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Stavo cercando questo concetto sul web, perchè è proprio cosi che mi sento, un inetto, ho trovato questo post, scritto da un ragazzo di 17 anni, su fobia sociale, in cui mi ritrovo quasi alla perfezione, però di anni ne ho 22, l'unica differenza fra me e lui, è che io lavoro, lui studia, ma siamo identici, lui è il me stesso delle superiori, bisogno di essere amato, incapace di cambiare la propria situazione, noioso percepito, la mia descrizione. Ecco l'articolo: "Non ce la faccio più. Se già diversi anni fa soffrivo perchè mi rendevo conto di essere senza speranze, ora la consapevolezza del mio problema che non mi permetterà mai di trovare una persona che possa darmi l'affetto di cui ho tanto bisogno mi tormenta. Tutto gira intorno al mio Disturbo Evitante di Personalità ed alla mia forte depressione unita ad un'inettitudine scaturita da questa. Ho una situazione familiare difficile per una situazione di salute precaria dei miei genitori, ho pochissimi "amici", molti dei quali che fanno uso del sottoscritto solo quando ne hanno bisogno e poi lo buttano nel cesso. Ho una fortissima, impellente necessità di essere amato. Come tutti. Una necessità che non sarà mai soddisfatta. Non pretendo molto. In realtà non pretendo quasi niente. Vorrei solo una persona che possa darmi l'affetto che cerco e che accetti il mio. Sono un ragazzo dolce, sensibile.. insomma, ho tutta una serie di caratteristiche che non piacciono a quasi nessuna. Perchè? Perchè unite ad una sostanziale debolezza d'animo e inibizione molto forte nei rapporti sociali, mi rendono una persona noiosa. E le ragazze, ovviamente, cercano persone interessanti. Gente che possa renderle davvero felici sconvolgendo la loro vita, o portando comunque in essa qualcosa che loro già non hanno. Tutte cose che io non sarò mai in grado di dare. Ed è questo quello che più mi fa soffrire. In più, considerato che non esco quasi mai di casa se non per andare a scuola, questo rende tutto più difficile. No, andare in palestra non serve. L'ho fatto. No, impegnarsi in corsi a scuola ecc. non serve. Già fatto. E' qualcosa più forte di me. La mia forte consapevolezza dello schifo che c'è nel mondo (e sicuramente anche il mio disturbo) mi portano all'isolamento da quest'ultimo. Non riesco a sostenere bene nuove esperienze perchè mi mettono ansia. Per me anche andare ad una festa è un'esperienza che mi mette ansia, ed alla fine non faccio altro che sentirmi ancora più inadeguato di quanto mi senta normalmente, perchè non riesco a relazionarmi con gli altri come tutti. E' tutto inutile. E non lo dico tanto per dire. Non c'è nulla che si possa fare per rendere un ragazzo come me una persona "socialmente normale" o che possa essere anche solo lontanamente considerato "attraente". Non c'è nulla che si possa fare per rendermi più spigliato e farmi approcciare diversamente con gli altri. Aspetto sempre che gli altri vengano da me. E questo non succede mai per ovvi motivi. So che lo sbaglio sono io. Ne sono consapevolissimo. Ma sono un inetto. Non riesco a migliorare la mia condizione per una sorta di forte staticità mentale che mi blocca in ogni cosa. Non so che fine farò dopo il liceo. Questo è l'ultimo anno (ho 17 anni), e dopo.. si prospetta una vita molto difficile, dove solo la gente che davvero conduce una vita regolare può avere la forza morale di riuscire a superare tutti gli ostacoli che gli verranno posti. Quest'anno non passerò i test d'ingresso alla facoltà che ho scelto di fare per ovvie ragioni statistiche. Non ho avuto il tempo (né la forza) di seguire a scuola i corsi per prepararmi a questi. Quindi dovrò aspettare un altro anno. Già quest'estate la vedo male (la scorsa fu la peggiore di tutta la mia vita, trascorsa ovviamente in un isolamento prevalente). Ma un anno senza scuola né università.. si prospetta come un anno trascorso nella più profonda depressione, che