| Cosa c'è oltre al dolore? Me lo domando spesso, la sera, seduto sulla mia poltrona mentre osservo lo sfondo del desktop e penso alla vita. Nei momenti in cui non sono depresso o non soffro per tutta la merda che vivo, tra dolori fisici che non mi lasciano mai e il costante pensiero della consapevolezza di non essere nessuno e di dover sperare in un miracolo per trovare una ragazza, mi rendo conto di non avere uno scopo. Non ho responsabilità particolari alle quali pensare, non ho una np da accontentare, non sono felice ma neanche triste... sono vuoto. E questo senso di vuoto mi stressa e stanca dopo pochi giorni, facendomi pensare al dolore degli altri giorni, sperando che torni presto perchè il nichilismo torna, e quando colpisce distrugge. Spesso ho avuto pensieri autolesionisti per portare stimoli al mio cervello, dato che il nichilismo mi stava portando all'alienazione. Quindi chiedo a voi: cosa altro c'è oltre al dolore? Sono desolazione e disperazione? |
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Higgo, la vita è un pendolo che oscilla fra dolore e noia e la gioia è quel rapidissimo intermezzo fra i due. Questo lo diceva Schopenhauer, io ora non so cosa tu faccia, quanti anni abbia o qualsiasi altra cosa su di te. Però ti consiglio di evitare di arrovellarti troppo e quando questo senso di vuoto ti opprime fai qualcosa, qualcosa di pratico che impegni la mente rispetto a cosa deve fare il corpo. Ognuno ha i suoi momenti di down se ti consola! Sì so di non essere utile ma *Pat Pat* |
| Dovresti chiedere a te stesso se il vuoto non sia in realtà un principio di serenità e se questa sia data dalla speranza o dalla rassegnazione. |
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Higgo, la vita di un brutto è un pendolo che oscilla fra dolore e noia Fixed |
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Quindi chiedo a voi: cosa altro c'è oltre al dolore? Sono desolazione e disperazione? tecnicamente, altro dolore |
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Procurati un sacco da boxe e tira quattro pugni. Io lo faccio ed è terapeutico, ti giuro. Meglio ancora se ascolti ''Getting strong now'' mentre spacchi la faccia al nichilismo. |
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Higgo, la vita è un pendolo che oscilla fra dolore e noia e la gioia è quel rapidissimo intermezzo fra i due. Questo lo diceva Schopenhauer, io ora non so cosa tu faccia, quanti anni abbia o qualsiasi altra cosa su di te. Però ti consiglio di evitare di arrovellarti troppo e quando questo senso di vuoto ti opprime fai qualcosa, qualcosa di pratico che impegni la mente rispetto a cosa deve fare il corpo. Ognuno ha i suoi momenti di down se ti consola! Sì so di non essere utile ma *Pat Pat* questo l'ho capito questa estate dopo un periodo buissimo, ma ad un certo punto il cervello va in sovraccarico e pensare a questo è inevitabile |
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Per esperienza personale ho capito che gli unici benefici del dolore e dell'eterno soffrire sono la maturazione della persona, ma tanto alla fine rimaniamo comunque creature sofferenti, essere più saggi e consapevoli aumenta ancora di più i mali, i pensieri e le consapevolezze. Puoi maturare quanto vuoi, essere intelligente e saggio quanto vuoi, ma non concludi nulla se non sei felice, soffri ancora e ancora. Noi e la vita non abbiamo lo stesso senso dell'umorismo, crudele bastarda. |
| fossimo nell'800 saremmo poeti. la vita accademica è l'unica via |
| La vita è dura e difficile, godiamo della normalità. |
| Fichette |
| Oltre al dolore? Una buona birra pesante. |
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posso dire che né il sacco, né la musica, né gli hobby che ho riescono più a distrarmi davvero. Però una cosa che continua a distrarmi abbastanza bene è passare le serate con gli amici di sempre, o con dei buoni amici. Ho notato che da quando posso farlo molto meno il senso di tristezza è aumentato. Non che diminuisca molto quando ho la possibilità di vedermici, però non finisco nella vera e propria depressione così facilmente. |
| In parer mio, siamo tutti alla ricerca dei nostri "giochini", cioè qualcosa che riesca a distrarci, a farci essere momentaneamente sereni e soddisfatti, a non farci pensare. Solo chi si sofferma a ragionare perché non è felice, si rende conto che la vita non ha uno scopo, ed è frustrante sapere che siamo qui senza un vero motivo, che contiamo meno di 0 in termini di tempo e spazio... Pensate che sia minimamente rilevante ciò che pensava un Caio qualsiasi nell'antica Roma? I suoi problemi, i suoi crucci, sono polvere ora e lo saremo anche noi con tutti i nostri ragionamenti appresso. Il miglior modo per vivere è (visto che non ce ne è uno) trovare i nostri obiettivi e perseguirli per non fermarci a pensare... Godere di tutto ciò che abbiamo attorno il più possibile senza rendere la vita degli altri peggiore, valorizzando il miracolo (parlando in termini di probabilità) che è la vita, prima di tornare alla non esistenza. |
| La soluzione al dolore è la conversione al fondamentalismo Islamico sunnita di matrice Wahabita, con la sharia scopereste tutti! |