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Leggendo ciò che hai scritto non posso far altro che condividere, vorrei aggiungere qualche altra considerazione. Anche io, quando avevo 14-15 anni, ero consapevole di non essere un adone. Però mi cullavo molto col fatto che con lo sviluppo sarei diventato più alto, più muscoloso, più bello. Colpa dei miei genitori che mi dicevano "C'è chi cresce prima, c'è chi cresce dopo" con mio padre che mi raccontava che improvvisamente avrei notato un cambiamento soprattutto nella zona delle spalle e del petto: se anzichè fare questi discorsi mi avessero portato da qualche buon medico, forse qualcosina avrei potuto guadagnarci in termini di cm. Come dicevo, io a 14 anni (ossia gli anni in cui si inizia a formare il carattere, la personalità, e quindi l'estetica gioca un ruolo fondamentalissimo) ero davvero conciato male: basso (sono sempre stato il più basso ovunque), magrissimo, occhiali, acne, apparecchio ed altri difetti fisici: il 90% di questi difetti ancora me li porto dietro, e ho il doppio d'età. Sono stati gli anni in cui all'improvviso ho perso tutti gli amici: probabilmente il mio carattere da sfigato ha condizionato molto gli altri (sempre stato un mammone, timoroso, non avevo punti di riferimento) ma penso che se fossi stato BELLO mi sarei consolato con nuove conoscenze soprattutto femminili. Quando a 15 anni (prima superiore) i miei compagni di classe si vantavano per aver fatto un ditalino alla propria ragazza, io sognavo di giocare a pallone il sabato pomeriggio con gli amici che avevo perso. La mia "innocenza" stava lì, con i pomeriggi a guardare "Bim Bum Bam" perchè i cartoni animati mi facevano vivere in un'altra dimensione. Dentro di me pensavo "Quando avrò 20 anni sarò diverso (esteticamente e caratterialmente), anche io avrò le mie soddisfazioni". Insomma, pensavo che ci sarebbe stata una trasformazione completa, della serie "Stasera vai a letto così, domani ti risvegli cosà". Penso che questa filosofia di vita ce l'abbiano tutti i ragazzi: immaginano di arrivare a 18-20 anni e di vivere quasi in un universo parallelo, poverini non sanno che in realtà non cambierà nulla. E poi si sa, dai 18 in poi gli anni volano: fai le superiori in una scuola maschile e pensi che sia "normale" non avere una ragazza perchè di opportunità per conoscere ragazze ne hai poche. Durante questi anni sogni di conoscere una ragazza all'uscita di scuola, perchè l'autobus che prendi è stracolmo di ragazze e speri che qualcuna possa notarti. Ma niente. Poi fai l'università in una facoltà dove il 70% sono ragazze: pensi che sia il luogo giusto, considerando che sono un pendolare e quindi le opportunità sono davvero tante. Anche qui niente, nessuna amica universitaria, nessuna amica di viaggio, nessuna conoscenza casuale in quella grande città che pullula di turiste. A 24 anni ti dedichi al mondo del volontariato legato alla Chiesa: qui ho incontrato le peggiori arpie. Dietro a quel "Dio" tanto sbandierato si fanno scudo le peggiori bestie. Ti trasferisci di casa due volte nell'arco di tre anni, cambi zona, cambi comune, ma nulla di nulla. Lavori due anni per la pubblica amministrazione, in un ente dove comunque di ragazze ce ne stanno tantissime: l'ho già detto niente? E così arrivi a 30 anni, a scrivere sul FdB alle 5 di notte perchè non riesci a dormire, perchè i tuoi orari sono sballati. La tua non è vita, è una sopravvivenza. In tutta questa cronologia mancano le delusioni d'amore (una che probabilmente non riuscirò mai a superare), l'amarezza nel sapere che la ragazza che ti piace e che reputavi "seria" in realtà l'ha già data al primo pervertito, la psicoterapeuta che ti dice di accantonare l'idea d sposarti, il cercare sui social i tuoi ex-amici/conoscenti e vedere che quasi tutti sono sistemati con fidanzata, figli, mutuo (mentre tu devi dare ancora il tuo primo bacio e non hai un lavoro fisso). Io mi chiedo: semmai avessi fatto del male in vita mia (non sono uno stinco di santo, di errori ne ho fatti anche io), non sto pagando troppo? |