probabilmente non mi porterà ad avere neanche la FORZA di prepararmi bene per i test, che dovrebbe essere la finalità stessa di quell'anno. Trovarmi qualcosa da fare durante questo oltre che studiare? Dubito ci riuscirei. Ci sarebbero tante cose che vorrei fare. Mi piacerebbe fare volontariato. Aiutare le persone. Ma non ci riesco. Ci sarebbero probabilmente altre alternative, ma sono troppo afflitto da inettitudine e "taedium vitae" per potermi attivare (cosa che non sono mai riuscito a fare) ed informarmi per l'accesso a facoltà simili ma con test d'ingresso magari più semplici, per poi fare il passaggio alla facoltà che ho intenzione di prendere. La consapevolezza di essere un "incapace alla vita" di stampo sveviano o un "indifferente" moraviano è una realtà angosciante. Per concludere, le mie prospettive di vita sono queste: non potrò affermarmi nella vita sociale né lavorativa per i motivi descritti sopra e per la mia mente molto chiusa alle novità e a situazioni che per me sono particolarmente "stressanti", né riuscirò ad avere mai quella felicità da me tanto cercata che in questo momento credo potrei unicamente trovare in una persona che mi stia accanto, che mi voglia bene e ricambi pienamente l'affetto che io vorrei dare. Considerato che oltretutto l'unica cosa che faccio, ovvero andare a scuola e studiare, non mi riesce neanche alla perfezione (gente fidanzata, con una vita sociale normalissima e felice riesce ad avere risultati migliori), mi viene da dire soltanto questo: che bella vita" Qualcuno è in questa situazione? Sono un kv di 22 anni, inetto, con un solo amico, che vedo poche volte all'anno, qualche conoscente e zero vita sociale, escludendo il lavoro |
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Stavo cercando questo concetto sul web, perchè è proprio cosi che mi sento, un inetto, ho trovato questo post, scritto da un ragazzo di 17 anni, su fobia sociale, in cui mi ritrovo quasi alla perfezione, però di anni ne ho 22, l'unica differenza fra me e lui, è che io lavoro, lui studia, ma siamo identici, lui è il me stesso delle superiori, bisogno di essere amato, incapace di cambiare la propria situazione, noioso percepito, la mia descrizione. Ecco l'articolo: "Non ce la faccio più. Se già diversi anni fa soffrivo perchè mi rendevo conto di essere senza speranze, ora la consapevolezza del mio problema che non mi permetterà mai di trovare una persona che possa darmi l'affetto di cui ho tanto bisogno mi tormenta. Tutto gira intorno al mio Disturbo Evitante di Personalità ed alla mia forte depressione unita ad un'inettitudine scaturita da questa. Ho una situazione familiare difficile per una situazione di salute precaria dei miei genitori, ho pochissimi "amici", molti dei quali che fanno uso del sottoscritto solo quando ne hanno bisogno e poi lo buttano nel cesso. Ho una fortissima, impellente necessità di essere amato. Come tutti. Una necessità che non sarà mai soddisfatta. Non pretendo molto. In realtà non pretendo quasi niente. Vorrei solo una persona che possa darmi l'affetto che cerco e che accetti il mio. Sono un ragazzo dolce, sensibile.. insomma, ho tutta una serie di caratteristiche che non piacciono a quasi nessuna. Perchè? Perchè unite ad una sostanziale debolezza d'animo e inibizione molto forte nei rapporti sociali, mi rendono una persona noiosa. E le ragazze, ovviamente, cercano persone interessanti. Gente che possa renderle davvero felici sconvolgendo la loro vita, o portando comunque in essa qualcosa che loro già non hanno. Tutte cose che io non sarò mai in grado di dare. Ed è questo quello che più mi fa soffrire. In più, considerato che non esco quasi mai di casa se non per andare a scuola, questo rende tutto più difficile. No, andare in palestra non serve. L'ho fatto. No, impegnarsi in corsi a scuola ecc. non serve. Già fatto. E' qualcosa più forte di me. La mia forte consapevolezza dello schifo che c'è nel mondo (e