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sì lo so che avevi una ltr. in ltr li cercano zerbini a volte, ma dopo si rompono il cazzo. per tenersi una donna in ltr bisogna avere polso sennò ti cagano in testa. |
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Aridaje, se con la mia mostravi il polso la perdeviiiii. Cazzo devo far venire qui a postare la sorella o chi la conosce? Il succo del discorso comunque era tutt'altro e tu l'hai travisato. Se fossi stato bello lei avrebbe provato più piacere nel darmi la patatina con maggiore frequenza. |
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ma chi l'ha detto? se sei un beta cuck di merda ti scartano lo stesso. oh, se vuoi capirlo bene, sennò continua a fare il beta cuck di merda e dare la colpa al tuo aspetto. auguri! |
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Mani in alto, sai tutto te. Conosci pure la mia ex meglio di me. E' grazie alla mia indole che sono riuscito a tenermela stretta per 3 anni e mezzo. Ma è grazie al mio aspetto che scopavo poco. Altro che cuckaggine. C'entra poco. Fossi stato alpha mi avrebbe lasciato dopo 1 mese a dire tanto. Ma, ripeto, tu la conosci meglio di me. Se dovevo alzare il polso lo alzavo, ma è sempre stato a mio rischio e pericolo perché lei a sfancularti ci metteva un secondo bella com'era. E me lo disse anche una volta. |
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e allora non stupirti se ti ha sfruttato 4 anni e non te la dava più già dopo 5 mesi. ha sfruttato il pollo e, magari, si scopava pure altri e non l'hai mai saputo. non mi stupirebbe. le donne di solito, ai beta cuck di merda cagano in testa senza troppi problemi. quelle più precise li ignorano e spariscono. poi, fammi capire, tu sai pure cosa prova la convivente di Falconero (quell'altro sa pure quanto scopano) e io non posso sapere il perché la tua np ti ha cagato in testa per anni? quando poi è tipico di alcune np quando trovano il pollo. impara a fare l'uomo invece di fare il beta cuck di merda. |
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Certo fatto sta che ritornando al discorso con un livello di look maggiore me l'avrebbe data di più. E ne sono certo. Intanto io da 4 quale sono sono stato in LTR con una che mi prendeva minimo 2 punti. E l'ho anche "obbligata" a farsi scopare dopo che mi ha lasciato un paio di volte. Quindi cuck ma intanto scopavo più di quanto avrei fatto senza di lei. |
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con tutto il tempo e le risorse perse dietro a una del genere, ti saresti potuto scopare tante altre. ltr di 4 anni dove neanche scopavi a parte i primi 5 mesi. bello... il che lascia aperta pure la porta al fatto che lei scopasse con altri. proprio da cuckold pieno. oh, c'è a chi piace. in ambito bdsm di cuckold veri che fanno scopare la propria donna ad altri e a cui piace esser cornuti è pieno. magari sei uno di quelli. c'è chi è minidotato e fa andare la moglie/compagna/fidanzata con dei "bull" e ci godono pure. io non giudico. se sono contenti così buon per loro. però non c'entra l'aspetto fisico direttamente. |
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Chi lo sa?! Può darsi! E può darsi anche mi piacesse! Se ti va di fossilizzarti su quanto io sia stato cuck va benissimo! Ma se fossi stato bello me l'avrebbe data di più giacché avrebbe goduto di più. E si ritorna all'inizio a quanto secondo me sia fondamentale il look nel sesso. Detto questo mi sò rotto i coglioni. Tanto tu hai le tue idee ed io le mie! ahah |
| sì ma quel che dici tu è la tua percezione, dovremmo sentire la tua ex, perché dai discorsi che fai, se io fossi una np, non te la darei solo a leggere quel che scrivi. |
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sì ma quel che dici tu è la tua percezione, dovremmo sentire la tua ex, perché dai discorsi che fai, se io fossi una np, non te la darei solo a leggere quel che scrivi. non se fossi.. tu SEI una np |
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sì ma quel che dici tu è la tua percezione, dovremmo sentire la tua ex, perché dai discorsi che fai, se io fossi una np, non te la darei solo a leggere quel che scrivi. Sarà una mia percezione che te devo dì |
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Questo è un clamoroso, colossale mucchio di stronzate e luoghi comuni. Che l'impegno, la dedizione, il sacrificio, la perseveranza e affini giochino un ruolo fondamentale nella realizzazione personale a lungo termine è una cosa talmente ovvia e scontata che è quantomeno ridicolo il fatto che tu abbia speso decine di righe per ribadire il concetto, senza peraltro aggiungere nessun altro contenuto valido al testo ed anzi confezionandolo in una prosa trasandata con la presunzione di veicolare una narrativa pseudohollywoodiana tritacoglioni. La redpill, così come la comunità degli incel, non è contraria a questo principio, ma ciò non significa che chiunque abbia le capacità o viva le circostanze per applicarlo. Il punto chiave che sembri ignorare nel tuo discorso, infatti, è che esiste una discrepanza psicologica fra i