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Buongiorno uaglioni, apro questa discussione per far collassare ogni soluzione possibile alla bruttezza. Oltretutto questo è un compito assai facile, essendoci penuria di risoluzioni dispensate, e a ben vedere, dato che da situazioni inestricabili nemmeno le più fervida delle immaginazioni può racimolare più di una manciata di soluzioni impossibili. Anzi, ragionandoci bene, la soluzione più accreditata e meno capziosa è una soltanto. Ovvero: "bisogna accontentarsi, cercare pari-estetici o, mal che vada, accettare bruttezza ancora più marcata - suggere vomito in pratica -, tanto l'amore può nascere ugualmente se saremo capaci di divellere ogni pretesa estetica, e il coito sarà comunque voluttuoso, erotico." Ecco, no. Falla tutto ciò. Provarci funesterà il corpo, finché non eromperà la pretesa estetica che abbiamo invano oppresso. E quando ciò accadrà, sarà tragedia, nell'accezione greca del termine, l'unica. L'estetica muove più di un carro di buoi, parafrasando. E' quantomai ingenuo ammettere come possibile il commiato dall'estetica, e se sarà, sarà breve. Un pesce non vive sul ciglio della sua boccia; va immerso. Al di là dell'amore, che sappiamo fatto puramente estetico: mirabile dovrà invero essere la persona di cui invaghirsi, in toto, anima e corpo, per usare espressioni odiose. E non c'è amore veritiero se non c'è venustà e intelligenza. Dicevo... oltre l'amore, il semplice coito, il fottere, bisogna di beltà, è presumibilmente la sola prerogativa dà possedere. E ciò si necessita per la forma estetica dell'atto: l'animalità. Non facciamo che dipingere l'effige belluina con le movenze libidinose dei nostri corpi. L'animalità sorge dalla brutalità del possesso e dalla profanazione del piacevole. E se il possesso non può che essere feroce, invece, la profanazione può anche non avvenire se non pervenuto il piacevole, il suo oggetto. Cioè la meta da aggredire. Perciò va ricercato un partner bello, per poter imbrattare i sui apici lascivi, l'eccitazione stessa non è che fremito dell'imminente profanazione. Ma perché questa si rivolge proprio al bello? Perché questo è sacro, in quanto intimamente congruo ovvero bello - la bellezza non è solo l'interpretazione di certe caratteristiche, è anch'essa caratteristica - e in quanto perituro, effimero, destinato a mutare in peggio, a svalutarsi. In verità si può notare come sacro e bello coincidano, in quanto la stessa definizione data al sacro spiega anche il bello, ma questo o è un equivoco o è un errore o è un fatto estremamente interessante. Lascio qui una citazione con cui mi trovo d'accordo, anche se, per sfumature, differente. "La bellezza di una donna concorre a rendere sensibile - e sconvolgente - l'animalità dell'atto sessuale. Nulla di più deprimente, per un uomo, della bruttezza di una donna sulla quale la laidezza degli organi sessuali e dell'atto non risalti. La bellezza conta in primo luogo perché la bruttezza non può essere sciupata. Laddove l'essenza dell'erotismo risiede appunto nella profanazione." (Cit. G. Bataille). Aduso è l'uomo all'autodistruzione e pertinente è l'infamia grama dell'estetica: cacciala ansante quella puttana acuta, ma della spedizione massacro si compierà. Felicitazioni ai superstiti, dal caso. Sarei felice di interloquire con i uagliuoni di ieri sera: Deus, Qualcunaltra e Costellazione, Defunto. Edited by Madido - 27/1/2019, 15:52 |
| la trovo di una cosa tristissima... |
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Illusion, cosa? In ogni caso potrebbe esserlo, a sentimento. |
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Era una citazione, si riferiva alla risposta di Coto alla stessa domanda nell'intervista di Nemo. |
| Per una scopata va bene tutto. Ricorda: "Buso xe buso e casso no ga oci". |