sicuramente anche il mio disturbo) mi portano all'isolamento da quest'ultimo. Non riesco a sostenere bene nuove esperienze perchè mi mettono ansia. Per me anche andare ad una festa è un'esperienza che mi mette ansia, ed alla fine non faccio altro che sentirmi ancora più inadeguato di quanto mi senta normalmente, perchè non riesco a relazionarmi con gli altri come tutti. E' tutto inutile. E non lo dico tanto per dire. Non c'è nulla che si possa fare per rendere un ragazzo come me una persona "socialmente normale" o che possa essere anche solo lontanamente considerato "attraente". Non c'è nulla che si possa fare per rendermi più spigliato e farmi approcciare diversamente con gli altri. Aspetto sempre che gli altri vengano da me. E questo non succede mai per ovvi motivi. So che lo sbaglio sono io. Ne sono consapevolissimo. Ma sono un inetto. Non riesco a migliorare la mia condizione per una sorta di forte staticità mentale che mi blocca in ogni cosa. Non so che fine farò dopo il liceo. Questo è l'ultimo anno (ho 17 anni), e dopo.. si prospetta una vita molto difficile, dove solo la gente che davvero conduce una vita regolare può avere la forza morale di riuscire a superare tutti gli ostacoli che gli verranno posti. Quest'anno non passerò i test d'ingresso alla facoltà che ho scelto di fare per ovvie ragioni statistiche. Non ho avuto il tempo (né la forza) di seguire a scuola i corsi per prepararmi a questi. Quindi dovrò aspettare un altro anno. Già quest'estate la vedo male (la scorsa fu la peggiore di tutta la mia vita, trascorsa ovviamente in un isolamento prevalente). Ma un anno senza scuola né università.. si prospetta come un anno trascorso nella più profonda depressione, che probabilmente non mi porterà ad avere neanche la FORZA di prepararmi bene per i test, che dovrebbe essere la finalità stessa di quell'anno. Trovarmi qualcosa da fare durante questo oltre che studiare? Dubito ci riuscirei. Ci sarebbero tante cose che vorrei fare. Mi piacerebbe fare volontariato. Aiutare le persone. Ma non ci riesco. Ci sarebbero probabilmente altre alternative, ma sono troppo afflitto da inettitudine e "taedium vitae" per potermi attivare (cosa che non sono mai riuscito a fare) ed informarmi per l'accesso a facoltà simili ma con test d'ingresso magari più semplici, per poi fare il passaggio alla facoltà che ho intenzione di prendere. La consapevolezza di essere un "incapace alla vita" di stampo sveviano o un "indifferente" moraviano è una realtà angosciante. Per concludere, le mie prospettive di vita sono queste: non potrò affermarmi nella vita sociale né lavorativa per i motivi descritti sopra e per la mia mente molto chiusa alle novità e a situazioni che per me sono particolarmente "stressanti", né riuscirò ad avere mai quella felicità da me tanto cercata che in questo momento credo potrei unicamente trovare in una persona che mi stia accanto, che mi voglia bene e ricambi pienamente l'affetto che io vorrei dare. Considerato che oltretutto l'unica cosa che faccio, ovvero andare a scuola e studiare, non mi riesce neanche alla perfezione (gente fidanzata, con una vita sociale normalissima e felice riesce ad avere risultati migliori), mi viene da dire soltanto questo: che bella vita" Qualcuno è in questa situazione? Sono un kv di 22 anni, inetto, con un solo amico, che vedo poche volte all'anno, qualche conoscente e zero vita sociale, escludendo il lavoro Il forum ha i diritti di copyright su questa storia |
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Assurdo, anche io mi ritrovo perfettamente nelle sue parole, mi ricorda tantissimo me alla sua età. Ormai a 21 anni posso dire di aver messo parzialmente il cuore in pace, consapevole di non poter avere una vita "normale" |
