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  • The Red Pill di Cassie Jaye Off Topic
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  • Brado Malatesta Woragine Member
    Cassie è una documentarista, dichiaratamente femminista, che qualche tempo fa ha approfondito la conoscenza dei movimenti per i diritti degli uomini. Ne è uscito questo interessantissimo film.
    La seconda metà del video non ha i sottotitoli in italiano, ma si capisce comunque abbastanza bene:

    www.dailymotion.com/video/x61alnn




    Immagino che in diversi qui l'abbiano già visto.
    4 anni fa
    Piace a 2 utenti
  • Nohnih Member
    Segnalazione molto interessante.
    Condivido la posizione di sdegno degli attivisti MRA riguardo la discriminazione negli affidamenti e trovavo grave già da prima l'impossibilità per l'uomo di rinunciare, come invece può una donna, a ogni obbligo derivante dalla nascita di un figlio.
    Su altre cose, come la differenza enorme di morti tra i soldati uomini e donne, secondo me bisogna fare chiarezza: sul campo di battaglia devono andare i migliori secondo i criteri fisici e non stabiliti dall'esercito, ed è abbastanza scontato che la stragrande maggioranza di chi li soddisfa sia uomo. La vera discriminazione secondo me è a monte e risiede nel fatto di aver posto i requisiti atletici per l'accesso più favorevoli per le donne rispetto agli uomini. E come per l'esercito così anche per diventare poliziotto, vigile del fuoco... Così ci sono tanti uomini che vengono scartati in favore di donne che hanno avuto risultati più mediocri.

    Comunque per quel che riguarda gli incel poco cambia. Anche se venissero eliminate tutte le discriminazioni a sfavore degli uomini, continuerebbero a contare i tre LMS
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE
    Segnalazione molto interessante.
    Condivido la posizione di sdegno degli attivisti MRA riguardo la discriminazione negli affidamenti e trovavo grave già da prima l'impossibilità per l'uomo di rinunciare, come invece può una donna, a ogni obbligo derivante dalla nascita di un figlio.
    Su altre cose, come la differenza enorme di morti tra i soldati uomini e donne, secondo me bisogna fare chiarezza: sul campo di battaglia devono andare i migliori secondo i criteri fisici e non stabiliti dall'esercito, ed è abbastanza scontato che la stragrande maggioranza di chi li soddisfa sia uomo. La vera discriminazione secondo me è a monte e risiede nel fatto di aver posto i requisiti atletici per l'accesso più favorevoli per le donne rispetto agli uomini. E come per l'esercito così anche per diventare poliziotto, vigile del fuoco... Così ci sono tanti uomini che vengono scartati in favore di donne che hanno avuto risultati più mediocri.

    È un discorso complicatissimo comunque. Da un lato quell'insopportabile ragazzina petulante dai capelli rossi ha ragione quando dice che diverse delle cose per cui gli MRA si lamentano sono dei retaggi della cultura patriarcale, dall'altro in questo particolare periodo storico, in questa fase di passaggio dal patriarcato a non si sa bene cosa, è un dato di fatto che gli uomini abbiano ancora tutti i doveri e le incombenze che avevano prima, ma stiano al tempo stesso perdendo i "privilegi".

    Trovo molto interessante il discorso sul fatto che i maschi siano, da sempre, più facilmente sacrificabili, perché per la specie contano infinitamente meno, come pure il fatto che abbiano preso il controllo della sfera produttiva, e anche di quella politica, perché era ciò che il loro ruolo imponeva di fare. C'è del vero, anche se secondo me a questo discorso si dovrebbe aggiungere un'analisi sulla maggiore propensione dei maschi nel ricercare ed esercitare il potere.

    Giusto quello che dici sull'esercito, però c'è anche da notare che nelle moderne operazioni di "esportazione di democrazia" (con annesso sterminio) sia pieno di donne, ma continuino a morire quasi solo gli uomini.
    Per contro ci sono migliaia di soldatesse che hanno denunciato ricatti di natura sessuale, o addirittura stupri, da parte dei loro superiori. Quindi, ancora una volta, forse se le donne non vengono mandate a morire è perché sono più preziose, non più in quanto "incubatrici", come accade nelle culture tradizionali, ma in quanto "oggetti sessuali."

    È molto difficile parlare di queste cose perché si rischia che qualcuno ti attribuisca dei pensieri che non hai espresso, magari di stampo anti-femminista o peggio ancora sessista (che è esattamente quello che accade ad alcuni degli attivisti MRA).


