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Penso in tutto il foro sei l'unico a vedere certe robe in pubblico. Boh... sono d'accordissimo. sto qua inventa storie per trollare |
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Ciao non mi è mai capitato ... Fino a poco tempo fa frequentavo un kiosko con bar la mattina presto prima di andare a lavorare, verso le 6.30. Eravamo una decina di donne over 40. Donne molto ben messe, autonome e single. Si parlava apertamente su tutto, anche sulla questione come gestire la vita sentimentale / sessuale alla nostra età. Ne ho sentite di diverse cose, ma mai di acchiappare un ragazzino, che potrebbe essere figlio. Più giovane sì, ma l'età si aggirava di una decina di anni in meno. sienne |
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Sienne. Siccome è palese che non vuoi invecchiare da sola e scassi il cazzo sempre con le stesse stronzate di merda, allora ti consiglio questo sito: uominibeta.org Ci sono uomini over 40, intellettuali, di sinistra, alcuni parlano di valori, matrimonio, famiglia, etc... Ci sono uomini soli, puttanieri, intellettualoidi, scrittori, un po di tutto. Vai a curiosare, vedi se ti interessano le tematiche che trattano, proponi il tuo punto di vista. Ciao grazie. Ma né ho chiesto, né cerco consigli. La questione era un'altra. sienne |
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Antonioo81. Credo che tu patisca troppo la gelosia retroattiva. A parte questo. Ti do ragione. Se una MILF è attraente, non si fa problemi a scopare i giovani bellocci. Chi dice di non aver percepito il fenomeno, ha rigurgiti di blupill e non ha capito un cazzo della natura infame femminile. Chi pensa che la donna, passati i 30 diventi "seria" è semplicemente scemo. Se una MILF si è tenuta bene, vuole dire che ha soldi, ci tiene a rimanere attraente e come tutte le donne che si curano fisicamente, investendo danaro per combattere l'età che avanza, lo fa per avere un tornaconto in termini di riscontri con l'altro sesso. Di certo le donne non si curano per guardarsi allo specchio ed ammirarsi, si curano per piacere agli uomini e scopare i migliori. ... ... credo usiate il termine MILF associandolo all'età, invece credo sia associato ad uno "stato" della donna (una madre). Quello che voglio ribadire, è che le donne di 30-35 anni non corrone tutte dietro ai 20enni, anzi ... corrono dietro ai belli, quelli che gli piacciono, e che eventualmente hanno soldi, in base ai loro "valori". Potrà anche capitare che si scopino il 20enne, ma difficilmente sarà alla luce del sole, e non è comunque una fissazione per loro. |
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Ciao è vero, alla fine c'è sempre uno più fortunato , o meglio, preferito di me. Oltre a pensare che c'è qualcuno più fortunato di noi, a volte "fa bene" pensare che c'è qualcuno messo peggio di noi. Inoltre mi pare ovvio che ci sarà anche qualcuno più fortunato del sedicenne che hai visto, ma probabilmente lui (il sedicenne) non lo pensa spesso, ma pensa invece principalmente a divertirsi. In poche parole, mi sono fatto l'idea che al mondo tutti, belli e brutti, invidiamo chi è più fortunato di noi ("perché è più ricco", "perché è più bello", "perché è più forte", "perché piace di più alle donne" ecc ecc...), ma la differenza sta nel fatto che alcuni si tormentano tutti i giorni per questo, altri invece invidiano per un minuto e poi pensano ad altro: tutti invidiano, ma c'è chi lo fa di più e chi di meno. |
