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Terminata in che senso? Scusa la domanda, forse un pò sciocca. Mi da un sacco fastidio vedere le ragazze che sui social si lamentano dei tipi bastardi che le illudono e poi spariscono facendole andare in depressione, però se gli scrive un ragazzo serio nemmeno lo calcolano e anzi, se la tirano in una maniera assurda non rispondendoti manco sotto tortura. Cazzo, lo amo questo forum, non sono l'unico a vedere queste cose allora...... Per il resto.... Sono proprio i bastardi che si fanno rispettare e le seducono..... |
| Terminata nel senso che non abbiamo speranze. |
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Principalmente si guarda all'aspetto fisico, sia per gli uomini che per le donne. Quando dicono che la bellezza non conta, non è per niente vero, hanno sempre preferenza verso quelli più belli/e. Ma il carattere in parte è condizionato pure dall’aspetto fisico, se uno è brutto spesso è frustrato e ha un atteggiamento da insicuro, uno bello e che gli fanno sempre complimenti sulla sua bellezza sarà piu’ sicuro di se e sicuramente estroverso, tu chi scegli tra un timido impacciato e bruttino e uno bello e spigliato con una vita sociale?! |
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Principalmente si guarda all'aspetto fisico, sia per gli uomini che per le donne. Quando dicono che la bellezza non conta, non è per niente vero, hanno sempre preferenza verso quelli più belli/e. Ma il carattere in parte è condizionato pure dall’aspetto fisico, se uno è brutto spesso è frustrato e ha un atteggiamento da insicuro, uno bello e che gli fanno sempre complimenti sulla sua bellezza sarà piu’ sicuro di se e sicuramente estroverso, tu chi scegli tra un timido impacciato e bruttino e uno bello e spigliato con una vita sociale?! da hall of fame |
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Compagni, giusto per rallegrarci un po' la giornata: Forse c'è chi troverà la domanda stupida, ma per me non lo è. È peggio il dolore fisico o quello psichico? Chi non ha mai sperimentato il dolore psichico insopportabile, quello che ti porta all'ideazione del suicidio, non può capire. Non sminuisco il dolore fisico, ma le ferite della psiche difficilmente si rimarginano. La cicatrice che ti lasciano è un buco nero nell'anima che ti succhia via la vita giorno dopo giorno fino a quando la morte diventa un sollievo. Per quello che ho sperimentato io secondo me è peggio il dolore psichico. Il peggior momento della mia vita è stato quando ho avuto un problema psicologico che è durato un anno e mi ha segnato a lungo, forse ha plasmato la mia personalità, ho contemplato il pensiero di suicidarmi e se ci ripenso tutt'ora mi sento male mentre fisicamente ho avuto problemi fisici come la colecistite e relativi calcoli dolorosissimi ma gli attacchi duravano solo poche ore ogni tot di settimane e dopo l'intervento chirurgico di rimozione è finita senza ricordi traumatizzanti solo i segni delle cicatrici. Averli tutti e due tutti i giorni della vita é il top. La morfina è il mio sogno proibito, conosco persone dipendenti dagli oppiacei, una ci è morta. Ma non me la danno perché in questo sistema è più importante tenerti in vita che alleviarti il dolore, fisico o psichico che sia. E quando qualcuno sfugge all'ingranaggio e la fa finita, lo piangono. Cosa piangete che quello si è liberato di tutto. Quando invece stai male ma sei vivo, non ti piange nessuno, al massimo ti compatiscono. O te la ributtano addosso ("devi trovare la causa" "devi provare questo e quello"). Non ha alcun senso ma funziona così. Da morti non c'è più nessun tipo di dolore, a buon intenditor... Ho sopportato e sto sopportando entrambi. Con quello fisico ho provato qualcosa di tremendo come stare per ore con un osso fuori, è stato atroce e infatti mi è rimasto qualche trauma. Quello psicologico è più subdolo, ti scava dentro e io purtroppo l'ho sempre lasciato fare. Sono debole e reagisco poco. Qualche mese fa ho provato l'ebbrezza di un mental breakdown ed è stata una situazione critica. In base alla mia esperienza forse tollero di più quello psicologico, dipende dall'intensità del dolore ovviamente. Nell'ultimo anno ho sofferto più mentalmente che fisicamente. Non so cosa sia peggio in effetti. Ora ho entrambe le cose contemporaneamente, perché non si può pensare che il fisico non rifletta i dolori dell’anima? |