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esiste solo la logica il bel faccino e i soldi vi ponete ancora domande giusto nn giusto 800.000 bambini spariscono ogni anno e vengono fatti a pezzi é giusto? |
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esiste solo la logica il bel faccino e i soldi vi ponete ancora domande giusto nn giusto 800.000 bambini spariscono ogni anno e vengono fatti a pezzi é giusto? Ma quelli che citi sono mezzi -anche piuttosto rapidi- per raggiungere la felicità ma se fosse come diresti tu la depressione esisterebbe solo per incel e bruttini. Ovviamente non è così,esistono valori e geni ereditari per l'infelicità,invalidità mentali, patologie e traumi infantili che poco hanno a che fare con il bel faccino e i soldini, quindi se vogliamo redpillare anche la depressione vi chiederei vi prego di risparmiarvela. Talvolta mi sembra che in questo forum si tendi a vedere tutto con il filtro della redpill quando l'unico filtro applicabile è quello delle relazioni sociali in genere e non quello magari di altri settori come lo stato di salute o la fortuna generale che uno abbia di nascere in ambienti piu' o meno favorevoli. |
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Questo sarà un thread breve rispetto ai miei soliti. Come dice il titolo, vi aspettavate tutto questo dalla vita? che doveva finire così in malo modo? Io no, probabilmente perchè ci speravo fino all'ultimo. Un me di 15 anni fa non si sarebbe mai aspettato una cosa simile. Sapevo di essere brutto, forse un po asociale e in un certo qual modo "diverso" dalla rispettiva massa. Ma ai tempi non mi ponevo troppe domande circa il mio futuro (peccato, avrei dovuto). Pensavo "si dai la vita da adulto sarà figa, un lavoro, uno stipendio, una ragazza al mio fianco, una casa tutta mia, magari prendo anche un cagnolino" volevo vivere bene, ma non avevo messo in conto quanto la vita mi avrebbe fatto soffrire, senza ottenere alcun risultato. Vedete il problema non ero io, ma la società fatta di stereotipi e convinzioni del cazzo! Te le inculcano fin da piccolo le cazzate "la vita è bella" dicevano.... Che mi guardino ora dove sono arrivato, sti bastardi. La gente e soprattutto i genitori dovrebbero dire le cose come stanno, fin da quando si è piccoli e si è anche brutti, ci risparmierebbero molte illusioni inutili. Ma all'epoca ero solo un bambino, forse non avrei capito abbastanza. Passano i giorni e la vita mi piega sempre più, mi chiedo per quanto altro tempo resisterò. (IMG:https://www.dailymoss.com/wp-content/uploa...ad-comics-2.jpg) Anche io mi chiedo quanto tempo resisterò... |
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Leggendo ciò che hai scritto non posso far altro che condividere, vorrei aggiungere qualche altra considerazione. Anche io, quando avevo 14-15 anni, ero consapevole di non essere un adone. Però mi cullavo molto col fatto che con lo sviluppo sarei diventato più alto, più muscoloso, più bello. Colpa dei miei genitori che mi dicevano "C'è chi cresce prima, c'è chi cresce dopo" con mio padre che mi raccontava che improvvisamente avrei notato un cambiamento soprattutto nella zona delle spalle e del petto: se anzichè fare questi discorsi mi avessero portato da qualche buon medico, forse qualcosina avrei potuto guadagnarci in termini di cm. Come dicevo, io a 14 anni (ossia gli anni in cui si inizia a formare il carattere, la