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Scuola dell'infanzia: pochi rapporti sociali, educato, mio padre sostiene che spesso mi definissi "incompreso". Arrivano le elementari, sono abbastanza precoce: lettura fluente, più bravo dei miei compagni a scuola; troppo educato. Decisamente troppo. E in educazione fisica ero una frana. Bambine interessate a me? Nessuna, come se non esistessi. Primi bacetti sulla guancia, nella mia testa ovviamente. In compenso adottavo discrete strategie adattive e non ci facevo caso, non ancora. E poi, ehi, ero uno studente modello. Scuola secondaria di primo grado: Inizio dell'inferno. Comincio a non studiare, le materie scolastiche erano troppo semplici, cresceva in me il desiderio di fare piccole esperienze con l'altro sesso. Le classifiche dal più brutto al più bello, avete presente? Ultimo. Chiaro. Comincio a subire episodi di bullismo, tengo duro, un annetto e si cambierà ancora. Scuola secondaria di secondo grado: Il primo anno niente bullismo, cerco di farmi valere. Addio al bambino buono e gentile con tutti, accolgo il cinismo con piacere. In fondo ero sempre stato un po'cinico. Estate del primo anno bussa alla porta la depressione, pensieri suicidi, riesco a superarla anche assumendo psicofarmaci. Dal secondo anno in poi decido di dare un netto cambio al look, di essere più egocentrico, più "tamarro". Stranamente funziona, forse non ero così brutto, prima esperienza sessuale con una ragazza che definirei abbastanza promiscua; sguardi di interesse, per me una novità. Purtroppo ero, e sono, un inetto, spreco le potenziali occasioni, gli anni passano in fretta nonostante qualche debito maturato, bastava studiare un fine settimana e si recuperava. Finisce la scuola, comincio ad annoiarmi della vita sociale. Prima continuavo a uscire per necessità, per non perdere l'appiglio. Esco sempre meno, gli sguardi di interesse, forse anche frutto di una intermittente ma perentoria depressione che spegne il mio sguardo svaniscono. Comincio a isolarmi, continuo a isolarmi. Inizia l'università: studio, non socializzo. Eccomi oggi a scrivere, ancora universitario, cercando quantomeno di "copare" con efficacia. Bruttezza? Forse. Non troppa però. O almeno credo. Non mi va di farmi valutare, perlomeno adesso. Io credo che l'introversione associata alla non gradevolezza sia una piaga altrettanto grande. Scoperta dell'acqua calda. Lo so. Edited by Akaksjaj - 30/5/2022, 09:13 |
| Per lo meno mi pare di aver capito che non sei vergine, almeno quello. |
| Comunque sei uno che non si arrende mai, è qesta è una nostra caratteristica altro che chad |
| Benvenuto, mi spiace caro... |
| mezzo mentalcel brutto percepito |
| le crudezze delle elementari sono più toste di come viene definito indolore il mondo dei bambini, ....quando andavo alle elementari io si davano i bacetti sulle labbra, senza lingua ovviamente ma sullelabbra, a me mai dati. . e 5icordo che già allora vedere la propria amata baciettarsi col compagno carino di classe fa molto male... quelle rare volte che una compagna disse dj volessi "mettere con me," anche innquel caso bacetti sulle labbra non me lo diede nessuno |
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Non capisco . Cioè , leggo storie di vita normalissime , da italiano medio , non sei nemmeno brutto ... Queste sono vite normalissime rega' , non dovreste preoccuparvi. Chi vi fa credere che faccia vite migliori di queste , vi sta illudendo , per illudere se stessi... Sempre tolto Chad ovviamente Comunque benvenuto |
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Per lo meno mi pare di aver capito che non sei vergine, almeno quello. È vero, almeno quello. |
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Esattemente mezzo mentalcel? Arrotondato per eccesso o per difetto? |
