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  • Borraccia Utente FDB
    Torno a pensare che dovresti scrivere un libro. Scrivi veramente bene In primis perché scrivere ti fa bene, poi potresti guadagnarci qualcosa in soldi e magari, perché no, fama. Io la copia la comprerei sicuro
    1 anno fa
    Piace a 1 utente
  • Accasciato Utente cancellato
    QUOTE (Borraccia @ 15/11/2022, 12:50) 
    Torno a pensare che dovresti scrivere un libro. Scrivi veramente bene In primis perché scrivere ti fa bene, poi potresti guadagnarci qualcosa in soldi e magari, perché no, fama. Io la copia la comprerei sicuro

    Sono ormai troppo accasciato per scrivere; da giovane, quando ancora credevo di poter fare qualcosa della mia vita, vinsi anche un premio nazionale per il miglior racconto di un certo genere.
    1 anno fa
    Piace a 3 utenti
  • Funestovento Utente cancellato
    CITAZIONE (Accasciato @ 15/11/2022, 13:45) 
    CITAZIONE (Borraccia @ 15/11/2022, 12:50) 
    Torno a pensare che dovresti scrivere un libro. Scrivi veramente bene In primis perché scrivere ti fa bene, poi potresti guadagnarci qualcosa in soldi e magari, perché no, fama. Io la copia la comprerei sicuro

    Sono ormai troppo accasciato per scrivere; da giovane, quando ancora credevo di poter fare qualcosa della mia vita, vinsi anche un premio nazionale per il miglior racconto di un certo genere.

    Bravo caro.
    1 anno fa
    Piace a 2 utenti
  • Borraccia Utente FDB
    CITAZIONE (Accasciato @ 15/11/2022, 13:45) 
    CITAZIONE (Borraccia @ 15/11/2022, 12:50) 
    Torno a pensare che dovresti scrivere un libro. Scrivi veramente bene In primis perché scrivere ti fa bene, poi potresti guadagnarci qualcosa in soldi e magari, perché no, fama. Io la copia la comprerei sicuro

    Sono ormai troppo accasciato per scrivere; da giovane, quando ancora credevo di poter fare qualcosa della mia vita, vinsi anche un premio nazionale per il miglior racconto di un certo genere.

    Complimenti. Vero peccato
    1 anno fa
    Piace a 1 utente
  • bruttomanonpiaccio Utente FDB
    CITAZIONE (Accasciato @ 10/11/2022, 22:10) 
    46 anni, KV, accasciato, sul due o tre.

    Sono nato in una piccola città del centro sud Italia; verso gli undici, dodici anni sviluppo una grave scoliosi e cifosi: la parte superiore della mia schiena si inarca ed ho una scapola più sollevata dell'altra che mi porta ad avere una postura torta da un lato. Dalla famiglia di uno dei miei genitori eredito inoltre orribili difetti dentali: i due incisori inferiori completamente disallineati (il famigerato terzo ordine) ed uno dei canini anch'esso dislocato così malamente da fare capolino dal labbro superiore anche a bocca chiusa. Tre dentisti diversi, interpellati sul da farsi, ipotizzano un intervento chirurgico di riduzione e modellazione delle ossa della mandibola con concomitante trattamento ortodontico, ma allo stesso tempo lo sconsigliano prospettandolo come estremamente invasivo. "Dopotutto, anche Schwarzenegger ha un mascellone; è segno di mascolinità", fu il commento intriso di malcelata commiserazione di uno dei dottori.

    A questo si aggiungano un sopracciglio continuo da orco (che depilo nel mezzo, ma...), ossa esili, un corpo completamente privo di tono muscolare, pelosissimo e con tendenza congenita ad accumulare grasso sul petto e sui fianchi. Altezza 1.72.

    Dopo un iniziale disorientamento — perché le persone mi trattano male? — acquisisco prima ancora dell'adolescenza una quota di consapevolezza della mia condizione: per via del mio aspetto sembro non poter avere accesso alla vita che vedo condurre dai miei coetanei. Non sono utile nella composizione delle squadre sportive, non risulto essere un buon compagno con cui uscire perché con la mia figura grottesca attiro i bulli e per giunta non sono in grado di difendermi. L'unica volta che partecipo al gioco della bottiglia, alle medie, scelgo l'obbligo di baciare una delle compagne: più mi avvicinavo alla prescelta, più nel suo volto si dipingeva una profonda smorfia di disgusto, il cui ricordo è ancora oggi indelebile.