propositi e le azioni, e la storia dell'individuo fallito e indolente che all'improvviso trova dentro di sé - non si sa come - la volontà e la tenacia di un eroe spartano è una favoletta che involontariamente ha sulle masse l'effetto opposto a quello propagandato: lenisce l'ansia per il futuro e il senso di responsabilità verso sé stessi addormentandoli con la tiepida speranza che, un giorno, tutto cambierà grazie ad una scintilla interiore che si accenderà spontaneamente, quando invece la vera soluzione è da un lato imparare a convivere con l'idea che siamo limitati - che non tutto è concesso a tutti - e dall'altro intraprendere un percorso di crescita psicologica che indaghi il perché quell'individuo non riesce a realizzarsi nella sua pienezza e gli consenta di imparare a farlo. Sei pigro? Depresso? Stanco? Frustrato? Ok, ma perché? Qual è la tua natura interiore e come fare a sfruttarla a tuo vantaggio accettando i suoi vincoli? Se un ragazzo è sempre a casa e non ha nessuna propulsione interiore ad emanciparsi e costruirsi una vita ci sono delle ragioni che vanno indagate, comprese, sviscerate, e c'è la necessità di un miglioramento lento e difficile che non per forza ha come obiettivo uno sbandierato "successo" di qualche tipo soggiacente allo stesso malcelato bisogno di riconoscimento sociale che sembra essere il fulcro della tua paternale, bensì la consapevolezza interiore e la presa di responsabilità individuale che sono i pilastri su cui si costruisce la propria felicità; spostare l'attenzione sulla "volontà" (che infatti è una categoria squisitamente cristiana e per nulla affidabile dal punto di vista psicologico) del soggetto non risolverà il problema così come ti posso assicurare che non sarà un'accozzaglia di cliché stantii incollati insieme letta su un forum online a dare a quel ragazzo la spinta interiore di cui ha bisogno per "alzarsi dal divano". Tutta la storiella si basa, inoltre, su quel disgustoso mantra di "scalata delle gerarchie sociali" che è intrinsecamente marcio nelle sue radici quando viene assurto a parabola della vita, non essendo estendibile alla pluralità degli individui a cui si rivolge; una gerarchia infatti, per definizione, vede soltanto pochi al vertice e molti accalcarsi al di sotto, per un vincitore ci sono novantanove vinti, per forza: è il motivo per cui quell'uno viene chiamato vincitore. Dunque, il consiglio "sii vincitore" semplicemente non ha senso, visto che comunque si rivelerà valido una volta ogni cento. Questa narrativa annega l'individualità della persona sottointendendo che il "successo" costituisca le fondamenta della felicità, e che quel successo sia declinabile sempre negli stessi modi che la società dominante definisce: ecco perché il protagonista della tua storia fa tutto quanto in funzione di qualcos'altro, seguendo schemi che nemmeno si azzarda a mettere in discussione e finendo per rincorrere una felicità che è sempre interamente contenuta in qualcosa al di fuori di lui stesso (i soldi, la casa, le armi, le donne). Soprattutto, l'uomo finisce per far coincidere la propria felicità con i propri traguardi, quando invece la vera realizzazione - io credo - dovrebbe trovarsi assai di più nel processo che l'individuo esercita per raggiungere un traguardo, a prescindere (almeno in parte) dal risultato finale; la vera felicità sta nella gioia che mi procura il cammino, nel fatto che io sento che quel cammino ha per me significato, non solo nella meta. Ecco invece profilarsi dalle tue parole il ritratto del perfetto uomo moderno: la società non solo lo convince che egli possa essere felice meramente nel raggiungimento di un determinato traguardo, in una folle corsa dove all'effimero piacere del conseguimento di un obiettivo segue subito la sofferenza di una nuova scalata per l'obiettivo successivo, una vita passata a rincorrere la prossima promozione, la prossima automobile, la prossima casa, il prossimo premio, dove il presente ha valore unicamente in funzione del successo futuro e in nome di esso viene sacrificato, ma inoltre quella stessa società cerca anche di imporgli quelli che devono essere i suoi traguardi attraverso il meccanismo del riconoscimento sociale. Questo sì che muove l'economia! Magari al protagonista della tua storia neanche interessava avere i soldi, essere attraente e scopare le fighe, ma ehi, questo non lo contempliamo. E andiamo oltre: raccontiamo la barzelletta che "è tutto nelle tue mani". Sei brutto, stupido, povero e poco istruito? Nessun problema: il tuo successo dipende solo da te, non importa se ti abbiamo costruito intorno un sistema ipocrita, meschino, iper-concorrenziale, individualista e classista, se ti impegni ce la farai anche tu! Come? Non ti è andata bene? Beh, colpa tua, non ti sei impegnato abbastanza. Non voglio dire che l'individuo non abbia margini di miglioramento o non possa decidere del proprio destino, ma oggi il dibattito sociopolitico malsanamente polarizzato, a questo proposito, coniuga attraverso narrative differenti la medesima idea di fondo: una parte progressista di stampo postmodernista che vede ogni gerarchia