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Domanda per chi come me ha un lavoro e non ha alcuna speranza di avere mai una donna con cui fare figli. Ovviamente, se non siete blupillati o fortunatissimi perché fate un lavoro che amate, sapete che il lavoro è solo una rottura di coglioni. Capisco se uno lavora per il bene della donna che gliela dà e dei figli. Ma per un incel è un bene lasciare il lavoro? A che età e con quanti soldi in banca? Ovvio che se lo stipendio vi serve per bollette e affitto vi tocca lavorare, ma se avete casa di proprietà/eredità/gruzzolo in banca perché non mandare affanculo il lavoro? Per quanto mi riguarda mi sto facendo i conti e quando avrò raggiunto la cifra che reputo sufficiente a sopravvivere per altri 30 anni in base alle mie esigenze mensili, lascerò il mio lavoro di merda da impiegatuccio da 1.500 mese. Qualcun altro ha fatto il mio stesso ragionamento? |
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hai ragione ci penso spesso la mia vita è un fallimento senza famiglia moglie e figli ma so che non è stata (tutta) colpa mia |
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hai ragione ci penso spesso la mia vita è un fallimento senza famiglia moglie e figli ma so che non è stata (tutta) colpa mia ci mancherebbe, non ne faccio una colpa a nessuno. con l'ipergamia e il femminazismo oggi se sei under 7 non hai speranze. lo sappiamo tutti. |
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qua sei andato fuori giri avevi detto una cosa giusta e hai subito sbarellato con una INCELlata |
| Lo sto ripetendo da tempo, si lavora per pagarsi dottori, esami e medicine perché dopo una certa età il fisico inizia a cadere a pezzi e il sistema sanitario nazionale non è più in grado di fornire un'assistenza adeguata. Qui molti di voi invocano la morte come una liberazione ma, tranne pochi fortunati che muoiono nel sonno o di infarto fulminante, per un sacco di gente la morte è solo il traguardo finale di un percorso fatto di sofferenze fisiche e mentali |
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Il lavoro per un incel è solo una rottura di palle. Risparmia e liberati da questa prigionia il prima possibile. Se hai delle rendite passive ad esempio affitti di immobili è ancora meglio. Io sono costretto a lavorare per una società che mi odia e mi umilia ma se avessi la possibilità di mollare il lavoro lo farei subito. |
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Per non deludere mamma e papà se sono ancora in vita. Già facciamo una vita di merda, chissà che schifo se fossimo anche biasimati dai nostri genitori. Quando se ne vanno ci si accascia definitivamente (o si va a fare turismo sessuale perenne con l'eredità). Edited by StronzOne - 28/10/2021, 20:02 |
| Io ho solo passioni costose che sono l'unico motivo per cui per me ha senso vivere, quindi dovrò lavorare per pagarmele |
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Un uomo sia esso bello o brutto se ha la possibilita' di vivere di rendita, è normale che possa rinunciarvi, in quanto sarebbe fatica sprecata per nulla. Si sceglie un lavoro, per guadagnare sicuramente, ma anche per il piacere di farlo e soprattutto per vivere, dato che non tutti hanno possibilita' di vivere da nababbi grazie a rendite milionarie, non si lavora per dare soldi alla moglie ed i figli, questo il classico atteggiamento da beta provider. |
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qua sei andato fuori giri avevi detto una cosa giusta e hai subito sbarellato con una INCELlata mi pare di aver detto una cosa vera. poi se conosci dei 4 o 5 che hanno mogli e figli probabilmente sono la minoranza |
| non esageriamo dai, ovunque mi giro vedo 4\5 con figli e sposati, certo non hanno la moglie modella di victoria secret, se facessero figli solo gli over 7 credi che saremmo 7 miliardi di persone nel mondo? non credo proprio |