    Tra lo scherno, umiliazioni e la solitudine, mi chiudo sempre più in me stesso: non esco mai e trascorro le giornate al computer (erano gli anni del Commodore 64 e dello ZX Spectrum) oppure a leggere i miei autori preferiti (Edgar Allan Poe, trovato nella biblioteca di mio padre, e più tardi H.P. Lovecraft).

    In questa fase, il mio convincimento circa il destino a me riservato è ancora altalenante; talvolta penso che forse le cose potrebbero sistemarsi da sé col tempo, ma d'altro canto intuisco istintivamente di essere in trappola, di non avere scampo. Percepisco che la mia esistenza è come dominata da un ordine superiore, un disporsi delle cose inesorabile.

    Il sottofondo della mia infanzia e dell'adolescenza è quello del Drive In, delle commedie sexy all'italiana, dei film di Tinto Brass e poi di Striscia la Notizia: tette, culi e patatone non depilate ovunque. All'insopportabile supplizio di non poter intrattenere alcuna forma soddisfacente di interazione sociale, si somma la tortura d'esser continuamente esposto ad immagini e stimoli sensuali senza poter dar sfogo all'affettività, come invece vedo fare dai miei coetanei, coinvolti nelle prime, pur assai superficiali esperienze con l'altro sesso.

    Finisce l'inferno delle scuole medie e mi ritrovo al liceo. La frustrazione che covo m'impedisce di concentrarmi serenamente sugli studi ed inizio ad andar male: i miei genitori, già scontenti per la mia condotta solitaria ("Perché sei sempre così imbronciato??? Esci e divertiti come tutti i tuoi coetanei!"), mi caricano anche della colpa di essere un lavativo. Va sempre peggio: vengo bocciato e cambio liceo, tra l'incredulità di tutti che fino ad allora mi conoscevano come uno studente modello.

    La verità è che la nausea, la disperazione e l'abissale scontento per la mia condizione, sempre più chiara nella sua crescente drammaticità, ottenebrano le mie facoltà mentali: sono un infelice. E più m'intristisco più divento inetto, incapace di fare, di pensare. Mi domando che senso abbia impegnarsi in alcunché se non posso neanche godere dell'affetto di una ragazza e della stima di amici maschi.

    L'inizio nel nuovo liceo è parimenti deludente: permane la mia svogliatezza nello studio e capiterà anche di essere rimandato a settembre. In alcune delle rare feste cui vengo invitato, osservo lo svolgersi degli approcci sessuali dei miei coetanei: negli anni, escluso dai più, ho imparato a guardare, in disparte. Una sera d'inverno, a casa di un compagno, vedo la tettona della classe e la sua amica scegliere i due ragazzi più normodotati della comitiva e scomparire in un'altra stanza. Riappariranno dopo un'ora e mezza in visibile stato di appagamento, con gli occhi luminosi di gioia e piacere. Giorni dopo si saprà che quella sorta di rituale di iniziazione le vide, tra le altre cose, spogliarsi nude e fare un pompino in ginocchio ai due fortunati. Uno dei prescelti mi raccontò: "Quando era davanti al mio cazzo le ho detto vedi un po' che devi fare, va'..."; oggi costui è il responsabile di un importante programma di sicurezza informatica a livello internazionale: le persone felici ed appagate dalla propria esistenza maturano evidentemente un equilibrio ed una fiducia tali da affermarsi in ogni ambito umano e professionale.

    Un giorno, nel corridoio del liceo, durante la ricreazione si diffonde una notizia: la fatina di cui ero perdutamente innamorato, F., davvero una principessina delle favole con gli occhi blu, i capelli color biondo cenere, sinuosa, elegantissima e profumata, figlia di un noto professionista della piccola città, adorata da tutti, è stata scopata da T.; ha insomma finalmente perso la verginità.
    T. era all'ultimo anno, più volte ripetente; oggettivamente un bel ragazzo, alto, robusto, ma attaccabrighe e già gran bevitore. Discendeva da una ricca famiglia di un paesino vicino, dove possedeva tra l'altro un austero palazzo del Diciassettesimo secolo. Non potevo non immaginare F. iniziata all'amore da T. in quelle stanze e torturarmi con quel pensiero.