personalità, e quindi l'estetica gioca un ruolo fondamentalissimo) ero davvero conciato male: basso (sono sempre stato il più basso ovunque), magrissimo, occhiali, acne, apparecchio ed altri difetti fisici: il 90% di questi difetti ancora me li porto dietro, e ho il doppio d'età. Sono stati gli anni in cui all'improvviso ho perso tutti gli amici: probabilmente il mio carattere da sfigato ha condizionato molto gli altri (sempre stato un mammone, timoroso, non avevo punti di riferimento) ma penso che se fossi stato BELLO mi sarei consolato con nuove conoscenze soprattutto femminili. Quando a 15 anni (prima superiore) i miei compagni di classe si vantavano per aver fatto un ditalino alla propria ragazza, io sognavo di giocare a pallone il sabato pomeriggio con gli amici che avevo perso. La mia "innocenza" stava lì, con i pomeriggi a guardare "Bim Bum Bam" perchè i cartoni animati mi facevano vivere in un'altra dimensione. Dentro di me pensavo "Quando avrò 20 anni sarò diverso (esteticamente e caratterialmente), anche io avrò le mie soddisfazioni". Insomma, pensavo che ci sarebbe stata una trasformazione completa, della serie "Stasera vai a letto così, domani ti risvegli cosà". Penso che questa filosofia di vita ce l'abbiano tutti i ragazzi: immaginano di arrivare a 18-20 anni e di vivere quasi in un universo parallelo, poverini non sanno che in realtà non cambierà nulla. E poi si sa, dai 18 in poi gli anni volano: fai le superiori in una scuola maschile e pensi che sia "normale" non avere una ragazza perchè di opportunità per conoscere ragazze ne hai poche. Durante questi anni sogni di conoscere una ragazza all'uscita di scuola, perchè l'autobus che prendi è stracolmo di ragazze e speri che qualcuna possa notarti. Ma niente. Poi fai l'università in una facoltà dove il 70% sono ragazze: pensi che sia il luogo giusto, considerando che sono un pendolare e quindi le opportunità sono davvero tante. Anche qui niente, nessuna amica universitaria, nessuna amica di viaggio, nessuna conoscenza casuale in quella grande città che pullula di turiste. A 24 anni ti dedichi al mondo del volontariato legato alla Chiesa: qui ho incontrato le peggiori arpie. Dietro a quel "Dio" tanto sbandierato si fanno scudo le peggiori bestie. Ti trasferisci di casa due volte nell'arco di tre anni, cambi zona, cambi comune, ma nulla di nulla. Lavori due anni per la pubblica amministrazione, in un ente dove comunque di ragazze ce ne stanno tantissime: l'ho già detto niente? E così arrivi a 30 anni, a scrivere sul FdB alle 5 di notte perchè non riesci a dormire, perchè i tuoi orari sono sballati. La tua non è vita, è una sopravvivenza. In tutta questa cronologia mancano le delusioni d'amore (una che probabilmente non riuscirò mai a superare), l'amarezza nel sapere che la ragazza che ti piace e che reputavi "seria" in realtà l'ha già data al primo pervertito, la psicoterapeuta che ti dice di accantonare l'idea d sposarti, il cercare sui social i tuoi ex-amici/conoscenti e vedere che quasi tutti sono sistemati con fidanzata, figli, mutuo (mentre tu devi dare ancora il tuo primo bacio e non hai un lavoro fisso). Io mi chiedo: semmai avessi fatto del male in vita mia (non sono uno stinco di santo, di errori ne ho fatti anche io), non sto pagando troppo? Finalmente una storia di vita non vissuta di un brutto.Che schifo stare al mondo e vivere da spettatore. |
