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  • Gente che non sa scrivere Una vita da Brutto
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    • 3/3
  • Blutengel Utente cancellato
    Anche io sono stupito quanto te. Qualche volta ho provato a correggerli, ed è assurdo come TUTTI prendano la correzione di un errore grammaticale come un'offesa, o come un atto di presunzione. Dovresti ringraziarmi per il fatto che ti insegno qualcosa che non sai, così come farebbe chiunque vedesse che non sai fare qualcosa, e di conseguenza ti consigliasse cosa fare.
    Le femmine non ne parliamo, gridano subito alla tuo presunto "tirartela", quando in realtà stai dicendo verità oggettive su nozioni basiche, che dovrebbero essere ormai assimilate dopo la terza elementare. Non mi importa di passare come un grammar nazi, io ci tengo alla mia lingua e farò di tutto affinché non venga deturpata.
    3 anni fa
  • ~Mitami Utente cancellato
    Secondo me è meglio evitare correzioni in rete
    Magari quella persona potrebbe avere un disturbo specifico dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, disturbo specifico del linguaggio), appartenere a un contesto socio-famigliare disagiato, quoziente intellettivo sotto la media, aver dovuto rinunciare agli studi, la depressione...

    Edited by ~Mitami - 3/4/2020, 14:31
    3 anni fa
    Non piace a 2 utenti
  • Blutengel Utente cancellato
    CONSIGLI PER GLI ERRORI PIÙ RICORRENTI NOTATI NEL FORUM:
    1- Per favore, quando augurate qualcosa a qualcuno col verbo SPERARE, ricordate che SPERARE regge il congiuntivo.
    Ergo:
    Spero che tu MUOIA (non muori)
    Speravo che tu MORISSI (non morivi)

    2- "SE" CON VALORE IPOTETICO (possibiltà/o irrealtà) REGGE SEMPRE IL CONGIUNTIVO IMPERFETTO, MAI IL CONDIZIONALE.
    Se avrei/se penserei/se direi NO
    Se avessi/se pensassi/se dicessi SÌ

    3- SI SCRIVE QUAL È, NON QUAL'È

    4- PO' SI SCRIVE CON L'APOSTROFO, NON CON L'ACCENTO (PÒ)

    5-PERCHÉ NON PERCHÈ
    3 anni fa
  • . Hutch. Member
    Blutengel

    È perché nella scuola italiana, ormai allo sfascio, ogni allievo "imparicchia senza essere realmente verificato da nessuno" quindi ognuno, complice internet e i correttori o i Google translate, fanno i saccenti. Non prendertela, é una deriva che non si può controllare...
    3 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Blutengel Utente cancellato
    CITAZIONE (~Mitami @ 3/4/2020, 14:29) 
    Secondo me è meglio evitare correzioni in rete
    Magari quella persona potrebbe avere un disturbo specifico dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, disturbo specifico del linguaggio), appartenere a un contesto socio-famigliare disagiato, quoziente intellettivo sotto la media, aver dovuto rinunciare agli studi, la depressione...

    Ti assicuro che quelli sono una minima parte. Se qualcuno scrive un pensiero normale o magari anche valido (quindi non ha ritardi), con parole scritte bene (quindi non dislessico), è solo ignorante.
    Idem chi ha vissuto in una situazione familiare difficile o non è andato oltre le medie: si tratta di errori in cui basta essere ALFABETIZZATI, quindi basta la quinta elementare che è OBBLIGATORIA. Non stiamo parlando di dissertazioni universitarie, ma di grammatica super basica. Non ci sono giustificazioni, anche perché la scuola fino ai 16 anni è OBBLIGATORIA.

    Ma anche se si trattasse di persone con problemi specifici, andrei a insegnargli qualcosa, è anche per loro stessi.
    3 anni fa
  • ~Mitami Utente cancellato
    Sono problemi di decodifica/neurobiologici purtroppo non bastano le correzioni
    3 anni fa
  • Costellazione Member
    Questi è la mia umile opinione sulla questione. Per la gioia di Blutengel (e la disperazione di altri), andrò un po' nel tecnico, perché penso sia utile farlo.