sociale come un retaggio di un passato di oppressione e accarezza i collettivismi coi quali fa leva sull'idea che la tua identità sia nelle mani della tua categoria sociale e sradicando i vecchi costrutti l'individuo sia in grado di autodeterminarsi senza limiti biologici (social constructionism), e all'altro estremo una fazione conservatrice ancora legata al sogno americano e all'individualismo classico per cui "the only limits are the ones you set yourself". Tutto ciò è assai conveniente alla sopravvivenza del sistema e viene portato avanti dalla propaganda mediatica proprio con storielle come la tua, che sono tanto irrealistiche quanto banali. Non è la prima volta che leggo tuoi interventi su questo stile, qui mi andava di risponderti una volta per tutte. Ti riconosco di avere il coraggio di esporre le tue idee senza troppi peli sulla lingua, non è cosa da tutti. Mai una risposta poteva esser costruita meglio di questa. Ottime argomentazioni proposte in uno stile altrettanto ottimo (e adeguato al contenuto). Davvero, sul forum e in generale nel web è difficile trovare una critica tale. Mi viene la tentazione di citare alcune parti in qualche eventuale tema a scuola (parti che possono riferirsi a contesti anche esterni alla discussione) |
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KISMET MALOCCHIO Può esser vero che sia scontata ma, su questo forum, meglio ribadire anche l’ovvio visto che si avanti a cope enormi come sotto il 7 non è vita. Come ho scritto all’inizio, poi, mi è stato chiesto in un altro thread di dire come un 3 poteva farcela secondo me, non è che dovevo scrivere un trattato di psicologia comportamentale o di sociologia applicata alla società moderna. È un post di stimolo che va contro la filosofia predominante nel forum, tutta fatta di dogmi e preposizioni apodittiche, in stile se sei belloccio scopi scaccolandoti mentre rutti e caghi in testa al tuo amico ubriaco. La comunità incel, o la redpill, non saranno contrarie ma qui, sul forum dei brutti, mi sembra che la direzione che vada per la maggiore sia una: accasciarsi. La storia del tipo pigro e indolente è un esempio. Ribadisco che mi è stato chiesto di spiegare come un 3 secondo me poteva farcela. Non è che potevo scrivere un trattato psicologico. Soprattutto perché la narrativa contraria è tutta luoghi comuni e profili fake su tinder per dimostrare che, se sei belloccio, magari qualche troia online fake ti dice che vuole succhiartelo. Insomma, non è che ci voglia granché a smontare certi tesi. Comunque ti sfugge il tema centrale, evidentemente, la mia prosa sgarrupata non ti ha permesso di capire. Parti dall’assunto che un giorno ti verrà voglia di svegliarti quando non è così. Quello è un esempio per tagliar corto, il messaggio è l’esatto opposto: cioè se non ti dai da fare e non ti auto motivi ogni giorno, se nasci sfortunato, sei finito. Quindi non c’è un destino salvifico se non te lo costruisci con le tue mani. Epperò è scritto chiaro in fondo. Sicuro di aver letto bene? Il soggetto della storia non è un vincitore in senso assoluto ma soltanto relativo. Non ho scritto che ha fatot milioni né che la sua vita sia stata un tripudio di successi ma solo che ha fatto qualche scelta azzeccata, ha guadagnato un po’ di soldi per sfizi vari e ha una casetta. Se questo è il mantra della scalata della gerarchia sociale mi spiace, ma credo tu non abbia ben chiaro cosa sia la gerarchia sociale. Il soggetto non ha scalato niente, è solo uscito dalla merda come dovrebbe tentar di fare chiunque. Anche la disamina sull’interiorità dell’individuo è completamente errata. Infatti, a cominciare dal bullismo, per passare ai soldi, per passare alla figa, in realtà sono tutte cose necessarie alla vita e gli strumenti per realizzarsi sono quelli. Puoi anche vivere in miseria ed essere realizzato ma, insomma, mediamente, senza soldi fai una vita di merda. I bei principi valgono solo quando hai la pancia piena. Il discorso sul cammino e la meta è anche condivisibile ma non sta a te, o a me, sindacare le motivazioni di una persona. Inoltre, poi, in realtà è proprio quello lo scopo della storia: cercare di far comprendere che, con sforzi e sacrifici, si può realizzare qualcosa. I miei erano esempi, ognuno ci metta quelli che preferisce. Per il resto ognuno coltiva i propri interessi, non mi ergo a giudice delle scelte altrui come fai tu accompagnandoci un pippotto morale del tutto privo di profondità. Ribadisco: un post sul FdB non è un trattato di sociologia delle masse. Mediamente un 3 che nasce in certi contesti deve lottare per uscire dalla merda, non ha tempo né modo di fare filosofia spicciola. Non è lui che cambierà il mondo. se ci scrivevo che, come passione, aveva il veganesimo e l’ambiente eri più contento? Sterile. Grazie, ti ho risposto anche io. ciao avevo risposto a quel post. |
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Vita di un 3? Al gabbio. |
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Vita di un 3? Al gabbio. (IMG:https://images2-milano.corriereobjects.it/...UMB-INTERNA.jpg) Adesso la sua vita è diventata di un 1. |