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Quanto ti capisco. Quando si entra nell'adolescenza, nonostante le crudezze che inizi a subire continui a sperare che le cose possano andare in un modo diverso, che alla fine la vita è bella e che c'è speranza per tutti. Immaginavo tante cose ma mai che sarebbe finita così. Anche perché hai meno preoccupazioni, se qualcosa va storto puoi sempre rifugiati in cartoni animati, videogiochi e calore famigliare. Quando cresci cambia tutto: capisci che tutti i film che hai visto appartengono solo ala fantasia, capisci la veridicità della LMS theory, inizi a subire sulle tue spalle tutti i problemi della vita adulta e non hai nemmeno l'appoggio della tua famiglia che ti considera un fallito di cui si vergogna. E, a differenza di altri non hai nemmeno dei bei ricordi d'infanzia su cui aggrapparti perché per te in fondo è sempre stato così. Vivi l'inferno e ognuno reagisce a suo modo. Chi nella depressione, chi nell'apatia chi nell'aggressività. La mancanza di stimoli e obiettivi che provo e qualcosa di assurdo: non ho interesse verso il lavoro, non ho interesse verso il farmi una casa, non ho interesse verso il crearmi una famiglia. Mi basterebbe un lavoro del cazzo anche part-time giusto per racimolare quei soldi per videogiochi, sigarette e stronzate varie. Non sono un santo, ho fatto cose brutte, di cui mento ma non meritavo questa fine anzi, leggendo quello che scrivete e percependo la vostra profondità e senso analitico credo che nessuno di noi la merita ciò. |
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Leggendo ciò che hai scritto non posso far altro che condividere, vorrei aggiungere qualche altra considerazione. Anche io, quando avevo 14-15 anni, ero consapevole di non essere un adone. Però mi cullavo molto col fatto che con lo sviluppo sarei diventato più alto, più muscoloso, più bello. Colpa dei miei genitori che mi dicevano "C'è chi cresce prima, c'è chi cresce dopo" con mio padre che mi raccontava che improvvisamente avrei notato un cambiamento soprattutto nella zona delle spalle e del petto: se anzichè fare questi discorsi mi avessero portato da qualche buon medico, forse qualcosina avrei potuto guadagnarci in termini di cm. Come dicevo, io a 14 anni (ossia gli anni in cui si inizia a formare il carattere, la personalità, e quindi l'estetica gioca un ruolo fondamentalissimo) ero davvero conciato male: basso (sono sempre stato il più basso ovunque), magrissimo, occhiali, acne, apparecchio ed altri difetti fisici: il 90% di questi difetti ancora me li porto dietro, e ho il doppio d'età. Sono stati gli anni in cui all'improvviso ho perso tutti gli amici: probabilmente il mio carattere da sfigato ha condizionato molto gli altri (sempre stato un mammone, timoroso, non avevo punti di riferimento) ma penso che se fossi stato BELLO mi sarei consolato con nuove conoscenze soprattutto femminili. Quando a 15 anni (prima superiore) i miei compagni di classe si vantavano per aver fatto un ditalino alla propria ragazza, io sognavo di giocare a pallone il sabato pomeriggio con gli amici che avevo perso. La mia "innocenza" stava lì, con i pomeriggi a guardare "Bim Bum Bam" perchè i cartoni animati mi facevano vivere in un'altra dimensione. Dentro di me pensavo "Quando avrò 20 anni sarò diverso (esteticamente e caratterialmente), anche io avrò le mie soddisfazioni". Insomma, pensavo che ci sarebbe stata una trasformazione completa, della serie "Stasera vai a letto così, domani ti risvegli cosà". Penso che questa filosofia di vita ce l'abbiano tutti i ragazzi: immaginano di arrivare a 18-20 anni e di vivere quasi in un universo parallelo, poverini non sanno che in realtà non cambierà nulla. E poi si sa, dai 18 in poi gli anni volano: fai le superiori in una scuola maschile e pensi che sia "normale" non avere una ragazza perchè di opportunità per conoscere ragazze ne hai poche. Durante questi anni sogni di conoscere una ragazza all'uscita di scuola, perchè l'autobus che prendi è stracolmo di ragazze e speri che qualcuna possa notarti. Ma niente. Poi fai