| Non vorrei dirvelo ragazzi ma le app non servono a un fico secco manco ai belli fighi quasi, figuratevi ai normali o bruttini, scordatevelo. L’unica è appunto approcciare a freddo se non si è impacciati al 100% e timidi totali, ma mica approcciare una bella, come diceva tempo fa’ un altro utente l’unica è accontentarsi e avere rapporti sessuali con ragazze normali o bruttine, quindi una sullo stesso livello sia di bellezza ma anche sul sociale, una ragazza bella che ha vita sociale e ragazzi che gli vanno dietro non ti fila nemmeno se la paghi... |
| Che vita da schifo...L'orrore del dover vagare da solo ed in pena per le strade da soli circondato da persone piene di legami, senza affetti, senza qualcuno che ti dia una pacca sulla spalla alla sera o una carezza la mattina. |
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Purtroppo bisogna anche guardare in faccia la realtà. Parlo sempre per me:nessuna accetterebbe mai di stare con uno come me che non ha nessuna esperienza, che non sa socializzare, che ha gravi problemi a relazionarsi con gli altri. Si ok ho il lavoro e la macchina, ma non c'entra nulla, nessuna ripeto, starebbe mai con un incapace sociale come me, non accetterebbe mai, e il motivo è semplice. Hanno talmente un ampio ventaglio di scelta la fuori, che non avrebbe senso perdere tempo con chi è un totale incapace sociale, fobico e depresso. Ma è chiaro una donna non verrebbe nemmeno a prendere un gelato con me , non ci era venuta una che conoscevo fin da adolescente e che comunque mi voleva a suo modo bene figurarsi un altra, cioè a 40 anni sto che non sono mai uscito con una donna per un appuntamento, nemmeno riuscirei a gestire l’ansia di avere un appuntamento, la mia bruttezza estetica passa pure in secondo piano. |
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Di cosa avete piu paura? Di vivere così anche io..sono dieci anni che sto così..depresso con qualche gioia ogni tanto..ma così non è vita. Di continuare a vedere amici e coetanei realizzarsi avere una bella vita con famiglia e figli, mentre io rimango sempre più indietro. Ho paura ogni volta che giunge il mattino. Vivo nel terrore di ogni nuovo giorno, questa sensazione si affievolisce con l'arrivo del tramonto fino a sfumare in un senso di pace al momento di coricarsi alla sera. Qualcuno diceva che dormire è un po come morire, la coscienza viene messa a tacere e si entra in un limbo dove tutti gli affanni della vita terrena svaniscono per un po'. Spero solo che presto troverò talmente insopportabile questo vivere nel terrore da trovare il coraggio di mettermi a dormire per sempre. |
| Ciao a tutti, piacere di conoscervi. La mia situazione è terribile, se non peggio. Scrivo a stenti, ultimamente ho anche delle vertigini e faccio fatica a reggermi in piedi, sono veramente sfinito. Mi fa piacere l'idea di conoscere nuove persone anche se virtualmente e di scambiare opinioni, mi fa veramente piacere. Io non saprei individuare cause specifiche nell'ambito dei primi anni di vita, adolescenza ecc. ... comunque se dovessi assegnare un inizio dei miei problemi esclamerei a gran voce: aa 2014! Dio santo, mi ricordo ancora quell'anno come fosse ieri. Da tutta la vita soffro di insicurezza, diciamo, ma nel 2014 tutta la mia vita è cambiata radicalmente... e so anche quella di molti altri. Saprei dare una spiegazione di questo fenomeno ma si entrerebbe un po' in ambito esoterico e non vorrei dilungarmi in argomentazioni strambe. Già nel 2013 ho iniziato ad accusare sintomi lievi di instabilità emotiva e forse anche di impazienza clinica, se così si potrebbe dire. Ma nel 2014 (me lo ricordo ancora a febbraio) in una serata la mia vita è precipitata; è come se una cappa di... non saprei neanche definirlo, una cappa di disperazione mi è piombata addosso da un momento all'altro, non mi sentivo più le gambe e ho iniziato nei giorni successivi a dormire per terra, per sentire il collegamento con la madre terra, per sentirmi ancorato. Mi tiravo dei pugni sulle gambe per sentirle, mi frustavo la schiena, mangiavo sdraiato davanti il pc con aperti 20 video youtube di telegiornali di diverse lingue, tutti contemporaneamente, per sedare i pensieri sovraffolati che abitavano la mia mente e che non mi lasciavano un attimo di tregua. Mia madre in quel periodo mi diede della pasticchina piccole, piccole si, ma