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Il confronto tra un adulto e un giovane, muore gia' in partenza, quando si inizia con quel pensiero antiquato "ho piu' anni di te, e so come vanno le cose". Questa supponenza, di saperne piu' degli altri fa si' che un consiglio sia categorico, senza che il giovane possa capire quali sono quegli errori che andrebbero evitati. Se gli utenti "maturi", maturazione mentale e biologica, espongono esperienze che, nel corso degli anni, non hanno fruttato miglioramenti, che sono rimasti fermi allo stesso punto, significa che non sono in grado di correggerli, perche' da quegli errori non abbiamo imparato a raggirarli. Quindi tutta questa decantata esperienza di vita non esiste, ma e' una frottola per sentirsi migliori degli altri. E chi e' che si affiderebbe a qualcuno, che a parte la teoria, non e' in grado di metterla in pratica? E qui si torna alla convizione di sapere tutto, di conoscere la vita, eppure non si sa ancora risolvere il problema. Perche' le risposte non le abbiamo trovate nemmeno noi. Perche' siamo con i nostri punti interrogativi. Che siamo sempre a dirci le stesse cose. Dire che la vita fa schifo, che "stiamo tutti nella stessa barca" e' una consolazione a breve termine, ma dopo che cosa bisogna fare? Non sarebbe meglio spronare il giovane, orientarlo verso un percorso e dirgli "cazzo! tira fuori le palle", anziche' autocommiserarlo? |