l'università in una facoltà dove il 70% sono ragazze: pensi che sia il luogo giusto, considerando che sono un pendolare e quindi le opportunità sono davvero tante. Anche qui niente, nessuna amica universitaria, nessuna amica di viaggio, nessuna conoscenza casuale in quella grande città che pullula di turiste. A 24 anni ti dedichi al mondo del volontariato legato alla Chiesa: qui ho incontrato le peggiori arpie. Dietro a quel "Dio" tanto sbandierato si fanno scudo le peggiori bestie. Ti trasferisci di casa due volte nell'arco di tre anni, cambi zona, cambi comune, ma nulla di nulla. Lavori due anni per la pubblica amministrazione, in un ente dove comunque di ragazze ce ne stanno tantissime: l'ho già detto niente? E così arrivi a 30 anni, a scrivere sul FdB alle 5 di notte perchè non riesci a dormire, perchè i tuoi orari sono sballati. La tua non è vita, è una sopravvivenza. In tutta questa cronologia mancano le delusioni d'amore (una che probabilmente non riuscirò mai a superare), l'amarezza nel sapere che la ragazza che ti piace e che reputavi "seria" in realtà l'ha già data al primo pervertito, la psicoterapeuta che ti dice di accantonare l'idea d sposarti, il cercare sui social i tuoi ex-amici/conoscenti e vedere che quasi tutti sono sistemati con fidanzata, figli, mutuo (mentre tu devi dare ancora il tuo primo bacio e non hai un lavoro fisso). Io mi chiedo: semmai avessi fatto del male in vita mia (non sono uno stinco di santo, di errori ne ho fatti anche io), non sto pagando troppo? Fa male leggere la tua storia forse non si discosta molto dalla mia con l'unico fattore che io sono più giovane , questo lo rende ancora più crudo. |
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raga esiste solo la logica quello che chiamano karma in realta é la logica uno una si comporta di merda fino a quando incontra qualcuno che la lo punisce |
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La classica bugia di babbo natale, quando scopri che non esiste ti crolla il mondo addosso. Non per me, non ho mai creduto alla bella gita sin da piccolo. Già sapevo che avrei sofferto. Non ho foto da piccolo dove abbocco un sorriso |
| Highmountain ! La mia non è depressione cronica è senso di vuoto della vita. Una ragione per vivere ad oggi non riesco a trovarla e ho 23 anni. So per certo di avere un inizio di depressione perchè le varie sedute dallo psicologo non mi sono servite a nulla e lo stesso mi ha consigliato di andare da un neurologo per quanto ero ingarbugliato. Io mi rifiuto perchè sono contro le medicine, specie quelle a impatto psicologico e morale. Scusami ma non sono d'accordo totalmente con quel che dici. Ho sofferto e soffro tutt'ora di ansia e attacchi di panico, ad oggi sono 9 anni che mi porto ogni giorno questo disturbo, il che mi rende la vita ancora più complicata di quanto non lo sia già. Ho passato un bel po di problemi sia in ambito familiare che sociale che non sto qui a spiegare, il che cambia il tuo modo di vedere le cose e approcciarti all'esistenza. Sai quante volte ho pensato e penso tutt'ora di farla finita perchè non ne posso più? Sono esausto, questa vita mi ha messo al tappeto. Finchè ho le forze lotto, ma ad oggi mi chiedo a che costo. Ne vale ancora la pena? Nel thread mi riferisco principalmente agli stereotipi "fiabeschi" che ti vengono impressi fin da piccolo per poi scoprire che la vita è tutt'altro. Per quanto riguarda il fatto della relazione, se vedi l'ho inserito nel contesto "realizzazione personale" insieme alla carriera, amici etc... tutte variabili sociali. Una donna non ti cambia la vita questo è certo, e senza secondo me si vive pure meglio. Ma la vita ha uno scopo e quando questo ti viene negato, soffri in silenzio. Vivi in una società con amici, parenti e conoscenti. Basta guardarti in torno e capisci che qualcosa ti manca (felicità compresa). Quando ti ritrovi a 30-40 single senza mai aver avuto una relazione, un affetto, una sola parola di conforto nei tuoi riguardi, fidati ti pesa. |
