Da quando ho cominciato questo semestre all'uni in classe vedo sempre un bello vero, un 8.5 che assomiglia tremendamente a nick bateman, capelli di un dodicenne, barba completa, sguardo da furbetto, mascellone, a occhio alto più di 1.85 ecc, fidanzato con una collega 7,5, cioè una pariestetica se si considera l'ipergamia. Inutile dire che se la tiri come un modello, arriva sempre in ritardo a lezione e fa il giro dell'aula più volte facendo finta di cercare posto per farsi ammirare e devo essere sincero: sono rimasto pietrificato dalle reazioni delle ragazze. Alcune lo guardano e sorridono, altre(soprattutto le più cessette) non si fanno problemi a fissarlo insistentemente estasiate per minuti interi, altre ancora lo guardano e si mettono a parlottare e ridacchiare con le loro vicine. Ogni volta che arriva è sempre la stessa scena, e non credo che siano mie allucinazioni. Comunque ieri è successo il colmo. Di solito l'aula è sempre pienissima e se non arrivi mezz'ora prima ti attacchi e resti seduto sulle gradinate. Io sono in ritardo ed entro in classe conoscendo già il mio destino, ma noto con stupore che c'è un posto vuoto. Mi avvicino e chiedo alla tipa che c'è di fianco se è libero, e lei naturalmente mi risponde di no. Dopo di me altri 6 colleghi(tutti normaloidi) ripetono la domanda e la risposta è sempre la stessa. Niente di strano, avrà tenuto il posto per un suo amico, ho pensato. Dopo 40 minuti, cioè a metà lezione, entra l'8.5 e si dirige deciso verso di lei, le chiede se si può sedere e lei dopo un attimo di esitazione risponde di sì. Di nuovo in buona fede ho pensato che il suo amico fosse proprio l'8.5. 3 minuti dopo, però, entra un altro ragazzo (evidentemente il suo amico), e piuttosto incazzato le chiede perché non le abbia tenuto un posto, e lei mente spudoratamente dicendo che era l'unico che aveva trovato. Be', che dire, ci sono giorni in cui mi permetto di dubitare delle teorie del forum, in cui penso che l'aspetto non sia tutto, in cui addirittura la mia misoginia si attenua un pochino, ma poi ci pensa la vita quotidiana a riportarmi coi piedi per terra. |