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Buongiorno uaglioni, apro questa discussione per far collassare ogni soluzione possibile alla bruttezza. Oltretutto questo è un compito assai facile, essendoci penuria di risoluzioni dispensate, e a ben vedere, dato che da situazioni inestricabili nemmeno le più fervida delle immaginazioni può racimolare più di una manciata di soluzioni impossibili. Anzi, ragionandoci bene, la soluzione più accreditata e meno capziosa è una soltanto. Ovvero: "bisogna accontentarsi, cercare pari-estetici o, mal che vada, accettare bruttezza ancora più marcata - suggere vomito in pratica -, tanto l'amore può nascere ugualmente se saremo capaci di divellere ogni pretesa estetica, e il coito sarà comunque voluttuoso, erotico." Ecco, no. Falla tutto ciò. Provarci funesterà il corpo, finché non eromperà la pretesa estetica che abbiamo invano oppresso. E quando ciò accadrà, sarà tragedia, nell'accezione greca del termine, l'unica. L'estetica muove più di un carro di buoi, parafrasando. E' quantomai ingenuo ammettere come possibile il commiato dall'estetica, e se sarà, sarà breve. Un pesce non vive sul ciglio della sua boccia; va immerso. Al di là dell'amore, che sappiamo fatto puramente estetico: mirabile dovrà invero essere la persona di cui invaghirsi, in toto, anima e corpo, per usare espressioni odiose. E non c'è amore veritiero se non c'è venustà e intelligenza. Dicevo... oltre l'amore, il semplice coito, il fottere, bisogna di beltà, è presumibilmente la sola prerogativa dà possedere. E ciò si necessita per la forma estetica dell'atto: l'animalità. Non facciamo che dipingere l'effige belluina con le movenze libidinose dei nostri corpi. L'animalità sorge dalla brutalità del possesso e dalla profanazione del piacevole. E se il possesso non può che essere feroce, invece, la profanazione può anche non avvenire se non pervenuto il piacevole, il suo oggetto. Cioè la meta da aggredire. Perciò va ricercato un partner bello, per poter imbrattare i sui apici lascivi, l'eccitazione stessa non è che fremito dell'imminente profanazione. Ma perché questa si rivolge proprio al bello, perché questo è sacro, in quanto intimamente congruo ovvero bello - la bellezza non è solo l'interpretazione di certe caratteristiche, è anch'essa caratteristica - e in quanto perituro, effimero, destinato a mutare in peggio, a svalutarsi. In verità si può notare come sacro e bello coincidano, in quanto la stessa definizione data al sacro spiega anche il bello, ma questo o è un equivoco o è un errore o è un fatto estremamente interessante. Lascio qui una citazione con cui mi trovo d'accordo, anche se, per sfumature, differente. "La bellezza di una donna concorre a rendere sensibile - e sconvolgente - l'animalità dell'atto sessuale. Nulla di più deprimente, per un uomo, della bruttezza di una donna sulla quale la laidezza degli organi sessuali e dell'atto non risalti. La bellezza conta in primo luogo perché la bruttezza non può essere sciupata. Laddove l'essenza dell'erotismo risiede appunto nella profanazione." (Cit. G. Bataille). Aduso è l'uomo all'autodistruzione e pertinente è l'infamia grama dell'estetica: cacciala ansante quella puttana acuta, ma della spedizione massacro si compierà. Felicitazioni ai superstiti, dal caso. Sarei felice di interloquire con i uagliuoni di ieri sera: Deus, Qualcunaltra e Costellazione, Defunto. Io non la voglio dar vinta alle donne e a questa società ipocrita, non pretendo la 7, ma essendo io un 5 mi basta una mia pariestetica da 5, non andrò mai neanche con una 4,5; non voglio dare la soddisfazione a qualcuna di aver ,,ipergamato", punto. |
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Non sapevo Buongiorno uaglioni, apro questa discussione per far collassare ogni soluzione possibile alla bruttezza. Oltretutto questo è un compito assai facile, essendoci penuria di risoluzioni dispensate, e a ben vedere, dato che da situazioni inestricabili nemmeno le più fervida delle immaginazioni può racimolare più di una manciata di soluzioni impossibili. Anzi, ragionandoci bene, la soluzione più accreditata e meno capziosa è una soltanto. Ovvero: "bisogna accontentarsi, cercare pari-estetici o, mal che vada, accettare bruttezza ancora più marcata - suggere vomito in pratica -, tanto l'amore può nascere ugualmente se saremo capaci di divellere ogni pretesa estetica, e il coito sarà comunque voluttuoso, erotico." Ecco, no. Falla tutto ciò. Provarci funesterà il corpo, finché non eromperà la pretesa estetica che abbiamo invano oppresso. E quando ciò accadrà, sarà tragedia, nell'accezione greca del termine, l'unica. L'estetica muove più di un carro di