|
filosofi al governo ? no , meglio che continuiamo a governare noi ricchi ma sta zitto un po |
|
Aristotele che era un genio si come tanti presocratici Da kant in poi no Gente che dice ovvieta' |
|
assolutamente no quella casomai sarebbe la democrazia diretta dove tutti votano su tutto cosa impossibile anche per gli scienziati perché non puoi approfondire tutto. La democrazia rappresentativa risolve il problema delegando ai rappresentanti eletti dal popolo i quali si affidano a specialisti di loro fiducia Il problema è questo: il popolo elegge questi rappresentanti, ma non gli specialisti: il rappresentante proporrà al popolo, che non ha le competenze per comprendere i problemi, delle soluzioni approssimative (per non dire folli) che non sono state consigliate dagli specialisti, ma sono state formulate per essere votate. Una volta raccolti i voti l'ominide andrà dagli specialisti e gli dirà "dovete fare queste cagate che ho promesso ai miei compagni trogloditi" e a quel punto ci sono due alternative: o le cose non vengono fatte perché irrealizzabili e quindi l'ominide farà la figura di quello che non mantiene le promesse, oppure verranno fatte lo stesso mandando a puttane lo stato. In tutti i casi non sarà del tutto un problema perché si possono sempre incolpare i poteri forti in questo momento la democrazia diretta è tecnicamente realizzabile, tutti potrebbero votare su tutto, solo che l'elettore medio non ha né tempo ne le competenze3 di un tuttologo che sarebbero necessarie basti pensare al referendum sulle trivelle o robe così ai confini con l'incomprensibile. Non dico che il sistema attuale sia perfetto, eh |
|
Con "filosofi" Platone non intende "persone che studiano filosofia" ma più in generale "i sapienti" quindi per farla breve se vuoi attualizzare la cosa significa che delle questioni economiche se ne occupano solo gli economisti, delle questioni tecniche-scientifiche se ne occupano solo ed esclusivamente scienziati ed ingegneri, e la gente che non ha le conoscenze per affrontare le problematiche se ne sta zitta. Morale della favola: sì, il suffragio universale è l'equivalente di far guidare una lamborghini ad un neonato Belle parole. Poi c'è sempre il discorso delicato che non sempre una buona economia significa cittadini più felici. Io penso che dovrebbero comunque governare i filosofi. Filosofi non idealisti però. |
|
I "sapienti" potrebbero benissimo essere votati dalle masse, scherzi a parte le cose non si escludono a vicenda. Scegliere i propri rappresentanti sta nel sapere cosa si vuole e come ottenerlo e, normalmente, credo che la gente sappia benissimo queste due cose. Il fallimento della democrazia liberale sta in due fattori principali che di fatto nullificano ogni scelta popolare e rendono il processo democratico una continua discesa verso il basso, a prescindere da chi viene eletto: 1) l'esistenza e l'inevitabile potenza di certi gruppi finanziari e imprenditoriali composti normalmente da poche centinaia di persone a cui ogni legislatura ed ogni governo con legittimità democratica deve inchinarsi, anche a costo di tradire le aspettative dell'elettorato. 2) complementare al primo, l'adesione di un paese a certe organizzazione sovranazionali (UE in particolare nel nostro caso) espressione politica di questi gruppi e la sudditanza dei paesi ad esse che ne limitano la sovranità, vale a dire la libertà d'azione di un governo. La verità è che lo stato non dovrebbe rendere conto a nessuno, specie non ai "mercati" perchè è con questa sudditanza che siamo finiti dove siamo ora. Lo stato dovrebbe essere onnipotente e responsabile solo verso i propri cittadini e in particolare verso il proprio elettorato, gruppetti finanziari e imprenditoriali e organizzazioni sovranazionali sono la morte della democrazia perchè quello che decidono loro finisce sempre per sovrapporsi a quello che vogliono le masse. Di conseguenza finiamo con governi e parlamenti la cui legittimità è sempre più discutibile in quanto legittimati democraticamente dal voto ma impossibilitati o restii a portare avanti il programma elettorale da loro proposto, il che spiana la strada per disillusione, cinismo e qualunquismo tra le masse. Con questa mentalità nessuno si fida di nessuno, nessuno si legge i programmi perchè finiscono o per essere tutti uguali o impossibili da implementare finchè si gioca la partita con le regole imposte da organizzazioni sovranazionali e potentati economici e si finisce con l'elettorato maleinformato che ci troviamo al momento. Non c'è proprio nessun incentivo per interessarsi alla politica se alla fine a prescindere da chi voti il paese continua ad andare nella stessa direzione, vale a dire se il voto non conta nulla. Liberalismo e capitalismo non possono funzionare assieme alla democrazia, i primi due escludono la seconda e tutto sommato è difficile considerare la nostra una democrazia autentica. O vi beccate la tecnocrazia liberale e capitalista, o il socialismo (o al limite un sano capitalismo di stato alla maniera Cinese o come quello della carissima e defunta Prima Repubblica) e la democrazia (quella vera) con essa. La verità è che le mezze misure non esistono. |