    I problemi di esposizione li ho notati anche io, ma, al contrario di altri, non mi sono mai permesso di dire nulla, e per un motivo molto semplice: quando scriviamo sul forum, ma anche su whatsapp ec., inseriamo messaggi che i linguisti chiamano "trasmesso-parlato", cioè messaggi che contengono molte caratteristiche tipiche non di un testo scritto, ma di uno parlato; quindi abbondano i "domani vado" e non i "domani andrò", o il periodo ipotetico costruito con l'indicativo ("se andavo, ti dicevo", costruzione che per comodità uso anche io nel parlato, ma non mi sognerei mai a scriverlo, per dire, in una email di lavoro) ec. Tutte queste espressioni pienamente accettate nella lingua parlata e che i nostri cari linguisti hanno definito "dell'uso medio" o "neostandard", che sono all'incirca una trentina, ormai sempre più diffuse anche in testi di altra caratura linguistica.

    Fine della parte tecnica. Se mi avete seguito fin qui, avrete capito che i problemi sono 2: 1) scriviamo in fretta senza ricontrollare (e questo lo faccio anche io quando non ho voglia e tempo di perfezionare il testo, come adesso, lol) e 2) non saper articolare i propri pensieri per iscritto. Su quest'ultimo punto si può fare ben poco: se non leggiamo nulla, non ci informiamo e se non siamo abituati a scrivere con costanza (il che non vuol dire essere per forza degli scrittori professionisti), c'è poco da lamentarsi.

    Ci sarebbe da dire anche della formazione grammaticale che offre la scuola, ma non ho voglia di incazzarmi in questo momento.

    Edited by Costellazione della Fenice - 3/4/2020, 15:31
    3 anni fa
    Piace a 2 utenti
  • Aaken10 Utente cancellato


    Io ho imparato così
    3 anni fa
  • Blutengel Utente cancellato
    CITAZIONE (Costellazione della Fenice @ 3/4/2020, 15:25) 
    Questi è la mia umile opinione sulla questione. Per la gioia di Blutengel (e la disperazione di altri), andrò un po' nel tecnico, perché penso sia utile farlo.

    I problemi di esposizione li ho notati anche io, ma, al contrario di altri, non mi sono mai permesso di dire nulla, e per un motivo molto semplice: quando scriviamo sul forum, ma anche su whatsapp ec., inseriamo messaggi che i linguisti chiamano "trasmesso-parlato", cioè messaggi che contengono molte caratteristiche tipiche non di un testo scritto, ma di uno parlato, e quindi abbondano i "domani vado" e non i "domani andrò", o il periodo ipotetico costruito con l'indicativo (se andavo, ti dicevo) ec. Tutte espressioni pienamente accettate nella lingua parlata e che i nostri cari linguisti hanno definito "dell'uso medio" o "neostandard", che sono all'incirca una trentina, ormai sempre più diffuse anche in testi di altra caratura linguistica.

    Fine della parte tecnica. Se mi avete seguito fin qui, avrete capito che i problemi sono 2: 1) scriviamo in fretta senza ricontrollare (e questo lo faccio anche io quando non ho voglia e tempo di perfezionare il testo, come adesso, lol) e 2) non saper articolare i propri pensieri per iscritto. Su quest'ultimo punto si può fare ben poco: se non leggiamo nulla e se non siamo abituati a scrivere con costanza (il che non vuol dire essere per forza degli scrittori professionisti) c'è poco da lamentarsi.

    Ci sarebbe da dire anche della formazione grammaticale che offre la scuola, ma non ho voglia di incazzarmi in questo momento.