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Se non riesci a migliorare la tua situazione, accettala e cerca di vivere serenamente per te stesso senza badare a creare per forza legami con gli altri ad essere amato ed accettato. Io ho passato una vita intera da solo, e tutto sommato crescendo si accetta pure questo e così tanti altri che conosco.. Secondo me al massimo si può fare il callo alla propria situazione, ma non la si potrà mai accettare al 100%. Quando vedo le coppiette di teen che si tengono per mano o una ragazza che messaggia in una chat piena di cuoricini non posso fare a meno di ricordarmi la mia inettitudine e il mio fallimento nella vita in generale |
| Se nascevi donna avevi la vita spianata e mal che vada ti avrebbero giudicata una tipa riservata che non la da via facile; quindi avresti avuto ancora piu'zerbini attorno. |
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Se nascevi donna avevi la vita spianata e mal che vada ti avrebbero giudicata una tipa riservata che non la da via facile; quindi avresti avuto ancora piu'zerbini attorno. Triste ma vero |
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Assurdo, anche io mi ritrovo perfettamente nelle sue parole, mi ricorda tantissimo me alla sua età. Ormai a 21 anni posso dire di aver messo parzialmente il cuore in pace, consapevole di non poter avere una vita "normale" Io l'ho accettato da un pezzo, ma in certi momenti ci soffro come un cane, cioè quando gli altri, involontariamente, mi ricordano quanto la mia vita sia vuota, per esempio quando i miei fratelli escono nei giorni importanti, tipo capodanno ecc mentre io rimango solo come un cane, oppure quando in generale vedo gli altri avere successo e io capisco di essere proprio impossibilitato a raggiungerlo per via del mio essere, non sono compatibile col successo sociale, sono pure timido oltre che inetto Se non riesci a migliorare la tua situazione, accettala e cerca di vivere serenamente per te stesso senza badare a creare per forza legami con gli altri ad essere amato ed accettato. Io ho passato una vita intera da solo, e tutto sommato crescendo si accetta pure questo e così tanti altri che conosco.. Secondo me al massimo si può fare il callo alla propria situazione, ma non la si potrà mai accettare al 100%. Quando vedo le coppiette di teen che si tengono per mano o una ragazza che messaggia in una chat piena di cuoricini non posso fare a meno di ricordarmi la mia inettitudine e il mio fallimento nella vita in generale Esatto, ti ci abitui, ma non la accetti mai del tutto e quindi quella sofferenza che riappare in certi momenti ci sarà sempre |
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Stavo cercando questo concetto sul web, perchè è proprio cosi che mi sento, un inetto, ho trovato questo post, scritto da un ragazzo di 17 anni, su fobia sociale, in cui mi ritrovo quasi alla perfezione, però di anni ne ho 22, l'unica differenza fra me e lui, è che io lavoro, lui studia, ma siamo identici, lui è il me stesso delle superiori, bisogno di essere amato, incapace di cambiare la propria situazione, noioso percepito, la mia descrizione. Ecco l'articolo: "Non ce la faccio più. Se già diversi anni fa soffrivo perchè mi rendevo conto di essere senza speranze, ora la consapevolezza del mio problema che non mi permetterà mai di trovare una persona che possa darmi l'affetto di cui ho tanto bisogno mi tormenta. Tutto gira intorno al mio Disturbo Evitante di Personalità ed alla mia forte depressione unita ad un'inettitudine scaturita da questa. Ho una situazione familiare difficile per una situazione di salute precaria dei miei genitori, ho pochissimi "amici", molti dei quali che fanno uso del sottoscritto solo quando ne hanno bisogno e poi lo buttano nel cesso. Ho una fortissima, impellente necessità di essere amato. Come tutti. Una necessità che non sarà mai soddisfatta. Non pretendo molto. In realtà non pretendo quasi niente. Vorrei solo una persona che possa darmi l'affetto che cerco e che accetti il mio. Sono un ragazzo dolce, sensibile.. insomma, ho tutta una serie di caratteristiche che non piacciono