cui credere sempre e comunque, è tranquillizzante, ma, a lungo andare, finisce per disumanizzarti: non si ragiona più e si fa quello che c'è scritto sulla bibbia, ieri lo facevamo con le religioni e oggi con il modello economico che nessuno osa criticare (a parte i comunisti, cazzo sempre loro oh; preciso che i pagliacci tipo fusaro e ogni discorso nazionalista non lede una beata ceppa, lo status qui rimane invariato ved. germania nazista)
    il rinascimento, l'umanesimo e la rivoluzione scientifica del 1500 nasce grazie a una riscoperta dell'antichità, fantstico, ma nessuno si mise a urlare "ave cesare!" o "aridatece le caste dei greci" ma il tutto fu funzionale a distruggere il potere di quegli anni, la chiesa in primis.
    Se ripescare dei valori oggi accantonati ci può tornare utile ben venga, però ripeto, fedeltà, ordine, obbedienza, famiglia, e sopratutto stato, laddove stato vuol dire imposizione, non so... non so se ci tornerebbero utili.

    ah se parliamo di innovazioni le dittature sono il top, li lo stato organizza scientificamente il lavoro e l'economia vola. Certo poi capita quella volta in cui stalin, sordo ad ogni critica, sbaglia e... puff 100 mila morti di inedia.

    Screenshot_20210326_225612
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    Questo è un sano conservatorismo, preservare ciò che è veramente nostro e, grazie a ciò, fare la rivoluzione.

    È ovvio che non dobbiamo ricercare l'oppressione da parte dello stato, ma bensì l'adesione volontaria delle masse alla volontà dello stato, cercando di mediare i conflitti tra classi, sessi, etnie etc., e per fare ciò c'è bisogno di un forte senso di appartenenza e partecipazione. Il vero nazionalismo (che non è necessariamente sciovinismo) è sempre rivoluzionario.

    Per quanto riguarda la Germania nazista ci sarebbe molto da dire (certamente molto da criticare nelle sue politiche), ma tutto fu tranne che un movimento che voleva preservare lo status quo.

    Screenshot_20210325_135457

    Screenshot_20210326_233104

    Da sempre chi si oppone al sistema economico vigente finisce male, vedi per esempio Thomas Sankara che si batteva per l'annullamento del debito e per l'autarchia.

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    2 anni fa
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  • SCHIFOALPUBE Member
    se il mondo è tecnologicamente globalizzato qual'è il senso di ripescare il patriottismo? se io passo tutto il giorno in contatto con gente che sta in giappone, in canada o in africa come diavolo faccio a sentirmi italiano e non "cittadino del mondo"?.
    per quanto riguarda hitler io so solo che gli industriali tedeschi erano felicissimi di lui, come quelli italiani per mussolini.
    2 anni fa
  • Bardack Miliziano Utente cancellato
    Il mondo era globalizzato già nel 1500, prima della nascita degli stati
    2 anni fa
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  • Aguirre88 Utente FDB
    CITAZIONE (SCHIFOALPUBE @ 27/3/2021, 21:28) 
    se il mondo è tecnologicamente globalizzato qual'è il senso di ripescare il patriottismo? se io passo tutto il giorno in contatto con gente che sta in giappone, in canada o in africa come diavolo faccio a sentirmi italiano e non "cittadino del mondo"?.
    per quanto riguarda hitler io so solo che gli industriali tedeschi erano felicissimi di lui, come quelli italiani per mussolini.

    Non è che lo "ripeschi", è un sentimento innato di appartenenza, come alla propria famiglia.