    Sei una persona con la quale ci si può confrontare. Io sono d'accordo sull'accettare (parzialmente) norme "sub-standard", come il tuo citato "Domani vado", proprio per l'uso comune che se ne fa.
    Gli errori che ho citato più sopra invece, fanno capo a problemi più profondi, che non possono essere giustificati con la banalizzazione tipica dell'orale.
    (Pò, qual'è, se avrei, se andavo). Io parlo di QUESTO tipo di problemi sintattici che devono essere eradicati, proprio per evitare un impoverimento linguistico che se generalizzato, come nel caso del presente per il futuro, potrebbe diventare la norma.
    È normale che ci sono influenze anche legate alla sfera diatopico/dialettale. Io stesso nell'orale tendo spesso a dire "Se avevo, se facevo", perché mi trascino dietro l'eredità comune di molti secoli di dominazione spagnola e/o francese, una dominazione che pesa tanto nell'uso odierno del congiuntivo per i meridionali.
    (Visto che in francese, ad esempio, così come in spagnolo e, se vogliamo citarlo, anche se non è pertinente, in inglese, la frase ipotetica si rende con l'imperfetto "Se avevo-> Si j'avais").
    Però non posso giustificare questo mio errore sintattico dicendo "Eh, perché al sud nel parlato diciamo così". Anche perché mi atterrei a una norma meticcia, assolutamente invalida.
    Ovvio che su un forum l'eloquenza non è richiesta, e ci sta un certo adattamento alla norma "bassa/orale". Però, appunto, questo riduttivismo, se generalizzato e se va a minare più settori della sintassi, diventa un impoverimento.
    Anche io a volte uso il principio della "politeness" e non correggo, ma se lo faccio, è proprio per stendere un velo pietoso, altrimenti correggo ed è giusto così. Chi vuole restare nella propria ignoranza può farlo.

    Ps. Non dire che l'indicativo per il congiuntivo è accettato nell'orale. È comune, non è accettato o normativizzato.

    CITAZIONE (~Mitami @ 3/4/2020, 15:12) 
    Sono problemi di decodifica/neurobiologici purtroppo non bastano le correzioni

    Statisticamente quanti dislessici ci possono essere qua sopra? E comunque i problemi legati alla dislessia sono altri, non investono solo la sintassi.
    Fidati, nel 95% dei casi si tratta di ignoranza che può e deve essere corretta.
    3 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Costellazione Member
    CITAZIONE (Blutengel @ 3/4/2020, 15:44) 
    Sei una persona con la quale ci si può confrontare. Io sono d'accordo sull'accettare (parzialmente) norme "sub-standard", come il tuo citato "Domani vado", proprio per l'uso comune che se ne fa.
    Gli errori che ho citato più sopra invece, fanno capo a problemi più profondi, che non possono essere giustificati con la banalizzazione tipica dell'orale.
    (Pò, qual'è, se avrei, se andavo). Io parlo di QUESTO tipo di problemi sintattici che devono essere eradicati, proprio per evitare un impoverimento linguistico che se generalizzato, come nel caso del presente per il futuro, potrebbe diventare la norma.
    È normale che ci sono influenze anche legate alla sfera diatopico/dialettale. Io stesso nell'orale tendo spesso a dire "Se avevo, se facevo", perché mi trascino dietro l'eredità comune di molti secoli di dominazione spagnola e/o francese, una dominazione che pesa tanto nell'uso odierno del congiuntivo per i meridionali.
    (Visto che in francese, ad esempio, così come in spagnolo e, se vogliamo citarlo, anche se non è pertinente, in inglese, la frase ipotetica si rende con l'imperfetto "Se avevo-> Si j'avais").
    Però non posso giustificare questo mio errore sintattico dicendo "Eh, perché al sud nel parlato diciamo così". Anche perché mi atterrei a una norma meticcia, assolutamente invalida.
    Ovvio che su un forum l'eloquenza non è richiesta, e ci sta un certo adattamento alla norma "bassa/orale". Però, appunto, questo riduttivismo, se generalizzato e se va a minare più settori della sintassi, diventa un impoverimento.
    Anche io a volte uso il principio della "politeness" e non correggo, ma se lo faccio, è proprio per stendere un velo pietoso, altrimenti correggo ed è giusto così. Chi vuole restare nella propria ignoranza può farlo.

    Ps. Non dire che l'indicativo per il congiuntivo è accettato nell'orale. È comune, non è accettato o normativizzato.

