faccio il gluista, lancio sassi nel mare e vedo fare glu glu.
Il gluista è una figura professionale di antica origine, dall’etimo onomatopeico. Consiste nel munirsi di un secchio di sassi da lanciare uno per volta nello stagno più prossimo, cercando di produrre il glu! perfetto
Il glugluismo è una pratica che consiste nell’afferrare un sasso con la mano destra (se non si è mancini) posizionarsi sulla spalletta del ponte alle grazie e aprire la mano. a quel punto si deve osservare attentamente il moto del sasso e il rumore glu-glu mentre sprofonda nelle acque
IL GLUISTA Dopo la grande crisi del 1929, il celebre economista americano J. Keynes, disse che per rilanciare l’economia bisognava fare in modo che ogni americano avesse un lavoro, anche se completamente inutile per la società, tipo scavare buchi in mezzo a un prato e poi riempirli di nuovo. La sua teoria si rivelò esatta e, in breve tempo, gli Stati Uniti tornarono a essere la più grande potenza mondiale. Se sei un seguace di Keynes, ti consigliamo il lavoro del gluista. Consiste nell’andare in spiaggia, prendere i sassi e tirali in mare, producendo quel suono tipico che fanno le pietre a contatto con l’acqua: Glu!. Lo so, è un lavoro inutile e ripetitivo, ma sarà anche merito tuo se la disoccupazione diminuirà e ci sarà un grande rilancio dell’economia nazionale.


qualcuno è campione olimpico campione mondiale di gluismo, fatemi sapere se partecipate alle olimpiadi con questa disciplina.
La metafora del sasso nello stagno
La motivazione porta all'azione, spinge al fare: se non si getta un sasso nello stagno, l'acqua non fa i cerchi. Stare fermi ed attendere il movimento dell'acqua, significa perdere le opportunità che la vita ogni giorno ci prospetta. Meglio andare, fino a quando non raggiungiamo la riva del fiume e innanzi ad uno specchio di acqua immobile, lanciamo un sasso, anche più di uno, fino a quando il moto dell'acqua non riflette la sagoma dei nostri sogni. Occorre lanciare il sasso perché le cose accadano
Da bambini si è soliti affacciarsi sulla riva del fiume per lanciare i sassi e osservare da lontano il comportamento dell'acqua. Così pure da un ponte che sovrasta la discesa di un ruscello di montagna o al mare quando si tenta di gettare un sasso sempre più lontano facendolo saltellare sulle superficie, una o più volte, fino a perdere con lo sguardo il punto in cui si inabissa. Un gioco che non ha età, per la gioia che riesce ad esprimere, il pensiero e le riflessioni che porta con sé in ogni circostanza dell'esistenza dell'uomo. Il gesto di per sé è pacifico, e non pericoloso, se considerato nella dimensione ludica. Si eleva d'importanza quando viene associato alla metafora del sasso nello stagno, corrispondete all'azione intrapresa dall'uomo quando si prefigge di raggiungere l'obiettivo: «lanciare il sasso perché le cose accadano».
Maggiore è il desiderio di raggiungere lo scopo più forte sarà l'energia impressa nel gesto e il numero di cerchi che si verranno a formare fino a quando non toccheranno la riva più lontana. Ai giovani, come alle persone, va detto, e spiegato, che per raggiungere gli scopi occorre mettersi in cammino, al pari di quando si vuole raggiungere la punta più estrema di una vetta: passo dopo passo si riduce la distanza con la cima della montagna.
Non importa quanti passi, il tipo di falcata e i metri percorsi. Rimanere fermi, e inerti, significa osservare da lontano ciò che vorremo essere, avere o possedere, senza avere la possibilità di sperimentare, anche incontrando tutte le insidie del mondo, come scalare la montagna. Ogni persona, dal suo osservatorio privilegiato, lancerà il sasso in ragione del peso che è in grado di sopportare e della forza che è in grado di imprimere nel lancio in quel preciso istante del tempo. L'allenamento e l'esperienza sono fattori di crescita cruciali che posti sotto i riflettori della luce dello Spirito e della razionalità, sono capaci di rinforzare e completare gli sforzi destinati allo scopo, di anticiparne il raggiungimento o anche di ritardarne la conquista per fattori indipendenti dalla stessa volontà dell'uomo.


ovvero siate altruisti anziché zizzanieri
Gianni Rodari, (1920-1980) giornalista e scrittore, nel suo libro Grammatica della fantasia (Il sasso nello stagno) paragona la parola a un sasso gettato a caso nello stagno, che a causa delle onde prodotte genera una serie di reazioni a catena, che coinvolgono l’esperienza, la memoria, la fantasia e l’inconscio. Una parola qualunque può riportare alla mente ricordi seppelliti sotto la polvere del tempo.
Quanto ci condiziona un sasso lanciato nelle nostre acque?
Se si tratta di un macigno può provocare sollevamenti e scombussolamenti. Comunque anche un sassolino ha le sue conseguenze. Una parola scoraggiante buttata lì a caso o una serie di parole grosse hanno sempre un impatto negativo. Nel caso dei social è peggio ancora.
Se tutte queste persone utilizzassero il loro ardore e zelo per aiutare e per incoraggiare il prossimo e se invece di seminare zizzanie e gettare fango sulle credenze altrui, gettassero parole di speranza e di solidarietà, il mondo sarebbe migliore. I cerchi che hanno causato nell’acqua aiuterebbero di più che seminare zizzanie.
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