    CITAZIONE
    Comunque per quel che riguarda gli incel poco cambia. Anche se venissero eliminate tutte le discriminazioni a sfavore degli uomini, continuerebbero a contare i tre LMS

    Mah, io sulla cosa dell'LMS non ho mai concordato fino in fondo sinceramente.
    Tuttavia credo (ma è solo una mia personale convinzione), che in questo particolare momento storico i maschi abbiano più probabilità di ritrovarsi frustrati da un punto di vista affettivo, sentimentale e sessuale, e parallelamentei più isolati da un punto di vista sociale.
    Non so te, ma io non ho mai incontrato una donna completamente abbandonata a se stessa (e non dico che non ve ne siano), mentre di uomini lasciati "lì a morire" ne ho incontrati diversi.

    Gli hikikomori sono in maggior parte maschi, i tossicodipendenti pure, così come anche i senzatetto, ed infine i suicidi. Ciascuna di queste condizioni sarà determinata da diversi fattori non facili da determinare, ovviamente, tuttavia rimane indiscutibile che i maschi se la passino peggio.
    Se a questo aggiungiamo il dato - inquietante - sulla tendenza dei maschi ad abbandonare gli studi, penso che si possa dire che vi sia una "questione maschile" da affrontare. Ed è probabile che gli MRA abbiano tutto il diritto di esistere, e chi li contesta urlando "you're a fuking scum", con quell'accento insopportabile, forse non ha una corretta visione d'insieme.
    4 anni fa
  • Halta Member
    Penso sia necessario specificare però che anche perdendo i privilegi avuti in passato (per quanto riguardo i doveri anch'essi diminuiranno, ora ci troviamo all'apice del femminismo, nei prossimi decenni scemera, lasciando spazio ad un'effettiva parità dei sessi), saranno sempre gli uomini a detenere in gran parte il potere politico economico e militare, probabilmente per motivi strettamente genetici e dunque la parità dei sessi manderà in crisi il medio man, ma i grandi della Terra saranno sempre in prevalenza uomini!
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE
    saranno sempre gli uomini a detenere in gran parte il potere politico economico e militare, probabilmente per motivi strettamente genetici e dunque la parità dei sessi manderà in crisi il medio man, ma i grandi della Terra saranno sempre in prevalenza uomini!

    Non ne sarei così sicuro. Ovviamente se saliranno al potere tante donne fondamentalmente psicopatiche (ed è inevitabile che siano quel genere di donne ad arrivare ai vertici), non sarà troppo diverso che avere un gruppo di uomini psicopatici al potere. Anzi, potrebbe essere anche peggio.
    4 anni fa
  • Halta Member
    Ora siamo al vertice del femminismo e i capi dell'esecutivo donne si contano sulle dita delle mani, solo 2 per le grandi potenze mondiali regno unito e Germania , penso per esperienza personale che tendenzialmente le donne siano meno interessate alla politica e a materie similari.

    Edited by Halta - 7/1/2019, 23:37
    4 anni fa
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE
    Ora siamo al vertice del femminismo e i capi dell'esecutivo donne si contano sulle dita delle mani, solo 2 per le grandi potenze mondiali regno unito e Giappone, penso per esperienza personale che tendenzialmente le donne siano meno interessate alla politica e a materie similari.

    Che ora ci si trovi all'acme della (giusta) rivendicazione di diritti e (forse un po' meno sensata) di potere, da parte delle donne, come fai a dirlo?

    Come viene fatto notare anche nel documentario, le donne controllano sono una piccola percentuale dei vertici del sistema produttivo e finanziario globale, e non penso che si accontentino.

    Personalmente non trovo faccia troppa differenza alla fine, come ho detto. "Ricco" non diventa una bella parola se la declini al femminile.
    4 anni fa
  • Halta Member
    Perché il femminismo storico almeno in occidente ha raggiunto tutti i suoi obbiettivi e nelle battaglie faziose che attua oggi trova spesso più nemici (in entrambi i sessi) che persone che le supportano, finito la battaglia l'esercito si disperde.
    4 anni fa
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE
    Perché il femminismo storico almeno in occidente ha raggiunto tutti i suoi obbiettivi e nelle battaglie faziose che attua oggi trova spesso più nemici (in entrambi i sessi) che persone che le supportano, finito la battaglia l'esercito si disperde.