    La sofferenza e l'odio per la mia condizione si accrescevano di giorno in giorno; iniziai allora a frequentare brutte compagnie ed a bere; presi anche ad atteggiarmi da duro — ah, quando ci ripenso oggi! — mettendo in atto una condotta che non finiva per fare altro che rendermi ancora più ridicolo: ah, le mie braccia filiformi e le mie spalle inesistenti nei panni del teppistello! Che poi, la serata tipo finiva vomitando anche l'anima a tarda notte dopo aver rischiato di prenderle in qualche triste locale di periferia.

    In un estremo tentativo di migliorare la mia condizione, durante l'ultimo anno del liceo m'iscrivo ad una palestra su suggerimento di un ortopedico, riuscendo a correggere in parte la postura; grazie alla sapiente guida di uno degli allenatori, in dodici mesi riuscirò a guadagnare una forma insperata. Entusiasta degli apparenti risultati ottenuti con la pratica dello sport, riprendo anche a consultare medici dentisti: mi viene proposto un trattamento ortodontico per sistemare almeno in parte l'arcata superiore che avrà successo e, al netto dei repellenti incisori dell'arcata inferiore, mi consentirà di avere per alcuni anni un sorriso apparentemente quasi normale.

    Parto per una città del centro Italia, dove frequenterò l'università, pieno di speranze: non sono mai stato così in forma fisicamente ed il relativo benessere corporale si riflette in parte anche sull'umore. Vivrò in un appartamentino piccolissimo ma tutto per me a poche centinaia di metri dalla Facoltà di Lettere, che scoprirò essere frequentata all'ottanta percento da ragazze provenienti da tutta Italia ed anche dall'estero.

    In breve, dacché il capitolo universitario meriterebbe una narrazione a sé: in cinque anni di vita in ateneo non riuscirò neanche ad ottenere un abbraccio od un bacio sulla guancia, venendo soltanto sfruttato saltuariamente dalle colleghe per preparare gli esami più ostici. L'entusiasmo, l'inutile, ridicolo entusiasmo degli inizi cede di nuovo il passo alla più cupa disperazione: smetto di allenarmi, prendo moltissimo peso, i capelli iniziano a cadere... Niente amici, niente uscite. Soltanto solitudine e consapevolezza sempre più cristallina del mio destino di persona inutile, non voluta da alcuno.

    Riesco a laurearmi con 110/110 e torno nella mia città natale ridotto a pezzi fisicamente e moralmente: il vuoto di una vita completamente priva di affetto è gelido, terrificante. Mi sento finito come uomo.

    Per cinque anni non riesco a trovare un'occupazione, se non collaborazioni a progetto pagate pochissimo in aziende disastrate. Mi riuscirà poi d'essere assunto a tempo indeterminato in una città del nord ovest dove vivo tutt'ora, avendo recuperato la mia passione per l'informatica che coltivavo fin da bambino tramutandola in opportunità lavorativa. I reparti marketing e creatività della compagnia che mi ingaggia sono principalmente popolati di giovani e avvenenti (alcune stupende) ragazze; uno dei miei colleghi, L., è ritenuto un bellissimo e, nel corso dei mesi, se le scoperà platealmente quasi tutte con la compiacenza della sua fidanzata ufficiale, anch'ella impiegata in azienda ed orgogliosa (!) delle imprese del suo partner. Una delle "candidate", sfruttata e poi abbandonata, verrà persino a piangere sulla mia spalla (letteralmente!) durante una cena aziendale.
    L. vestiva come un pezzente, aveva una voce stridula da Paperino, talvolta non emanava un odore gradevole (non usava deodoranti di sorta per sua stessa ammissione), ma era un vero e proprio magnete, non dovendo neanche compiere lo sforzo di corteggiarle: erano le donne (di tutte le età) a manifestargli insistentemente il desiderio di essere possedute da lui. La signora del bar accanto alla sede, ultrasettantenne, lo guardava incantata dal basso in alto: "questo ragasso sembra il Gionni Dèp!".

    Viene assunta un'amministrativa, B., meridionale, molto formosa, occhioni verdi, labbra carnose, capelli rossicci; sembra incuriosita da me e non perde occasione di darmi chiacchiera: scopriamo di avere i medesimi interessi, gusti cinematografici, letterari. Io vado a pranzo da solo in un locale vicino; lei inizia a presentarsi al mio tavolo quotidianamente, cercando sempre di più il contatto fisico. Un giorno pranziamo tenendoci per mano tutto il tempo. Mi saluta con morbidissimi baci sulla guancia, mi abbraccia stretto.