Facciamo governare fusaro e via non ci pensiamo più |
| Fuffaro Imperatore-Dio è un incubo. |
|
Io ho una visione nichilista della società, per me qualsiasi sistema che viene instaurato fallirà in quanto tremendamente umano. Gli umani sono imperfetti, agiscono imperfettamente, e le masse, quindi la società e le sue sovrastrutture, non saranno altro che il risultato di queste azioni imperfette. Ogni società conoscerà la sua degenerazione, e qualsiasi bandierina che ci si mette sopra sarà soltanto la giustificazione sofistica dei propri presupposti: liberalismo, capitalismo, comunismo, democrazia etc... valgono zero e sempre così sarà. Qualsiasi stato è fallimentare, ed il suo potere illegittimo - in quanto si fonda semplicemente su presupposti filosofici per auto giustificare la sua coercizione. Idem gli aggregati sociali liberali, spesso contrapposti ad esso, sono solo individui facoltosi che tramite la burocrazia giustificano il loro monopolio oligarchico. Anarchia? Nemmeno! Perché, come già detto, ogni società conosce la sua degenerazione, e quella anarchica in teoria (anche perché è solo teorizzabile) si presta benissimo a degenerare nel caos, e a far rinascere spontaneamente lo stesso ciclo di stato, guerre e potere che ha combattuto. L'eterno ritorno di Nietzsche parla chiaro: l'uomo ha una gamma di azioni finite in un tempo infinito, quindi finirà per ripetersi. E la storia (tempo infinito) è solo l'espressione di queste azioni (finite), quindi ogni società finirà in un ciclo di creazione/degenerazione sempre uguale, perché appunto instaurata da uomini imperfetti dalle azioni imperfette. Tutto ciò per dirti solo che al potere ci puoi mettere chi vuoi ma tanto farà tutto schifo, ma ho voluto spiegarti i motivi solo per non sembrare qualunquista. |
|
I "sapienti" potrebbero benissimo essere votati dalle masse, scherzi a parte le cose non si escludono a vicenda. Scegliere i propri rappresentanti sta nel sapere cosa si vuole e come ottenerlo e, normalmente, credo che la gente sappia benissimo queste due cose. Il fallimento della democrazia liberale sta in due fattori principali che di fatto nullificano ogni scelta popolare e rendono il processo democratico una continua discesa verso il basso, a prescindere da chi viene eletto: 1) l'esistenza e l'inevitabile potenza di certi gruppi finanziari e imprenditoriali composti normalmente da poche centinaia di persone a cui ogni legislatura ed ogni governo con legittimità democratica deve inchinarsi, anche a costo di tradire le aspettative dell'elettorato. 2) complementare al primo, l'adesione di un paese a certe organizzazione sovranazionali (UE in particolare nel nostro caso) espressione politica di questi gruppi e la sudditanza dei paesi ad esse che ne limitano la sovranità, vale a dire la libertà d'azione di un governo. La verità è che lo stato non dovrebbe rendere conto a nessuno, specie non ai "mercati" perchè è con questa sudditanza che siamo finiti dove siamo ora. Lo stato dovrebbe essere onnipotente e responsabile solo verso i propri cittadini e in particolare verso il proprio elettorato, gruppetti finanziari e imprenditoriali e organizzazioni sovranazionali sono la morte della democrazia perchè quello che decidono loro finisce sempre per sovrapporsi a quello che vogliono le masse. Di conseguenza finiamo con governi e parlamenti la cui legittimità è sempre più discutibile in quanto legittimati democraticamente dal voto ma impossibilitati o restii a portare avanti il programma elettorale da loro proposto, il che spiana la strada per disillusione, cinismo e qualunquismo tra le masse. Con questa mentalità nessuno si fida di nessuno, nessuno si legge i programmi perchè finiscono o per essere tutti uguali o impossibili da implementare finchè si gioca la partita con le regole imposte da organizzazioni sovranazionali e potentati economici e si finisce con l'elettorato maleinformato che ci troviamo al momento. Non c'è proprio nessun incentivo per interessarsi alla politica se alla fine a prescindere da chi voti il paese continua ad andare nella stessa direzione, vale a dire se il voto non conta nulla. Liberalismo e capitalismo non possono funzionare assieme alla democrazia, i primi due escludono la seconda e tutto sommato è difficile considerare la nostra una democrazia autentica. O vi beccate la tecnocrazia liberale e capitalista, o il socialismo (o al limite un sano capitalismo di stato alla maniera Cinese o come quello della carissima e defunta Prima Repubblica) e la democrazia (quella vera) con essa. La verità è che le mezze misure non esistono. innanzi ad un simile sproloquio , posso solo ribadire quanto sia meglio che continuiamo a governare noi ricchi.... nell'interesse soprattutto di voi poveri , che quando provate a fare da soli vi ficcate sempre in uno di quei casini.... |
|
Nei casini ci siamo già. Meglio mandarvi a spaccare pietre e mettervi con la faccia al muro se fate storie. |