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Il presupposto che tutti hanno ben chiaro in mente è: lavorare fa schifo. Questo vale per chiunque, tranne quei pochi eletti che svolgono una mansione/attività che piace veramente. Pensare di mollare il lavoro, oggi come in passato, è un pensiero ricorrente per molti: mancanza di stimoli, odio della propria mansione o dei colleghi e mille altre motivazioni più o meno valide. Tenete bene a mente, però, cosa implica farlo nella realtà: Bollette, casa, spesa (cibo e prodotti casalinghi) e tasse sono un costo fisso inalienabile che NON potete non considerare. A quanto ammontano, è difficile fare una stima: varia da zona, prodotti e servizi acquistati. Volendo, si può risparmiare tanto se fate le cose con la testa. Vogliamo fare un 1000€ mensile di disponibilità per chi ha casa di proprietà e 1500/1800€ per chi ne è sprovvisto? Vogliamo considerare anche l'inflazione ed il sempre maggiore costo delle materie prime? Avete abbastanza soldi da parte per fare questo salto? Vi andrebbe bene l'alternativa di barboneggiare tra caritas, dormitori e stazioni ferroviarie periferiche, con tutti i disagi igienico-sanitari del caso? Compagni, ognuno tragga le proprie conclusioni. |
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Il presupposto che tutti hanno ben chiaro in mente è: lavorare fa schifo. Questo vale per chiunque, tranne quei pochi eletti che svolgono una mansione/attività che piace veramente. Pensare di mollare il lavoro, oggi come in passato, è un pensiero ricorrente per molti: mancanza di stimoli, odio della propria mansione o dei colleghi e mille altre motivazioni più o meno valide. Tenete bene a mente, però, cosa implica farlo nella realtà: Bollette, casa, spesa (cibo e prodotti casalinghi) e tasse sono un costo fisso inalienabile che NON potete non considerare. A quanto ammontano, è difficile fare una stima: varia da zona, prodotti e servizi acquistati. Volendo, si può risparmiare tanto se fate le cose con la testa. Vogliamo fare un 1000€ mensile di disponibilità per chi ha casa di proprietà e 1500/1800€ per chi ne è sprovvisto? Vogliamo considerare anche l'inflazione ed il sempre maggiore costo delle materie prime? Avete abbastanza soldi da parte per fare questo salto? Vi andrebbe bene l'alternativa di barboneggiare tra caritas, dormitori e stazioni ferroviarie periferiche, con tutti i disagi igienico-sanitari del caso? Compagni, ognuno tragga le proprie conclusioni. Ma sono cifre assurde, permettimi. Non c'è nessuna zona dove in media spendi 1500/1800 per spese, affitto ecc., DA SOLO. |
| Non ho inserito nella "lista della spesa" hobbies, automobile e quant'alto dimenticato. Vivere in Italia ha un costo |
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Il presupposto che tutti hanno ben chiaro in mente è: lavorare fa schifo. Questo vale per chiunque, tranne quei pochi eletti che svolgono una mansione/attività che piace veramente. Pensare di mollare il lavoro, oggi come in passato, è un pensiero ricorrente per molti: mancanza di stimoli, odio della propria mansione o dei colleghi e mille altre motivazioni più o meno valide. Tenete bene a mente, però, cosa implica farlo nella realtà: Bollette, casa, spesa (cibo e prodotti casalinghi) e tasse sono un costo fisso inalienabile che NON potete non considerare. A quanto ammontano, è difficile fare una stima: varia da zona, prodotti e servizi acquistati. Volendo, si può risparmiare tanto se fate le cose con la testa. Vogliamo fare un 1000€ mensile di disponibilità per chi ha casa di proprietà e 1500/1800€ per chi ne è sprovvisto? Vogliamo considerare anche l'inflazione ed il sempre maggiore costo delle materie prime? Avete abbastanza soldi da parte per fare questo salto? Vi andrebbe bene l'alternativa di barboneggiare tra caritas, dormitori e stazioni ferroviarie periferiche, con tutti i disagi igienico-sanitari del caso? Compagni, ognuno tragga le proprie conclusioni. Ma sono cifre assurde, permettimi. Non c'è nessuna zona dove in media spendi 1500/1800 per spese, affitto ecc., DA SOLO. una città come Milano ad esempio per un posto decente non ti bastano nemmeno, comunque si in media in Italia con 500€ hai un appartamento in affitto |