    Dopo una vita di solitudine infernale, non mi par vero: la adoro, lei è sempre più affettuosa. Tutti credono che siamo ormai fidanzati, anche la signora del bar. Non ricordo di essere mai stato così felice nella mia vita: sono convinto che mi ami, mi desideri.

    Una sera, durante una cena con alcuni conoscenti comuni, ci appartiamo e faccio per baciarla... Lei si ritrarrà inorridita. Il momento è glaciale: lei è irriconoscibile e dice con mezze frasi di volermi soltanto come amico (leggi: finanziatore di cene, sere a teatro in prima fila, etc...); trascorrerà il resto della nottata parlottando dell'accaduto con una sua conoscente, un vecchio boiler inacidito e pettegolo.

    Nei giorni successivi cerco di ignorarla, tra gli ammiccamenti dei colleghi che ormai sanno tutto; mi licenzierò un paio di mesi dopo, cadendo in una spirale di cambi di posizioni lavorative che rovinerà irrimediabilmente il mio percorso professionale. Tenterò di risollevarmi sul piano sociale prendendo a frequentare locali, ma fallendo di nuovo miseramente ed aggravando se possibile la mia già abissale sfiducia e depressione. Ma il capitolo vita notturna meriterebbe anch'esso una narrazione a sé.

    Arriviamo ai nostri giorni e sono ormai vecchio, brutto più che mai, con un lavoro di merda che odio e che perderò sicuramente per inerzia, depresso oltre ogni sopportazione; non esco più da anni se non per fare la spesa, ma talvolta neanche più quella avendo scoperto la consegna a domicilio.

    Vegeto aspettando la fine e non ho più neanche la forza di piangere, tanto sono inaridito dentro.

    Che cosa curiosa che tutti siano consapevoli fin da bambini che avranno una vita senza amore. Io dissi a mia madre quando avevo 9 anni “le femmine non s’innamorano mai”. Ah quanta amara verità, sebbene realtà solo per alcuni (in continuo aumento).
    È chiaro che via via ci si chiude in sé stessi, ma scusate, ma chi esce di casa se appena ti vedono ti picchiano, si schifano o ti deridono? Uno si butta sui videogiochi e vive in altri mondi…almeno lì ha un po’ di pace. Al dentista avrei risposto: mi scusi, ma lei questi paragoni del cazzo li ha studiati o è coglione di suo?
    Per le scuole medie penso siano state un inferno per tutti, è lì che mi hanno deviato il carattere, uno cresce è vero, ma quando sei piccolo difficilmente riesci a risalire a galla se sei brutto perché i feedback rimangono quelli anche in futuro, avresti bisogno di un boost bello potente per riprenderti, ma quando non accade diventi un insicuro e un infelice e tutte le altre cose vanno a rotoli. Hai l’autostima sotto zero e nemmeno tu credi più molto in te stesso, in fondo non ho combinato nulla fin ora e tutto va a rotoli e continua ad andare a rotoli.
    Non prendertela coi tuoi, appartengono ad un’altra generazione e se ti dicono certe cose è per il tuo bene.
    Continuerò a risponderti in un altro momento, ora purtroppo non ho tempo.


    Eccomi
    Mi spiace per quello che è successo con quella ragazza. Ti baciava, ti teneva la mano, che segnali pensava di lanciare? (Ora aspettiamo quella che ci dirà che hai frainteso tu).
    È brutto e siamo tutti consapevoli quando ti guardano come se stessero per baciare un pezzo di stronzio fumante puzzolente. Quelle facce inorridite, quel disgusto misto quasi al pericolo di ricevere un bacio da un ragazzo brutto non le dimenticherò mai. Mi viene voglia di scappare, di buttarmi sotto terra per l’imbarazzo. È lì poi che non ci provi più. Alla quarta, quinta, sesta volta che vedi quelle facce che vorrebbero non esistessi o che se sei al mondo dovresti essere vivere appartato non a contatto con la società…. Bè dopo tutte quelle facce ti accasci.
    Ad ogni modo hai sbagliato per il lavoro, non dovevi licenziarti, la cosa sarebbe sfumata via via nel tempo. Lo so che ti fischiavano le orecchie ad ogni sguardo, ad ogni mormorio, ad ogni risatina che magari non riguardava te, ma tu con la testa eri lì che pensavi “mi stanno prendendo per il culo”. Conosco la sensazione, sono stato preso in giro tantissimo in passato che ogni volta che una persona faceva qualcosa pensavo stessero sparlando di me….
    Mi spiace amico, l’unica cosa che posso dirti è cerca di tornare a fare il tuo lavoro, magari anche all’estero tipo in Svizzera o se conosci altre lingue trasferisciti. Più che altro, ripeto, torna a fare il tuo lavoro, forse l’unica cosa che potrebbe ridarti un po’ di dignità, per la tua mente almeno.
    Un abbraccio e benvenuto, sei tra amici.