a quasi nessuna. Perchè? Perchè unite ad una sostanziale debolezza d'animo e inibizione molto forte nei rapporti sociali, mi rendono una persona noiosa. E le ragazze, ovviamente, cercano persone interessanti. Gente che possa renderle davvero felici sconvolgendo la loro vita, o portando comunque in essa qualcosa che loro già non hanno. Tutte cose che io non sarò mai in grado di dare. Ed è questo quello che più mi fa soffrire. In più, considerato che non esco quasi mai di casa se non per andare a scuola, questo rende tutto più difficile. No, andare in palestra non serve. L'ho fatto. No, impegnarsi in corsi a scuola ecc. non serve. Già fatto. E' qualcosa più forte di me. La mia forte consapevolezza dello schifo che c'è nel mondo (e sicuramente anche il mio disturbo) mi portano all'isolamento da quest'ultimo. Non riesco a sostenere bene nuove esperienze perchè mi mettono ansia. Per me anche andare ad una festa è un'esperienza che mi mette ansia, ed alla fine non faccio altro che sentirmi ancora più inadeguato di quanto mi senta normalmente, perchè non riesco a relazionarmi con gli altri come tutti. E' tutto inutile. E non lo dico tanto per dire. Non c'è nulla che si possa fare per rendere un ragazzo come me una persona "socialmente normale" o che possa essere anche solo lontanamente considerato "attraente". Non c'è nulla che si possa fare per rendermi più spigliato e farmi approcciare diversamente con gli altri. Aspetto sempre che gli altri vengano da me. E questo non succede mai per ovvi motivi. So che lo sbaglio sono io. Ne sono consapevolissimo. Ma sono un inetto. Non riesco a migliorare la mia condizione per una sorta di forte staticità mentale che mi blocca in ogni cosa. Non so che fine farò dopo il liceo. Questo è l'ultimo anno (ho 17 anni), e dopo.. si prospetta una vita molto difficile, dove solo la gente che davvero conduce una vita regolare può avere la forza morale di riuscire a superare tutti gli ostacoli che gli verranno posti. Quest'anno non passerò i test d'ingresso alla facoltà che ho scelto di fare per ovvie ragioni statistiche. Non ho avuto il tempo (né la forza) di seguire a scuola i corsi per prepararmi a questi. Quindi dovrò aspettare un altro anno. Già quest'estate la vedo male (la scorsa fu la peggiore di tutta la mia vita, trascorsa ovviamente in un isolamento prevalente). Ma un anno senza scuola né università.. si prospetta come un anno trascorso nella più profonda depressione, che probabilmente non mi porterà ad avere neanche la FORZA di prepararmi bene per i test, che dovrebbe essere la finalità stessa di quell'anno. Trovarmi qualcosa da fare durante questo oltre che studiare? Dubito ci riuscirei. Ci sarebbero tante cose che vorrei fare. Mi piacerebbe fare volontariato. Aiutare le persone. Ma non ci riesco. Ci sarebbero probabilmente altre alternative, ma sono troppo afflitto da inettitudine e "taedium vitae" per potermi attivare (cosa che non sono mai riuscito a fare) ed informarmi per l'accesso a facoltà simili ma con test d'ingresso magari più semplici, per poi fare il passaggio alla facoltà che ho intenzione di prendere. La consapevolezza di essere un "incapace alla vita" di stampo sveviano o un "indifferente" moraviano è una realtà angosciante. Per concludere, le mie prospettive di vita sono queste: non potrò affermarmi nella vita sociale né lavorativa per i motivi descritti sopra e per la mia mente molto chiusa alle novità e a situazioni che per me sono particolarmente "stressanti", né riuscirò ad avere mai quella felicità da me tanto cercata che in questo momento credo potrei unicamente trovare in una persona che mi stia accanto, che mi voglia bene e ricambi pienamente l'affetto che io vorrei dare. Considerato che oltretutto l'unica cosa che faccio, ovvero andare a scuola e studiare, non mi riesce neanche alla perfezione (gente fidanzata, con una vita sociale normalissima e felice riesce ad avere risultati migliori), mi viene da dire soltanto questo: che bella vita" Qualcuno è in questa situazione? Sono un kv di 22 anni, inetto, con un solo amico, che vedo poche volte all'anno, qualche conoscente e zero vita sociale, escludendo il lavoro Super relatable |
