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cerco di cavalcare l'"onda", di farmi trascinare dolcemente senza oppore ulteriore resistenza tanto, si sa, ci si fa solo ancora più male ad opporre resistenza all'inevitabile e a non accettare le cose proprio così come sono Bravo. Quando si ha a che fare con qualcosa di completamente indipendente dalle nostre azioni la reazione più ragionevole è subire passivamente gli eventi, lasciarsi trascinare dalla corrente come dici tu, risparmiare energie e magarli dirottarle su qualcosa che ci faccia stare bene senza il chiodo fisso della figa. Quando si diventa grandi bisogna accettare che il sesso e tutte le belle sensazioni che ne derivano non sono diritti, la natura non deve un cazzo a nessuno. bisogna farsene una ragione, come se la fanno il pavone con la brutta coda o il guppy con le scaglie opache |
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Vabbé, io personalmente ho la capacità di adattarmi quasi a ogni tipo di compagnia (me la faccio con gruppo di palestrati, come di nerd o addirittura di "bravi ragazzi" da parrocchia) |
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Quando si diventa grandi bisogna accettare che il sesso e tutte le belle sensazioni che ne derivano non sono diritti, la natura non deve un cazzo a nessuno. bisogna farsene una ragione, come se la fanno il pavone con la brutta coda o il guppy con le scaglie opache Appena scoperto cosa fosse un guppy. |
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Quando si diventa grandi bisogna accettare che il sesso e tutte le belle sensazioni che ne derivano non sono diritti, la natura non deve un cazzo a nessuno. bisogna farsene una ragione, come se la fanno il pavone con la brutta coda o il guppy con le scaglie opache Appena scoperto cosa fosse un guppy. Sono nella merda anche io, più solo di un cane, per ora non so davvero come uscirne seriamente. OT Bellissimi i Guppy, li allevavo insieme a qualche Betta |
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21 anni, 17 anni... non sono ancora nulla... Il ''bello'' viene quando ci si avvicina ai 30 da KV Il ''meglio'' deve ancora venire Ok, soluzione finale...ma troppo ''dolore''... cioè insomma immagino che sia una vita sofferente no? Diciamoci la verità. cerco di cavalcare l'"onda", di farmi trascinare dolcemente senza oppore ulteriore resistenza sì niky ho capito la ''sensazione''. Ma è dolorosa però non credi? Cioè lasciarsi ''trasportare'' fino alla fine, senza opporre resistenza a quel carnefice che è la Vita, non è dolorosa scusami (chiedo ma in realtà è una domanda retorica, visto che quella sensazione ce l'ho anche io) Solo se posso aggiungere una cosa, io sebbene da un angolazione ''esterna'' sembra che sia stato sempre qui lamentarmi, beh in realtà non è del tutto vero. In questi anni ne ho fatte di cose, ne ho tentate, ci ho messo tutto l'impegno possibile credetemi, ma inspiegabilmente tutti, tutti i miei tentativi di migliorare, di ''ricostruirmi'' sono falliti (nonostante l'impegno) Questo porta anche il più ottimista a credere che la vita non sia altro che tutta già scritta, anche se la speranza non vuole arrendersi e c'è una lotta continua fra quel briciolo di speranza rimasta, fioca e misera, piccola..... e dall'altra parte il nichilismo. Arrivato ai 35 secondo voi uno ancora mantiene la speranza fioca o la fiammella si spegne se va tutto male? |
| magari cavalcare l'onda e accettare tutto passivamente debellasse completamente il dolore, purtroppo non è così. Semplicemente lo allevia, perché combattere e sprecare energie è assolutamente inutile. Meglio di niente, insomma. Ad ogni modo più si va avanti più ci si rende conto che è "tutto finito" |
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Quando si ha a che fare con qualcosa di completamente indipendente dalle nostre azioni la reazione più ragionevole è subire passivamente gli eventi, lasciarsi trascinare dalla corrente come dici tu, risparmiare energie e magarli dirottarle su qualcosa che ci faccia stare bene senza il chiodo fisso della figa. Questo è un ragionamento molto sensato Però se la corrente che ne so ti spingesse verso la deriva? Verso gli scogli? Etc? Oppure c'è il problema di continuare a navigare così alla deriva senza mai arrivare da nessuna parte per anni e anni magari cavalcare l'onda e accettare tutto passivamente debellasse completamente il dolore, purtroppo non è così. Semplicemente lo allevia, perché combattere e sprecare energie è assolutamente inutile. è vero hai ragione ''dimenarsi'', ''tentare di sprecare energie per resistere'' è più doloroso di restare ''inermi'' e di lasciarsi ''uccidere'' (in senso figurato) dalla vita Della serie quando vedi le esperienze di quelle persone in fin di vita, spesso dicono ''il dolore era talmente forte che volevo una sola cosa, desideravo che fosse tutto finito, e al più presto''. Insomma non opporre proprio alcuna resistenza, sperando in degli eventi casuali che ti portino poi sano e salvo fino in spiaggia, e qualora sti eventi non si verificassero, aspettare la ''liberatrice'' così senza fare nulla continuando a perdersi nel vuoto, a stare alla deriva? |
