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  • Il vostro mondo ideale? Una vita da Brutto
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    • 4/4
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE (PicusSA @ 23/12/2018, 21:38) 
    CITAZIONE (Alocidai @ 23/12/2018, 17:00)
    Beh, semplice, un mondo Marxista leninista ♥

    Un'Italia socialista. Marxista-Leninista non te lo so dire, ci sarebbe molto da imparare dall'URSS, in senso positivo e in senso negativo.

    CITAZIONE (Brado Malatesta Woragine @ 23/12/2018, 17:05)
    Pic, ma ti è arrivata la notizia che il modello sovietico è fallito miseramente, vero?

    (Comunque concordo su 2 o 3 punti.)

    Non è il modello Sovietico perchè nel mio post parlo di pianificazione decentralizzata, vale a dire invece di un singolo organo centrale per la pianificazione ce ne sarebbero diversi a livello macroregionale. Aggiungiamo elementi di democrazia nella nomina dei membri dei comitati di pianificazione, e molta roba cambia.
    Che il modello Sovietico sia fallito miseramente è un iperbole. Arrancava alla fine degli anni 80, pre-Gorbachev, a causa di tre problemi:
    1) Spese militari abnormi, prendevano circa il 10% del budget. La guerra in Afghanistan stava dissanguando le casse federali.
    2) L'arretratezza dell'infrastruttura industriale Sovietica. L'Occidente abbracciò la rivoluzione informatica, l'Unione Sovietica no perchè non c'era un piano B in caso si fossero creati milioni di disoccupati
    3) Lo stesso sistema di pianificazione era centralizzato e quasi interamente umano, e se all'inizio, diciamo pure fino alla fine degli anni '60, questo giovò parecchio all'economia Sovietica al punto da superare quelle Occidentali (Stati Uniti inclusi in moltissimi indicatori), la crescita della popolazione, l'aumento della domanda di beni di consumo etc introdussero una miriade di variabili da considerare che l'ente competente difficilmente azzeccava in pieno. Questo sommato ai due punti precedenti creava le carenze di beni che conosciamo tutti, di lusso prima e, eventualmente, di consumo.

    Pre-Gorbachev il sistema era in agonia ma poteva continuare ad esistere. Gorbachev diede il colpo di grazia al sistema.
    Sono sicurissimo che un cambiamento fosse necessario, ma quel cambiamento non doveva essere la Perestroika.

    CITAZIONE (Brado Malatesta Woragine @ 23/12/2018, 17:12)
    CITAZIONE
    Ti consiglio di leggere i libri di Marco Rizzo a riguardo, Gorbaciov traditore del proletariato leccaculo della borghesia e dell'America

    Era comunque un modello con grandi lacune. Senza volerlo demonizzare, anche tralasciando le miserie dei primi decenni dopo l'instaurazione (davvero spaventose) e gli eccidi di Stalin, era sì un sistema che garantiva alcuni diritti basilari fondamentali (istruzione, casa, cibo), ma al tempo stesso limitava troppo le libertà individuali (e questa non è propaganda Usa, è un fatto).
    È vero che molti nati in Unione Sovietica ricordano che "non era poi così male", ma si trattava comunque di un modello gravemente imperfetto. Non dannoso quanto il capitalismo, ma certamente da evitare.

    Nessuno nega le lacune, ma qualcosa c'è pur sempre da imparare. Il buono c'era, e non mi riferisco semplicemente ai servizi gratuiti, era la società che s'era venuta a creare. C'era tempo libero, la gente dipendeva dal prossimo, i conflitti etnici di decine di popolazioni diverse erano congelati, decine se non centinaia di migliaia di studenti del Terzo Mondo andavano in URSS a studiare, diventando eventualmente i nuclei delle classi dirigenti e delle avanguardie intellettuali dei propri paesi, etc etc. L'URSS era mossa dagli ideali più umanisti e, qualcuno perdoni la bestemmia perchè ci riferiamo pur sempre a un regime ateo, più spirituali della storia umana, condivisi tra l'altro anche dalla popolazione fino a un certo punto, anche se non venivano compresi da essi interamente. Ad un certo punto cominciò a diffondersi un malsanissimo cinismo nei confronti delle condizioni esistenti, ma servì l'introduzione di Radio Europa Libera.
    Riguardo Stalin, ti potrà sembrare strano ma gli "eccidi" di cui parli (nella fattispecie le purghe di fine anni '30) erano sostenuti moralmente dalla popolazione, Stalin era popolarissimo in quasi tutti i ceti della società e l'idea che qualcuno potesse sabotare le conquiste che si stavano avendo tra una delle costituzioni più democratiche della storia e una crescita economica che faceva impallidire i paesi Occidentali affetti dalla crisi del '29 preoccupava molti. Ti consiglio di dare qualche occhiata alle opere di J.Arch Getty e Grover Furr.