sembravano un sedativo per cavalli. Mi stendevano fino quasi a perdere conoscenza. Scusate se lo dico, ma i capelli li perdevo... non so perché, divennero fini, persero consistenza e li perdevo infatti poi li tagliai. Iniziai a rompere delle cose in casa, rovesciai la scrivania... fino quando mio zio e il compagno di mia madre piombarono in casa per farmi ricoverare: scappai dalla finestra del terzo piano calandomi con i tubi del gas. E da li finii in strada. Passai due anni in strada sperimentando ogni genere di disperazione: fame, freddo, dimagrimento, umiliazioni, stanchezza oltre ogni limite, mal di schiena, mal di ossa, febbre a 38 mentre ero fuori a rigurgitare per strada e quasi a svenire per la stanchezza. Sono svenuto due volte per strada per la stanchezza. Avevo dei soldi da parte, mi sono serviti per pagarmi da mangiare mentre ero fuori, ma di pagarmi un affitto era impossibile... ormai ero stigmatizzato, non mi facevano entrare negli ostelli nemmeno se mi presentavo pulito e ordinato tanto che non si capiva nemmeno che vivevo fuori. Si inventavano delle scuse tipo che facevo bordello le volte prima, il che non era vero. Incomincia a fumare, cosa che faccio tutt'ora. E' l'unico piacere che ho. La ragazza... sembra un capitolo strappato dal mio libro, per dirla con una metafora. Quindi passai due anni in strada con le giornate che sfumavano di notte in notte, di giorno in giorno, tutte più o meno uguali. Avevo un amico che mi ospitava ogni tanto, dopo che lo pregai di aiutarmi... quasi strisciando per terra. Nessuno mi ha aiutato. Amici che avevo prima anche avendoci passato insieme anni e anni scomparvero... una volta sulla metro incrociai la sorella di un mio amico che era mia amica quasi quanto suo fratello; disse alla sua amica di fianco: QUESTO è IL FIGLIO di un amica di mia madre, in tono disprezzante, poi qualcos'altro che non sentii. Mi sentivo umiliato, messo alle corse, la morte sarebbe stata un amara consolazione.Riguardo alla morte, tentai il suicidio una 20ina di volte. Mi sdraiai sulle rotaie del treno una 10ina di volte ma mi alzavo sempre quando vedevo le luci del treno arrivare. Una volta mi ha quasi beccato. Esorto chiunque a non augurarmi la morte nelle risposte, se mai irretito dal mio discorso perché rischia una denuncia per istigazione al suicidio - a me non interessa ma in virtù del codice penale rischia la reclusione. Volevo solo dirlo per sicurezza! Ho fatto qualche lavoro quando riuscii a sistemarmi un po', uno tra i quali lavorai come biker - non dico il nome dell'associazione per correttezza - cmq consegnavo viveri a domicilio e misi da parte un po' di soldi. Attualmente vivo in una casa a Milano Nord-Est ... affitto pagato con i miei risparmi. Ma, sinceramente, il fatto di avere una casa non ha allievato la mia sofferenza anzi, per certi aspetti ho sofferto più in questa casa che fuori all'aperto. Mi interesso di molte cose e studio parecchie materie, mi piacerebbe tentare il test d'ingresso a Scienze Naturali, ma non credo che ci riuscirò - sento che non esiste futuro per me. Tentai anche una campagna di crowfunding - ma non andò bene, completamente ignorata. Sono sempre stata una brava persona cosa di cui sono sicuro, non ho mai fatto del male a nessuno; persino la mia concezione di Dio si è inclinata. Come non metterlo in dubbio! E pensare che c'è gente che se la passa molto peggio di me, ma sono casi così lontani dalla cronaca che solo chi è sveglio e si informa può capire. Dico solo che spariscono 8000 bambini all'anno solo in Italia. Ma questo è un altro argomento. Attualmente vivo quindi in questo monolocale, ho fatto qualche lavoretto ma niente di incisivo; ho una qualifica come Operatore Socio Sanitario. Ora come ora ho un educatore trovato da mia madre che si è fatto la copia delle mie chiavi di casa ed entra quando vuole uccidendo ogni briciola della mia privacy. Mi accompagna al Cps dove sono in cura da una psicologa e da una psichiatra - prendo psicofarmaci che mi hanno fatto acquistare oltre 20 Kg di peso. Sono tutto gonfio ma questo non è un problema, basta andare in palestra. E niente, questa è la mia vita... ci sarebbero mille altri aneddoti da raccontare ma non sto scrivendo un romanzo. Scusate lo sfogo ma sento che la mia disperazione ha raggiunto un livello insostenibile... non ho più lacrime, sono a pezzi. Se qualcun'altro ha vissuto storie simili sarò ben grato di leggerle per argomentarle e fare quattro chiacchiere. Grazie per chi è arrivato fin qui. Grazie |