| ti dico che spesso penso alla morte (non intenso come suicidarmi) ma alla morte in sé per sentirmi sollevato. La vedo come una liberazione dai problemi e le frustrazioni quotidiane |
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ti dico che spesso penso alla morte (non intenso come suicidarmi) ma alla morte in sé per sentirmi sollevato. La vedo come una liberazione dai problemi e le frustrazioni quotidiane In alcuni momenti tristi ho benedetto il sonno perchè era l'unico momento in cui spegnevo il cervello e non pensavo. Vivere è veramente difficile a volte. Eppure vidi il servizio di persone alle iene di rifugiati che stavano al freddo senza vestiti e facevano una vita ben peggiore della mia, io che ho un tetto sulla testa e del cibo manco sto bene interiormente. Non c'è un cazzo da fare, o la vita è un caso, un mero caso e basta, oppure la sofferenza ce l'ha messa lui per qualche motivo. Ma perchè? Questo mi sfugge ancora. Quello che so della sofferenza è che poi alla fine tutto passa, il tempo manco esiste direste che il tempo quando avevate 10 anni fino ad ora sia ''quantificabile''? Si sono 10 anni, 15 anni, ma sono passati in un lampo, il tempo insomma è qualcosa di irreale, provato scientificamente d aEinstein, non è che me lo invento io, eppure si percepisce... e si percepisce come lungo e noioso da trascorrere oppure ''volato in un lampo'' aseconda dei casi Forse tutto questo è tutto irreale, e dico sul serio, è tutto dannamente irreale, tutta questa sofferenza non conta a un cazzo perchè poi alla fine sparisce quando avevo il dolo ai denti, mi sembrava di impazzire dal dolore, quei momenti erano tragici, ma sono passati , e guardando da ''adesso'' è come se quella sofferenza non sia mai esistita Vorrei tanto essere non dico felice, ma ''in pace''... insomma una ragazza da 6, PIACERMI DI ASPETTO (tutto sommato) etc... ma alla fine sarei felice con tutto questo, dopo aver raggiunto tutto questo, o chiederei di più? Non so rispondere a questa domanda, di serenità, ''vittorie'' e felicità, purtroppo non ne ho mai avute. |
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il discorso è quello che ti feci io un po' di tempo fa, esiste solo questo momento e conta solo cosa provi adesso. La vita si svolge sempre "adesso". Sono tanti adesso messi assieme, uno dietro l'altro che formano la vita intera Non c'è nulla che tu abbia fatto che non sia stato fatto proprio ora. Qualsiasi tuo ricordo è stato fatto ora, mi capisci? Così come qualsiasi cosa farai la farai "adesso" stavo per scrivere altro ma non ho più le forze, non serve |
| Per me questo stato d'animo va avanti da così tanto tempo che oramai mi sembra che sia sempre stato così. Ora ne ho 37, a 21 anni ho avuto una relazione molto intensa, finita in maniera traumatica; è stata la mia ultima relazione, pensate un po', non ci avrei mai creduto se me l'avessero detto. Da lì a qualche anno ho iniziato a sentirmi solo, anche se all'epoca avevo amici, amiche e sempre qualcosa da fare, e poi non ha fatto altro che peggiorare, anno dopo anno, fino a diventare quasi una malattia, che ti divora dentro e cambia l'espressione del tuo viso, ti spegne. Ricordo che tipo nel 2003 o 2004 andai in fissa per Carmen Consoli e ascoltai per la prima volta Moderato in Re minore (ascoltatela), mi faceva così male perché raccontava il mio senso di solitudine con una forze evocativa incredibile e al tempo stesso dava a questo malessere un'immagine chiara a definita, il professore rimasto solo: non era più solo un'idea astratta, era una persona vera, una persona che sarei potuto diventare. Sono passati altri anni, finita l'università mi sono trasferito nella grande città, lontano da casa, e se da un lato questo mi ha fatto crescere, dall'altro è stato il tracollo: il senso di solitudine è diventato la quotidianità, il malessere è diventato un sottofondo a cui ti abitui e ho iniziato a vivere nel passato, pensando ai periodi delle mia vita in cui non mi sentivo così: gli anni del liceo soprattutto, che sono in assoluto il periodo in cui sento di aver vissuto di più. |