    Concordo in parte. Ma non mi pare che l'esercito si sia disperso. Penso anzi che le fazioni più radicali che spesso mal interpretano il femminismo storico e portano avanti quella che nei fatti è solo una lotta per il potere siano molto supportate, anche da uomini (di solito giovani, studenti, radical chic, oppure vicini alle comunità LGBT).
    4 anni fa
  • Nohnih Member
    Comunque molte presunte discriminazioni nascono da un pregiudizio di base: uomini e donne sono uguali.
    Faccio un esempio, tirando in mezzo gli scacchi: tra i primi 100 giocatori al mondo c'è soltanto una donna (la cinese Hou Hyfan) . Nessuno, neanche la femminista più radicale, si azzarda a protestare per questa immane sproporzione: si gioca con regole prestabilite, sotto il controllo di arbitri: è una situazione pacificamente accettata
    Ora, prendendo questa classifica come riferimento, se soltanto l'1% delle donne è abbastanza forte da essere tra i primi 100 e siamo certi che non sia frutto di discriminazioni, perché dovremmo ammettere che il fatto che solo il 20% delle donne sia nei consigli di amministrazione e il 4% sia CEO sia necessariamente frutto di discriminazioni? Abbiamo un parametro oggettivo di riferimento (e come per gli scacchi così per i risultati nelle olimpiadi di matematica, fisica, i Putnam fellows, le gare universitarie di scienze: tutti giochi e attività con arbitri, con regole ben chiare e così via ) che ci suggerisce che in un'attività che richiede profonde capacità analitiche il top 0,001% sia prevalentemente uomo.
    4 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE
    Comunque molte presunte discriminazioni nascono da un pregiudizio di base: uomini e donne sono uguali.
    Faccio un esempio, tirando in mezzo gli scacchi: tra i primi 100 giocatori al mondo c'è soltanto una donna (la cinese Hou Hyfan) . Nessuno, neanche la femminista più radicale, si azzarda a protestare per questa immane sproporzione: si gioca con regole prestabilite, sotto il controllo di arbitri: è una situazione pacificamente accettata
    Ora, prendendo questa classifica come riferimento, se soltanto l'1% delle donne è abbastanza forte da essere tra i primi 100 e siamo certi che non sia frutto di discriminazioni, perché dovremmo ammettere che il fatto che solo il 20% delle donne sia nei consigli di amministrazione e il 4% sia CEO sia necessariamente frutto di discriminazioni? Abbiamo un parametro oggettivo di riferimento (e come per gli scacchi così per i risultati nelle olimpiadi di matematica, fisica, i Putnam fellows, le gare universitarie di scienze: tutti giochi e attività con arbitri, con regole ben chiare e così via ) che ci suggerisce che in un'attività che richiede profonde capacità analitiche il top 0,001% sia prevalentemente uomo.

    Si potrebbero fare due ordini di contestazioni a quello che dici:

    - Non è possibile paragonare gli scacchi, o una gara di fisica, ad una scalata al potere, come ad esempio quelle interne ad una corporation. Non vi sono criteri "oggettivi", né regole chiare da poter studiare, nel caso di una scalata al potere. Tempo fa lessi uno studio in cui si cercava di fare una lista delle "qualità" umane indispensabili per avere successo in tal senso: molte avevano sostanzialmente a che fare con la psicopatia (totale mancanza di empatia) unita all'intraprendenza, alla furbizia ed all'aggressività.

    - Gli uomini hanno avuto 13 mila anni di tempo per consolidare le loro posizioni di potere. È ingenuo aspettarsi che in due generazioni questo possa essere sovvertito. Ma immagino che nei prossimi decenni le donne avranno modo di dimostrare di essere abili, arriviste e spietate almeno quanto gli uomini.
    (O forse no, forse dimostreranno di essere migliori di noi. Tendo ad avere una sostanziale sfiducia dell'essere umano, ma devo ammettere che credo un po' più nelle donne di quanto creda negli uomini... Poi, sia chiaro, agli occhi di un elefante metafisico siete tutti degli insetti alla fine. Vi voglio bene, ma siete insetti.)
    4 anni fa
  • Nohnih Member
    Si, non metto in dubbio che le capacità richieste siano in parte, o anche molto, diverse tra i due settori.
    Quello che intendo dire è: se in un settore x vediamo che c'è una notevole differenza tra i generi e sappiamo che non ci sono interferenze esterne, giochi di potere,etc; cosa ci impedisce di credere che anche in altri campi non possano esserci naturali sproporzioni analoghe? E la domanda credo sia legittima soprattutto in un momento in cui si dà per scontato che la differenza sia dovuta alle discriminazioni.
    4 anni fa
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE
    Si, non metto in dubbio che le capacità richieste siano in parte, o anche molto, diverse tra i due settori.
    Quello che intendo dire è: se in un settore x vediamo che c'è una notevole differenza tra i generi e sappiamo che non ci sono interferenze esterne, giochi di potere,etc; cosa ci impedisce di credere che anche in altri campi non possano esserci naturali sproporzioni analoghe? E la domanda credo sia legittima soprattutto in un momento in cui si dà per scontato che la differenza sia dovuta alle discriminazioni.

    Indubbiamente gli uomini sono mediamente più abili in certi settori, le donne in altri. Diventa tuttavia difficilissimo andare a stabilire quando ed in che misura si tratta di differenze date da impostazioni neuro-biologiche e quando ed in che misura si tratta di differenze dovute alla cultura.