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Highmountain ! La mia non è depressione cronica è senso di vuoto della vita. Una ragione per vivere ad oggi non riesco a trovarla e ho 23 anni. So per certo di avere un inizio di depressione perchè le varie sedute dallo psicologo non mi sono servite a nulla e lo stesso mi ha consigliato di andare da un neurologo per quanto ero ingarbugliato. Io mi rifiuto perchè sono contro le medicine, specie quelle a impatto psicologico e morale. Scusami ma non sono d'accordo totalmente con quel che dici. Ho sofferto e soffro tutt'ora di ansia e attacchi di panico, ad oggi sono 9 anni che mi porto ogni giorno questo disturbo, il che mi rende la vita ancora più complicata di quanto non lo sia già. Ho passato un bel po di problemi sia in ambito familiare che sociale che non sto qui a spiegare, il che cambia il tuo modo di vedere le cose e approcciarti all'esistenza. Sai quante volte ho pensato e penso tutt'ora di farla finita perchè non ne posso più? Sono esausto, questa vita mi ha messo al tappeto. Finchè ho le forze lotto, ma ad oggi mi chiedo a che costo. Ne vale ancora la pena? Nel thread mi riferisco principalmente agli stereotipi "fiabeschi" che ti vengono impressi fin da piccolo per poi scoprire che la vita è tutt'altro. Per quanto riguarda il fatto della relazione, se vedi l'ho inserito nel contesto "realizzazione personale" insieme alla carriera, amici etc... tutte variabili sociali. Una donna non ti cambia la vita questo è certo, e senza secondo me si vive pure meglio. Ma la vita ha uno scopo e quando questo ti viene negato, soffri in silenzio. Vivi in una società con amici, parenti e conoscenti. Basta guardarti in torno e capisci che qualcosa ti manca (felicità compresa). Quando ti ritrovi a 30-40 single senza mai aver avuto una relazione, un affetto, una sola parola di conforto nei tuoi riguardi, fidati ti pesa. Basta sentirti parlare per capire che i tuoi sono esclusivamente problemi legati all'ansia piuttosto che alla depressione. Il fatto che te pensi al suicidio è quasi normale,ti stupirai di sapere quanti facciano questi pensieri ( se invece fossi passato a fatti concreti come atti veri e proprio o autolesioni seriose sarebbe davvero preoccupante) hai solo 23 anni e se davvero credi che la felicità sia una cosa che ti venga data come ti ho già detto attraverso una fidanzata piuttosto che a una soddisfazione lavorativa ti dico che potrebbe anche essere ma allo stato attuale delle cose da come le descrivi credo che un repentino cambiamento come una fidanzata o un successo lavorativo rischierebbe di farti crollare in una specie di burnout o esaurimento nervoso, Se sei qui oltretutto a parlare pubblicamente qui dei tuoi problemi significa sempre e comunque che stai chiedendo aiuto e di conseguenza incosciamente sai che può esistere una soluzione per uscirne,La terapia farmaceutica è largamente sopravalutata in italia, gli antidepressivi così come gli ansiolitici (che sono presi da una stragrande maggioranza di persone che sicuramente avrai incontrato ) si prendono con dei cicli bisettimanali e vengono monitorati e basta,la visita neurologica è routine per qualsiasi paziente della tua età per vedere se dovesse esserci effettivamente qualche danno fisico ma dubito che te lo abbia. attenzione,bada bene..non ti sto riprendendo nè voglio minimizzare i tuoi dolori che sento indubbiamente veri e simili ai miei ma nei limiti del possibile inizia a fare qualcosa di costruttivo perchè ambire esclusivamente ad una fidanzata in quanto ''brutto'' o ''normie'' come ti è già stato detto nel mondo reddista è brutto e controproducente In bocca al lupo e cazzo duro sempre ,amico ...non è facile,sono problemi che dovrai purtroppo portarti dietro per tutta la vita ma che saprai con andare avanti con l'età imparare a gestire e rendere meno dolorosi. Aseptix scusami sia il tono professorale che quello da fratello maggiore, tendo a esprimermi così ma sappi che la mia è una opinione da pari a pari |