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Mi chiedo se i belli che scopano dalla mattina alla sera, se vengono traditi e sostituiti anche loro, oppure sono talmente belli che sono sempre richiesti. Non c'entra la bellezza, o meglio, non per la maggior parte: mi spiego, è ovvio che se uno è bello, la vita gli sorride di più, è più fortunato; ma se uno è veramente sicuro di sè, bello o brutto che sia, sarà sempre sicuro di sè, sia che abbia mille donne intorno che lo amano, sia che abbia mille donne che lo schifano, sia che abbia mille donne che non lo cagano. Per questo si dice che i brutti veri abbiano le palle d'acciaio, proprio perché danno più importanza a loro stessi che alle donne. Ci sono belli (e anche brutti) che appena vengono lasciati si buttano giù per mesi, ne ho conosciuti; così come ci sono belli (e anche brutti) che scopano con chi gli pare, senza curarsi di quello che le donne pensano di loro. Forse su questo forum molti mi criticheranno, ma la scoperta della red pill è in linea di massima, se non proprio, il passaggio dall'infanzia all'età adulta: si scopre che la vita è una merda, che la società filtra gli individui sulla base di ricchezza e estetica; ma proprio da questo si capisce chi è bambino e chi è uomo: il primo cadrà in depressione e ce l'avrà a morte con la società (quello che voi chiamate blackpill), mentre il secondo se ne fregherà, proprio perché la società, la civiltà è di per sè qualcosa di falso, femminile, e l'uomo sicuro di sè, che non ha bisogno di conferme dagli altri e dalle altre, la vede esclusivamente come un mezzo, qualcosa per divertirsi. Non si fa soffocare dalla vita, ma è lui che la comanda. |
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Mi chiedo se i belli che scopano dalla mattina alla sera, se vengono traditi e sostituiti anche loro, oppure sono talmente belli che sono sempre richiesti. Non c'entra la bellezza, o meglio, non per la maggior parte: mi spiego, è ovvio che se uno è bello, la vita gli sorride di più, è più fortunato; ma se uno è veramente sicuro di sè, bello o brutto che sia, sarà sempre sicuro di sè, sia che abbia mille donne intorno che lo amano, sia che abbia mille donne che lo schifano, sia che abbia mille donne che non lo cagano. Per questo si dice che i brutti veri abbiano le palle d'acciaio, proprio perché danno più importanza a loro stessi che alle donne. Ci sono belli (e anche brutti) che appena vengono lasciati si buttano giù per mesi, ne ho conosciuti; così come ci sono belli (e anche brutti) che scopano con chi gli pare, senza curarsi di quello che le donne pensano di loro. Forse su questo forum molti mi criticheranno, ma la scoperta della red pill è in linea di massima, se non proprio, il passaggio dall'infanzia all'età adulta: si scopre che la vita è una merda, che la società filtra gli individui sulla base di ricchezza e estetica; ma proprio da questo si capisce chi è bambino e chi è uomo: il primo cadrà in depressione e ce l'avrà a morte con la società (quello che voi chiamate blackpill), mentre il secondo se ne fregherà, proprio perché la società, la civiltà è di per sè qualcosa di falso, femminile, e l'uomo sicuro di sè, che non ha bisogno di conferme dagli altri e dalle altre, la vede esclusivamente come un mezzo, qualcosa per divertirsi. Non si fa soffocare dalla vita, ma è lui che la comanda. bel finale che condivido, tuttavia: - i brutti non scopano con chi gli pare, anzi ... - i belli hanno vita più facile, ma alla fine è sempre la donna che sceglie, solo che statisticamente vanno bene a molte più donne La tanto decantata "sicurezza di sè" non porta a risultati in quanto tale, certo meglio averla che non averla, meglio sovrastimarsi che sottostimarsi, tuttavia nella società e nel lavoro, nel business o qualunque strada tu decida di intraprendere, le cose vanno assieme e si alimentano a vicenda. I risultati sul lavoro (miglioramenti economici, promozioni) ti daranno maggiore autostima, viceversa chi ha molta autostima ma non ottiene nulla risulta essere un antipatico sbruffone, che verrà isolato dai colleghi. Di cosa ti vanti/atteggi se sei l'ultima ruota del carro ? Se sei un imprenditore e fallisci una volta, è sicuramente importante non deprimersi e riprovarci, ma la tua autostima avrà comunque subito un colpo. Lo stesso ragionamento vale con le fighe. E' il sapersi rialzare che è importante. ... che sicurezza di sè può avere un barbone ? basata su quale dato di fatto ? su quali risultati ? chi ha sicurezza di sè a prescindere dai risultati, a mio avviso è evidentemente un COGLIONE, che probabilmente continuerà a ripetere a vita gli stessi errori e non troverà mai gli stimoli per migliorarsi. |