    Hitler e Mussolini usarono questi mezzi (Hitler ottenne anche sostegno dall'alta finanza) per attuare la loro rivoluzione, il che non rende i loro regimi meno rivoluzionari. Pure la rivoluzione russa a quanto pare ricevette grossi finanziamenti (anche dopo l'instaurazione del regime) , ma sempre per attuare la rivoluzione, cioè un cambio netto rispetto al sistema precedente.
    2 anni fa
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  • Mj VeGeTa Member
    Le figlie sono bone
    2 anni fa
  • SCHIFOALPUBE Member
    CITAZIONE (coca cøla di rienzo @ 27/3/2021, 23:26) 
    CITAZIONE (SCHIFOALPUBE @ 27/3/2021, 21:28) 
    se il mondo è tecnologicamente globalizzato qual'è il senso di ripescare il patriottismo? se io passo tutto il giorno in contatto con gente che sta in giappone, in canada o in africa come diavolo faccio a sentirmi italiano e non "cittadino del mondo"?.
    per quanto riguarda hitler io so solo che gli industriali tedeschi erano felicissimi di lui, come quelli italiani per mussolini.

    Non è che lo "ripeschi", è un sentimento innato di appartenenza, come alla propria famiglia.

    Hitler e Mussolini usarono questi mezzi (Hitler ottenne anche sostegno dall'alta finanza) per attuare la loro rivoluzione, il che non rende i loro regimi meno rivoluzionari. Pure la rivoluzione russa a quanto pare ricevette grossi finanziamenti (anche dopo l'instaurazione del regime) , ma sempre per attuare la rivoluzione, cioè un cambio netto rispetto al sistema precedente.

    E' un sentimento che sta morendo, e chissà come mai. I problemi di oggi non li curi ricostruendo il mondo di ieri perchè se il mondo di ieri è, per l'appunto, di ieri, ci sarà una ragione...
    La differenza è che lenin venne finanziato da tutti i fronti comunisti europei, mentre hitler venne finanziato dagli industriali. Consenguenze: in germania gli induistriali han sfruttato i nazisti per arricchirsi ancora di più, in russia i kulaki han fatto la fine che han fatto
    2 anni fa
  • Aguirre88 Utente FDB
    CITAZIONE (SCHIFOALPUBE @ 29/3/2021, 17:54) 
    CITAZIONE (coca cøla di rienzo @ 27/3/2021, 23:26) 
    Non è che lo "ripeschi", è un sentimento innato di appartenenza, come alla propria famiglia.

    Hitler e Mussolini usarono questi mezzi (Hitler ottenne anche sostegno dall'alta finanza) per attuare la loro rivoluzione, il che non rende i loro regimi meno rivoluzionari. Pure la rivoluzione russa a quanto pare ricevette grossi finanziamenti (anche dopo l'instaurazione del regime) , ma sempre per attuare la rivoluzione, cioè un cambio netto rispetto al sistema precedente.

    E' un sentimento che sta morendo, e chissà come mai. I problemi di oggi non li curi ricostruendo il mondo di ieri perchè se il mondo di ieri è, per l'appunto, di ieri, ci sarà una ragione...
    La differenza è che lenin venne finanziato da tutti i fronti comunisti europei, mentre hitler venne finanziato dagli industriali. Consenguenze: in germania gli induistriali han sfruttato i nazisti per arricchirsi ancora di più, in russia i kulaki han fatto la fine che han fatto

    Fossero solo i partiti comunisti... la rivoluzione russa fu finanziata da pezzi grossi della finanza internazionale. Stesso discorso per Hitler, solo che a un certo punto era diventato troppo scomodo.
    2 anni fa
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  • Aguirre88 Utente FDB
    CITAZIONE (SCHIFOALPUBE @ 29/3/2021, 17:54) 
    CITAZIONE (coca cøla di rienzo @ 27/3/2021, 23:26) 
    Non è che lo "ripeschi", è un sentimento innato di appartenenza, come alla propria famiglia.

    Hitler e Mussolini usarono questi mezzi (Hitler ottenne anche sostegno dall'alta finanza) per attuare la loro rivoluzione, il che non rende i loro regimi meno rivoluzionari. Pure la rivoluzione russa a quanto pare ricevette grossi finanziamenti (anche dopo l'instaurazione del regime) , ma sempre per attuare la rivoluzione, cioè un cambio netto rispetto al sistema precedente.