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CITAZIONE (Aseptix @ 16/5/2020, 17:36) La mia non è depressione cronica è senso di vuoto della vita. Una ragione per vivere ad oggi non riesco a trovarla e ho 23 anni. So per certo di avere un inizio di depressione perchè le varie sedute dallo psicologo non mi sono servite a nulla e lo stesso mi ha consigliato di andare da un neurologo per quanto ero ingarbugliato. Io mi rifiuto perchè sono contro le medicine, specie quelle a impatto psicologico e morale. Scusami ma non sono d'accordo totalmente con quel che dici. Ho sofferto e soffro tutt'ora di ansia e attacchi di panico, ad oggi sono 9 anni che mi porto ogni giorno questo disturbo, il che mi rende la vita ancora più complicata di quanto non lo sia già. Ho passato un bel po di problemi sia in ambito familiare che sociale che non sto qui a spiegare, il che cambia il tuo modo di vedere le cose e approcciarti all'esistenza. Sai quante volte ho pensato e penso tutt'ora di farla finita perchè non ne posso più? Sono esausto, questa vita mi ha messo al tappeto. Finchè ho le forze lotto, ma ad oggi mi chiedo a che costo. Ne vale ancora la pena? Nel thread mi riferisco principalmente agli stereotipi "fiabeschi" che ti vengono impressi fin da piccolo per poi scoprire che la vita è tutt'altro. Per quanto riguarda il fatto della relazione, se vedi l'ho inserito nel contesto "realizzazione personale" insieme alla carriera, amici etc... tutte variabili sociali. Una donna non ti cambia la vita questo è certo, e senza secondo me si vive pure meglio. Ma la vita ha uno scopo e quando questo ti viene negato, soffri in silenzio. Vivi in una società con amici, parenti e conoscenti. Basta guardarti in torno e capisci che qualcosa ti manca (felicità compresa). Quando ti ritrovi a 30-40 single senza mai aver avuto una relazione, un affetto, una sola parola di conforto nei tuoi riguardi, fidati ti pesa. Gli psicologi non servono ad un cazzo, spesso tendono solo a bluepillarti e a spillarti i soldi. Sulle medicine dipende, non sei un bambino dove i farmaci possono cambiare la tue psiche, sei adulto e i farmaci servono più che altro a rincoglionirti e a non farti pensare, stile droga insomma. Ormai i tuoi tratti comportamentali sono stati formati. Posso capire benissimo come ti senti perché ci siamo passati tutti, chi più chi meno, il tuo senso di inadeguatezza è perfettamente comprensibile ma ti do un consiglio: cerca di badare a te stesso, ormai la tua vita è questa e niente e nessuno la cambierà. Fai della solitudine la tua migliore compagna. Anche se trovassi una donna che sta al tuo fianco il tuo percorso e la tua formazione fanno sì che difficile riuscirei a viverla in maniera spensierata, vedrai sempre un potenziale pericolo. Io, ventiseienne e con anni e anni di solitudine non riuscirei proprio ad avere una relazione stabile e sana, ho ingoiato troppe redpill. Quello che possiamo fare noi è cambiare la depressione in indifferenza, questo è il percorso che ho intrapreso e che consiglio di fare ad ogni altro. Stare a piangere e rimuginare su queste cose è competente inutile. Se sei ancora in piedi nonostante questo vuol dire che tutto ciò ti ha reso più forte, molto più forte della media, magari non te ne rendi conto ma è così. |