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Bah... Sì, è chiaro che c'è una redpill anche in questo passaggio, ma mica bisogna aspettarsi che questi termini abbiano un'applicazione univoca: c'è redpill e redpill, insomma. C'è quella dici tu, ma ci possono anche gradi successivi di redpill diciamo, forse talmente lontani dalle prime redpill da poter costruire delle redpill a sé. E c'è poco da comandare se sei brutto o povero. Se uno ama donne che non può avere e non vuole rassegnarsi alle cesse obese o alle psicopatiche o altro, che fa? Cosa dovrebbe comandare? Può dedicare la proposta esistenza ad altro, può mettersi una corda al collo, ha sicuramente delle opzioni,ma di certo non può "comandare" un cazzo, se proprio non c'è questa possibilità di ottenere ciò che desidera. Il vero tabù, secondo me, è quello del suicidio. Che è legato tra l'altro al mito dell'eterna giovinezza, della salute e del raggiungimento a tutti i costi di certi obiettivi di realizzazione personale (in cui si incunea il tema della bellezza) della società contemporanea. Esattamente, il discorso fatto da me era molto astratto, serviva a far capire che è inutile buttarsi giù guardando sempre quello che ce l'ha più grosso di te. In questo senso quindi redpill vuol dire "semplicemente" prendere coscienza di una verità che ci turba? |
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bel finale che condivido, tuttavia: - i brutti non scopano con chi gli pare, anzi ... - i belli hanno vita più facile, ma alla fine è sempre la donna che sceglie, solo che statisticamente vanno bene a molte più donne La tanto decantata "sicurezza di sè" non porta a risultati in quanto tale, certo meglio averla che non averla, meglio sovrastimarsi che sottostimarsi, tuttavia nella società e nel lavoro, nel business o qualunque strada tu decida di intraprendere, le cose vanno assieme e si alimentano a vicenda. I risultati sul lavoro (miglioramenti economici, promozioni) ti daranno maggiore autostima, viceversa chi ha molta autostima ma non ottiene nulla risulta essere un antipatico sbruffone, che verrà isolato dai colleghi. Di cosa ti vanti/atteggi se sei l'ultima ruota del carro ? Se sei un imprenditore e fallisci una volta, è sicuramente importante non deprimersi e riprovarci, ma la tua autostima avrà comunque subito un colpo. Lo stesso ragionamento vale con le fighe. E' il sapersi rialzare che è importante. ... che sicurezza di sè può avere un barbone ? basata su quale dato di fatto ? su quali risultati ? chi ha sicurezza di sè a prescindere dai risultati, a mio avviso è evidentemente un COGLIONE, che probabilmente continuerà a ripetere a vita gli stessi errori e non troverà mai gli stimoli per migliorarsi. [/QUOTE] sta proprio qua la differenza: avere sicurezza di sè derivata da sè stesso, non dai propri risultati. Logico, meglio avere risultati soddisfacenti che ti porteranno eventualmente a posizioni migliori, ma se ci provi e va male, saper superare i fallimenti con disinvoltura è una delle cose più importanti della vita per me. Poi è ovvio che ognuno corre rischi a seconda se gli conviene molto o poco, usando diciamo la testa |
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C'è da dire che ognuno ha un concetto proprio di "risultati", quello di Gnocca mi sembra un po' troppo convenzionale. Ognuno può avere svariati motivi per essere fiero di sé stesso, anche se dà i propri risultati non riceve status sociale. |