| Sei un povero stronzo se dici cosi |
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Non capisco . Cioè , leggo storie di vita normalissime , da italiano medio , non sei nemmeno brutto ... Queste sono vite normalissime rega' , non dovreste preoccuparvi. Chi vi fa credere che faccia vite migliori di queste , vi sta illudendo , per illudere se stessi... Sempre tolto Chad ovviamente Comunque benvenuto Il QI medio di un italiano è 94.23, ergo, non così predisposto a essere "mentalcel", come dite voi. In effetti comunque ho evidenti problemi relazionali, non lo nego. E con problemi relazionali intendo, ad esempio, anche solo la semplice incapacità di fare "small talk". Le vite altrui non mi interessano più di tanto, onestamente. |
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Avrei preferito essere un ricco stronzo, dovrò accontentarmi. |
| per eccesso |
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Scuola dell'infanzia: pochi rapporti sociali, educato, mio padre sostiene che spesso mi definissi "incompreso". Arrivano le elementari, sono abbastanza precoce: lettura fluente, più bravo dei miei compagni a scuola; troppo educato. Decisamente troppo. E in educazione fisica ero una frana. Bambine interessate a me? Nessuna, come se non esistessi. Primi bacetti sulla guancia, nella mia testa ovviamente. In compenso adottavo discrete strategie adattive e non ci facevo caso, non ancora. E poi, ehi, ero uno studente modello. Scuola secondaria di primo grado: Inizio dell'inferno. Comincio a non studiare, le materie scolastiche erano troppo semplici, cresceva in me il desiderio di fare piccole esperienze con l'altro sesso. Le classifiche dal più brutto al più bello, avete presente? Ultimo. Chiaro. Comincio a subire episodi di bullismo, tengo duro, un annetto e si cambierà ancora. Scuola secondaria di secondo grado: Il primo anno niente bullismo, cerco di farmi valere. Addio al bambino buono e gentile con tutti, accolgo il cinismo con piacere. In fondo ero sempre stato un po'cinico. Estate del primo anno bussa alla porta la depressione, pensieri suicidi, riesco a superarla anche assumendo psicofarmaci. Dal secondo anno in poi decido di dare un netto cambio al look, di essere più egocentrico, più "tamarro". Stranamente funziona, forse non ero così brutto, prima esperienza sessuale con una ragazza che definirei abbastanza promiscua; sguardi di interesse, per me una novità. Purtroppo ero, e sono, un inetto, spreco le potenziali occasioni, gli anni passano in fretta nonostante qualche debito maturato, bastava studiare un fine settimana e si recuperava. Finisce la scuola, comincio ad annoiarmi della vita sociale. Prima continuavo a uscire per necessità, per non perdere l'appiglio. Esco sempre meno, gli sguardi di interesse, forse anche frutto di una intermittente ma perentoria depressione che spegne il mio sguardo svaniscono. Comincio a isolarmi, continuo a isolarmi. Inizia l'università: studio, non socializzo. Eccomi oggi a scrivere, ancora universitario, cercando quantomeno di "copare" con efficacia. Bruttezza? Forse. Non troppa però. O almeno credo. Non mi va di farmi valutare, perlomeno adesso. Io credo che l'introversione associata alla non gradevolezza sia una piaga altrettanto grande. Scoperta dell'acqua calda. Lo so. Ti sb-agli l' intro 📩 versione per eff_etto alone ✨✨✨ nel bello 😏👌 "... è così timido sensibile... educato...che tesoro" nel brutto 🌚👎 "...non si apre con gli altri... è musone antipatico...dovrebbe socializzare...chi si crede di essere?" quindi non aggiungere mali ai tuoi mali perché se sei un true incelloide con vero potenziale brutto genetico, ne hai di robe da sopportare (IMG:https://upload.forumfree.net/i/ff12144948/...0530-WA0007.jpg) Non sono d’accordo Barba. L’introversione, specialmente ad una certa età, castra anche i normocarini. |