    A parte sport agonistici dove è palese che le differenze nelle prestazioni siano dovute a sproporzioni genetiche ben precise ed individuabili, per tutte le altre attività diventa difficile fare un'analisi a tutto tondo.

    Da un lato alcune persone fanno decisamente troppo leva sul fattore discriminazione, anche quando questo c'entra il giusto, dall'altro c'è forse chi presume che le donne siano meno brave a fare tutta una serie di cose, ignorando che fino all'altro ieri erano confinate in cucina e non potevano farle.

    Esempio: La storia della letteratura è prevalentemente maschile. Le autrici davvero importanti sono poche. Questo significa che le donne sono meno portate per la scrittura o piuttosto che a loro non è mai stato concesso scrivere, se non in rarissime occasioni ed in maniera semi-clandestina, fino a pochi decenni fa?
    Questa cosa si può estendere sicuramente a tantissimi altri campi, dove vi siano grandi sproporzioni in termini di risultati (questo non vuol dire, ovviamente, che non ci siano cose per cui gli uomini sono semplicemente più portati, come dicevo prima).
    4 anni fa
  • Milink2 Utente cancellato
    CITAZIONE (Brado Malatesta Woragine @ 8/1/2019, 00:29) 
    CITAZIONE
    Comunque molte presunte discriminazioni nascono da un pregiudizio di base: uomini e donne sono uguali.
    Faccio un esempio, tirando in mezzo gli scacchi: tra i primi 100 giocatori al mondo c'è soltanto una donna (la cinese Hou Hyfan) . Nessuno, neanche la femminista più radicale, si azzarda a protestare per questa immane sproporzione: si gioca con regole prestabilite, sotto il controllo di arbitri: è una situazione pacificamente accettata
    Ora, prendendo questa classifica come riferimento, se soltanto l'1% delle donne è abbastanza forte da essere tra i primi 100 e siamo certi che non sia frutto di discriminazioni, perché dovremmo ammettere che il fatto che solo il 20% delle donne sia nei consigli di amministrazione e il 4% sia CEO sia necessariamente frutto di discriminazioni? Abbiamo un parametro oggettivo di riferimento (e come per gli scacchi così per i risultati nelle olimpiadi di matematica, fisica, i Putnam fellows, le gare universitarie di scienze: tutti giochi e attività con arbitri, con regole ben chiare e così via ) che ci suggerisce che in un'attività che richiede profonde capacità analitiche il top 0,001% sia prevalentemente uomo.

    Si potrebbero fare due ordini di contestazioni a quello che dici:

    - Non è possibile paragonare gli scacchi, o una gara di fisica, ad una scalata al potere, come ad esempio quelle interne ad una corporation. Non vi sono criteri "oggettivi", né regole chiare da poter studiare, nel caso di una scalata al potere. Tempo fa lessi uno studio in cui si cercava di fare una lista delle "qualità" umane indispensabili per avere successo in tal senso: molte avevano sostanzialmente a che fare con la psicopatia (totale mancanza di empatia) unita all'intraprendenza, alla furbizia ed all'aggressività.

    - Gli uomini hanno avuto 13 mila anni di tempo per consolidare le loro posizioni di potere. È ingenuo aspettarsi che in due generazioni questo possa essere sovvertito. Ma immagino che nei prossimi decenni le donne avranno modo di dimostrare di essere abili, arriviste e spietate almeno quanto gli uomini.
    (O forse no, forse dimostreranno di essere migliori di noi. Tendo ad avere una sostanziale sfiducia dell'essere umano, ma devo ammettere che credo un po' più nelle donne di quanto creda negli uomini... Poi, sia chiaro, agli occhi di un elefante metafisico siete tutti degli insetti alla fine. Vi voglio bene, ma siete insetti.)

    Avevo letto uno studio, che se lo trovo lo linko, che dimostrava che gli uomini rispetto alle donne tendono di più a stare tra gli estremi nella media del Qi.
    Spiego meglio: le donne stanno per lo più attorno alla media, mentre gli per gli uomini è più comune che siano o con QI altissimo o bassissimo.
    4 anni fa
  • Brado Malatesta Woragine Member
    CITAZIONE
    Avevo letto uno studio, che se lo trovo lo linko, che dimostrava che gli uomini rispetto alle donne tendono di più a stare tra gli estremi nella media del Qi.
    Spiego meglio: le donne stanno per lo più attorno alla media, mentre gli per gli uomini è più comune che siano o con QI altissimo o bassissimo.

    Quindi o siamo geni o siamo ritardati? Bello. Da quello che vedo guardandomi attorno direi che c'è una leggera sproporzione in favore dei secondi però.

    Linka, linka. Sembra interessante.
    4 anni fa
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