    Edited by bruttomanonpiaccio - 16/11/2022, 10:09
    1 anno fa
    Piace a 3 utenti
  • Heresy Utente FDB
    Benvenuto tra noi, sei tra amici qui

    Pazzesco comunque come la mancanza di affetto, di validazione, di contatto fisico per essere umano è come prendere un veleno che ti porta alla morte lenta

    Sono veramente bisogni primari al pari di mangiare e bere
    1 anno fa
    Piace a 1 utente
  • Accasciato Utente cancellato
    QUOTE (bruttomanonpiaccio @ 15/11/2022, 21:13) 
    [...] Continuerò a risponderti in un altro momento, ora purtroppo non ho tempo. [...]

    Grazie, bruttomanonpiaccio, sarò lieto di conoscere anche il tuo punto di vista.

    QUOTE (Heresy @ 16/11/2022, 07:32) 
    Benvenuto tra noi, sei tra amici qui

    Pazzesco comunque come la mancanza di affetto, di validazione, di contatto fisico per essere umano è come prendere un veleno che ti porta alla morte lenta

    Sono veramente bisogni primari al pari di mangiare e bere

    Grazie del benvenuto Heresy.
    1 anno fa
    Piace a 1 utente
  • The Asintomatico Member
    Storia poco credibile. Comunque leggiti "vita di un 3" nella mia firma.
    1 anno fa
  • Olivio Ol Olivio Utente FDB
    Ciao benvenuto, rispondo veloce anche se in realta' ho letto tutta la presentazione.
    Quello che hai ( abbiamo ) sbagliato e' fare percorsi di studi strapieni di np.Un errore dal quale invito sempre tutti i redpillati a stare sempre attentissimi.
    1 anno fa
    Piace a 1 utente
  • Accasciato Utente cancellato
    QUOTE (Olivio Ol Olivio @ 16/11/2022, 13:30) 
    Ciao benvenuto, rispondo veloce anche se in realta' ho letto tutta la presentazione.
    Quello che hai ( abbiamo ) sbagliato e' fare percorsi di studi strapieni di np.Un errore dal quale invito sempre tutti i redpillati a stare sempre attentissimi.

    Ciao, grazie del benvenuto; col senno di poi, ripensandoci, concordo con la tua osservazione; anche se, nel mio caso, la genetica, per così dire, ha un peso ineludibile.
    1 anno fa
    Piace a 1 utente
  • bruttomanonpiaccio Utente FDB
    CITAZIONE (Accasciato @ 16/11/2022, 08:26) 
    CITAZIONE (bruttomanonpiaccio @ 15/11/2022, 21:13) 
    [...] Continuerò a risponderti in un altro momento, ora purtroppo non ho tempo. [...]

    Grazie, bruttomanonpiaccio, sarò lieto di conoscere anche il tuo punto di vista.

    CITAZIONE (Heresy @ 16/11/2022, 07:32) 
    Benvenuto tra noi, sei tra amici qui

    Pazzesco comunque come la mancanza di affetto, di validazione, di contatto fisico per essere umano è come prendere un veleno che ti porta alla morte lenta

    Sono veramente bisogni primari al pari di mangiare e bere

    Grazie del benvenuto Heresy.

    Ho editato il mio post, se vuoi leggerlo è sopra

    CITAZIONE (Olivio Ol Olivio @ 16/11/2022, 13:30) 
    Ciao benvenuto, rispondo veloce anche se in realta' ho letto tutta la presentazione.
    Quello che hai ( abbiamo ) sbagliato e' fare percorsi di studi strapieni di np.Un errore dal quale invito sempre tutti i redpillati a stare sempre attentissimi.