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il discorso è quello che ti feci io un po' di tempo fa, esiste solo questo momento e conta solo cosa provi adesso. La vita si svolge sempre "adesso". Sono tanti adesso messi assieme, uno dietro l'altro che formano la vita intera Non c'è nulla che tu abbia fatto che non sia stato fatto proprio ora. Qualsiasi tuo ricordo è stato fatto ora, mi capisci? Così come qualsiasi cosa farai la farai "adesso" stavo per scrivere altro ma non ho più le forze, non serve Aahah sei un grande, in effetti hai ragione, ''tanto non serve''. E' vero è sempre un ''adesso'' come dicevano anche in un documentario sulla fisica, e l'illusione che il tempo si muova ''in avanti'' che ''scorra'' è justappunto illusione. E' vero hai ragione, la vita è sempre un adesso, tutta un adesso, per questo bisognerebbe cercare di essere felici nel presente, non pensando troppo al futuro COmunque in quel documentario fisico dicevano pure QUESTE SOLENNI PAROLE (mi commossi un po quando le ascoltai, giuro, poco ma c'era di commozione): ''Tutto quello che è successo, che è , e che deve ancora accadere,... è già tutto scritto'' E fa un grande zoom dall'alto inquadrando quell universo Bello quel doccumentario AL tipo sopra invece: Ciao, scusami , dev'essere dura a 37 , mi pare di aver capito che sei solo giusto? O sbaglio? Edited by ory1 - 16/2/2017, 20:07 |
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dimmi che ne pensi brutton |
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ho la chiavetta con i giga contati e purtroppo non posso vedere video. Ma mi sembra qualcosa di interessante. Di cosa parla?Ho letto dal titolo ''storia della sofferenza''? Per me questo stato d'animo va avanti da così tanto tempo che oramai mi sembra che sia sempre stato così. Ora ne ho 37, a 21 anni ho avuto una relazione molto intensa, finita in maniera traumatica; è stata la mia ultima relazione, pensate un po', non ci avrei mai creduto se me l'avessero detto. Da lì a qualche anno ho iniziato a sentirmi solo, anche se all'epoca avevo amici, amiche e sempre qualcosa da fare, e poi non ha fatto altro che peggiorare, anno dopo anno, fino a diventare quasi una malattia, che ti divora dentro e cambia l'espressione del tuo viso, ti spegne. Ricordo che tipo nel 2003 o 2004 andai in fissa per Carmen Consoli e ascoltai per la prima volta Moderato in Re minore (ascoltatela), mi faceva così male perché raccontava il mio senso di solitudine con una forze evocativa incredibile e al tempo stesso dava a questo malessere un'immagine chiara a definita, il professore rimasto solo: non era più solo un'idea astratta, era una persona vera, una persona che sarei potuto diventare. Sono passati altri anni, finita l'università mi sono trasferito nella grande città, lontano da casa, e se da un lato questo mi ha fatto crescere, dall'altro è stato il tracollo: il senso di solitudine è diventato la quotidianità, il malessere è diventato un sottofondo a cui ti abitui e ho iniziato a vivere nel passato, pensando ai periodi delle mia vita in cui non mi sentivo così: gli anni del liceo soprattutto, che sono in assoluto il periodo in cui sento di aver vissuto di più. E' finita, non preoccuparti, presto sarà tutto finito, non avere paura |
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praticamente parla di quello che abbiamo accennato. Dice che la sofferenza psicologica non è data dalle situazioni in sé, ma dalla nostra interpretazione e dai nostri pensieri su di esse fa capire che il tempo è un'illusione e che vivere nel tempo equivale a soffrire, perché ogni cosa che possiamo fare, anche per migliorare la nostra condizione, è attuabile solo nel presente inutile preoccuparsi, "pre-occuparsi" perché non puoi occuparti di qualcosa prima che arrivi, è energia mentale sprecata lui dice che quando ne hai avuto abbastanza di soffrire allora ti "arrendi", ti abbandoni al momento presente esattamente così com'è; perché capisci nel profondo che la tua vita è sempre stata adesso e sempre lo sarà per cui non accettare questo momento equivale a non accettare l'intera vita dice di eliminare il tempo psicologico dalla mente, perché futuro e passato non esistono, sono solo proiezioni della nostra mente del presente un presente passato o un presente che arriverà stai male per qualcosa che hai fatto o non hai fatto in passato? inutile piangere sul latte versato in parole povere stai male per qualcosa che potrebbe accadere in futuro? inutile starci male adesso e "pre-occuparsene" il che non vuol dire di non programmare più la vita, semplicemente fare ogni cosa a tempo debito l'illusione della salvezza del futuro è appunto solo un'illusione perché questo futuro non arriverà mai se non sei sereno ora non lo sarai mai, è un cane che tenta di mordersi la coda lasciamo che gli anni ci passino sotto il naso aspettando il momento giusto per iniziare a vivere senza renderci conto che l'unica possibilità per vivere è in questo preciso istante |