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[QUOTE=MostroLowIQ,2/8/2021, 02:28 ?t=78607549&st=15#entry651597328] Nessuno dice di fare Rambo, si segnala alle forze dell'ordine, se non funziona so porta la famiglia da un'altra parte. A parte gli scherzi, conosco gente decente che viene dal Sud che si è rifatta una vita lontano, anche all'estero. Ma assolutamente. Su questo condivido. Bisogna segnalare a chi di competenza, e possibilmente spostarsi. Io sono cresciuto passando le giornate a giocare a scacchi/dama con i parenti e a discutere di storia. Questi sono cresciuti in mezzo alla strada con i coltellini in tasca. Ma è la mia famiglia che non c'entra niente con questo contesto, dovevano spostarsi. Il problema però è che chiaramente se uno ti da del verginello, e ti umilia a parole in una serata tu non puoi denunciarlo, per cosa lo denunci? Faresti ridere anche i carabinieri. Non essendo stato presente non saprei come avrei reagito di preciso, però me ne sarei andato quanto prima, senza accampare scuse o con falsi sorrisi, magari mandandoli a fare in culo uscendo. Si esce per passare una bella serata non per essere psicanalizzati da due coglioni. |
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Ho vissuto la tua stessa situazione un paio di anni fa. Quando tornai in Italia dalla Svizzera e cercai di far funzionare di nuovo i rapporti tra me e il mio ex migliore amico. Dopo 8 anni che non lo vedevo. Quando lo incontrai era totalmente cambiato. Prese una brutta strada, parliamo di cocaina e droghe pesanti. Mi presentò al suo gruppo una sera, era pieno di fattoni/casinisti con le loro tipe. Uscimmo in centro e le uniche cose che erano capaci di fare erano urlare,bestemmiare,bere come spugne e parlare con le comitive che conoscevano. Io rimanevo sempre in un angolo. Come un fantasma, in quei momenti sembravo non esistere. Quello che fu la persona con il quale ho passato i migliori momenti della mia infanzia e adolescenza mi trattava come se fossi un estraneo. Vedevo la sufficienza e la pietà nei miei confronti. Sapeva che non avevo nessuno e mi invitava per pena. Ovviamente non mancavano i commenti del tipo "ma perché non parli?" "che timido sei madonna" "bevi e sciogliti un pò". Non capendo che considerarmi come un appestato da invitare solo per pena, non avrebbe portato a "sciogliermi" come volevano loro. Ricordo ancora quando incontravamo sia amici che amiche. I primi nemmeno un saluto, nemmeno uno sguardo. Le seconde mi guardavano e ridevano tra di loro. Dopo un paio di uscite ho capito che non era il mio posto. Eravamo troppo diversi. Da quel giorno ad accompagnarmi è soltanto la mia perenne solitudine. Ma va bene cosi, o almeno faccio finta che sia cosi'. Penso che nei casi come il mio e il tuo, sia effettivamente vero il detto "meglio soli che male accompagnati" Che siano sbagliati loro o noi, poco importa. Con tipologie di persone totalmente opposte a noi è meglio evitare onde di ritrovarsi in queste situazioni. Comunque non mi vergogno a dire che anche io ho perso due anni di scuola. Non per voti o mancanza di intelligenza. Ma per il semplice fatto che era il periodo in cui soffrì di depressione e disturbo evitante di personalità. Non ero in me. Il mio consiglio è di non cercare ne lo scontro fisico e nemmeno verbale. Ma semplicemente chiudere i rapporti con questa gente. Vedrai che capiranno da soli. Da ciò che scrivi siamo molto simili. Anche i tuoi topic sono molto più interessanti dei classici che pubblicano qui sul forum. Quando tornerò, li rileggerò con molto piacere. A presto. |