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ci sono vari fattori: 1) la paura del prossimo e del giudizio; 2) famiglie non famiglie da cui esci fuori socialmente idiota; 3) fattori razziali etnici; 4) gruppo sanguigno; 5) profili psicologici particolari; 6) isolamento geografico; 7) Destino www.youtube.com/watch?v=eds1ivwq1oc Top risposta Barbafisso, ti ringrazio. Potresti chiarirmi meglio la parte riguardante al gruppo sanguigno come fattore scatenante l'alienazione? |
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Mi ricorda la scena di fantozzi dove lo psicologo della mutua gli dice che non ha nessun complesso di inferiorità, ma È INFERIORE lol Non è che tu hai senso di alienazione, è questa società che È ALIENANTE Semplicemente i più svegli lo percepiscono molto di più |
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Tutto regolare compagno, uno dei nostri c'era arrivato un secolo e mezzo fa. Marx distingue quattro tipi di alienazione, confrontando l'operaio con l'artigiano tradizionale: 1. L'operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista) e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi; 2. L'operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista); il lavoro dell'operaio non è libero come quello dell'artigiano né fantasioso, ma costrittivo: si svolge infatti in un determinato periodo di tempo, stabilito da altri (il capitalista). 3. L'operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l'operaio al Sisifo della mitologia greca); 4. L'operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale. Da un punto di vista più ampio, l'economia capitalistica traduce il rapporto tra le persone in modi di sfruttamento. Questa alienazione coinvolge totalmente gli operai: dalla situazione alienante in cui essi vivono, deriva l'opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione. Edited by R o s s o - 7/10/2021, 08:19 |
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Tutto regolare compagno, uno dei nostri c'era arrivato un secolo e mezzo fa. Marx distingue quattro tipi di alienazione, confrontando l'operaio con l'artigiano tradizionale: 1. L'operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista) e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi; 2. L'operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista); il lavoro dell'operaio non è libero come quello dell'artigiano né fantasioso, ma costrittivo: si svolge infatti in un determinato periodo di tempo, stabilito da altri (il capitalista). 3. L'operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l'operaio al Sisifo della mitologia greca); 4. L'operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale. Da un punto di vista più ampio, l'economia capitalistica traduce il rapporto tra le persone in modi di sfruttamento. Questa alienazione coinvolge totalmente gli operai: dalla situazione alienante in cui essi vivono, deriva l'opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione. Oggi i borghesi sono ancora più alienati dei proletari |
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Tutto regolare compagno, uno dei nostri c'era arrivato un secolo e mezzo fa. Marx distingue quattro tipi di alienazione, confrontando l'operaio con l'artigiano tradizionale: 1. L'operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista) e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi; 2. L'operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista); il lavoro dell'operaio non è libero come quello dell'artigiano né fantasioso, ma costrittivo: si svolge infatti in un determinato periodo di tempo, stabilito da altri (il capitalista). 3. L'operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l'operaio al Sisifo della mitologia greca); 4. L'operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale. Da un punto di vista più ampio, l'economia capitalistica traduce il rapporto tra le persone in modi di sfruttamento. Questa alienazione coinvolge totalmente gli operai: dalla situazione alienante in cui essi vivono, deriva l'opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione. Oggi i borghesi sono ancora più alienati dei proletari Perché è avvenuta la proletarizzazione del ceto medio compagno, i borghesi sono de facto i nuovi proletari. |
| mi son sempre sentito così, da che ho ricordi |
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Tutto regolare compagno, uno dei nostri c'era arrivato un secolo e mezzo fa. Marx distingue quattro tipi di alienazione, confrontando l'operaio con l'artigiano tradizionale: 1. L'operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista) e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi; 2. L'operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista); il lavoro dell'operaio non è libero come quello dell'artigiano né fantasioso, ma costrittivo: si svolge infatti in un determinato periodo di tempo, stabilito da altri (il capitalista). 3. L'operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l'operaio al Sisifo della mitologia greca); 4. L'operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale. Da un punto di vista più ampio, l'economia capitalistica traduce il rapporto tra le persone in modi di sfruttamento. Questa alienazione coinvolge totalmente gli operai: dalla situazione alienante in cui essi vivono, deriva l'opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione. Analisi interessante, però ciò non fornisce una risposta alle cause dell'alienazione fin da piccolissimo (ergo prima che si inneschi la meccanica operaio/padrone) |
