• Domanda secca : voi ci credete all'amicizia ?
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    • 3/3
  • Brado Malatesta Woragine Member
    Risposta secca: sì.

    Anche se sembra in contraddizione con tante altre cose che mi capita di dire e pensare, ci credo.

    La vedo così, per essere più precisi: nasciamo soli (alcuni direbbero: per caso o disgrazia), e moriamo soli. Tra questi due estremi, generalmente, sperimentiamo diverse forme di solitudine, dolore e sofferenza (anche i più fortunati soffrono, e c'è sempre qualcuno più sfigato di noi).

    L'amore, in tutte le sue declinazioni, amicizia compresa, esiste. Ma, come tutte le cose belle, è merce molto rara, e soprattutto come ogni fenomeno umano ha un inizio ed una fine.
    5 anni fa
  • Drashi Member
    Penso sia un fenomeno umano fondato biologicamente visto che si sono studiate le aree del cervello connesse a sentimenti quali empatia e affetto.
    5 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE
    Penso sia un fenomeno umano fondato biologicamente visto che si sono studiate le aree del cervello connesse a sentimenti quali empatia e affetto.

    Assolutamente.
    Sarebbe un discorso molto complesso, e bisognerebbe tirare in ballo diverse discipline in cui non sono troppo ferrato, però certamente non siamo troppo diversi da tutti gli altri mammiferi.

    In etologia spesso sono osservati comportamenti (affettività, empatia, legami "sentimentali" ed amicali, omosessualità, ecc.), che stupidamente riteniamo propri dell'Uomo.
    Noi mammiferi siamo tutti così: cerchiamo calore.
    Poi, ovviamente, nell'essere umano l'aspetto relazionale diviene molto complesso e sfaccettato, ma i bisogni di partenza sono gli stessi.
    Condivisione (trovare affinità e corrispondenza), accettazione (sentirsi parte di qualcosa), piacere (godere, sessualmente e non, con i propri simili), ecc, sono tutti bisogni che partono dalla biologia.

    Quando vengono a mancare queste semplici cose diamo di matto; non possiamo cambiare le condizioni di partenza, i meccanismi di funzionamento della psiche, né il mondo; potremmo cambiare in parte noi stessi ed il modo di percepirci, ma siamo troppo deboli per farlo. È un circolo vizioso.

    Al ragazzino solo e frustrato che avrebbe solo bisogno di queste piccole semplici cose, cose "naturali", si risponderà: "prendi un po' di pasticche."
    La scena, se osservata con obiettività dall'esterno, risulterebbe tragicomica.
    5 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Drashi Member
    CITAZIONE (Brado Malatesta Woragine @ 9/11/2018, 04:14) 
    CITAZIONE
    Penso sia un fenomeno umano fondato biologicamente visto che si sono studiate le aree del cervello connesse a sentimenti quali empatia e affetto.

    Assolutamente.
    Sarebbe un discorso molto complesso, e bisognerebbe tirare in ballo diverse discipline in cui non sono troppo ferrato, però certamente non siamo troppo diversi da tutti gli altri mammiferi.

    In etologia spesso sono osservati comportamenti (affettività, empatia, legami "sentimentali" ed amicali, omosessualità, ecc.), che stupidamente riteniamo propri dell'Uomo.
    Noi mammiferi siamo tutti così: cerchiamo calore.

    Concordo, a tal riferimento ti consiglio "prima lezione di filosofia morale" di Lecaldano, testo molto all'avanguardia


    CITAZIONE (Brado Malatesta Woragine @ 9/11/2018, 04:14) 
    Poi, ovviamente, nell'essere umano l'aspetto relazionale diviene molto complesso e sfaccettato, ma i bisogni di partenza sono gli stessi.
    Condivisione (trovare affinità e corrispondenza), accettazione (sentirsi parte di qualcosa), piacere (godere, sessualmente e non, con i propri simili), ecc, sono tutti bisogni che partono dalla biologia.

    Quando vengono a mancare queste semplici cose diamo di matto; non possiamo cambiare le condizioni di partenza, i meccanismi di funzionamento della psiche, né il mondo; potremmo cambiare in parte noi stessi ed il modo di percepirci, ma siamo troppo deboli per farlo. È un circolo vizioso.

    Al ragazzino solo e frustrato che avrebbe solo bisogno di queste piccole semplici cose, cose "naturali", si risponderà: "prendi un po' di pasticche."
    La scena, se osservata con obiettività dall'esterno, risulterebbe tragicomica.

    Prendo il discorso con le pinze ma ho sempre avuto una linea di pensiero di forte impronta biologica per quanto riguarda la sociologia e la psicologia (sono un naturalista convinto) credo che anche gli atteggiamenti di discriminazione del diverso e di ghettizzazione abbiano fondamenta biologiche incastonate nei tempi ben precedenti alla nostra specie, così come lo è il comportamento morale.

    In teoria dovremmo progredire in tal senso ma ora come ora la società non mi sembra stia facendo passi avanti.
    5 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Brado Malatesta Woragine Member
    Non l'ho mai letto. Grazie per il consiglio. :)
    5 anni fa
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