    No aspetta, mi sarò espresso male usando "accettato" (e capita anche a me, lol): l'uso dell'indicativo per il congiuntivo non è norma (e non mi sognerei neanche di pensarlo, lol). Intendevo una cosa tipo "accettato fra i parlanti".
    Riguardo alla diffusione del "neostandard" sono in gran parte d'accordo con te. Partiamo da qualcosa che credo condividerai: in Italia c'è stato, circa fino agli anni '50, un regime di diglossia, cioè (lo dico per chi non lo sa e semplificando molto) i dialetti erano lingua dell'uso per il parlato e l'italiano la lingua ufficiale, studiata sulle grammatiche. Questo mi porta due a considerazioni: l'italiano è stato molto più conservativo di altre lingue e quando ha cominciato a diffondersi come lingua parlata (e i dialetti a ridurre la loro "sfera di influenza") nacquero (semplifico molto) i tratti "neostandard".
    Questo processo ci porterà inevitabilmente a un impoverimento linguistico nella lingua parlata e soprattutto nella lingua scritta, processo che hanno già affrontato altre lingue europee. Qui dovrebbe entrare in gioco la scuola e l'insegnamento delle norme grammaticali, che nel mio caso (e non sarà l'unico) è stato pressoché NULLO. Aggiungi che la lettura non va certo di moda, cosa si può fare in queste condizioni?
    L'impoverimento linguistico è inevitabile se si va di questo passo.
    3 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Blutengel Utente cancellato
    Beh, questo lo devo condividere in pieno. Ormai l'istruzione si è ridotta al minimo indispensabile e purtroppo, come dici tu, la lettura si è estinta e la sintassi corretta declassata. Condivido con te, è innegabile, il fatto che l'Italia si sia (PIÙ O MENO) omogeneizzata linguisticamente di recente (del resto, è una nazione con meno di 200 anni) ed è per questo che le abitudini neodialettali sono dure a morire (attenzione, io sono d'accordo con le continuazioni dei dialetti, ma non con la contaminazione scriteriata). In Francia, i dialetti esistenti sono pochissimi. Il 90% dei francesi non conosce alcuna varietà dialettale, perché la Francia ha un'unità linguistica secolare, che si impone già (più o meno) dall'800 in poi, quindi un millennio prima dell'Italia.
    Sibquesto conveniamo al 100%. Mi fa sempre piacere confrontarmi con qualcuno che abbia argomenti validi e speriamo che (Anche se la vedo difficile), la nostra bella lingua non si impoverisca. Per impedire che si impoverisca, servono le scuole, ma anche una lotta individuale
    3 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Sshadow Utente FDB
    io anche spesso sbaglio ma per lo più sono errori di digitazione che per mancanza di voglia nn correggo, nella forma posso sbagliare a volte ma solo se vado di corsa..
    molti nn correggono anche per selezione di piattaforma ce molta gente che non considera un forum digitale così importante da esser degno di precisione grammaticale... magari se scrivono una lettera importante la dannno scrivere meglio di altri
    3 anni fa
  • Blutengel Utente cancellato
    CITAZIONE (Barbafisso @ 3/4/2020, 16:55) 
    Imparare da Shakespeare che con pochissimi termini ha scritto pezzi epici.

    Quando non trovava le parole le inventava, ed è anche grazie a lui che una lingua molto banale e minimal come l'inglese, si è un po' arricchita
    3 anni fa
    Piace a 1 utente
  • Cago vetro Member
    A chi importa come scrivi su un forum di gente estranea?Si perde solo tempo a mettere i puntini sulle i,gli accenti,apostrofi...fosse per me neanche lo spazio userei ma devo senno il msg e incomprensibile
    3 anni fa
  • Sshadow Utente FDB
    ecco quello che volevo dire io esattamente.... tutta quest importanza grammaticale per che cosa... per una piattaforma digitale... bho..... giusto per renderlo comprensibile altrimenti su internet si potrebbe pure scrivere a simboli per quanto. mi riguarda, vi sono ben altre situazioni per dare lustro alla grammatica
    3 anni fa
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    • 3/3
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