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Tutto regolare compagno, uno dei nostri c'era arrivato un secolo e mezzo fa. Marx distingue quattro tipi di alienazione, confrontando l'operaio con l'artigiano tradizionale: 1. L'operaio è alienato dal prodotto del suo lavoro, perché produce beni senza che gli appartengano (infatti sono di proprietà del capitalista) e si trova, anzi, in una condizione di dipendenza rispetto ad essi; 2. L'operaio è alienato dalla propria attività, perché non produce per sé stesso, ma per un altro (il capitalista); il lavoro dell'operaio non è libero come quello dell'artigiano né fantasioso, ma costrittivo: si svolge infatti in un determinato periodo di tempo, stabilito da altri (il capitalista). 3. L'operaio è alienato dalla sua stessa essenza (Wesen), poiché il suo non è un lavoro costruttivo, libero e universale, bensì forzato, ripetitivo e unilaterale (Marx paragona l'operaio al Sisifo della mitologia greca); 4. L'operaio è alienato dal suo prossimo, cioè dal capitalista, che lo tratta come un mezzo da sfruttare per incrementare il profitto e ciò determina un rapporto conflittuale. Da un punto di vista più ampio, l'economia capitalistica traduce il rapporto tra le persone in modi di sfruttamento. Questa alienazione coinvolge totalmente gli operai: dalla situazione alienante in cui essi vivono, deriva l'opposizione dialettica presente tra forza lavoro e rapporti di produzione. Analisi interessante, però ciò non fornisce una risposta alle cause dell'alienazione fin da piccolissimo (ergo prima che si inneschi la meccanica operaio/padrone) Compagno, se tu (noi) fossi nato in una famiglia liberale ultracapitalista non avresti mai provato tale alienazione, la dinamica proletario/padrone parte dal momento della nascita, se nasci in una famiglia proletaria sei già condannato. |
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La realtà alienante della nostra società turbocapitalista, compagni: Vory il Beta della laguna danny.trejo Sanguinis_Effusione!! Olivio Ol Olivio il duce degli incel Porco Rosso gelointenso $ SENTENZA $ |
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[QUOTE=Clochard Schizoide,6/10/2021, 21:33 ?t=78727452&st=15#entry653001362] Gli interessi che ho non sono mai durati nel tempo (apparte gli ultimi 4) infatti spesso li ho cambiati, comunque sia i miei interessi attuali sono la genetica, mma, girare in bici cercando di perdermi per i campi o per i paesi vicini, fare passeggiate "serali" camminando per 2/3 ore di sera al buio per i campi guardandomi in giro osservando la vegetazione (cosa che faccio quotidianamente), esplorare case abbandonate (cosa che mi capita di rado dato che ne trovo poche, comunque sono pochissime quelle aperte dato che non entro in case chiuse perché dovrei danneggiarle per entrarci e mi sentirei in colpa) e infine osservare i comportamenti degli animali che trovo sul mio cammino. Mentre qualche hanno fa giocavo a yu gi oh (interesse che ho smesso di coltivare per mancanza di gente con cui giocare e soldi), catturare le cavallette (passavo giornati intere in estate a catturare per poi liberare e altri che non mi ricordo. Mentre gli interessi dei miei coetanei di solito sono: calcio, gossip di personaggi famosi, camminare per i centri città e vestiti (moda) È davvero molto interessante. Sono sicuro che saremmo stati Concordo |
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Mi hanno sempre escluso. Ora sono depresso,non riesco mai ad avere rapporti di amicizia con qualcuno. E se esco con altri miei coetanei molto spesso sto zitto oppure cerco di iniziare un discorso ma la persona che mi ascolta non è mai interessata. Io non interesso a nessuno e ora mi sono stancato di rincorrere le persone. |
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Top risposta Barbafisso, ti ringrazio. Potresti chiarirmi meglio la parte riguardante al gruppo sanguigno come fattore scatenante l'alienazione? i gruppi sanguigni conosciuti sono 4 suddivisi ognuno in Positivo / negativo: O - A - B - AB (IMG:https://upload.forumfree.net/i/ff12144948/...NERD_036522.jpg) se il gruppo ha RH positivo significa che è sangue Rhesus Macaco, mentre se è RH negativo non è Rhesus macaco ma puro sangue umano..o alieno. l' 85% popolazione mondiale è RH positivo quindi se nasci RH negativo puoi sentirti alienato perché sei diverso dentro, hai l'antigene RH Molto molto interessante Barbafisso, avevo già sentito parlare di questa teoria... Tra l'altro io sono 0 Rh negativo quindi coinciderebbe con l'ipotesi iniziale. Anche tu hai il fattore Rh negativo? |
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Ne ho sofferto anche io, e speso ancora ne sento il peso. Penso che sia dovuto al luogo dove nasci, molte persone hanno la fortuna di nascere nel luogo adatto a loro, mi vengono in mente tanti che si lamentano di essere in Italia ma c'è l hanno scritto nel sangue che sono italiani, altre persone no, se ci pensi bene quante possibilità hai su 100 di nascere nel posto dove ti ci puoi amalgamare.... quasi nessuna! uno su 100, è per questo che quando nel. passato l uomo viveva come un vero essere umano ad un certo punto della vita emigrava o colonizzava altri posti, per trovar eil proprio! Ognuno di noi nella vita ad un certo punto dovrebbe andarsene e cercarsi il proprio nido, adatto a lui, scritto fin dalla. sua nascita |