buoi, parafrasando. E' quantomai ingenuo ammettere come possibile il commiato dall'estetica, e se sarà, sarà breve. Un pesce non vive sul ciglio della sua boccia; va immerso. Al di là dell'amore, che sappiamo fatto puramente estetico: mirabile dovrà invero essere la persona di cui invaghirsi, in toto, anima e corpo, per usare espressioni odiose. E non c'è amore veritiero se non c'è venustà e intelligenza. Dicevo... oltre l'amore, il semplice coito, il fottere, bisogna di beltà, è presumibilmente la sola prerogativa dà possedere. E ciò si necessita per la forma estetica dell'atto: l'animalità. Non facciamo che dipingere l'effige belluina con le movenze libidinose dei nostri corpi. L'animalità sorge dalla brutalità del possesso e dalla profanazione del piacevole. E se il possesso non può che essere feroce, invece, la profanazione può anche non avvenire se non pervenuto il piacevole, il suo oggetto. Cioè la meta da aggredire. Perciò va ricercato un partner bello, per poter imbrattare i sui apici lascivi, l'eccitazione stessa non è che fremito dell'imminente profanazione. Ma perché questa si rivolge proprio al bello, perché questo è sacro, in quanto intimamente congruo ovvero bello - la bellezza non è solo l'interpretazione di certe caratteristiche, è anch'essa caratteristica - e in quanto perituro, effimero, destinato a mutare in peggio, a svalutarsi. In verità si può notare come sacro e bello coincidano, in quanto la stessa definizione data al sacro spiega anche il bello, ma questo o è un equivoco o è un errore o è un fatto estremamente interessante. Lascio qui una citazione con cui mi trovo d'accordo, anche se, per sfumature, differente. "La bellezza di una donna concorre a rendere sensibile - e sconvolgente - l'animalità dell'atto sessuale. Nulla di più deprimente, per un uomo, della bruttezza di una donna sulla quale la laidezza degli organi sessuali e dell'atto non risalti. La bellezza conta in primo luogo perché la bruttezza non può essere sciupata. Laddove l'essenza dell'erotismo risiede appunto nella profanazione." (Cit. G. Bataille). Aduso è l'uomo all'autodistruzione e pertinente è l'infamia grama dell'estetica: cacciala ansante quella puttana acuta, ma della spedizione massacro si compierà. Felicitazioni ai superstiti, dal caso. Sarei felice di interloquire con i uagliuoni di ieri sera: Deus, Qualcunaltra e Costellazione, Defunto. Io non la voglio dar vinta alle donne e a questa società ipocrita, non pretendo la 7, ma essendo io un 5 mi basta una mia pariestetica da 5, non andrò mai neanche con una 4,5; non voglio dare la soddisfazione a qualcuna di aver ,,ipergamato", punto. Il discorso a mio avviso è valido anche per le donne. |
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Bisogna andare con le ragazze che si piacciono. Quindi pariestetica va bene. Ovvio, con la mia One ITIS avevo cagato fuori dal vaso, ma solo perché allora avevo avuto delle belle ragazze, attualmente è dura come un macigno una pariestetica. |
| Non la penso così, per me l'amore non è quello che hai descritto. Quel sentimento che ti prende quando vedi una bella ragazza è infatuazione, non amore. |
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Non la penso così, per me l'amore non è quello che hai descritto. Quel sentimento che ti prende quando vedi una bella ragazza è infatuazione, non amore. Bella si riferisce alla sua interezza, è specificato. Bisogna andare con le ragazze che si piacciono. Quindi pariestetica va bene. Ovvio, con la mia One ITIS avevo cagato fuori dal vaso, ma solo perché allora avevo avuto delle belle ragazze, attualmente è dura come un macigno una pariestetica. Pari-estetico non vuol dire nulla se non si definisce almeno un termine. Se si è brutti non è ammissibile il pariestetico, il beneficio è dato solo dal bello. |
| contava solo non vivere a Recanati |
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Non la penso così, per me l'amore non è quello che hai descritto. Quel sentimento che ti prende quando vedi una bella ragazza è infatuazione, non amore. In ogni caso l'amore, per me, non è che un infatuazione diuturna e pregna di palingenesi, ciò che lo rende prezioso. |