| forse se si ricoverava era meglio |
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Ho avuto un crollo grosso durante il mio primo vero lavoro ( nel 2006 ), che ha causato il mio autolicenziamento e il ricovero all'ospedale. Un altro poco prima di iscrivermi al forum che mi ha portato verso lo psicoterapeuta: ho tratto un beneficio temporaneo e una voglia matta di cercare un lavoro dopo anni di fermo, poi ho abbandonato lo psicoterapeuta ed è finito tutto di nuovo in vacca. Poi è arrivato il coviddi... |
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Compagni, altre pillole di blackpill da quel forum: Non ho mai avuto il minimo contatto con una donna che lasciasse intendere che da parte sua ci potesse essere un interesse nei miei confronti... Dal punto di vista sentimentale sono sempre stato ignorato, è come se le donne non si fossero mai accorte della mia esistenza come possibile partner. Che poi è questo quello che brucia di più. Non è neanche che uno fa schifo, è che proprio non sei neanche lontanamente considerato come possibile partner. Che anche quando uno si propone genera delle reazioni di sorpresa, quasi shock.. perché è una cosa che non si aspettano. Già, ti fanno sentire non umano. Come se i diritti dell'umanità tutta dalla notte dei tempi non ti spettassero. Forse siamo forme di vita piombate per errore in un ecosistema dove non saremmo mai dovuti esistere. Si, una forma di vita estranea ed invisibile. |
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La cosa che mi preoccupa di più non è tanto trovarne una (che già sarebbe un miracolo) quanto piuttosto l'eventuale competizione con altri ragazzi che sono nettamente più svegli e con un bagaglio di esperienza decisamente maggiore con i quali non potrei mai competere. Già un ragazzino di 16 anni è decisamente avanti a me sotto vari aspetti figuriamoci competere con gente della mia stessa età di 29/30 anni! In pratica sarebbe un massacro per me. Inoltre ok, conosco finalmente una ma come mantengo la relazione se sono un totale incapace e stupidotto? Non so fare nulla di nulla, non ho un briciolo di personalità e sono un pappa molle. In pratica sarebbe lei a comandarmi e a trainare me, perciò non starebbe mai con uno sfigato del genere. Qualcuno dirà di non piangersi addosso e non fare il piagnone ma purtroppo questa è la triste verità. Non posso competere con gli altri. In generale le competizioni non mi sono mai piaciute perché già so l'esito finale. È difficile da spiegare cosa si prova se non si è dentro a questi problemi. Provo una totale e triste impotenza. |
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Compagni, altre pillole di blackpill da quel forum: Non ho mai avuto il minimo contatto con una donna che lasciasse intendere che da parte sua ci potesse essere un interesse nei miei confronti... Dal punto di vista sentimentale sono sempre stato ignorato, è come se le donne non si fossero mai accorte della mia esistenza come possibile partner. Che poi è questo quello che brucia di più. Non è neanche che uno fa schifo, è che proprio non sei neanche lontanamente considerato come possibile partner. Che anche quando uno si propone genera delle reazioni di sorpresa, quasi shock.. perché è una cosa che non si aspettano. Già, ti fanno sentire non umano. Come se i diritti dell'umanità tutta dalla notte dei tempi non ti spettassero. Forse siamo forme di vita piombate per errore in un ecosistema dove non saremmo mai dovuti esistere. Si, una forma di vita estranea ed invisibile. La tua posizione non è affatto singolare o isolata. Tutti gli incels impresentabili si trovano nella tua stessa situazione e non siamo affatto pochi. Per esempio io sono un KV di 20 anni e posso confermarti di non aver mai destato il minimo interesse nei confronti dell'altro sesso. Però una cosa che non faccio è quella di imparanoiarmi credendo che gli altri aloha siano "meglio" di me, non lo faccio perché non lo penso. Se vuoi, posso darti questo consiglio: non umiliarti davanti alle donne facendo trasparire di essere un beta e al contempo non credere di essere inferiore ai tuoi coetanei, non sono mica supereroi e fidati che se li tratti in una certa maniera non hanno nulla da offrire se non il fatto di essere bellocci. |