    All’inizio ho pensato “ma va che c’entra”.
    Poi ci ho riflettuto e cavolo hai ragione. Sono perfide e malfidate. I maschi sono molto più tranquilli, ma per fare i piacioni ti deridono assieme alle ragazze per far colpo. Giusta osservazione.
    1 anno fa
    Piace a 1 utente
  • Accasciato Utente cancellato
    QUOTE (bruttomanonpiaccio @ 16/11/2022, 15:12) 
    Ho editato il mio post, se vuoi leggerlo è sopra

    Letto ed apprezzato :)
    1 anno fa
    Piace a 2 utenti
  • Accasciato Utente cancellato
    QUOTE (saver71 @ 17/11/2022, 08:02) 
    Se hai vinto un premio significa che sei portato, e dovresti sfruttare questa tua capacità. Magari devi solo cambiare ambiente per trovare ispirazione. Hai mai pensato di andare in una biblioteca universitaria dove c'è molto silenzio? Potresti scrivere lì.

    Era un concorso di nicchia, per così dire, riservato ad un preciso genere letterario popolare. Alcune biblioteche pubbliche, specie quelle nazionali che hanno sede nei capoluoghi di regione, sono bellissime, dacché spesso ospitate in palazzi storici, con arredi e scaffalature anch'esse antiche; le frequentavo da studente, ora preferisco non uscire al di là del lavoro per non farmi del male vedendo l'oggetto del mio desiderio ovunque e, naturalmente, irraggiungibile. Ero anche un discreto musicista, ma da tempo non ho più interesse in nulla; non coltivo più alcuna abilità perché la mia vita è completamente vuota ed inutile senza l'affetto e la stima dell'altra metà del mondo: nonostante tutto il male che mi hanno arrecato, non posso non continuare ad amarle profondamente, le donne.
    1 anno fa
  • Borraccia Utente FDB
    CITAZIONE (Accasciato @ 17/11/2022, 08:20) 
    CITAZIONE (saver71 @ 17/11/2022, 08:02) 
    Se hai vinto un premio significa che sei portato, e dovresti sfruttare questa tua capacità. Magari devi solo cambiare ambiente per trovare ispirazione. Hai mai pensato di andare in una biblioteca universitaria dove c'è molto silenzio? Potresti scrivere lì.

    Era un concorso di nicchia, per così dire, riservato ad un preciso genere letterario popolare. Alcune biblioteche pubbliche, specie quelle nazionali che hanno sede nei capoluoghi di regione, sono bellissime, dacché spesso ospitate in palazzi storici, con arredi e scaffalature anch'esse antiche; le frequentavo da studente, ora preferisco non uscire al di là del lavoro per non farmi del male vedendo l'oggetto del mio desiderio ovunque e, naturalmente, irraggiungibile. Ero anche un discreto musicista, ma da tempo non ho più interesse in nulla; non coltivo più alcuna abilità perché la mia vita è completamente vuota ed inutile senza l'affetto e la stima dell'altra metà del mondo: nonostante tutto il male che mi hanno arrecato, non posso non continuare ad amarle profondamente, le donne.

    Te la senti di farti valutare da qualcuno di affidabile qui? Per esempio da incel di ritorno o da borndied, io mi sono fatto valutare da loro.

    Magari non sei così brutto come pensi. Inoltre io ti consiglierei di coltivare cmq le tue passioni e non mollare mai.
    1 anno fa
  • Accasciato Utente cancellato
    QUOTE (Borraccia @ 17/11/2022, 09:15) 
    QUOTE (Accasciato @ 17/11/2022, 08:20) 
    Era un concorso di nicchia, per così dire, riservato ad un preciso genere letterario popolare. Alcune biblioteche pubbliche, specie quelle nazionali che hanno sede nei capoluoghi di regione, sono bellissime, dacché spesso ospitate in palazzi storici, con arredi e scaffalature anch'esse antiche; le frequentavo da studente, ora preferisco non uscire al di là del lavoro per non farmi del male vedendo l'oggetto del mio desiderio ovunque e, naturalmente, irraggiungibile. Ero anche un discreto musicista, ma da tempo non ho più interesse in nulla; non coltivo più alcuna abilità perché la mia vita è completamente vuota ed inutile senza l'affetto e la stima dell'altra metà del mondo: nonostante tutto il male che mi hanno arrecato, non posso non continuare ad amarle profondamente, le donne.

    Te la senti di farti valutare da qualcuno di affidabile qui? Per esempio da incel di ritorno o da borndied, io mi sono fatto valutare da loro.

    Magari non sei così brutto come pensi. Inoltre io ti consiglierei di coltivare cmq le tue passioni e non mollare mai.

    Grazie Borraccia, ma preferirei rimanere nell'anonimato. Del resto, mi hanno valutato per quarantasei anni le donne che ho incontrato sul mio cammino, privandomi di tutto.
    1 anno fa
    Piace a 1 utente
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