    E' un sentimento che sta morendo, e chissà come mai. I problemi di oggi non li curi ricostruendo il mondo di ieri perchè se il mondo di ieri è, per l'appunto, di ieri, ci sarà una ragione...

    Dipende da che luogo prendi in considerazione: in occidente (ma neanche tutto, pensiamo alla Catalogna ad esempio) il sentimento nazionale è in declino, ma in altri paesi e aree del mondo è ancora vivo e vegeto.

    È un sentimento naturale, legato al senso di appartenenza e ai legami di sangue, che non si può eradicare facilmente (e anche si potesse non sarebbe auspicabile)...
    infatti uno degli errori di Marx è stato poter credere di formare un fronte unito proletario senta tener conto della Nazione ("gli operai non hanno patria". e invece...); la storia ha dimostrato che in ogni luogo dove si è cercato di instaurare un regime di stampo marxista, il partito ha sempre fatto affidamento al sentimento etnico/nazionale del popolo (anche in Russia con lo stalinismo), contrapposto allo sfruttatore straniero: Vietnam, Cambogia, Cuba, Cina etc.
    Vedi oggi la Corea del Nord è uno dei paesi più nazionalisti.

    "I problemi di oggi non li curi ricostruendo il mondo di ieri perchè se il mondo di ieri è, per l'appunto, di ieri, ci sarà una ragione..."

    Mai detto di ricostruire il mondo di ieri, non sono la scimmia di Zarathustra. Semplicemente è possibile guardare agli esempi del passato per farsi eredi di valori che hanno costruito civiltà. Il passato appartiene al passato e si costruisce il futuro, inutile e dannoso fossilizzarsi su cose morte.
    2 anni fa
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  • Aguirre88 Utente FDB
    CITAZIONE (gelointenso @ 29/3/2021, 20:26) 
    CITAZIONE (coca cøla di rienzo @ 29/3/2021, 19:28) 
    Dipende da che luogo prendi in considerazione: in occidente (ma neanche tutto, pensiamo alla Catalogna ad esempio) il sentimento nazionale è in declino, ma in altri paesi e aree del mondo è ancora vivo e vegeto.

    È un sentimento naturale, legato al senso di appartenenza e ai legami di sangue, che non si può eradicare facilmente (e anche si potesse non sarebbe auspicabile)...
    infatti uno degli errori di Marx è stato poter credere di formare un fronte unito proletario senta tener conto della Nazione ("gli operai non hanno patria". e invece...); la storia ha dimostrato che in ogni luogo dove si è cercato di instaurare un regime di stampo marxista, il partito ha sempre fatto affidamento al sentimento etnico/nazionale del popolo (anche in Russia con lo stalinismo), contrapposto allo sfruttatore straniero: Vietnam, Cambogia, Cuba, Cina etc.
    Vedi oggi la Corea del Nord è uno dei paesi più nazionalisti.

    "I problemi di oggi non li curi ricostruendo il mondo di ieri perchè se il mondo di ieri è, per l'appunto, di ieri, ci sarà una ragione..."

    Mai detto di ricostruire il mondo di ieri, non sono la scimmia di Zarathustra. Semplicemente è possibile guardare agli esempi del passato per farsi eredi di valori che hanno costruito civiltà. Il passato appartiene al passato e si costruisce il futuro, inutile e dannoso fossilizzarsi su cose morte.

    Anche il Venezuela Socialista Patriottico Bolivariano va inserito nel tuo novero, caro. coca cøla di rienzo

    Non l'ho messo apposta perché mi riferivo a paesi che hanno seguito la prassi marxista, e il Venezuela non è marxista.