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CITAZIONE (Aseptix @ 16/5/2020, 17:36) La mia non è depressione cronica è senso di vuoto della vita. Una ragione per vivere ad oggi non riesco a trovarla e ho 23 anni. So per certo di avere un inizio di depressione perchè le varie sedute dallo psicologo non mi sono servite a nulla e lo stesso mi ha consigliato di andare da un neurologo per quanto ero ingarbugliato. Io mi rifiuto perchè sono contro le medicine, specie quelle a impatto psicologico e morale. Scusami ma non sono d'accordo totalmente con quel che dici. Ho sofferto e soffro tutt'ora di ansia e attacchi di panico, ad oggi sono 9 anni che mi porto ogni giorno questo disturbo, il che mi rende la vita ancora più complicata di quanto non lo sia già. Ho passato un bel po di problemi sia in ambito familiare che sociale che non sto qui a spiegare, il che cambia il tuo modo di vedere le cose e approcciarti all'esistenza. Sai quante volte ho pensato e penso tutt'ora di farla finita perchè non ne posso più? Sono esausto, questa vita mi ha messo al tappeto. Finchè ho le forze lotto, ma ad oggi mi chiedo a che costo. Ne vale ancora la pena? Nel thread mi riferisco principalmente agli stereotipi "fiabeschi" che ti vengono impressi fin da piccolo per poi scoprire che la vita è tutt'altro. Per quanto riguarda il fatto della relazione, se vedi l'ho inserito nel contesto "realizzazione personale" insieme alla carriera, amici etc... tutte variabili sociali. Una donna non ti cambia la vita questo è certo, e senza secondo me si vive pure meglio. Ma la vita ha uno scopo e quando questo ti viene negato, soffri in silenzio. Vivi in una società con amici, parenti e conoscenti. Basta guardarti in torno e capisci che qualcosa ti manca (felicità compresa). Quando ti ritrovi a 30-40 single senza mai aver avuto una relazione, un affetto, una sola parola di conforto nei tuoi riguardi, fidati ti pesa. Gli psicologi non servono ad un cazzo, spesso tendono solo a bluepillarti e a spillarti i soldi. Sulle medicine dipende, non sei un bambino dove i farmaci possono cambiare la tue psiche, sei adulto e i farmaci servono più che altro a rincoglionirti e a non farti pensare, stile droga insomma. Ormai i tuoi tratti comportamentali sono stati formati. Posso capire benissimo come ti senti perché ci siamo passati tutti, chi più chi meno, il tuo senso di inadeguatezza è perfettamente comprensibile ma ti do un consiglio: cerca di badare a te stesso, ormai la tua vita è questa e niente e nessuno la cambierà. Fai della solitudine la tua migliore compagna. Anche se trovassi una donna che sta al tuo fianco il tuo percorso e la tua formazione fanno sì che difficile riuscirei a viverla in maniera spensierata, vedrai sempre un potenziale pericolo. Io, ventiseienne e con anni e anni di solitudine non riuscirei proprio ad avere una relazione stabile e sana, ho ingoiato troppe redpill. Quello che possiamo fare noi è cambiare la depressione in indifferenza, questo è il percorso che ho intrapreso e che consiglio di fare ad ogni altro. Stare a piangere e rimuginare su queste cose è competente inutile. Se sei ancora in piedi nonostante questo vuol dire che tutto ciò ti ha reso più forte, molto più forte della media, magari non te ne rendi conto ma è così. HanselRotten Hansel porcodio io non ti conosco ma parli e pensi esattamente a ciò che dico io quindi ti stimo moltissimo..l'apatia è veramente la soluzione definitiva alla maggiorparte dei problemi che ti affligono Aseptix,unita magari a una bel varietè di hobby disparati (cinema,Letture,sport/ciclismo,politica) che non escludono mai comunque la possibilità di incontrare una NP |