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Non la penso così, per me l'amore non è quello che hai descritto. Quel sentimento che ti prende quando vedi una bella ragazza è infatuazione, non amore. Bella si riferisce alla sua interezza, è specificato. Bisogna andare con le ragazze che si piacciono. Quindi pariestetica va bene. Ovvio, con la mia One ITIS avevo cagato fuori dal vaso, ma solo perché allora avevo avuto delle belle ragazze, attualmente è dura come un macigno una pariestetica. Pari-estetico non vuol dire nulla se non si definisce almeno un termine. Se si è brutti non è ammissibile il pariestetico, il beneficio è dato solo dal bello. Come ho gia scritto, a me basta una 5. |
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Ahah, ma come cazzo scrivi? Mi piace... |
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Buongiorno uaglioni, apro questa discussione per far collassare ogni soluzione possibile alla bruttezza. Oltretutto questo è un compito assai facile, essendoci penuria di risoluzioni dispensate, e a ben vedere, dato che da situazioni inestricabili nemmeno le più fervida delle immaginazioni può racimolare più di una manciata di soluzioni impossibili. Anzi, ragionandoci bene, la soluzione più accreditata e meno capziosa è una soltanto. Ovvero: "bisogna accontentarsi, cercare pari-estetici o, mal che vada, accettare bruttezza ancora più marcata - suggere vomito in pratica -, tanto l'amore può nascere ugualmente se saremo capaci di divellere ogni pretesa estetica, e il coito sarà comunque voluttuoso, erotico." Ecco, no. Falla tutto ciò. Provarci funesterà il corpo, finché non eromperà la pretesa estetica che abbiamo invano oppresso. E quando ciò accadrà, sarà tragedia, nell'accezione greca del termine, l'unica. L'estetica muove più di un carro di buoi, parafrasando. E' quantomai ingenuo ammettere come possibile il commiato dall'estetica, e se sarà, sarà breve. Un pesce non vive sul ciglio della sua boccia; va immerso. Al di là dell'amore, che sappiamo fatto puramente estetico: mirabile dovrà invero essere la persona di cui invaghirsi, in toto, anima e corpo, per usare espressioni odiose. E non c'è amore veritiero se non c'è venustà e intelligenza. Dicevo... oltre l'amore, il semplice coito, il fottere, bisogna di beltà, è presumibilmente la sola prerogativa dà possedere. E ciò si necessita per la forma estetica dell'atto: l'animalità. Non facciamo che dipingere l'effige belluina con le movenze libidinose dei nostri corpi. L'animalità sorge dalla brutalità del possesso e dalla profanazione del piacevole. E se il possesso non può che essere feroce, invece, la profanazione può anche non avvenire se non pervenuto il piacevole, il suo oggetto. Cioè la meta da aggredire. Perciò va ricercato un partner bello, per poter imbrattare i sui apici lascivi, l'eccitazione stessa non è che fremito dell'imminente profanazione. Ma perché questa si rivolge proprio al bello, perché questo è sacro, in quanto intimamente congruo ovvero bello - la bellezza non è solo l'interpretazione di certe caratteristiche, è anch'essa caratteristica - e in quanto perituro, effimero, destinato a mutare in peggio, a svalutarsi. In verità si può notare come sacro e bello coincidano, in quanto la stessa definizione data al sacro spiega anche il bello, ma questo o è un equivoco o è un errore o è un fatto estremamente interessante. Lascio qui una citazione con cui mi trovo d'accordo, anche se, per sfumature, differente. "La bellezza di una donna concorre a rendere sensibile - e sconvolgente - l'animalità dell'atto sessuale. Nulla di più deprimente, per un uomo, della bruttezza di una donna sulla quale la laidezza degli organi sessuali e dell'atto non risalti. La bellezza conta in primo luogo perché la bruttezza non può essere sciupata. Laddove l'essenza dell'erotismo risiede appunto nella profanazione." (Cit. G. Bataille). Aduso è l'uomo all'autodistruzione e pertinente è l'infamia grama dell'estetica: cacciala ansante quella puttana acuta, ma della spedizione massacro si compierà. Felicitazioni ai superstiti, dal caso. Sarei felice di interloquire con i uagliuoni di ieri sera: Deus, Qualcunaltra e Costellazione, Defunto. Se hai deciso di ammorbare il forum con le tue secchionate giuro che spammo e ti renderò illeggibile grandissima testa di cazzo. |