    In senso lato potremmo anche definirlo marxista, ma se guardiamo alla dottrina socialista che propone in senso stretto, assolutamente no;
    presenta più punti in comune con il peronismo che con la visione del mondo marxista (il marxismo predica l'abolizione della proprietà privata, invece il chavismo la FUNZIONE SOCIALE della proprietà privata)

    Screenshot_20210329_211228

    Tra l'altro mi sembra che Chavez in una intervista disse di essere peronista, non marxista.
    2 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Aguirre88 Utente FDB
    CITAZIONE (gelointenso @ 29/3/2021, 21:15) 
    CITAZIONE (coca cøla di rienzo @ 29/3/2021, 21:13) 
    Non l'ho messo apposta perché mi riferivo a paesi che hanno seguito la prassi marxista, e il Venezuela non è marxista.

    In senso lato potremmo anche definirlo marxista, ma se guardiamo alla dottrina socialista che propone in senso stretto, assolutamente no;
    presenta più punti in comune con il peronismo che con la visione del mondo marxista (il marxismo predica l'abolizione della proprietà privata, invece il chavismo la FUNZIONE SOCIALE della proprietà privata)

    (IMG:https://upload.forumfree.net/i/ff12922590/...0329_211228.jpg)

    Tra l'altro mi sembra che Chavez in una intervista disse di essere peronista, non marxista.

    I Compagni comunisti della Rete Bolivariana la pensano diversamente, ritenendo che il Venezuela Chavista sia in transizione verso il socialismo reale. coca cøla di rienzo

    Ok ma non cambia quello che ho detto; ideologicamente e culturalmente può essere pure vicino al marxismo (non so quanto), ma economicamente e politicamente è più un corporativismo/peronismo.

    Anche come è andato al potere il socialismo in Venezuela, non è assolutamente marxista.

    Comunque molto meglio così, non sto mica criticando il Venezuela. Onore a Bolivar, Chavez, Maduro e la Rivoluzione Bolivariana, lunga vita al Venezuela socialista.
    2 anni fa
    Piace a 3 utenti
  • SCHIFOALPUBE Member
    CITAZIONE (coca cøla di rienzo @ 29/3/2021, 18:23) 
    Fossero solo i partiti comunisti... la rivoluzione russa fu finanziata da pezzi grossi della finanza internazionale. Stesso discorso per Hitler, solo che a un certo punto era diventato troppo scomodo.

    guarda la dietrologia sulla rivoluzione russa la conosco ed è tutto un gigantesco viaggione (supportato da ben pochi fatti) per arrivare dire che ci sono gli ebrei turbomassonimondialisti che vogliono conquistare il mondo...
    ma poi indipendentemente da "chi ha finanziato chi" mi pare che in russia sia successa una cosa, in germania un'altra. Il fatto che le megabanche americane abbiano finanziato i russi non cambia niente, pensare che lenin facesse gli interessi dei banchieri è da decerebrati.
    Qui siamo alla paranoia del complotto, siete quelli che si schierano coi cattivi della storia immaginando come sarebbe più figa la vostra vita se avessero vinto loro (e di conseguenza i veri cattivi sono quegli altri) e giù di autoconferme e teorie strampalate. La psicanalisi non aiuterà un incel a scopare ma io comunque fossi in voi farei un tentativo.
    2 anni fa
  • Aguirre88 Utente FDB
    CITAZIONE (SCHIFOALPUBE @ 2/4/2021, 22:11) 
    CITAZIONE (coca cøla di rienzo @ 29/3/2021, 18:23) 
    Fossero solo i partiti comunisti... la rivoluzione russa fu finanziata da pezzi grossi della finanza internazionale. Stesso discorso per Hitler, solo che a un certo punto era diventato troppo scomodo.