    Non conosco gli autori che ho citato, rimedierò.

    Allora, fondamentalmente concordo con tutta la prima parte del post.
    In ogni caso, trovo insensato da un lato mettere la parola eccidi fra virgolette in riferimento ai gulag, dall'altro specificare che Stalin aveva il consenso della popolazione.
    Che vuol dire? Qualsiasi potente di qualsiasi epoca ha avuto bisogno del consenso diretto o indiretto di larga parte del popolo per fare ciò che faceva, sia che si trattasse di opere pubbliche sia che si trattasse di condannare a morte milioni di persone.
    Altrimenti la propaganda non avrebbe motivo di esistere.

    Vorrei inoltre farti due domande: tu pensi che campi di lavoro di Stalin fossero giustificati? E se sì, perché?
    Credi davvero che qualcuno abbia il diritto di sopprimere le forme "eccentriche" dell'altrui sessualità?


    Per me non ha senso immaginare un modello di società più equa partendo con l'idea di sopprimere qualcuno.
    4 anni fa
  • Il divo Member
    Mondo ideale radical chich percentuale di diplomati 90% abbasso istituti solo licei, la gente con basso q.i va al settore primario ,
    Basato su tasse in base al loro successo istruttivo
    4 anni fa
  • PicusSA Utente FDB
    CITAZIONE (Brado Malatesta Woragine @ 24/12/2018, 22:38) 
    Allora, fondamentalmente concordo con tutta la prima parte del post.
    In ogni caso, trovo insensato da un lato mettere la parola eccidi fra virgolette in riferimento ai gulag, dall'altro specificare che Stalin aveva il consenso della popolazione.
    Che vuol dire? Qualsiasi potente di qualsiasi epoca ha avuto bisogno del consenso diretto o indiretto di larga parte del popolo per fare ciò che faceva, sia che si trattasse di opere pubbliche sia che si trattasse di condannare a morte milioni di persone.
    Altrimenti la propaganda non avrebbe motivo di esistere.

    Cominciamo specificando che i gulag non erano lager, non erano pensati come campi di sterminio ma di rieducazione. In URSS non ci sono mai stati più di due o tre milioni di prigionieri nei gulag e, seppur spaccare pietre e tagliare legna in Siberia o sugli Urali non fosse il massimo, da essi bene o male si usciva illesi, il più delle volte. Vediamo di non scambiare Vorkuta per Auschwitz, siamo su livelli assolutamente differenti.
    Gli eccidi a cui ti riferisci sono le purghe di fine anni '30 che sicuramente non finirono con una vacanza gratis in Siberia, ma con una pallottola nella nuca. Il contesto?
    Una purificazione del partito (da cui la popolazione civile, per definizione, fu esclusa) nel tentativo di scovare membri di una cospirazione atta a sovvertire l'ordine costituzionale, capeggiata da Bukharin e Trotsky e ai cui processi parteciparono anche osservatori internazionali. La cospirazione era vera, i colpevoli esistevano, anche se non nego che l'eccesso ci sia stato e Yezhov (l'architetto principale, responsabile dell'esecuzione di circa 700.000 persone fra colpevoli e non. Praticamente metà del partito) abbia usato l'operazione anche per sistemare conti personali.

    CITAZIONE (Brado Malatesta Woragine @ 24/12/2018, 22:38) 
    Vorrei inoltre farti due domande: tu pensi che campi di lavoro di Stalin fossero giustificati? E se sì, perché?
    Credi davvero che qualcuno abbia il diritto di sopprimere le forme "eccentriche" dell'altrui sessualità?


    Per me non ha senso immaginare un modello di società più equa partendo con l'idea di sopprimere qualcuno.

    Credo che fossero giustificati perchè il lavoro può fungere da punizione per certi tipi di criminali. E prima che mi chiedi dove sia la parte riabilitativa, credo che la riabilitazione si trovi nella punizione.
    Se la prospettiva è spaccare pietre al freddo per altri dieci anni, sicuramente la lezione la impari.