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C'è da dire che ognuno ha un concetto proprio di "risultati", quello di Gnocca mi sembra un po' troppo convenzionale. Ognuno può avere svariati motivi per essere fiero di sé stesso, anche se dà i propri risultati non riceve status sociale. concordo, ma producendo esempi pratici è più facile capire. Un risultato può anche essere suonare nei locali (se suoni uno strumento), non necessariamente diventare una rock star. In ogni caso (secondo me) l' autostima non può essere svincolata da quello che fai/ottieni nella vita. Ci sono mille risultati per cui si può lavorare, anche perdere peso, mettere su un po' di muscoli, porsi obiettivi semplici e raggiungerli lavorando porta ad aumentare la tua autostima, peraltro senza dipendere da altri (come quando cerchi invece di scopare più fighe possibili). |
| Ora che ci penso, la mia friendzonatrice storica (apriró un 3d perché devo sfogarmi), lei 34 anni quasi 35, gran figa, lo scorso anno scopó per vari mesi con un 18enne, alla faccia del marito cornuto. |
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... Alcuni dei discorsi che faceva ER sono simili agli sfoghi di Antonioo81. E poi nelle esperienze scritte nel manifesto, mi ci sono trovato pure io e tanti altri. www.ilpost.it/2014/06/03/elliot-rodger/ ... bellissimo articolo, non credo riuscirò a leggere TUTTO il manifesto, troppo lungo. Il finale ha comunque un suo interesse. Lo CAPISCO questo ragazzo, nel suo delirio lo capisco. Non gliene frega un cazzo a nessuno di questo tipo di problemi, che sono reali e fanno male. Edited by gnocca_addicted - 1/3/2018, 20:17 |
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Alla fine sono vere entrambe le cose. Oggi c'è sicuramente una identificazione dell'individuo con i risultati che lo stesso ha conseguito (in termini di status, ecc): nessuno si relaziona a me come una persona che, in quanto tale, dotata di sentimenti,ha una propria individualità e quindi il diritto di essere riconosciuta; ci si rapporta al sottoscritto come quello che ha quel titolo, quello che ha il gruppo, ecc. Questo del resto spiega il successo dei vari santoni e delle varie sette, che danno importanza a chi vi si rivolge a prescindere da ciò che ha o non ha, dalla professione svolta o altro, ma lo fanno sentire importante semplicemente in quanto è una persona, è un essere umano (quello dei fini per cui ciò avviene, è ovviamente un altro discorso). Finqui quindi, il ragionamento di Paura è corretto. È anche vero però che, a parte che viviamo in una realtà che comunque ci condiziona e quindi è normale legare la soddisfazione verso se stessi a dei risultati conseguiti, sarebbe assurdo guardarsi allo specchio e negare a se stessi la propria condizione e magari simulare con gli altri tutta una serie di cose che realmente non ci sono, si finirebbe solamente per raccontare, in primis a se stessi, un sacco di cazzate e avvelenarsi ancora di più l'animo. Esatto Pazuzu, quello che dici lo condivido totalmente, e non è necessariamente in contrasto con ciò che affermo: è ovvio è normale che, nel relazionarci con gli altri, conta moltissimo ciò che abbiamo fatto e ciò che facciamo, in fondo le nostre azioni sono ciò che ci qualificano agli occhi degli altri; nessuno ci "ama per quello che siamo" (a parte nei contesti famigliari, dove cerchi logicamente di difendere quelli che condividono il tuo stesso sangue), come dicono gli ingenui o chi vuole fottere qualcun altro; io parlavo invece del come ci si relaziona con sè stessi e come, conseguentemente, si reagisce agli scacchi subiti dall'esistenza; del peso che si dà alle opinioni altrui. mega.c mi hai letto nel pensiero, proprio pochi minuti fa stavo leggendo il thread dedicato a Elliot Rodger di quasi 4 anni fa |
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... Non faccio da beta-provider, non ho intenzione di sposarmi, non intesterò mai nulla ad una donna e non convivo. quando si parla di GRAN FINALE. Sottoscrivo. |