    guarda la dietrologia sulla rivoluzione russa la conosco ed è tutto un gigantesco viaggione (supportato da ben pochi fatti) per arrivare dire che ci sono gli ebrei turbomassonimondialisti che vogliono conquistare il mondo...
    ma poi indipendentemente da "chi ha finanziato chi" mi pare che in russia sia successa una cosa, in germania un'altra. Il fatto che le megabanche americane abbiano finanziato i russi non cambia niente, pensare che lenin facesse gli interessi dei banchieri è da decerebrati.
    Qui siamo alla paranoia del complotto, siete quelli che si schierano coi cattivi della storia immaginando come sarebbe più figa la vostra vita se avessero vinto loro (e di conseguenza i veri cattivi sono quegli altri) e giù di autoconferme e teorie strampalate. La psicanalisi non aiuterà un incel a scopare ma io comunque fossi in voi farei un tentativo.

    Dire una cosa supportata da molti studiosi (cioè che ci furono importanti interessi economici esteri nella rivoluzione russa) non equivale automaticamente a dire che "il marxismo è una invenzione giudaica per il controllo mondiale" oppure che "Lenin era una spia tedesca al servizio della finanza internazionale etc"..

    Ci sono cose che evidentemente non possiamo sapere come andarono (credere che sia tutto limpido e cristallino non è meglio di essere convinti che ci sia un complotto dietro ogni cosa), ma bisogna tenere un occhio di riguardo su ogni evento, partendo da cose che sappiamo per certo. E ciò che sappiamo per certo è che Lenin fu un politico estremamente abile e organizzato, che seppe sfruttare la decadenza del corrotto impero zarista per farlo crollare e costruire al suo posto un paese che diventerà una delle più importanti potenze industriali, oltre che faro del marxismo nel mondo (la rivoluzione genera violenza, e più è corrotta e reazionaria la precedente condizione, più sarà violenta la rivoluzione che vi si opporrà). La rivoluzione russa fu generata da una componente ideologica (la dottrina marxista e la voglia di creare un paese con meno ingiustizie e sfruttamento) e fu supportata da interessi internazionali, ai quali faceva comodo far crollare l'impero russo. Nulla di strano o "complottista" in tutto ciò: è risaputo che dove ci sono grandi cambiamenti ci sono praticamente sempre anche grandi interessi (vedi Pinochet e Pol Pot supportati dagli USA; sembra anche che la CIA finanziò il femminismo).

    E queste sono teorie confermate da molti studiosi, come l'economista Antony Sutton (cerca Armand Hammer, importante imprenditore amico di Lenin il cui padre aveva fondato il partito comunista in USA; inoltre gestiva parte della Gosbank, la banca nazionale sovietica gestita da privati).

    E ti ripeto che ciò non toglie il fatto che la rivoluzione russa fu effettivamente una rivoluzione, come lo furono il fascismo italiano e il nazionalsocialismo tedesco, perché tutti questi movimenti determinarono un cambio totale rispetto a ciò che c'era prima.

    L'ultima parte del tuo discorso non l'ho capita, chi sono i cattivi della storia? E i buoni? E da che parte mi schiero? Di certo, come ogni persona sana di mente, non sono a favore del genocidio e sterminio di civili innocenti, siano essi giudei, slavi, ariani etc... cmq gli occidentali "liberatori" hanno fondato la loro nazione proprio sul genocidio degli indiani d’America (questi sarebbero i "buoni" della storia?).

    PS comunque no grazie, non ho bisogno di psicanalisi.
    2 anni fa
  • SCHIFOALPUBE Member
    E alla fine di questo bellissimo sciorinamento di fatti poco noti cosa rimane? il messaggio che arriva qual'è? che i comunisti stavano dalla parte delle banche? che i comunisti non sono poi molto diversi dai fascisti? Mi pare che sia li che si voglia andare a parare.
    Ignoriamo poi i caratteri teorici delle due rivoluzioni, quelli fascisti sono pressochè inesistenti, ecco perchè anche dopo 100 anni il comunismo rimane avanguardistico mentre il fascismo è un fetish per nostalgici insoddisfatti.
    2 anni fa
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