    Sulle eccentricità sessuali ti consiglio di rileggere i due bersagli: omosessuali troppo aperti e transessuali. Non credo che siano necessarie spiegazioni, ma per sicurezza voglio spendere due parole al riguardo anche per loro.
    In breve, le considero entrambe affronti al buongusto. Non l'omosessualità in generale, quello che fanno è affar loro, ma la tendenza da parte di una certa sottocultura omosessuale a schiaffare in faccia a chiuque la propria sessualità. A nessuno interessa. Ho usato l'esempio del gay pride ma questa è solo una delle tante manifestazioni di quello che è sostanzialmente bullismo verso i propri vicini.
    I transessuali poi li trovo ripugnanti. Trovo disgustose le loro mutilazioni e operazioni chirurgiche e trovo la loro stessa esistenza quasi una forma di inquinamento spirituale e metafisico, non riesco a guardarne in faccia uno senza che mi giri lo stomaco. Che ce ne siano anche alcuni che "passano" per il sesso opposto poi mi terrorizza, perchè a questo punto c'è la possibilità reale di essere di fatto stuprato da una di queste aberrazioni. Al senso di disgusto aggiungiamo un'avversione supplementare pseudo-filosofica: sono convinto che la realtà venga determinata dai fatti reali, materiali, e che non ci sia pensiero umano che possa cambiarla, e pertanto trovo ridicola l'idea che un uomo sia donna perchè pensi di essere tale. Non c'è convinzione che tenga quando è l'organo che hai in mezzo alle gambe a dirti schiettamente quello che sei.
    Sono al corrente degli "studi" pensati per dare un fondamento scientifico alle loro manie, ma niente cambierà la mia convinzione che questi siano pseudoscienza finanziata da case farmaceutiche interessate a vendere prodotti per il "cambio di sesso" (di fatto impossibile. Parliamo solo di un travestimento permanente, o di un trucco indelebile) che, per la cronaca, non aiutano i poveracci a sormontare le loro manie. La convinzione di appartenere al sesso sbagliato, se c'è, è temporanea, e il fatto che la maggior parte dei suicidi fra trans avvengano A SEGUITO dell'operazione e non prima dovrebbe farti capire quanto questi miserabili siano davvero soddisfatti della propria vita. La lobby trans in certi paesi è un giro d'affari da miliardi di dollari che farebbe impallidire anche il più organizzato dei movimenti omosessuali, e che questo giro d'affari sia sulla pelle di milioni di poveracci mi manda in bestia.
    Che la sinistra abbracci apertamente movimenti che rispettivamente incoraggiano omofobia e speculano sulla pelle di milioni di poveracci mi manda in bestia.
    4 anni fa
  • Brado Malatesta Woragine Member
    Avevo letto. Trovo assurdo parlare di soppressione, in ogni caso.
    Anche a me i gay pride sembrano una baracconata, ma anch'essi - al pari degli "eccidi" - andrebbero contestualizzati: sono una reazione - poco elegante certamente - alla clandestinità a cui le persone aventi un orientamento o un'identità sessuale diversi dalla norma sono stati costretti, o, per quanto riguarda certi periodi storici, alle persecuzioni che hanno subito.
    La transessualità non puoi deciderlo tu che sia frutto di auto-suggestione, anche se certamente è giusto tutelare i bambini evitando di confondere loro le idee parlando di certi temi. Effettivamente, non credo tu abbia del tutto torto quando parli di lobby che speculano su questo tipo di decisioni (anche se non credo siano queste le lobby di cui dovremmo occuparci maggiormente, per come gira il mondo).
    Certo è che impedire ad una persona ormai adolescente o adulta di essere quello che sente di essere è sbagliato. Il fatto che a te disgustino è irrilevante, perdonami.

    Nei gulag non mi risulta ci finissero solo criminali. Ho letto stime molto diverse (e contrastanti, come spesso accade essendoci quasi sempre un principio di malafede nell'interpretazione di fatti storici) sul numero di morti, ma a prescindere da quello trovo abbastanza insensato, crudele e disumano il concetto stesso di gulag.

    Abbiamo posizioni molto diverse, anche se concordo con te su alcune cose.
    Grazie per la risposta.

    Edited by Brado Malatesta Woragine - 25/12/2018, 02:34
    4 anni fa
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