| Minchia quanto mi ci rivedo in questo racconto , sarei curioso di sapere come gli va adesso che sono passati 2 anni |
| È difficile farsi apprezzare se si è inetti, timidi perché ci si esprimerà male e si saboterà un sacco se stessi, è una merda |
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È difficile farsi apprezzare se si è inetti, timidi perché ci si esprimerà male e si saboterà un sacco se stessi, è una merda Timidezza o insicurezza ? Io non mi posso definirmi timido ma profondamente insicuro e con zero autostima ,e magari con un disturbo evitante di personalità o di sociofobia |
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Penso siano la stessa cosa, io anche ho zero autostima, così da inizio adolescenza, infatti cerco sempre di copare perché devo reggere l'ansia sociale È difficile farsi apprezzare se si è inetti, timidi perché ci si esprimerà male e si saboterà un sacco se stessi, è una merda Timidezza o insicurezza ? Io non mi posso definirmi timido ma profondamente insicuro e con zero autostima ,e magari con un disturbo evitante di personalità o di sociofobia È comunque essere evitanti è uguale a timidezza elevata al quadrato. Comunque essere inetti sociali è una delle cose peggiori, ti preclude tantissime cose Edited by Gianni L'NPC - 10/2/2022, 13:46 |
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Penso siano la stessa cosa, io anche ho zero autostima, così da inizio adolescenza, infatti cerco sempre di copare perché devo reggere l'ansia sociale Timidezza o insicurezza ? Io non mi posso definirmi timido ma profondamente insicuro e con zero autostima ,e magari con un disturbo evitante di personalità o di sociofobia È comunque essere evitanti è uguale a timidezza elevata al quadrato Ma tu come sei diventato cosi o lo sei sempre stato ? Io non sono mai dico mai stato capace di socializzare , non ho un carattere particolarmente allegro o estroverso poi una vita di delusioni di crudezze di emarginazione mi hanno portato a chiudermi in me stesso in maniera definitiva |
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Penso siano la stessa cosa, io anche ho zero autostima, così da inizio adolescenza, infatti cerco sempre di copare perché devo reggere l'ansia sociale Timidezza o insicurezza ? Io non mi posso definirmi timido ma profondamente insicuro e con zero autostima ,e magari con un disturbo evitante di personalità o di sociofobia È comunque essere evitanti è uguale a timidezza elevata al quadrato Ma tu come sei diventato cosi o lo sei sempre stato ? Io non sono mai dico mai stato capace di socializzare , non ho un carattere particolarmente allegro o estroverso poi una vita di delusioni di crudezze di emarginazione mi hanno portato a chiudermi in me stesso in maniera definitiva Vedevo I primi segnali a 12 anni, infatti mi ricordo I classe che cercavo di colmare, facendo il buffone, poi a 13 sono diventato sfigato e verso i 18 asociale capendo che ero diverso, depresso, li ho iniziato a chiudermi, specialmente verso i normies e i fighi. |
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Ma tu come sei diventato cosi o lo sei sempre stato ? Io non sono mai dico mai stato capace di socializzare , non ho un carattere particolarmente allegro o estroverso poi una vita di delusioni di crudezze di emarginazione mi hanno portato a chiudermi in me stesso in maniera definitiva Vedevo I primi segnali a 12 anni, infatti mi ricordo I classe che cercavo di colmare, facendo il buffone, poi a 13 sono diventato sfigato e verso i 18 asociale capendo che ero diverso, depresso, li ho iniziato a chiudermi, specialmente verso i normies e i fighi. Mi dispiace , onestamente non avrei neanche consigli da darti |